Mese: agosto 2021

PISA. PISA 2 ALESSANDRIA 0. I TOSCANI TENGONO LA TESTA DELLA CLASSIFICA, 2° K.O. DEI GRIGI IN CAMPIONATO.

La squadra toscana, con la sconfitta dei grigi, si conferma capolista nel campionato di serie B. La seconda giornata di serie B si apre con la vittoria per 2-0 del Pisa sull’Alessandria. Alle 20.30 si sfideranno Brescia e Cosenza.

PISA 2-ALESSANDRIA 0 

Favola Lucca dal Palermo in serie C al Pisa, che ha realizzato 13 goal in 27 partite, dove segna i primi gol in B. Favola Lucca è un investimento da due milioni ripagato nel modo migliore in questa prima fase di campionato. Le prime avvisaglie al 54° quando D’Angelo butta Lucca nella mischia, che lavora come un ariete all’assalto per creare spazi, e venti minuti dopo. all’80°, arriva al goal servito da un cross di Marsura dalla sinistra e tocco preciso col mancino.

Il raddoppio seguito a un assist di Masucci a scavalcare la difesa.

I Grigi contrattaccano, ma., aal’85°, è ancora Lucca che difende la sfera con il corpo, elude la marcatura del difensore e spara un destro preciso nell’angolo.

Il Pisa sul finale di partita realizza una doppietta in cinque minuti, che mette fine alle speranze dei Grigi che hanno creato occasioni da goal e per due volte sono andati vicino al vantaggio con Corazza al 49°, autore dei tre gol all’esordio contro il Benevento, e la seconda con Mustacchio al 51°, piattone altissimo da dieci metri.

L’ingresso dell’israeliano Cohen e del bomber del 2000 hanno aiutano il Pisa a congelare il risultato e ha ha sancire la seconda sconfitta per i grigi.

ALESSANDRIA. BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA DI STATO.

Bilancio settimanale dell’attività della polizia di stato nelle stazioni e sui treni in Piemonte e Valle d’Aosta

La settimana appena trascorsa ha impegnato gli agenti della Polizia di Stato nei servizi di prevenzione e vigilanza per una più incisiva azione di contrasto alla microcriminalità nelle stazioni non presidiate dal personale della Polizia Ferroviaria, con l’impiego di personale nelle ore pomeridiane e serali, anche a bordo treno.

I risultati complessivi dal 16 al 22 agosto del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta: 10 indagati, 3.396 persone controllate, di cui 693 con precedenti. 216 pattuglie impegnate nelle stazioni e 11 in abiti civili per attività antiborseggio. 52 i servizi di vigilanza a bordo treno per un totale di 132 convogli presenziati. 13 i servizi lungo linea e 19 di ordine pubblico.

Sul territorio provinciale di Alessandria gli operatori hanno denunciato una 41enne italiana per minaccia e interruzione di pubblico servizio.

La donna priva del biglietto, a bordo di un treno regionale sulla tratta Torino- Genova, alla richiesta del capotreno di regolarizzare la propria posizione ha ripetutamente aggredito con frasi minatorie il personale ferroviario. La donna, appena Il treno è giunto in stazione con 14 minuti di ritardo, è stata identificata e denunciata dalla Polfer.

Al termine di una indagine gli agenti, sempre ad Alessandria, hanno denunciato un 24enne ecuadoriano per molestie nei confronti di una 20enne italiana avvenute nei pressi del piazzale antistante la stazione.

L’uomo, gravato da precedenti di polizia, è stato identificato e rintracciato grazie alla descrizione accurata della vittima e all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Nell’ambito dell’operazione “Stazioni sicure”, promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria a livello nazionale, nella giornata del 24 agosto, gli agenti della Polfer hanno effettuato servizi di vigilanza nelle aree ferroviarie mirati al contrasto delle attività illecite e alla prevenzione di possibili azioni improntate all’illegalità, potenziando i dispositivi di controllo nelle stazioni, a bordo treni e lungo linea.

