Mese: settembre 2021

SALERNO. MINORI COINVOLTI IN UNO SCAMBIO DI MATERIALE PEDO-PORNOGRAFICO.

Scambio di materiale pedopornografico tra minori a Salerno, due indagati

operazione

Gli agenti della Polizia postale al termine di una indagine ha accertato che due minorenni di Salerno si sono resi responsabili di gravi episodi di reveng porn, detenzione, diffusione e commercializzazione di materiale pedopornografico, anche di bambini molto piccoli.
Il Tribunale dei minori di Salerno, a conclusione dell’indagine condotta dalla Polizia postale, ha disposto la misura coercitiva del “collocamento in comunità”.

Gli investigatori che hanno condotto l’indagine hanno accertato che uno dei due adolescenti ha ceduto al suo amico, attraverso la chat whatsapp, dei video della ex fidanzatina in atteggiamenti intimi per arrecarle un danno. Ma gli investigatori hanno anche scoperto una vera e propria attività di scambio dei due giovanissimi e quindi la detenzione di una grossa quantità di materiale pedopornografico, ritraente altre minori, mentre posano in atteggiamenti sessuali espliciti

Il fenomeno del sexting con lo scambio di contenuti pornografici è diffuso anche tra i minori e vengono ottenuti mediante un vero e proprio baratto, che determina una diffusione amplificata e inarrestabile dei contenuti per l’effetto a catena sulle piattaforme di messaggistica.

Gli investigatori della Postale mentre analizzavano i telefoni dei due indagati hanno riscontrato un annuncio pubblicitario dal messaggio significativo: “scambio foto della mia ex per pedo”, corredato da una immagine intima della minore salernitana.

Il sexting, diffuso tra i giovanissimi è caratterizzato dal cinismo di chi, in modo disinvolto, quasi fosse un gioco, immette in Rete video o immagini porno riguardanti minorenni, anche persone conosciute, senza considerare i danni devastanti e permanenti procurati alle vittime.

FIRENZE. FURTI DI AUTO CON CONGEGNI ELETRONICI PER CLONARE IL SEGNALE DELLA CHIAVE ELETRONICA.

Rubavano auto con congegni elettronici, 2 arresti

congegni per furti d'auto

Gli investigatori della Polizia stradale di Firenze e Pistoia, dopo un anno di indagini, sono riusciti a individuare i 4 responsabili che, in un solo mese, durante il lockdown, avevano fatto sparire alcune auto di lusso usando congegni elettronici in grado di intercettare e clonare il segnale trasmesso dalla chiave elettronica delle auto da rubare.

Il gruppo solitamente si appostava nei pressi di concessionari o nei piazzali di grandi aziende per sfruttare il “congegno” per non destare sospetti e in questo modo riuscivano ad aprire le auto, metterle in moto e dileguarsi.

Le intercettazioni e i pedinamenti degli agenti di Polizia hanno permesso d’identificare 4 uomini di cui due finiti in manette: uno è stato arrestato agli inizi di settembre a Roma mentre un altro a Pistoia dopo un pericoloso inseguimento nelle vie cittadine, mentre era a bordo di un’auto rubata.

dispositivi per aprire auto

Il lavoro svolto dalla Polizia stradale ha permesso di recuperare 15 delle 23 auto rubate dalla banda e restituirle ai proprietari.

Il consiglio della Polizia stradale è quello di chiudere la vostra auto, controllare che sia effettivamente bloccata e per difendersi dall’utilizzo di strumenti di nuova generazione, in grado di operare anche a distanza, il consiglio è di chiudere il telecomando in un sacchetto schermato così da evitare il furto del codice.

LATINA. MAFIA AL MERCATO DEL PESCE.

Latina: mafia al mercato del pesce, 3 arresti

Gli uomini delle squadre mobili di Latina e Roma con la collaborazione del personale del servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno portato a termine una operazione denominata “Octopus”, che ha portato all’arresto di tre persone responsabili di tentata estorsione e atti di illecita concorrenza aggravati dal metodo mafioso. 

Le indagini hanno permesso ai poliziotti di scoprire un sistema criminale intorno al mercato del pesce, finalizzato ad imporre, attraverso minacce continue e vessanti, un regime di monopolio nella commercializzazione al dettaglio di prodotti ittici sui mercati di Latina e Cisterna di Latina.

Il principale artefice delle estorsioni è un particolare imprenditore che, vantandosi della “protezione mafiosa”, costringeva i concorrenti a fare scelte svantaggiose o addirittura a chiudere le attività e ad abbandonare il banco del pesce.

Le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia sono state molto utili allo sviluppo delle indagini per avere fornito elementi fondamentali a documentare episodi di estorsione nei mercati di Latina e Cisterna avvenuti tra il 2016 e il 2018, commessi con violenza e minaccia.

L’imprenditore aveva assoldato i due collaboratori di giustizia, elementi di spicco del clan Di Silvio, per mettessero in atto azioni intimidatorie nei confronti di un imprenditore concorrente, minacciando beni e familiari, potendo contare su una rete di contatti con ambienti criminali campani e con esponenti di clan camorristici.

MILANO. NO-VAX E VIOLENZA, RISCHIO DI INFILTRAZIONI EVERSIVE E TERRORISTICHE

No vax: perquisizioni in diverse città italiane

La  Digos  e gli agenti della Polizia postale di Milano hanno eseguito perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di un gruppo autodefinito “I guerrieri” appartenenti al mondo “No-Vax” che tramite un gruppo Telegram hanno manifestato di voler scatenare un clima di tensione e violenza in occasione di pubbliche manifestazioni.

Le indagini sono rivolte nei confronti di residenti nelle città di Milano, Roma, Bergamo, Reggio Emilia, Venezia e Padova.

Gli indagati sono membri attivi del gruppo Telegram denominato “I guerrieri” nel quale vengono progettate azioni violente da realizzare con l’uso di armi ed esplosivi rudimentali in occasione delle manifestazioni “no green pass” organizzate in tutta Italia, in particolare quella in programma nella Capitale per l’11 e 12 settembre.

L’analisi dei messaggi pubblicati sulla chat ha fatto emergere che gli indagati, uno dei quali titolare di porto d’arma e noto alle forze dell’ordine per la sua vicinanza al separatismo veneto, oltre all’intenzione di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma a Roma per creare disordini incitavano gli altri membri del gruppo a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza mentre alcuni membri del gruppo stavano organizzando una “riunione preparatoria” in vista dell’appuntamento romano e approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare nell’occasione.