Mese: agosto 2021

ALESSANDRIA. AUMENTANO IN ITALIA LE MORTI BIANCHE SUL LAVORO.

Un uomo di 63 anni, che si dedicava all’attività nel tempo libero, durante il lavoro di sostituzione di un tubo nel comune di Castelletto Merli con il trapano ha urtato il tubo dell’acqua provocando un corto circuito che lo ha fulminato.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e la Croce rossa, che hanno solo potuto constatare il decesso.

In uno scatolificio, cartoni e packaging, a Camposanto in provincia di Modena, una donna di 41 anni, Laila El Harim, ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto mentre era al lavoro nell’azienda Bombonette.

La vittima, originaria del Marocco, ma residente in Italia, dia primi accertamenti è rimasta incastrata in una fustellatrice, grosso macchinario per confezionare dolci.

Laila residente lascia una figlia di quattro anni e il compagno.

L’intervento immediato dei vigili del fuoco e i sanitari del 118 non è servito a salvare la donna. I carabinieri e la medicina stanno operando per accertare i motivi dell’incidente e per ricostruire l’accaduto.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha avviato un’attività ispettiva per valutare i profili di competenza, prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro, che consenta di determinare le cause e le responsabilità dell’accaduto. Nelle operazioni sono coinvolti l’Ispettorato Territoriale di Modena, il Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl e i carabinieri del Comando provinciale di Modena.

Un bracciante agricolo di 27 anni, Camara Fantamadi, impiegato in un campo di pomodori a Tuturano, frazione in provincia di Brindisi dove vivere col fratello da Eboli è morto mentre era di ritorno a casa in bicicletta quando è stato colto da malore ed è morto sul ciglio della strada dopo una giornata di lavoro sotto il sole cocente a raccogliere pomodori.

Il sindaco della città, Riccardo Rossi, in seguito all’incidente ha firmato un’ordinanza in cui viene disposto il divieto assoluto di svolgere lavoro agricolo nei campi dalle 12 alle 16.

Il divieto in vigore dal 28 giugno al 31 agosto verrà applicato ogni volta che l’Inail indicherà il “rischio alto” di temperature elevate nel territorio.

La manomissione di un quadro elettrico ha causato la morte di Luana D’Orazio, una ragazza di 22 anni, vittima di un incidente sul lavoro il 3 maggio scorso in un’azienda tessile di Montemurlo, in Toscana.

La conferma dopo la perizia effettuata sul macchinario.

La manomissione della saracinesca di protezione che avrebbe consentito il funzionamento automatico dell’orditoio anche nel caso non fosse abbassata e al quale stava lavorando Luana e in particolare il pulsante di avvio, che sarebbe dovuto essere inattivo a saracinesca alzata, avrebbe funzionato lo stesso.

L’ipotesi della manomissione frutto di una strategia messa in atto per aumentare la produttività ed evitare rallentamenti al lavoro causati dai sistemi di sicurezza.

Ma la tesi che i sistemi di sicurezza dei macchinari della ditta di Montemurlo fossero stati manomessi per funzionare anche con i cancelli di protezione alzati era stata avanzata dalle prime fasi delle indagini della Procura di Prato che ha indagato sul caso.

Nel mese di maggio era stata fatta una perizia sul macchinario gemello a quello a causa del quale è morta Luana e nell’avviso di accertamento tecnico della procura c’era scritto che gli indagati: “rimuovevano dall’orditoio la saracinesca protettiva, ovvero un meccanismo destinato a prevenire infortuni sul lavoro”.

Nel fascicolo aperto dai pm sono stati contestati i reati di omicidio colposo e di rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Un altra vittima e altra morte sul lavoro a Torbole Casaglia, una località in provincia di Brescia, è un operaio di 50 anni precipitato nel vuoto in una botola mentre stava pulendo un condotto nella fonderia dove lavorava.

I colleghi dell’uomo hanno dato l’allarme, hanno provato a rianimare l’uomo morto sul colpo.

Le indagini dovranno fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente, se ci sono delle responsabilità da parte dell’azienda e se tutte le misure di sicurezza sono state rispettate.

ALESSANDRIA. LOTTA ALLA ZANZARA DEL NILO.

COMUNICATO STAMPA

LOTTA ALLA ZANZARA DEL NILO

Nell’ambito della lotta alle zanzare in atto da anni nella Regione Piemonte ed in particolare anche nel nostro Comune, Ipla Alessandria ha comunicato che il campione di zanzare raccolto tra il 27 e 28 Luglio, risulta positivo a WNV (West Nile Virus).