A Tortona, un quarantaquattrenne marocchino è stato sanzionato per violazione al Regolamento di Polizia Ferroviaria, in quanto sorpreso mentre attraversava i binari ferroviari.

KABUL. “KABUL ADDIO”, PARTITO L’ULTIMO C-130 CON L’AMBASCIATORE PONTECORVO, IL CONSOLE CLAUDI, I CARABINIERI E I MILITARI IMPEGNATI IN AFGANISTAN.

Afghanistan, Kabul addio, il giorno dopo gli attentati è partito dall’aeroporto l’ultimo C-130 italiano con a bordo i militari impegnati in Afganistan, i Carabinieri, l’Ambasciatore Pontecorvo e il console Claudi.

Il giorno dopo il sanguinoso attentato a Kabul, che dalle ultime notizie il numero delle vittime è salito a 170 morti(13 soldati americani e almeno 90 civili afgani), in un clima che resta teso per il timore di nuovi attentati con autobombe e razzi. Ma la minaccia di nuovi attacchi da parte dell’Isis-K, ha spiegato il Ministro della Difesa Britannico Ben Wallace, aumenta man mano che le forze straniere lasceranno il Paese: “Sono preoccupato. L’Isis ha uno scopo, ha la capacità, se lo desidera, di realizzare un maggior numero di questo tipo di attacchi. Sono assolutamente preoccupato che, finché non ce ne saremo andati, ci sarà una sicura minaccia per le nostre forze, e anche dopo che saremo andati via ci sarà una minaccia per il popolo afgano da parte dell’Isis”. 

Le immagini raccapriccianti all’esterno dell’aeroporto di Kabul, il giorno dopo gli attentati suicidi, lasciano spazio al rischio di nuovi attentati e alla partenza dell’ultimo volo militare italiano che da riporta in Ialia i militari impegnati nella missione, i carabinieri e il console Claudi.

“Afghanistan addio” con alcuni giorni di anticipo, sulla data ultima indicata per lasciare il paese, il personale italiano è stato evacuato e partito a bordo dell’ultimo C-130 italiano che ha imbarcato il console Claudi, l’ambasciatore Pontecorvo, i militari ed i carabinieri che hanno contribuito alle operazioni di evacuazione. La partenza è stata annunciata dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro russo, Sergei Lavrov.

Luigi Di Maio ha spiegato che in questi giorni, grazie al coordinamento con il ministero della Difesa, sono stati evacuati dall’Afghanistan “tutti gli italiani che volevano rientrare e circa 4.900 cittadini afghani” ed annunciato un “vertice straordinario del G20” sulla crisi in Afghanistan che “permetterebbe di rafforzare il coordinamento internazionale” sulle cinque priorità indicate dal governo italiano. Di Maio ha parlato delle “pesanti incertezze gravano nel futuro” dell’Afghanistan ed il G20 può rappresentare una “fondamentale piattaforma” per favorire una “gestione responsabile” della crisi. Con il ministro Lavrov abbiamo ribadito la nostra volontà di dialogare e collaborare in questa fase estremamente delicata sull’agenda internazionale”. In un contesto che non può che suscitare profonda preoccupazione Mosca è un attore fondamentale per gestire l’attuale situazione di crisi e, in prospettiva, per giungere a un approccio internazionale umanitario”. Dovremmo vigilare affinché il Paese non torni ad essere un rifugio sicuro per il terrorismo e concordare a livello internazionale una strategia per gestire l’impatto migratorio” dall’Afghanistan e a Lavrov ho sottolineato l'”importanza di giungere a un approccio internazionale unitario perché solo un’azione globale potrà essere efficace nei confronti delle nuove autorità di Kabul”.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato che l’Italia ha garantito alla Russia che nel G20 dedicato all’Afghanistan saranno invitati Pakistan, Iran e altri Paesi direttamente interessati alla crisi, ma che non fanno parte del gruppo e la Russia ha sottolineato “la necessità di realizzare un formato inclusivo”.

