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CUBA. MANIFESTAZIONI CONTRO IL GOVERNO CUBANO ORGANIZZATE E PAGATE DALL’AGENZIA NORDAMERICANA.

La Casa Bianca, dopo oltre 60 anni di embargo economico e attacchi contro Cuba, sperimenta il tentativo di rovesciare il governo cubano approfittando del disagio sociale e la crisi economica che ha colpito l’isola a causa della pandemia da covid-19. Le proteste inscenate da gruppi di manifestanti si ripetono monotamente uguali a quelle già sperimentate in Venezuela contro il governo Chavez prima e Maduro poi. Gruppi pagati e organizzati attraverso i social dall’agenzia convocano manifestazioni di protesta e provocano scontri con la polizia per poi strumentalizzare la repressione e gli arresti operati dalla polizia cubana.

Sullo sfondo il Palazzo della Rivoluzione di L’Avana che ancora una volta devono fronteggiare una crisi internazionale innescata dal governo nordamericano e volano parole pesanti, accuse che riportano le lancette dell’orologio indietro di oltre 60 anni.

Joe Bide, il presidente degli Stati Uniti di cui siamo stati tifosi nella campagna elettorale contro Donald Trump, parla senza mezzi termini di comunismo fallito come se il capitalismo fosse invece all’apice dello splendore: “Il comunismo è fallito e Cuba è uno Stato fallito” cavalcando l’ondata di proteste nell’isola.

La replica di Miguel Diaz-Canel, l’uomo succeduto a Raul Castro alla presidenza del regime cubano, non si è fatta attendere: “Gli Stati Uniti volevano distruggere Cuba, ma non ci sono riusciti, nonostante abbiano speso miliardi di dollari par farlo”.

La tensione tra Washington e L’Havana è alle stelle mentre si allontana ogni possibilità di disgelo per riprendere i rapporti e le le aperture che avevano distinto l’amministrazione Obama.

Joe Biden dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca ha messo al centro della sua agenda di politica estera la questione dei diritti umani: Cina, di Russia, Arabia Saudita o Cuba. Joe Biden ha spiegato che la sua amministrazione farà di tutto per imporre al governo cubano di ripristinare la rete internet e forzando il blocco dei social imposto dal governo cubano. Joe Biden si è spinto a parlare di regime “comunista autoritario, che la smetta di reprimere il suo popolo che merita la libertà”.

Joe Biden ha annunciato l’invio di una quantità importante di vaccini per combattere la diffusione del Covid che sta mettendo in ginocchio l’isola, assicurandosi che a gestire la distribuzione sia un’organizzazione internazionale in grado di garantire l’accesso a tutti i cittadini cubani.

La risposta di Diaz-Canel è altrettanto eloquente: “Se il presidente americano ha davvero a cuore il popolo cubano e una preoccupazione di tipo umanitario potrebbe eliminare un embargo economico e finanziario che dura dal 1962, e come primo passo cominciare a revocare le ulteriori 243 misure restrittive introdotte dal suo predecessore Donald Trump, di cui più di 50 imposte crudelmente durante la pandemia”.

Una richiesta sposata e avanzata a gran voce dalla maggior parte degli stati dell’America Latina e dal resto del mondo.

Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per “l’uso eccessivo della forza” da parte delle forze dell’ordine cubane impegnate a reprimere la protesta, lanciando l’ennesimo appello per la liberazione di “tutti coloro che sono stati arrestati per aver esercitato i loro diritti”.

Per l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, le notizie che arrivano da Cuba non lasciano ben sperare: “E’ importante che ci sia un’indagine indipendente, trasparente ed efficace e che i responsabili siano processati” e a proposito del dimostrante rimasto ucciso alla periferia di L’Avana durante una delle manifestazioni.