COSTUME E SOCIETA'

TORINO. PAROLA DI VIGILE:”RICCHIONE E SFIGATO”. INDAGATO E’ LA TUA PAROLA CONTRO LA NOSTRA!

Mentre in Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia un 34 enne torinese è stato fermato in monopattino e apostrofato con l’appellativo di “sfigato” e “ricchione”, infine lo indagano per resistenza.

Alessio Cusumano 

Alessio Cusumano è il titolare di un negozio di videogame, fermato e insultato e denunciato dopo essere stato fermato sul marciapiede mentre viaggiava sul suo monopattino si appella alla sindaca e a Cirio: “Forse vale la pena parlarne”.

Il comandante Bezzon: “Chiariremo di persona, l’abbiamo solo multato”., ma nel verbale è scritto “resistenza a pubblico ufficiale”.

Parola di poliziotto municipale contro la parola di un comune cittadino che denuncia:”Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale nel 2021 mentre al Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia è la cosa più incredibile che possa accadere a una persona non ha fatto niente per meritarselo, non sta commettendo nessun genere di reato e dopo che ti dà del ricchione, dello sfigato e alla risposta “ci sarai tu”, ti denuncia.

Fate voi, ma il protagonista denuncia che ha sempre meno fiducia nel genere umano. 

Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo pubblico su Instagram con un video e la didascalia “Omofobia portami via” ripercorre quanto accaduto all’ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire: “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Alessio, titolare di un negozio di video, stava tornando al lavoro a bordo del suo monopattino dopo la pausa pranzo e, dopo aver percorso la ciclabile del Parco Dora, è salito sul marciapiede in un punto in cui “la strada è distrutta, versa in condizioni pietose e dove ha rischiato di ammazzarsi due volte, ci sono caduto ad agosto e mi sono rifatto la faccia nuova”.

La giustificazione ha provato a raccontarla ai due agenti della polizia municipale che, vedendolo sul marciapiede, lo hanno fermato per identificarlo e per fargli il verbale, poiché il codice della strada vieta al monopattino elettrico di circolare sul marciapiede.

“Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose e uno dei due poliziotti mi dice che sono “uno sfigato””. A quel punto, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”. I due civich iniziano a scrivere il verbale ma nel frattempo sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

“Alla quarta persona mi frappongo tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso – mi giro verso il poliziotto – cosa dobbiamo fare?”. A quel punto la situazione sarebbe degenerata, “uno dei due agenti, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”. È sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia”. 

In questo caso il 34enne non è rimasto in silenzio. “Gli ho detto “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”. Ma la risposta gli è costata cara: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”. Indagato per resistenza, dice il verbale dove è riportato anche il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.


“Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale. Nel 2021, non nel 1970. Ti ferma perché non hai fatto niente, non stai commettendo nessun genere di reato, e dopo che ti dà del ricchione e dello sfigato, e tu gli dici “ci sarai tu”, ti denuncia. Questa la situazione, fate voi, e io ho sempre meno fiducia nel genere umano”. 

È quanto racconta Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo su Instagram. Lo fa pubblicando un video con la didascalia “Omofobia portami via”, in cui ripercorre con precisione quanto accaduto ieri a ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede anche alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire perché “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Insulti omofobi dai vigili, Alessio Cusumano su Instagram: “Basterebbero delle scuse, invece continuano a non dire la verità”

Alessio racconta: “Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose, ma uno dei due poliziotti mi dice che sono uno sfigato, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”.

I due civich iniziano a scrivere il verbale, intanto sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

Alessio al quarto ciclista si frappone tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso cosa dobbiamo fare?

La situazione degenerata mentre “uno dei due agenti, sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”.

Il 34enne a quel punto non è rimasto in silenzio: “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”.

La risposta è costata cara ad Alessio: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”.

Il verbale conferma che è stato indagato per resistenza ed è anche riportato il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.

Alessio è stato multato perché aveva le cuffiette, ma lui spiega che erano AirPods e che ne aveva una sola all’orecchio destro, senza musica, ma indossata in caso di telefonate.

Oltre alla denuncia i vigili gli hanno consegnato due verbali: 29,40 euro per essere salito sul marciapiede con il monopattino e 115,50 per le cuffie.

Alessio ha scelto di raccontare tutto sui social e ha chiesto ai suoi followers di condividerlo: “perché bisogna denunciare, non si può andare avanti così non è vita”.

Nel video pubblicato su Instagram ha taggato la sindaca Chiara Appendino e il governatore Alberto Cirio: “La cosa peggiore, quando ho chiesto perché mi stessero denunciando, è stato sentirmi dire “è la parola nostra contro la tua”. Quella frase mi ha scioccato di più del sentirmi dare del “ricchione”.

Centinaia di messaggi di solidarietà sono arrivati in difesa di Alessio: “Questa notte non sono riuscito a dormire, sono davvero sconvolto”. 

Il Comune di Torino, a caldo, ha pubblicato solo una nota di circostanza: “Il comandante della Polizia municipale della Città di Torino, Emiliano Bezzon, a proposito del video postato da un cittadino che ha lamentato un trattamento non corretto da parte della Polizia municipale, ha reso noto che la persona è già stata contattata e martedì sarà ricevuta per approfondire e chiarire ogni aspetto della vicenda. Inoltre,  Bezzon ha precisato che il cittadino non è stato denunciato, ma solo sanzionato perché circolava col monopattino sul marciapiede, comportamento vietato dal Codice della Strada”.

Ma il verbale in mano a Cusumano dice altro: indagato per resistenza a pubblico ufficiale, tanto che viene formalmente invitato a nominarsi un avvocato, il cui nome figura sullo stesso verbale.