Lavrov ha dichiarato che :”Abbiamo ottenuto il sostegno e la promessa dei colleghi italiani che saranno invitati anche questi Paesi se si realizzerà questa iniziativa”, che “la priorità della Russia è la sicurezza dei nostri alleati, gli stati a sud della Russia, che sono esposti al pericolo dei confini aperti. La Russia è pronta a rispettare gli accordi che gli Stati Uniti hanno raggiunto con i Talebani”, precisando che bisogna ora capire meglio quale ruolo vedono i nostri partner per la Russia nel G20″.

La Russia che ha mantenuto il dialogo con i rappresentanti dei Talebani ha spiegato che non è solo loro la responsabilità per quanto sta accadendo.

Il premier Mario Draghi e il ministro Lavrov durante l’incontro al palazzo Chigi hanno parlato della situazione in Libia e in particolare della necessità di proseguire con il dialogo politico promosso a Ginevra dalle Nazioni Unite in vista delle elezioni di fine dicembre e della necessità di un rapido ritiro delle forze straniere dal Paese.

Draghi e lavrov hanno affrontato il ruolo dei diversi fori internazionali, compreso il G20, per discutere le prospettive di soluzione della crisi in Afghanistan.

ALESSANDRIA. SERVIZIO BUS IN SOSTITUZIONE DEI TRENI REGIONALI SABATO 28 AGOSTO 2021.

Il servizio di linea ferroviaria dei treni regionali che collegano Alessandria e Genova sarà sostituita da un sevizio di autobus sabato 28 agosto. La linea interessata è quella che collega Genova – Arquata Scrivia – Novi Ligure tra Novi Ligure e Arquata Scrivia. La linea che collega Genova – Torino tra Alessandria e Genova e gli Intercity Genova-Torino 512 e Torino-Genova 507 verranno cancellati e sostituiti dal servizio autobus.   

Le modifiche decise da Trenitalia per la fase della finale della realizzazione del nuovo Apparato centrale Computerizzato sabato già programmato per la realizzazione del nuovo Apparato Centrale Computerizzato (ACC) e dell’upgrade dei sistemi tecnologici di gestione del traffico ferroviario tra Novi e Pozzolo Formigaro.

Gli interventi sono legati al sistema informatico di gestione e controllo della circolazione ferroviaria installato a Novi Ligure per la linea Genova – Torino, funzionale al futuro Terzo valico.

I treni regionali e i treni a lunga percorrenza Salerno – Genova – Torino utilizzeranno l’itinerario alternativo “via Tortona” con allungamento dei tempi di viaggio di circa 40 minuti. 

KABUL. 40 MORTI E 120 FERITI. BAMBINI,DONNE, CIVILI E 4 MILITARI AMERICANI UCCISI IN UN ATTENTATO DELL’ISIS.

La polveriera Afghanistan sta esplodendo e come annunciato nei giorni scorsi : “attentato Isis imminente” dagli 007 Usa.

epa07992102 Afghan security forces inspect the site of a car bomb attack, which targeted a convoy of Ministry of Interior Affairs advisors, in Kabul, Afghanistan, 13 November 2019. According to the media at least seven people were killed and 18 others wounded in the blast. EPA/HEDAYATULLAH AMID

A Kabul in azione Kamikaze per realizzare un doppio attentato kamikaze e una sparatoria in aeroporto per uccidere quante più persone possibili. I morti accertati sono 40, 120 feriti tra cui bambini, civili, donne e 4 militari americani.

L’intelligence aveva previsto un attentato “imminente” dell’Isis all’aeroporto di Kabul.

L’intelligence americana aveva avvisato dell’organizzazione di un attento terroristico islamico prima della fase conclusiva dell’evacuazione dei civili afgani dal paese. Un’informativa degli 007 Usa avevano descritto il modus operandi dei militanti dello Stato Islamico, che avrebbero programmato di utilizzare oltre 10 attentatori kamikazerazzi e armi da fuoco per colpire le migliaia di afghani bloccati in attesa di imbarcarsi per lasciare il Paese e fuggire dai talebani.