La postazione delle trappole é quella situata all’inizio del tratto del vecchio canale Carlo Alberto nelle vicinanze del cimitero e della sede di AMAG Ambiente.

Il Referente Tecnico Scientifico del centro operativo Ipla-Alessandria Dr.Asghar TALBALAGHI ha reso noto che sono già stati attivati e saranno effettuati trattamenti adulticidi straordinari nell’area compresa tra Viale Milite ignoto, la zona dell’aeroporto e fino a quella dell’eliporto (Pronto soccorso).

Nello specifico, verranno trattate tutte le macchie verdi ricomprese in detta zona con particolare attenzione a quelle limitrofe al canale Carlo Alberto e alla sede di Amag Ambiente.

Si raccomanda di limitare la frequentazione di dette zone da parte dei cittadini che abitualmente, nelle ore più fresche della giornata, svolgono attività sportive spesso indossando abiti che non prevengono le punture di zanzare o, comunque, si consiglia di adottare tutte le possibili precauzioni al fine di evitare spiacevoli contatti con questa specie di insetti.

“La situazione è monitorata e, senza creare allarmismi – assicura l’Assessore all’Ambiente e Politiche per la Sostenibilità Ambientale,  Paolo Borasio -, vengono messe in campo tutte le misure straordinarie previste per i trattamenti”.

Per saperne di più:

ALESSANDRIA. IL COMUNE ATTIVA UN SERVIZIO DI VIGLANZA PRIVATA

COMUNICATO STAMPA

SERVIZIO DI VIGILANZA PRIVATA PER IL CONTROLLO DEL PATRIMONIO

NEL CENTRO URBANO

Per contrastare ulteriormente gli episodi di microcriminalità avvenuti nelle scorse settimane che hanno interessato il centro storico della Città, per l’Amministrazione è emersa l’opportunità di adottare alcuni provvedimenti più significativi per vanificare gli atti vandalici ed aumentare la percezione collettiva di sicurezza diffusa.

Ai numerosi controlli della Polizia Municipale e dei volontari, da questa notte e fino al 30 settembre prossimo, verrà affiancato un pattugliamento di vigilanza privata per la tutela del patrimonio immobiliare e mobiliare.

Questa vigilanza dinamica del demanio, avrà il compito di sorvegliare l’area del centro storico dalle ore 1 alle ore 6 da lunedì a domenica (inclusi i festivi).

“Siamo pienamente soddisfatti dei numerosi controlli della Polizia Municipale ai quali si aggiungeranno a breve, sempre su iniziativa dell’Amministrazione Comunale, quelli effettuati da un istituto di vigilanza privata – commenta il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco -, per la tutela nelle ore notturne del patrimonio comunale, incluse strutture di servizio e arredo urbano quali panchine, aree verdi ecc., controlli mirati che non escluderanno l’attenzione complessiva al tessuto e alle infrastrutture urbane.

Un lavoro di sinergie che porterà ad una intensa vigilanza delle vie cittadine”.

REGGIO CALABRIA. OPERAZIONE “INTER NOS”, COLLUSIONE POLITICA E ‘NDRANGHETA NEGLI APPALTI PUBBLICI.

Comando Provinciale Reggio Calabria

I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri con il supporto operativo dei Reparti del Corpo dei Comandi Provinciali di Milano, Verona, Livorno e Roma hanno arrestato 17 persone ritenute responsabili dei reati di associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere – aggravata dall’agevolazione mafiosa – finalizzata alla turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, frode nelle pubbliche forniture, estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti dando esecuzione a una Ordinanza di applicazione di misura cautelare emesse dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria – Dr.ssa Caterina Catalano – su richiesta del Procuratore Aggiunto Dr. Gerardo Dominijanni e dei Sostituti Procuratori Dr. Walter Ignazitto, Dott.ssa Marika Mastrapasqua e Dott.ssa Giulia Maria Scavello.

Contemporaneamente è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza ,emesso dalla Procura Distrettuale, dell’intero patrimonio aziendale di 5 indagati per un valore stimato di oltre 12 milioni di euro.

L’operazione denominata “Inter Nos” a conclusione di complesse indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale I.C.O., con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria volte a contrastare l’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale.

