LAVORO E SALUTE

ALESSANDRIA. AUMENTANO IN ITALIA LE MORTI BIANCHE SUL LAVORO.

Un uomo di 63 anni, che si dedicava all’attività nel tempo libero, durante il lavoro di sostituzione di un tubo nel comune di Castelletto Merli con il trapano ha urtato il tubo dell’acqua provocando un corto circuito che lo ha fulminato.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e la Croce rossa, che hanno solo potuto constatare il decesso.

In uno scatolificio, cartoni e packaging, a Camposanto in provincia di Modena, una donna di 41 anni, Laila El Harim, ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto mentre era al lavoro nell’azienda Bombonette.

La vittima, originaria del Marocco, ma residente in Italia, dia primi accertamenti è rimasta incastrata in una fustellatrice, grosso macchinario per confezionare dolci.

Laila residente lascia una figlia di quattro anni e il compagno.

L’intervento immediato dei vigili del fuoco e i sanitari del 118 non è servito a salvare la donna. I carabinieri e la medicina stanno operando per accertare i motivi dell’incidente e per ricostruire l’accaduto.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha avviato un’attività ispettiva per valutare i profili di competenza, prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro, che consenta di determinare le cause e le responsabilità dell’accaduto. Nelle operazioni sono coinvolti l’Ispettorato Territoriale di Modena, il Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl e i carabinieri del Comando provinciale di Modena.

Un bracciante agricolo di 27 anni, Camara Fantamadi, impiegato in un campo di pomodori a Tuturano, frazione in provincia di Brindisi dove vivere col fratello da Eboli è morto mentre era di ritorno a casa in bicicletta quando è stato colto da malore ed è morto sul ciglio della strada dopo una giornata di lavoro sotto il sole cocente a raccogliere pomodori.

Il sindaco della città, Riccardo Rossi, in seguito all’incidente ha firmato un’ordinanza in cui viene disposto il divieto assoluto di svolgere lavoro agricolo nei campi dalle 12 alle 16.

Il divieto in vigore dal 28 giugno al 31 agosto verrà applicato ogni volta che l’Inail indicherà il “rischio alto” di temperature elevate nel territorio.

La manomissione di un quadro elettrico ha causato la morte di Luana D’Orazio, una ragazza di 22 anni, vittima di un incidente sul lavoro il 3 maggio scorso in un’azienda tessile di Montemurlo, in Toscana.

La conferma dopo la perizia effettuata sul macchinario.

La manomissione della saracinesca di protezione che avrebbe consentito il funzionamento automatico dell’orditoio anche nel caso non fosse abbassata e al quale stava lavorando Luana e in particolare il pulsante di avvio, che sarebbe dovuto essere inattivo a saracinesca alzata, avrebbe funzionato lo stesso.

L’ipotesi della manomissione frutto di una strategia messa in atto per aumentare la produttività ed evitare rallentamenti al lavoro causati dai sistemi di sicurezza.

Ma la tesi che i sistemi di sicurezza dei macchinari della ditta di Montemurlo fossero stati manomessi per funzionare anche con i cancelli di protezione alzati era stata avanzata dalle prime fasi delle indagini della Procura di Prato che ha indagato sul caso.

Nel mese di maggio era stata fatta una perizia sul macchinario gemello a quello a causa del quale è morta Luana e nell’avviso di accertamento tecnico della procura c’era scritto che gli indagati: “rimuovevano dall’orditoio la saracinesca protettiva, ovvero un meccanismo destinato a prevenire infortuni sul lavoro”.

Nel fascicolo aperto dai pm sono stati contestati i reati di omicidio colposo e di rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Un altra vittima e altra morte sul lavoro a Torbole Casaglia, una località in provincia di Brescia, è un operaio di 50 anni precipitato nel vuoto in una botola mentre stava pulendo un condotto nella fonderia dove lavorava.

I colleghi dell’uomo hanno dato l’allarme, hanno provato a rianimare l’uomo morto sul colpo.

Le indagini dovranno fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente, se ci sono delle responsabilità da parte dell’azienda e se tutte le misure di sicurezza sono state rispettate.