Della “minaccia” terroristica aveva parlato anche il Pentagono attraverso le parole dei portavoce Jack Kirby e William Taylor “Sappiamo che c’è una minaccia dall’Isis” attorno all’aeroporto di Kabul.

Il presidente Joe Biden nelsuo discorso aveva fatto riferimento a questa minaccia come una delle ragioni che lo hanno portato a confermare la scadenza del 31 agosto per la fine delle operazioni di evacuazione dall’Afghanistan.

Il Pentagono ha confermato che tra i comandanti Usa sul terreno e i talebani è stata stabilita una linea di comunicazione per ‘filtrare’ le persone che accedono all’aeroporto in attesa di essere evacuate.

Il segretario di Stato americano Anthony Blinken descrivendo la situazione in una conferenza stampa ha spiegato: “Stiamo operando in un ambiente ostile in una città e un paese ora controllati dai talebani con una possibilità molto reale di un attacco dell’Isis”,

Nonostante le difficoltà del ponte aereo da Kabul lo sforzo per aiutare cittadini americani e collaboratori afghani a lasciare l’Afghanistan continuerà: “Lo sforzo continuerà ogni giorno dopo il 31 agosto e non è prevista una deadline. La gente che vuole lasciare l’Afghanistan dopo la partenza dei soldati americani deve poterlo fare. Faremo il possibile perché ciò avvenga”.

Blinken ha proseguito che: “Useremo ogni strumento diplomatico e di assistenza economica per assicurare che quanti vogliono lasciare l’Afghanistan dopo il 31 agosto possano farlo”. Blinken ha spiegato che gli Usa stanno pianificando “come continuare a fornire sostegno consolare a chi vorrà partire” e ha detto che almeno 4500 cittadini americani sono stati evacuati dall’Afghanistan e si sta attivamente cercando di raggiungerne un altro migliaio.

Altri 500 hanno ricevuto istruzioni “per raggiungere l’aeroporto in sicurezza” mentre per un migliaio di cittadini Usa e poi spiegato che “stiamo aggressivamente cercando di raggiungerli tramite molteplici canali di comunicazione”, ma che ha chiarito di non avere dati esatti, perché non tutti gli americani avevano informato le autorità di essere in Afghanistan e ci sono persone con doppia nazionalità e altri che potrebbero aver deciso di rimanere.

Le previsioni annunciate dagli 007 USA e dal Pentagono sono diventati una tristissima realtà e l’aeroporto di Kabul è stato attaccato e colpito duramente dall’Isis nel pomeriggio con un un doppio attentato kamikaze, seguito da una violenta sparatoria.

Prima l’esplosione di un Kamikaze per aprire la strada ai complici e poi la sparatoria all’aeroporto di Kabul, in cui sono stati uccisi almeno 40 persone, e almeno 120 diversi civili afghani sono rimasti feriti nell’esplosione, avvenuta presso uno dei cancelli di ingresso all’aeroporto di Kabul, l’Abbey Gate.  

Il portavoce del Pentagono ha confermato su twitter che 4 militari USA sono rimasti uccisi e 3 feriti, uno di loro è grave.

Il contingente militare tedesco non p stato coinvolto nell’attentato e non ci sarebbero stati feriti nell’attentato a Kabul, ma tre componenti della marina Usa e diversi soldati britannici sono rimasti feriti. 

Nell’attentato di Kabul, nessun italiano è rimasto coinvolto. L’esplosione è avvenuta in un’area lontana dall’area di competenza dei militari italiani che stanno operando per le fasi conclusive dell’operazione Aquila per l’ evacuazione dei cittadini afghani.  

Il presidente americano, Joe Biden, è stato informato dell’attentato all’aeroporto di Kabul e viene costantemente aggiornato sugli sviluppi dai vertici della sicurezza nazionale. 

KABUL. IL DRAMMA DEI PROFUGHI AFGANI DOPO IL RITORNO DEI TALEBANI. DONALD TRUMP:” TALEBANI, GRANDI NEGOZIATORI E COMBATTENTI TENACI”.