L’attività investigativa ha permesso di accertare che i servizi di pulizia e sanificazione delle strutture amministrative e sanitarie di competenza territoriale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria sono stati affidati a società i cui membri risultano essere “legati” a varie consorterie criminali operanti nel territorio della Provincia di Reggio Calabria (articolazioni di Reggio Calabria, Locri e Melito di Porto Salvo), mediante un distorto utilizzo del sistema della proroga del rapporto contrattuale, in assenza di alcuna procedura di evidenza pubblica, sono riusciti per anni a proseguire artificiosamente il rapporto con l’ente appaltante.

Dopo innumerevoli proroghe concesse illegalmente è stata indetta una gara per l’affidamento del servizio che sono aggiudicata, grazie ad un collaudato sistema di corruttela, le stesse società, nel frattempo riunitesi in A.T.I. mentre le indebite dazioni che, lungi dall’esaurirsi con l’aggiudicazione dell’incanto, sono state elargite in maniera continuativa e sistematica al fine di mantenere saldo nel tempo il pactum sceleris con questi siglato.

Le indagini hanno anche accertato che al fine di poter fornire lecita giustificazione agli ammanchi di denaro dalle casse sociali connesse alle indebite elargizioni, era solito fare ricorso a false fatturazioni emesse da imprese compiacenti, con le quali erano sono in essere leciti rapporti commerciali.

Nel corso delle investigazioni sono stati cristallizzati specifici episodi corruttivi che hanno coinvolto anche il Direttore della Struttura Complessa Gestione Risorse Economico Finanziarie dell’A.S.P. di Reggio Calabria, in capo al quale sono state accertate indebite dazioni di denaro e altre utilità (un costoso Smartphone) da parte di taluni degli imprenditori investigati, in rapporti di reciproci vantaggi, concretizzatisi in una “corsia preferenziale” per il pagamento delle prestazioni rese.

Il rapporto del Direttore con gli indagati era diventato così stretto che gli stessi si sono attivati al fine di consentire a questi di ottenere una proroga nell’incarico di prossima scadenza, il tutto attraverso l’intermediazione di un consigliere della Regione Calabria (arrestato e posto agli arresti domiciliari) – la cui campagna elettorale era stata, tra l’altro, sostenuta da alcuni degli indagati.

L’attività svolta ha permesso di rilevare come le componenti l’ATI abbiano svolto con modalità difformi da quelle previste i servizi straordinari di sanificazione e disinfestazione – affidati dall’ASP a seguito del diffondersi dell’epidemia da nuovo coronavirus – da effettuarsi presso i diversi presidi ospedalieri della Provincia di Reggio Calabria.

I militari hanno accertato che gli indagati, in piena crisi pandemica, si appropriavano indebitamente dei dispositivi di protezione individuale anti-COVID19, sottraendoli perfino al personale sanitario impegnato in occasione dell’emergenza e si sottoponevano indebitamente alla relativa vaccinazione (prevista, all’epoca dei fatti, solo per individuate categorie).

I militari hanno anche accertato attività estorsive organizzate da alcuni indagati, che pretendevano dai dipendenti la restituzione di una quota parte mensile dello stipendio da questi percepito (pari a circa 250 euro, ogni mese).

L’attività in rassegna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali di matrice ‘ndranghetistica, nonché alle proiezioni ed infiltrazioni mafiose nell’economia legale in genere.

TOKYO. FIAMME ORO. IL CIELO OLIMPICO SI E’ TINTO DI AZZURRO, MARCELL JACOBS E GIANMARCO HANNO SCRITTO UNA PAGINA DI STORIA.

Tokyo2020: Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi re dell’Olimpo nell’atletica

tamberi jacobs tokyo

È stata una domenica di sport indimenticabile quella che abbiamo vissuto ieri grazie alle emozionanti gesta dei portacolori delle Fiamme oro a Tokyo 2020, di quelle che negli anni ricorderai esattamente dove ti trovavi e cosa stessi facendo, come per Italia-Germania 4-3 del 1970, Italia-Brasile 3-2 del 1982 o le vittorie olimpiche nei 200 metri di Livio Berruti a Roma ’60 e Pietro Mennea a Mosca ’80.

In undici minuti, dalle 12.42 alle 12.53 ora italiana, è cambiata la storia dei Giochi olimpici di Tokyo grazie alla doppietta d’oro realizzata da Gianmarco Tamberi nel salto in alto, e Lamont Marcell Jacobs, primo italiano a partecipare ad una finale olimpica dei 100 metri.

tamberi salto

Il bellissimo prologo a tutto questo erano state le medaglie di bronzo conquistate nella notte dai velocisti del nuoto Thomas Ceccon e Alessandro Miressi con la 4×100 misti maschile.

