ALESSANDRIA

CASTELLAZZO BORMIDA. FURTO O ATTO INTIMIDATORIO CONTRO IL CONSIGLIERE REGIONALE DOMENICO RAVETTI.

Il furto in casa del consigliere Domenico Ravetti, potrebbe essere un atto isolato, come ne capitano a decine tutti i giorni, o un tentativo di intimidazione contro il consigliere regionale da anni impegnato sul fronte del riassesto sanitario della regione, fortemente indebitata, sull’orlo del collasso e della commissariamento provocato dalla malapolitica delle amministrazioni guidate centrodestra, che sulla spinta delle politiche delle privatizzazioni a spese del servizio pubblico avevano ridotto a un contenitore pieno di debiti, e che ora per scelta politica è ritornata indietro di almeno 20 anni.

Un altro episodio passato quasi inosservato, non pubblicizzato per non creare inutili allarmismi, era stata la scritta sull’auto di Domenico Ravetti in cui veniva insultato con una scritta “infamante” e insulti personali che nulla a che fare con la dialettica politica. Lo stesso accadde qualche anno fa sui manifesti murali affissi in città, imbrattati anche allora con insulti personali. Altro episodio un post su facebook con insulti a carattere “sessista” da parte di un esponente del centro destra.

Domenico Ravetti, che da più parti nel partito democratico vedrebbero in lui un ottimo candidato a sindaco per città di Alessandria, sminuisce l’episodio relegandolo a una semplice intrusione a scopo predatorio in casa sua al fine di razziare tutto quanto era possibile portare via, ma essendoci nulla da rubare si sono accontentati di rubare i regali della prima comunione destinati al figlio. Un atto tanto infamante quanto grave perché compiuto ai danni di un ragazzo nel giorno della sua prima comunione e ai danni di un politico da sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle minoranze, dei migranti, dei diritti civili, a favore dell’integrazione, del rispetto quanti hanno sbagliato, ma a cui si deve riconoscere il diritto al riscatto e al reinserimento nella società civile.

Un fatto gravissimo, che colpisce non solo il politico, ma l’uomo, la famiglia, i sentimenti e di una persona esposta per difendere anche coloro che hanno compiuto un atto ignobile, infamante per cui chiediamo un atto di “delazione” da parte di chi sa, ha visto o conosce gli autori di un gesto semplicemente “schifoso”, che non merita nessuna giustificazione e nessun rispetto.

Domenico Ravetti ha raccontato su facebook l’episodio: “Capita, questa volta è capitato a noi. Siete entrati ieri sera mentre non eravamo in casa. Stanza per stanza avete buttato tutto per aria ma non avete trovato nulla semplicemente perché qui non c’è nulla da trovare. Ci dispiace perché, oltre a poco altro, siete stati così vermi da rubare i primi regali per la Comunione di Mattia, che è oggi e che, ve lo assicuriamo, non rovinerete”!

Domenico Ravetti prosegue: “Non volevamo far sapere il fatto ma ci abbiamo pensato questa mattina e abbiamo deciso di renderlo noto perché ci sembra di provare meno paura e perché in un paese le notizie corrono velocemente di bocca in bocca e la notizia è già in giro “a modo suo” che non è “il modo nostro”. Paura, sì. Perché di notte ci si sente più soli e la notte è piena di rumori quando non si riesce a dormire. Due ultime cose: la prima è grazie, infinitamente grazie alle Forze dell’Ordine intervenute dopo pochi minuti dalla segnalazione. La seconda è che per voi che avete messo le mani nelle nostre cose, anche le più intime e le più ordinate, proviamo null’altro che profonda pietà”.

INTERVENTO DI DOMENICO RAVETTI SULLA SANITA’ PUBBLICA.

SANITÀ: LA MEMORIA CORTA DEL CENTRODESTRA E LE PROMESSE SCIOLTE COME NEVE AL SOLE

Ricordate le battaglie di piazza e di tribunali del centrodestra contro la riforma della rete ospedaliera?

Io non dimentico così facilmente quegli anni, quei titoli sui giornali, quelle piazze piene condizionate dalle paure indotte per ragioni politiche e in alcuni casi per interessi professionali.

Cosa è cambiato da allora? Sono trascorsi più di due anni dalle elezioni vinte dal centrodestra in Regione Piemonte ma non è stato aggiunto nulla rispetto a ciò che gli è stato consegnato. Anzi, le loro promesse si sono sciolte come neve al sole. Volevano modificare la dgr 1/600 sulla rete ospedaliera? Non lo hanno fatto.

Volevano privatizzare e aggiungere letti e reparti a Tortona? Non lo hanno fatto. Volevano acquisire e ristrutturare l’ex Mauriziano di Valenza? Non lo hanno fatto e non lo faranno.

Volevano potenziare la rete dell’emergenza? Oltre a non averlo fatto hanno portato sotto le medicine interne il pronto soccorso di Ovada, Tortona e Acqui Terme. Volevano potenziare i distretti territoriali?

Oltre a non averlo fatto hanno perso professionalità d’alto livello. Volevano abbattere le liste d’attesa e ridurre la mobilità passiva? I risultati sono sconfortanti. Volevano coinvolgere i sindaci nelle decisioni?

Sono 2 anni e 6 mesi che non funziona più l’assemblea provinciale dei sindaci dell’Asl. Hanno costruito le barricate contro l’unificazione di Asl Al e Aso? Ora si rendono conto che è inevitabile e che hanno fatto perdere solo del tempo.

Volevano più fondi regionali per l’assistenza domiciliare e per l’integrazione delle rette nelle strutture residenziali? Risultati prossimi allo zero.

Potrei proseguire ma per rispetto del lettore mi fermo qui.

Noi vorremmo dare una mano perché di mezzo c’è la salute dei cittadini. Almeno sul progetto dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) si facciano aiutare e sul nuovo ospedale di Alessandria non giochino con le parole.

Bisogna farlo davvero, limitarsi a qualche progetto di massima per dire che qualcuno se ne occupa è un errore micidiale che ricade sulle spalle di medici e infermieri e sulla pelle dei cittadini.