Donald Trump per una pura speculazione politica elettorale, durante le fasi finali del suo mandato presidenziale, ha firmato un accordo per restituire il potere ai Talebani dopo 20 anni di guerra in Afganistan, ma prima dell’accordo con i Talebani Trump aveva abbandonato i combattenti curdi, che si sono battuti contro il Daesh e lo stato islamico in Siria a fianco dell’esercito Usa, al loro destino prima dell’invasione turca del nord della Siria e il massacro del popolo curdo. La politica dell’amministrazione Trump disseminata di trappole per il successore sta dando i suoi frutti, infatti Biden ha raggiunto il minimo del gradimento dalla sua elezione a presidente e oggi, per la prima volta ha fatto filtrare la notizia che il disimpegno americano in favore dell’evacuazione dei civili potrebbe prolungarsi oltre il 31 agosto, data stabilita nell’accordo firmato da Trump e dai Talebani per l’abbandono dei militari americani del suolo afgano. I Talebani hanno minacciato ritorsioni se la data stabilita per il ritiro non verrà rispettata dall’amministrazione americana. Intanto il lavoro frenetico dei diplomatici non si ferma e in questo contesto non si ferma neppure il lavoro del console italiano a Kabul, Tommaso Claudi, che alcuni giorni fa è stato fotografato mentre era impegnato nelle operazioni di evacuazione di cittadini e afghani dal Paese tornato in mano ai talebani.

In alcune foto che hanno fatto il giro del mondo sui social il console prende di peso un bambino, spaventato dalla ressa e in lacrime, e lo aiuta a superare il muro perimetrale interno dell’aeroporto, diventato punto di ritrovo per le speranze di migliaia di persone che in questi giorni si sono accalcate in attesa di un volo militare per fuggire.

Il console protetto dal giubbotto antiproiettile ed elmetto a tracolla solleva il bambino, dell’apparente età di 6-7 anni, afferrandolo dalle braccia di un uomo che glielo porge per sottrarlo alla calca delle persone in attesa, composto da uomini donne e bambini sotto lo sguardo vigile di un soldato.

In un tweet il segretario generale della Farnesina, Ettore Sequi, scrive: “Grazie Tommaso”.

La tensione all’aeroporto di Kabul e alle stelle e si registra uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza afghane e un gruppo di assalitori all’ingresso nord dell’aeroporto di Kabul.

Il Twitter dell’esercito tedesco riferisce di un soldato afghano rimasto ucciso e di tre feriti e nello scontro sono state coinvolte le truppe tedesche e degli Stati Uniti, che non hanno registrato feriti.

I Taleban per bocca di Suhail Shaheen (un portavoce dei Talebani e membro del team di negoziazione), hanno minacciano reazioni forti se gli americani non rispetteranno l’impegno a ritirarsi entro fine mese: “Se gli Stati Uniti o la Gran Bretagna cercheranno di guadagnare tempo per continuare le evacuazioni dall’Afghanistan ci saranno delle conseguenze. Il presidente Biden, ha spiegato Shaeen: ” ha annunciato di rispettare la data del 31 agosto per il ritiro tutte le truppe americane come stabilito nell’accordo firmata da Donald Trump. Quindi se estendono il limite significa che stanno estendendo l’occupazione e non ce n’è bisogno si prefigura l’intenzione di continuare ad occupare” l’Afghanistan, si romperà la fiducia e ci sarà una reazione”.

I media britannici hanno dato notizia che  al vertice del G7 virtuale di domani il premier britannico Boris Johnson farà pressioni su Biden per posticipare il ritiro delle truppe oltre il 31 agosto perché si possano continuare le evacuazioni di civili dall’aeroporto di Kabul.

Il presidente americano Joe Biden ha mobilitato l’aviazione civile per potare a termine quella che ha definito la più grande operazione di evacuazione della storia: “Un’operazione difficile, dolorosa: ho il cuore spezzato nel vedere quelle immagini”.

Parlando nuovamente agli americani, Biden, ha confermando che ci sono discussioni in corso sull’ipotesi di estendere oltre il 31 agosto la permanenza delle truppe Usa in Afghanistan.

