Mese: settembre 2021

FOGGIA. BLOCCATA DALLA POLIZIA DI STATO GANG GIOVANILE RESPONSABILE DI AGGRESSIONE A COETANEI

Foggia: fermata gang giovanile responsabile di aggressione a coetanei

operazione

Gli agenti della Polizia di Foggia ha arrestato tre giovani di età compresa tra i 19 e 20 anni e tre minorenni sono stati denunciati perché responsabili, a vario titolo, dei reati di lesioni personali pluriaggravate commesse con finalità di odio etnico e razziale.

Il gruppo si è reso protagonista, nei centri della movida cittadina, di due episodi di violenza aggredendo gli stessi con calci e pugni, armi improprie e pronunciando nella circostanza frasi discriminatorie tre coetanei di cui due stranieri maggiorenni ed uno minorenne.

I medici che hanno preso in cura le vittime hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in sette, venti e trenta giorni.

La prima aggressione, avvenuta nel week end a cavallo tra il 21 e il 22 agosto, è stato accertato che uno degli arrestati insieme ad altri ragazzi, tra cui alcuni minori, abbia aggredito in piazza Mercato un gruppo di coetanei colpendo la vittima con calci e pugni al volto e in varie parti del corpo, scagliandosi con particolare violenza nei confronti di un giovane straniero e proferendo nella circostanza frasi a contenuto discriminatorio.

Nella stessa serata altri due appartenenti al gruppo insieme ad altri due minori hanno aggredito un minore straniero. Anche in quest’occasione, come nella precedente, la vittima oltre alle ingiurie a sfondo razziale ha subito violenti pugni e calci al volto tanto da cagionargli un trauma cranico facciale con rottura delle ossa nasali. 

Il gruppo si è reso responsabile di un altro episodio che si è verificato in piazza Mercato il 4 settembre ai danni di un minorenne che ha riportato, per i colpi subiti, un trauma cranico contusivo, un trauma della piramide nasale, la frattura dell’osso orbitale sinistro, lesioni dell’occhio sinistro e varie lesioni al cranio e al collo.

TORINO. PEDOPORNOGRAFIA: 13 ARRESTI, 34 INDAGATI DA NORD A SUD DELL’ITALIA.

Pedopornografia: indagate 34 persone in diverse regioni italiane

postaleGli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato 13 persone mentre altre 21 sono state denunciate per divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico.

Le indagini, durate più di un anno e mezzo, sono state condotte dal Compartimento di polizia postale e delle comunicazioni per la Sicilia occidentale con il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia on-line (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

All’operazione hanno preso parte gli specialisti della Polizia Postale di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trento, che hanno ricostruito l’intera rete di rapporti tra cittadini italiani e stranieri, che detenevano e scambiavano su Internet foto e video ritraenti atti sessuali tra adulti e minori, violenze sessuali subite da bambini e neonati.

I poliziotti hanno sequestrato più di 250mila file dai dispositivi informatici, talvolta occultati in contenitori di uso comune, come provette e confezioni per farmaci.

L’attività investigativa ha preso il via a seguito del monitoraggio svolto in Rete da tutti i Compartimenti sul territorio nazionale tanto sui canali di file sharing, quanto su piattaforme di chat e nel Dark Web, luoghi virtuali questi ultimi dove è necessario allacciare vere e proprie attività sotto copertura finalizzate all’accreditamento e identificazione dei responsabili.

L’attività sotto copertura ha permesso di individuare gli indagati residenti in 13 diverse regioni italiane.

Nel corso delle perquisizioni informatiche per 13 indagati, per la detenzione di ingente quantità di file pedopornografici, è scattato l’arresto in flagranza di reato.

In altri 21 casi gli agenti hanno denunciato gli indagati a piede libero, a vario titolo, per reati legati alla pornografia minorile.

Le persone coinvolte nelle indagini appartengono alle categorie sociali più diverse, cosi come per l’età, infatti si va dal lavoratore autonomo al lavoratore dipendente, da chi possiede un titolo di studio di base, al laureato.

ALESSANDRIA. RITORNO A SCUOLA CON LA POLIZIA DI STATO.

A scuola con la Polizia di Stato.

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian, Torneremo a scuola racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid.

Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe.

Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool. Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia. Come ogni anno non mancheranno le iniziative della Polizia di Stato della Provincia di Alessandria.

Il personale specializzato dell’Anticrimine proseguirà nelle conferenze sui temi del bullismo e del cyber bullismo anche con dei supporti digitali per meglio comprendere la problematica e il contenuto così pregnante soprattutto con l’avvento così impattante dei social network fra i giovani.

ALESSANDRIA. SEQUESTRATO DALLA POLIZIA STRADALE UN DEPOSITO DI RIFIUTI PERICOLOSI.

Sequestrato un deposito di rifiuti pericolosi.

La Polizia di Stato ha dedicato particolare attenzione all’attività di trasporto, alle norme di tutela ambientale e al contrasto al traffico illecito di rifiuti pericolosi.

Dai controlli operati dalle pattuglie della Polizia Stradale di Alessandria-sottosezione di Ovada-nelle scorse settimane è emerso che alcuni autocarri trasportavano irregolarmente “pneumatici fuori uso”. I controlli investigativi, mirati approfonditi, hanno consentito di individuare un luogo dove il materiale veniva depositato abusivamente.

Il personale preposto all’attività di indagine della Polizia Stradale di Ovada, partendo dalle contestazioni amministrative per oltre 6.300 euro, relative alla mancata tracciabilità del carico trasportato, elevate a diversi autotrasportatori fermati e controllati sulla tratta alessandrina dell’autostrada A/26, si è insospettito ed è riuscito, collaborando con i colleghi della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Genova, a delineare i contorni di un traffico illecito di rifiuti, individuando i punti di partenza e di destinazione della merce e a raccogliere elementi indiziari a carico dei responsabili.

Un genovese che esercitava l’attività di autoriparazione e sostituzione pneumatici in un comune della provincia del capoluogo ligure è stato identificato e con esso il luogo da cui risultavano essere partiti i carichi e nel quale esercitava l’attività abusiva di gommista oltre a un capannone con adiacente terreno, in un comune dell’alessandrino, dove veniva rinvenuto un deposito di pneumatici fuori uso, un’autovettura parzialmente bruciata, un motociclo fuori uso e varia attrezzatura d’ufficio fuori uso.

A carico dell’uomo sono emerse precise e circostanziate responsabilità in violazione delle norme in materia di tutela ambientale (decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152), in capo al soggetto genovese e al proprietario dell’immobile del comune alessandrino, per aver realizzato e gestito un deposito abusivo ed incontrollato di rifiuti pericolosi e non.

Il tutto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria Alessandrina che sta valutando i fatti anche rispetto ad altre posizioni emerse nel corso delle indagini.

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