Mese: settembre 2021

GENOVA. IL FURBETTO DEL GREEN PASS DENUNCIATO DALLA POLIZIA DI FRONTIERA.

Falso Green pass per imbarcarsi: 2 denunce a Genova

polizia di frontiera di genova

Un turista per caso si è presentato all’imbarco per il traghetto per il Marocco, nel porto di Genova, con un green pass non regolare ed è stato respinto e poco dopo è tornato dalle guardie giurate con una certificazione di avvenuto tampone anti covid con esito negativo. 

Il personale che aveva negato il primo imbarco, visto il breve tempo intercorso tra il primo ed il secondo tentativo di imbarco, si è insospettito e ha richiesto quindi l’intervento della polizia di frontiera per accertamenti.

I poliziotti hanno scoperto che il passeggero si era rivolto a un operatore di vigilanza in servizio nel porto il quale, dietro compenso di 40 euro, gli aveva fornito una certificazione falsa con cui l’uomo si era presentato nuovamente ai controlli.

Entrambi sono stati denunciati con l’accusa di corruzione di incaricato di pubblico servizio e falsità materiale in atto pubblico, in concorso. 

I soldi ricavati dalla truffa e gli apparati, sui quali è stato trovato, in formato elettronico, l’attestato di falso tampone negativo, sono stati sequestrati.

ALESSANDRIA. AMAG E ALEGAS, SINDACATI PREOCCUPATI PER LE OO.SS.

COMUNICATO STAMPA

Le OO.SS. della Filctem – Cgil, Femca – Cisl e Uiltec – Uil a fronte dell’accelerazione avvenuta nel mese di agosto sulla procedura di selezione del partner industriale per la società controllata Alegas hanno chiesto nei giorni scorsi di anticipare l’incontro già programmato per la fine di settembre con la direzione del Gruppo AMAG .

Le segreterie nelle riunioni precedenti hanno sempre espresso la loro preoccupazione in merito ad eventuali operazioni di modifiche dell’Asset della società e richiesto garanzie a tutela dell’occupazione nella sua interezza e per le prospettive dell’intera società .

L’azienda Amag nella sua totalità rappresenta per il territorio di Alessandria un’importante realtà a cui fanno capo molti servizi forniti alla popolazione, tra cui anche lavoratrici e lavoratori del gruppo , ed è necessario avviare un confronto in tempi congrui affinché ci sia tempo e modo per definire un percorso condiviso e partecipato e che, qualunque sia la scelta che verrà adottata , fornisca le necessarie garanzie rispetto alle ricadute che questa potrebbe avere.

Alessandria , 0 3 /0 9 /2021

LA FILCTEM – CGIL LA FEMCA – CISL UILTEC – UIL

ALESSANDRIA. AMICHEVOLE ALESSANDRIA 3 GENOA 2, VINCE IL COVID-19:” INGRESSO NEGATO AI GIORNALISTI DISOBBEDIENTI, QUELLI CHE NON SI INCHINANO AGLI ORDINI DI GIGI”.

I grigi portano a casa il primo risultato, che se pur inutile può far alzare il morale della squadra reduce da 4 sconfitte consecutive: due amichevoli, Atalanta e Sampdoria, e due di campionato.

La cronaca della gara la raccontiamo senza averla vista perché il nostro giornale, il Quotidiano on line, non riscuote simpatie nello staff dell’ufficio stampa dell’Alessandria calcio. Stesso destino per due fotografi professionisti che si sono visti negare l’accredito in occasione della finale dei playoff.

Corazza porta in vantaggio i Grigi al 4° e al 13° minuto, al 19° ci pensa Palombi.

Il Genoa sotto di 3 punti accorcia al 25° con Criscito e poi ancora all’81° con Destro.

La partita finisce con il risultato di 3 per i Grigi e 2 per il Genoa.

LA CRONACA DELL’ATTEGGIAMENTO DELL’UFFICIO STAMPA DELL’ALESSANDRIA CALCIO E’ INVECE MOLTO PIU COMPLESSA.

Alla richiesta di accredito stampa per seguire l’amichevole dell’Alessandria contro il Genoa è stato risposto che causa Covid-19 i posti a disposizione dei giornalisti erano esauriti, nonostante ci risulta che la tribuna stampa e i laterali fossero vuoti. Pensare che il “Quotidiano on line” per seguire i Grigi per informare i tifosi e i lettori è stato accreditato dall’Atalanta, squadra che compete in Champions League, e dalla Sampdoria a Genova dove nonostante il numero di giornalisti presenti non ci sono stati problemi di accredito causa Covid-19.

Il sospetto è che nelle stanze dei bottoni dell’ufficio stampa sia stata stilata una “black list”, con l’intento di escludere quei giornalisti disobbedienti, che non si inchinano agli ordini del “gran capo” e i suoi gregari.