Biden ha confermato i timori per la minaccia terrorista legata soprattutto alla presenza del Daesh e ha ringraziato i Paesi come l’Italia, la Spagna e la Germania per l’attività di evacuazione che stanno portando a termine con gli Stati Uniti e a tutto il G7.

La vicepresidente Kamala Harris in una conferenza stampa a Singapore ha chiarito che l’obbiettivo principale è di evacuare i cittadini americani, gli alleati afgani e i gruppi vulnerabili: “In questo momento siamo concentrati singolarmente sull’evacuazione di cittadini americani, afgani che hanno lavorato con noi e afgani che sono vulnerabili, compresi donne e bambini”.

L’emergenza per l’evacuazione dei profughi non è solo all’aeroporto di Kabul ma soprattutto nelle basi Usa in Medio Oriente sempre più sovraffollate per l’arrivo di migliaia di rifugiati afghani, di cittadini americani e occidentali.

Sei compagnie aeree civili statunitensi, dall’American Airlines a Delta passando per United, stanno partecipando all’evacuazione mettendo a disposizione aerei di linea per trasportare in Europa e negli Stati Uniti le persone evacuate da Kabul a bordo dei cargo militari e ammassate nelle basi in Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi.

Gli aerei civili partiranno per le basi in Germania, Italia, Spagna e altri Paesi europei, oltre che verso gli Stati Uniti.

Ma gli aerei di linea faranno anche la spola dalle basi Usa nel Vecchio Continente verso quelle statunitensi che rappresenta una boccata di ossigeno per l’aviazione militare americana impegnata da giorni nello sforzo immane per evacuare i civili da Kabul.

L’ordine alle società aeree è arrivato dal Pentagono dopo il via libera del presidente americano che, con una mossa che ha pochi precedenti, ha attivato il programma d’emergenza della Civil Reserve Air Fleet (Craf).

Il piano è nato 70 anni fa in piena Guerra Fredda, nel 1952, dopo il ponte aereo di Berlino del 1948, organizzato dalle potenze occidentali per aiutare i cittadini di Berlino Ovest rimasti isolati col blocco delle vie di comunicazione messo in atto dall’Unione Sovietica.

La decisione di ricorrere a questa decisione estrema è la terza in ordine di tempo, la prima in occasione della prima guerra del Golfo nel 1991 e della guerra in Iraq nel 2002.

Donald Trump dopo aver creato le condizioni per il ritorno al potere dei Talebani e firmato l’accordo per il ritiro delle truppe americane entro il 31 agosto attacca Biden: “America umiliata”

In un affollatissimo comizio in Alabama Trump artefice dell’accordo con i Talebani, senza arrivare a chiedere l’impeachment di Biden come fatto da qualcuno dei suoi sostenitori, ha sferrato una bordata propagandistica e strumentale contro la Casa Bianca dopo l’esplosione del caso Afghanistan: “Altro che Vietnam! Questa è un’enorme macchia per la reputazione e la storia americana. Siamo di fronte a un disastro senza precedenti, la più grande umiliazione della nostra storia. E l’Europa e la Nato non credono più in noi”,

Trump è arrivato a dichiarare che: “Con me l’America era rispettata e nulla di tutto questo sarebbe successo, mentre ora la bandiera talebana sventola sull’ambasciata americana”.

Donald Trump ha aggiunto che i talebani sono “grandi negoziatori e combattenti tenaci”.

IL TRAFFICO DI DROGA E LA COLTIVAZIONE DI OPPIO PER FINANZIARE LA GUERRA DEI TALEBANI.

La coltivazione e il traffico di droga, hashish e Oppio, hanno alimentato e fornito i finanziamenti della guerra in Afghanistan dagli anni ’80, quando i ribelli mujaheddin sostenuti dalla CIA si sono riciclati nel traffico di droga per finanziare la loro insurrezione contro le forze sovietiche, che all’epoca occupavano il paese.