Sabato erano stati i bronzi di Irma Testa nel pugilato e Antonino Pizzolato nel sollevamento pesi a portare le Fiamme oro sul podio a cinque cerchi.

Appresa la notizia, il capo della Polizia Lamberto Giannini, ha espresso le sue più vive congratulazioni per i brillanti risultati sportivi conseguiti dagli atleti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato.

Il primo a gioire è stato Gianmarco Tamberi che, dopo l’infortunio che gli costò la partecipazione a Rio 2016, si è preso la miglior rivincita possibile vincendo la medaglia d’oro ex aequo con il qatariota Mutaz Essa Barshim, entrambi arrivati a saltare 2 metri e 37 centimetri.

jacobs traguardo

Una manciata di minuti dopo è stato Marcell Jacobs ad emozionare tutti con la sua splendida vittoria nei 100 metri fermando il tempo sullo stratosferico crono di 9”80, nuovo record italiano ed europeo, ancora meglio del mito Bolt che a Rio 2016 vinse in 9”81.

“Sono qui, non so quando riuscirò davvero a realizzare, forse tra una settimana – ha detto Jacobs ancora incredulo – Non avevo nulla da perdere, e poi quando ho visto Gimbo vincere l’oro pochi minuti prima, mi sono gasato di brutto. Ho detto ‘Perché non posso farcela anche io?’, e allora ho iniziato a correre, correre più veloce che potevo. E adesso sono qui. E sono la persona più felice del mondo”.

“Non ci posso credere, ho sognato questo giorno da così tanto tempo – è stato il commento di Tamberi – ho passato ogni tipo di difficoltà pur di riuscirci, avevo questo sogno dentro da così tanto tempo e oggi l’abbiamo realizzato. Dico ‘abbiamo’ perché penso a tutte le persone che l’hanno condiviso con me. Finalmente posso dire che ne è valsa la pena”.

Ceccon Miressi bronzo 4x100 misti

Grande prova per i portacolori cremisi Thomas Ceccon e Alessandro Miressi che nella 4×100 misti maschile si sono messi al collo l’ultimo bronzo a disposizione per le gare di nuoto.

Ottima la partenza di Ceccon che nella prima frazione di dorso ha lasciato il testimone in seconda posizione a Martinenghi per le due vasche a rana. Poi Burdisso con la sua farfalla ha consegnato il terzo posto a Miressi che ha chiuso la gara toccando per il bronzo al termine dell’ultima frazione di stile libero.

Irma “The butterfly” entra di diritto nella storia dello sport per essere la prima donna italiana a conquistare una medaglia nel pugilato alle Olimpiadi. Nella semifinale della categoria 57 chili l’azzurra ha incrociato i guantoni con la forte filippina Nesthy Petecio, con la quale non aveva mai combattuto e che le ha impedito di completare la sua splendida corsa verso la finalissima.

Una medaglia di bronzo che comunque consacra la campionessa delle Fiamme oro ai vertici del pugilato mondiale e che la ripaga degli immensi sacrifici fatti per arrivare a questo risultato.

“Negli ultimi anni ho cercato di non lasciare nulla al caso e penso di aver fatto quasi tutto in modo perfetto – ha detto Irma con la medaglia al collo – Questa medaglia ha un grande significato, è frutto di anni di lavoro e di sacrifici”.

pizzolato bronzo

Grande prestazione quella di Antonino Pizzolato che al termine di una gara di altissimo livello si mette al collo un incredibile medaglia di bronzo nella categoria 81 chilogrammi.

Il pesista del Gruppo sportivo della Polizia di Stato solleva un totale di 365 chili, 200 nello slancio e 165 nello strappo, nuovo record italiano.

Nell’ultima prova il nostro Nino tenta anche l’assalto all’argento, caricando sul bilanciere i 168 chili che gli avrebbero consentito di superare il dominicano Zacarias Bonnat Michel , secondo in classifica a 367, senza però riuscire a completare l’esercizio. Oro per il cinese Lyu Xiaojun  che chiude la prova con un totale di 370 chilogrammi.

“Inizialmente ero deluso – ha commentato Pizzolato dopo la gara – ma questa sensazione è stata subito sostituita dalla gioia per il bronzo. Qualsiasi atleta avrebbe voluto una medaglia diversa, ma nonostante ciò sono molto felice. Questa è una cosa che mi stimolerà a impegnarmi ancora di più. Ho appena iniziato, quindi non mi fermerò qui”.

Sergio Foffo

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