Altro sospetto, ma che più che un sospetto è un fatto la decisione dell’Alessandria calcio di gestire in privatamente l’immagine della squadra e dei calciatori, che sono entrati nel mondo del professionismo. Questo in “barba” e in contrasto con le norme, che se da una parte concede alle società di professionisti lo sfruttamento dell’immagine dei giocatori ai fini pubblicitari e al solo scopo pubblicitario mentre alle testate giornalistiche viene garantita la libertà di informazione e l’uso delle fotografie scattate durante i match e nelle occasioni delle uscite pubbliche.

L’Alessandria calcio ha deciso di reinventare a suo modo la libertà di stampa, di rimodularla a suo piacimento e imporre il black out agli “antipatici”, questo perché nonostante da anni chiediamo di essere inseriti nella “mail list” e nel gruppo whatapp dei Grigi l’ufficio stampa non si è mai degnato neppure di risponderci. Addirittura alla partenza dei Grigi per il ritiro precampionato, ai giornalisti del nostro giornale, il capo ufficio stampa ha tentato di impedire di svolgere il proprio lavoro e di fotografare i giocatori professionisti, personaggi pubblici nel loro ruolo professionale, sul suolo pubblico. Al capo dell’ufficio stampa dell’Alessandria calcio, nella persona di Gigi Poggio, possiamo tranquillamente anticipare che siamo in possesso del video e l’audio con cui ci intima di non fotografare riprendere i giocatori in partenza per il ritiro, (chi vuole intendere intenda).

L’incidente sembrava non dover aver strascichi, ma dopo gli accrediti di Bergamo e Genova è arrivato il “niet”, la negazione dell’accredito da parte dell’Alessandria calcio.

Alla squadra dei Grigi i migliori auguri, un in bocca al lupo, per il campionato di serie “B” mentre all’ufficio stampa dei grigi anticipiamo che ad ogni accredito negato seguirà un esposto all’Ordine dei Giornalisti e alla FIGC con la richiesta di verifica della regolarità degli accrediti e il possesso della regolare tessera stampa rilasciata dall’Ordine.

La difesa del nostro lavoro non può essere messa in forse o negata dai capricci di un pensionato che ha confuso il lavoro con il volontariato, che potrebbe tranquillamente svolgere presso istituti come la Caritas o l’esercito della salvezza.

ALESSANDRIA. LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL CENTRODESTRA PARTE CON LA CACCIA AI “POVERI” E SGOMBERA LE TENDE DELLA PROTEZIONE CIVILE.

La giunta di centro destra ha avviato la sua campagna elettorale ripartendo da dove aveva iniziato all’insediamento della giunta: “aprire la caccia ai clochard, ai poveri, agli ultimi della terra, a chi non ha nulla e non può difendersi. E’ così mentre il governo Draghi ha posticipato l’emergenza fino al 31 dicembre 2021 il comune di Alessandria ha dichiarato finita l’emergenza e con essa l’accoglienza e l’assistenza ai clochard”.

Le opposizioni alla giunta Cuttica, il M5s e il vescovo hanno preso posizione dopo lo sgombero operato dal comune senza preavviso e senza alcun motivo reale, se non raccattare una manciata di voti nei settori più reazionari della città.

Il M5s denuncia in una interpellanza contro lo sgombero delle tende in viale Milite Ignoto in cui i senzatetto durante il periodo della pandemia hanno ricevuto assistenza e aiuto dalla Caritas. Con i dormitori pieni la situazione diverrà presto insostenibile e allora scenderanno in campo i soliti leader nazionali a promettere ordine e sicurezza contro chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Il vescovo Gallese sta seguendo la situazione insieme alla Caritas diocesana

Michelangelo Serra, consigliere comunale per il M5s si dichiara confuso per quanto sta accadendo: “La giunta sgombera le tende della Protezione civile a fine agosto senza preavviso giustificando che è finita l’emergenza pandemica mentre il governo Draghi, supportato dalla Lega, ha posticipato questa fine al 31 dicembre 2021”

Le tende di viale Milite Ignoto, montate dalla protezione civile per dare ospitalità a una ventina di persone senza fissa dimora, che per gli effetti dei decreti per limitare la diffusione del virus non potevano più soggiornare in strada e nei luoghi abitualmente frequentati. Una situazione di emergenza molto complicata da gestire durante la fase più acuta della pandemia e da martedì gli ospiti per effetto della decisione del comune sono di nuovo per strada.

Michelangelo Serra in una intervista a La stampa prosegue: “Non vorremmo che la prossima campagna elettorale si giocasse su una percezione di sicurezza basata sui senza tetto creati dalla giunta ignorando il progetto di integrazione a costo zero che gli era stato proposto”.

Il progetto di cui parla Serra è stato presentato dall’Osservatorio sociale del Comune di Alessandria e rappresentava una ottima soluzione alternativa al campo in tende di viale Milite Ignoto: “casette prefabbricate da sistemare in una zona della città gestita dal personale e non lasciate al controllo dei singoli. Un servizio di hosting in piena regola. Ma dal Comune non è arrivata risposta.

Sul tema il Movimento 5 stelle ha presentato una interpellanza, appoggiata anche dai gruppi Possibile Alessandria – Comitato Macchiarossa e Articolo Uno Alessandria e forse, campagna elettorale del centro destra permettendo, se ne discuterà forse nel prossimo consiglio comunale.

Le domande che verranno poste al sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, verteranno sull’argomento delle tende allestite per i clochard: Per quale motivo è stato chiuso il campo? Perché non è stato lasciato un preavviso per permettere agli occupanti di trovare una sistemazione alternativa? L’Asl ha sottoscritto lo sgombero nonostante la fine dell’emergenza pandemica sia stata posticipata al 31 dicembre?.

Non pretendiamo di sapere ad esempio qual è l’intenzione del Comune al riguardo della sistemazione delle decine di senzatetto presenti sul territorio in vista della stagione fredda e di una potenziale recrudescenza della pandemia da Covid-19 perché sulla gestione della percezione della sicurezza le destre presenti nel comune e nella giunta si giocheranno un nutrito pacchetto di voti.

Gampaolo Mortara direttore della Caritas ha spiegato che: “Al momento purtroppo il dormitorio è pieno e lo sarà fino alla prossima settimana quando avremo qualche dimissione perché alcuni hanno trovato una sistemazione altrove. Si parla di uno o due posti e in questo modo potremo dare accoglienza ad altri. Mentre “Alcune persone che erano nelle tende hanno trovato posto nelle scorse settimane, ma sono poche: tre o quattro. Come Caritas non avevamo un contatto diretto con loro, non conosciamo le situazioni singole, ma abbiamo aiutato chi ci era stato segnalato come fragile, come ad esempio gli anziani che nelle tende non riuscivano a stare”.

Il vescovo Guido Gallese, momentaneamente assente dalla città, si sta interessando a quanto accade attraverso le informazioni che giungono dalla Caritas diocesana, che ad Alessandria ha 19 posti nel dormitorio degli uomini, 16 in quello dedicato alle donne.

Le notizie che giungono dall’Osservatorio sarebbero una ventina le persone monitorate che vivono momentaneamente per strada.

ORVIETO. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “MOTOR PAY”, TRUFFE ON LINE.

Operazione “Motor Pay”: Stradale denuncia 38 persone per truffe online

stradale di orvieto

Una banda specializzata nelle truffe online è stata scoperta dagli agenti della Polizia stradale di Orvieto (Terni) al termine dell’indagine “Motor pay”, che è durata oltre un anno ed ha portato alla denuncia di 38 persone responsabili di riciclaggio, truffa aggravata, falsa denuncia all’autorità.

Tutto è partito dalla denuncia di un imprenditore della zona che aveva acquistato su Internet un motore per un autoveicolo, mai consegnato.

Il motore da acquistare era stato trovato su un sito web e la ditta, con tanto di centralino con musica di attesa telefonica e segretaria che risponde alle richieste, in un primo momento sembrava affidabile, ma a trattativa conclusa con il pagamento di mille e 400 euro, attraverso un bonifico su un Iban associato ad una carta Postepay Evolution, il venditore si era reso irreperibile ed il motore non era stato mai consegnato.

L’imprenditore si era reso conto di essere stato vittima di una truffa e ha presentato denuncia alla Stradale di Orvieto.

Ma le indagini della Polizia Stradale per tentare di identificare il responsabile del reato, sia i numeri telefonici forniti dal denunciante che il sito internet non erano riconducibili a persone realmente esistenti così come non esisteva il luogo in cui dovrebbe trovarsi la presunta azienda venditrice.

La carta Postepay su cui era stato eseguito il pagamento del motore era l’unico punto di partenza per i poliziotti e gli approfondimenti della Stradale di Orvieto hanno consentito di scoprire che vi erano legate oltre 100 carte, sempre Postepay sulle quali avvenivano numerosi movimenti di denaro provenienti da altre truffe online.

Una di queste carte in un solo mese aveva avuto movimenti per oltre 50 mila euro.

Nonostante le difficoltà e una lunga attività di indagine, gli agenti sono però riusciti a scoprire una rete ben organizzata che movimentava, attraverso truffe, centinaia di migliaia di euro.

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