I sovietici si ritirarono dall’Afghanistan nel 1989 e nel 1992 fu istituito il nuovo governo dai signori della guerra mujaheddin che continuarono a proteggere l’impero della droga. 

La milizia ultra-fondamentalista talebana, che si impegnava a ristabilire l’ordine, fi fondata nel 1994 dipingendo i signori della guerra come spacciatori corrotti e nel 1996 dopo aver preso il potere i talebani diedero grande spettacolo distruggendo le coltivazioni di oppio e cannabis, fatto percui ricevettero elogi e aiuti  dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).

L’11 settembre 2001 rappresentò per gli Stati Uniti il punto di rottura con i Talebani e invasero l’Afganistan, sostenendo i mujaheddin che stavano combattendo i talebani, finanziando l’insurrezione  contro i Talebani con oppio e hashish. Solo dopo la cacciata dei Talebani dal potere, nel novembre 2001, le carte in tavola furono capovolte. 

Il nuovo governo afghano, appoggiato dagli Stati Uniti, era sotto pressione per sradicare la produzione e il traffico di droga mentre i talebani con il traffico di droga trovarono un mezzo per finanziare la loro nuova insurrezione. 

Il commercio di droga è esploso quest’anno mentre i talebani proseguivano la loro offensiva.

L’Afganistan un Emirato del narco-traffico talebano.

Il 14 agosto, un giorno prima che i talebani prendessero Kabul, il sito web finanziario internazionale  MoneyControl titolava : “Un nuovo narco-stato sta sbocciando in Afghanistan sotto i talebani”.

L’ Afghanistan Opium Survey 2020 dell’UNODC   ha spiegato che l’area coltivata a papavero sotto il controllo dei Talebani è aumentata da 163.000 ettari a 224.000 ettari quell’anno. 

Nel 2018, l’UNODC ha stimato che l’economia degli oppiacei del paese “valeva tra il 6 e l’11% del PIL dell’Afghanistan e superava il valore delle esportazioni lecite di beni e servizi registrate ufficialmente dal paese”. 

La Reuters in un rapporto ricorda che la caduta della capitale Kabul nelle mani degli insorti è una manna dal cielo per i Talebani: “Il traffico illegale di droga in Afghanistan è una manna per i talebani”. 

La Reuters ha anche ricordato gli 8 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti negli ultimi 20 anni per spazzare via le colture psicoattive, finanziando campagne di eradicazione e persino effettuando attacchi aerei su sospetti laboratori di droga.

Ma lo sforzo di smorzare il traffico di droga è fallito: “I talebani hanno contato sul commercio di oppio afghano come una delle loro principali fonti di reddito”, ha detto a Reuters Cesar Gudes, capo dell’ufficio dell’UNODC a Kabul. “Più produzione porta farmaci con un prezzo più economico e più attraente, e quindi una più ampia accessibilità”.

Gude ha proseguito: Con gli insorti che avanzano nella capitale, “questi sono i momenti migliori in cui questi gruppi illeciti tendono a posizionarsi”. 

La visione di una narco-insurrezione è condivisa dai funzionari di Washington e in  un rapporto del marzo 2021  dell’ispettore generale speciale del Pentagono per l’Afghanistan (SIGAR) citando un funzionario dell’intelligence militare statunitense “stimò che tra il 40 e il 60% delle entrate dei talebani provenga dal traffico di stupefacenti”. 

Contattato da Reuters per un commento, un funzionario del Dipartimento di Stato ha affermato che gli Stati Uniti continueranno a sostenere il popolo afghano, “compresi i nostri sforzi antidroga in corso”, ma ha rifiutato di chiarire come ciò potesse realizzarsi con i talebani al potere. 

 

La raccolta di fondi per le entrate finanziarie dei talebani avviene attraverso la tassazione delle narco-colture che costituiscono la principale attività economica da tassare. 

I coltivatori devono pagare un taglio ai comandanti talebani locali in cambio della protezione dagli sforzi di sradicamento del governo, una tattica a cui i guerriglieri hanno a lungo fatto ricorso in Colombia, Perù, Birmania. 

L’oppio per la produzione di eroina è la voce principale che costituiscono le entrate dei Talebani, la cannabis per la produzione di hashish è parte integrante del sistema, ma costituisce un flusso di entrate secondario. 

Nel dicembre 2017 il comando delle operazioni speciali della NATO si   vantava del sequestro e della distruzione di un “nascondiglio di droga dei talebani” nella provincia di Logar: 34 tonnellate di “hashish grezzo” (presumibilmente piante di cannabis) e 300 chilogrammi di “hashish trasformato”.

L’hashish, come l’oppio e l’eroina trasformata, sono tra le “13 tonnellate di stupefacenti”bruciate dalle forze di sicurezza afgane a Jalalabad l’11 agosto, pochi giorni prima che la città fosse presa dai talebani.

La stima approssimata di 29.000 ettari coltivati ​​a cannabis collocano l’Afghanistan, dal World Drug Report 2020 dell’UNODC,   secondo solo al Marocco, primo produttore mondiale di “resina di cannabis” (hashish) mentre seguono il Pakistan e il Libano. 

La geopolitica del commercio e della diffusione di eroina afgana inonda i mercati europei, l’hashish è destinato alla distribuzione locale e regionale, ma una parte sta raggiungendo anche l’Occidente. 

L’UNODC scrive: “La resina di cannabis prodotta in questi paesi è principalmente destinata ad altri paesi del Vicino e Medio Oriente/Sud-ovest asiatico, sebbene la resina di cannabis originaria dell’Afghanistan sia stata identificata anche in Asia centrale, Europa orientale, occidentale e centrale.” 

Ma mentre il mondo aspetta di vedere se i talebani, ripristinati al potere, torneranno al loro governo tirannico ultra-fondamentalista le cose peggiori potrebbero concretizzarsi dietro le quinte. 

Infatti negli ultimi cinque anni i combattenti fedeli allo Stato Islamico, o ISIS, hanno sequestrato pezzi di territorio afghano.  

L’Isis posizionati su una area ancora più estremista, che in Afghanistan dipinge i talebani come spacciatori corrotti. 

L’ISIS (che si autodefinisce la “Provincia di Khorasan” dello Stato Islamico) ha sradicato i raccolti di papavero e cannabis, bruciato i campi proprio come il governo a cui sosteneva di opporsi esattamente come ha bruciato i campi di cannabis quando era al potere nel nord della Siria.

Lo scenario che si presenta in Afganistan e un palcoscenico pronto per un narco-stato talebano che combatte un’insurrezione dell’ISIS anti-droga. 


TOKYO. FIAMME ORO. 17 FIAMME ORO IN GARA PER LE PARALIMPIADI DI TOKIO.

Tokyo 2020: iniziano le Paralimpiadi con 17 Fiamme oro in gara

Atleti paralimpici Fiamme oro

la delegazione italiana è partitita per il Giappone per dare inizio all’avventura dei 115 azzurri che, dal 24 agosto al 5 settembre, parteciperanno alla XVI edizione dei Giochi paralimpici estivi di Tokyo 2020.

La delegazione italiana conta ben 17 atleti delle Fiamme oro alla ricerca di conferme e che cercheranno di conquistare medaglie in due discipline; dieci di loro gareggeranno nel nuoto e sette nella scherma.

Bebe Vio portabandiera Tokyo 2020

Una campionessa olimpica, Bebe Vio, del Gruppo della Polizia di Stato, come è accaduto per la portabandiera delle Olimpiadi, alle Paralimpiadi sarà una portabandiera durante la cerimonia di apertura.
Il 24 agosto, all’Olympic Stadium di Tokyo, sarà la schermitrice Bebe Vio a portare il vessillo tricolore, insieme al nuotatore Federico Morlacchi.

Seguiremo i nostri portacolori (programma gare) e tiferemo per loro con la speranza di incrementare il medagliere cremisi che contiene già sei metalli paralimpici, cinque vinti a Rio 2016 e uno a Londra 2012.

In bocca al lupo!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: