Mese: febbraio 2021

LATINA. POLIZIA DI STATO. LA GUERRA CRIMINALE PONTINA.

Guerra criminale pontina: presi i killer di Massimiliano Moro

Latina è stata il teatro di una guerra criminale, quasi a ripercorrere le sceneggiatura del noto film: “Romanzo criminale”. Massimiliano Moro, 46 anni, fu assassinato con una pistola calibro 9 mentre si trovava nel suo appartamento a Latina la sera del 25 gennaio 2010.

Le indagini degli investigatori, complice la poca collaborazione dei pontini, la reticenza e l’omertà in cui erano sprofondati interi quartieri della città preda alla criminalità organizzata, non portarono a una soluzione del caso, ma dopo 11 anni dal fatto l’approfondimento delle indagini svolte dagli investigatori della Squadra mobile di Latina e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, hanno permesso di arrestare quattro persone appartenenti ad alcune famiglie rom della provincia.

La svolta nelle indagini è avvenuta quando gli investigatori hanno avuto l’intuizione di confrontare le informazioni acquisite nelle indagini del 2010 con le recenti dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, che hanno dato un contributo decisivo per stabilire che il delitto era stato commesso con metodo mafioso, per finalità mafiosa e per individuare i presunti responsabili.

L’indagine, denominata “Moro”, ha inquadrato l’omicidio all’interno della faida meglio conosciuta come “Guerra criminale pontina”. La faida è scoppiata nel 2010 nella provincia di Latina tra le famiglie rom Ciarelli-Di Silvio e altri gruppi criminali per il controllo delle attività illecite nel territorio pontino.

Massimiliano Moro aveva chiaramente manifestato l’intenzione di ribaltare il potere delle famiglie rom per di sostituirsi ad esse e per questo era considerato uno dei nemici principali del gruppo criminale con il quale era in contrasto dal 2007.

La ricostruzione degli episodi criminali che hanno portato all’uccisone di Massimiliano Moro racconta che la mattina del 25 gennaio 2010 un gruppo di fuoco cercò di uccidere un membro della famiglia Ciarelli, ma l’attentato fallì e Massimiliano Moro ne fu ritenuto il mandante.

La sera stessa partì la rappresaglia, che doveva essere immediata e spietata contro il presunto responsabile dell’agguato teso quel mattino contro il loro parente. Moro fu freddato in casa propria con due colpi sparati alle spalle, uno al collo e uno alla testa.

Ma la cronaca racconta che altri omicidi sono da inserire nella faida criminale: l’omicidio di Fabio Buonamano e altri tentati omicidi verificatisi nei mesi successivi per riaffermare con la violenza l’egemonia del gruppo Ciarelli-Di Silvio, mandando un messaggio chiaro a coloro che avevano intenzione di contrastare il loro potere egemone nei traffici illeciti di Latina.

ALESSANDRIA. L’ACF ALESSANDRIA TIRA FUORI LA GRINTA, IL REAL MEDA RINGRAZIA IL PORTIERE.

I tre punti al Real Meda, ma l’Alessandria torna a far tremare il campo.

Rigore Arroyo – foto Gabriele Mocchietto

Il lavoro svolto in queste settimane sta dando i suoi frutti. Anche se le energie da spendere rimangono ancora da usare con il contagocce, le ragazze di Pino Primavera riescono finalmente a mostrare qualità e lucidità.

Alle Ex casermette arriva il Real Meda, che forte della vittoria sullo Spezia, incalza qualche bella giocata e si porta a casa i tre punti, nonostante una partita non da incorniciare. Sicuramente gli ultimi risultati delle padrone di casa hanno fatto pensare alle lombarde che la passeggiata sarebbe stata semplice ma seppur con una vittoria il portiere avversario ha di sicuro salvato più volte il risultato.

Pino Primavera cambia modulo e schiera il 4-4-2, formazione di sicuro più equilibrata rispetto al 3-5-2 che ha utilizzato fino alla scorsa partita. Le grigie infatti giovano di questo change e mostrano qualità e carattere, al tabellino si contano svariate occasioni, per lo più nel secondo tempo, senza però trovar fortuna.

Il primo tempo mostra 35 minuti di alto livello per le padrone di casa, come detto però le energie sono ancora poche e nel finale arrivano i primi due gol del Real Meda. Al 44′, il rimpallo di testa di Francesca Lardo favorisce Laura Roma che al volo gonfia la rete con un pallone preciso nel sette. Nel recupero Alice Fara, portiere classe 2002, intercetta il tiro di Rebecca Arosio che però sfila dai guantoni e si insacca facendo raddoppiare le lombarde. Squadre a riposo sul risultato di 2 a 0 per le ospiti.

Nella ripresa ancora Alessandria in avanti che si presenta continuamente davanti al portiere ospite, i suoi guantoni respingono ogni offensiva grigia. Non respinge però il rigore concesso alle grigie, fischiato dopo l’atterramento in area di Barbara Di Stefano, alla battuta si presenta Joselyn Arroyo che non sbaglia, riapre il match e segna il suo primo gol in campionato.

Il buon secondo tempo delle grigie viene un po’ oscurato dal terzo gol del Real Meda, rete che chiude di fatto i conti. Sulla ripartenza, le alessandrine si trovano scoperte centralmente è quella via diventa un’autostrada per Laura Roma che dopo la cavalcata si ritrova a tu per tu con il portiere di casa che non può nulla e lascia sfilare la palla in rete, a nulla è servito il veloce recupero di Martina Luison che già ammonita rischia l’espulsione.

La gara termina sul risultato di 1 a 3 per le ospiti, ottima prestazione da parte delle grigie, in evidente crescita. Seconda vittoria consecutiva per il Real Meda che allunga in classifica e si porta in quinta posizione a -1 dal Pinerolo.

ALESSANDRIA. CAMPIONATO DI LEGA PRO. LOTTA SENZA QUARTIERE TRA JUVENTUS U23 E LUCCHESE CHE NON DA TREGUA AI BIANCONERI.

La partita di serie C maschile di lega Pro Juventus U23 Lucchese valida per la 26^ giornata di campionato si è disputata ad Alessandria, nello stadio Giuseppe Moccagatta, che ospita le partite casalinghe della Juventus U23.

Le squadre in campo:

Juventus U23: Nocchi, Ranocchia, Marques mendez, Capellini, Andrade sances, Rafia, Leone, Ake’, De marino, Gozzi, Barbieri.

All. Zauli lamberto

Lucchese: Biggeri, Panariello, Nannelli, Bianchi, Panati, Solcia, Meucci, Adamoli, Pellegrini, Petrovic, Zennaro.

All. Lopez Giovanni

Direttore di gara. Kumara Sajmir di Verona

La partita non presenta particolari difficoltà per la squadra di casa, Juventus U23, contro la Lucchese in piena crisi di risultati e una classifica poco esaltante.

Il pronostico a favore della Juventus U23, che dai suoi esordi in Lega pro ha compiuto passi da gigante fino a imporsi come una formazione emergente nel panorama calcistico di serie C, non è stato rispettato . Vincitrice lo scorso anno della coppa Italia e forte dell’esperienza della prima squadra, campione di Italia, con cui si allena in maniera costante sta crescendo come nessuna in Lega Pro. Ma Lucchese è stata decisa a non dare tregua ai bianconeri, realizzare l’impresa e portare a casa i tre punti preziosi proseguire il campionato mentre la Juventus, disattenta, ha commesso troppi in fase difensiva e nei disimpegni a centro campo.

Il calcio di inizio, dopo aver osservato un minuto di silenzio per ricordare Mauro Bellugi , morto per Covid dopo aver subito l’amputazione della gambe, affidato alla Lucchese e la Juventus U23 che attacca dalla sinistra della tribuna.

Subito uno scontro e scintille in campo, Rafia infortunato si rialza qualche minuto dopo, ma rifiuta le scuse dell’avversario responsabile del fallo.

Lucchese decisa a giocarsi la partita fino in fondo in questa prima fase di gioco con cambi di fronte rapidi, Juventus che subisce ed è poco attenta in difesa, potrebbero favorire l’attacco della Lucchese.

Lucchese molto organizzata difende con tutta la squadra, ma sempre pronta a ripartire in contro piede, passaggi lunghi a scavalcare il centro campo per Bianchi e Juventus U23 in difficoltà.

Primo ammonito del match all’8° del primo tempo per la Lucchese.

Ottima la Lucchese nei primi 15 minuti di gioco, veloci in discesa e giocatori che trovano sempre i compagni in posizione.

La Juventus risponde con Correia con un tiro diretto e teso verso la porta difesa da Biggeri centra la schiena del difensore, che manda in angolo.

Attacco per la Lucchese da centro campo che in contro piede si porta faccia a faccia con Nocchi che salva in angolo, la Lucchese non molla e guadagna un secondo angolo, che, però innesca il contro piede dalla Juventus, anticipata solo dopo un provvidenziale intervento e con un lungo lancio indietro in direzione della porta Lucchese.

Juventus in difficoltà, con poche idee e spesso in ritardo sugli attacchi della Lucchese.

Ranocchia murato al tiro, interviene Correia in soccorso che, però manda fuori.

La Juventus al 23° ci prova con un lungo lancio per Akè che aggancia, ma manda a lato.

Cambia la strategia della Juventus che salta il centro campo per lanciare gli attaccanti appostati nella metà campo della Lucchese, Leone ci prova, ma manda fuori. Rafia lancia Akè che ostacolato da un difensore davanti al portiere non riesce ad agganciare la palla.

Lucchese in contropiede guadagna un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore bianconera, si incarica del tiro Bianchi, ma è infine Nannelli che prova a sorprendere Nocchi, nel batti e ribatti la Lucchese guadagna un calcio d’angolo.

Dal 30° la Luchese si è chiusa in difesa mentre la Juventus attacca e non trova varchi utili per passare, Ranocchia ammonito per fallo, salterà la prossima sfida. Lucchese appostata in area bianconera in attesa dell’esecuzione del calcio di punizione, la palla erroneamente viene scagliata direttamene fuori dal campo.

Occasione per Marques che agganciata la palla si è trovato a tu per tu con Biggeri che mura il tiro, sulla ribattuta Rafia scaglia alto sulla traversa.

Correia di nuovo in azione mette in crisi la difesa Della Lucchese, ma la Biggeri libera.

Lucchese con Bianchi innesca un fulmineo contropiede e si porta in vantaggio allo scadere del primo tempo con Adamoli servito da una palla deviata dal palo, centrato da pellegrino, su cross di Bianchi al centro dell’area piccola direttamente sulla testa di Pellegrino.

Secondo Tempo.

Dabo per Ranocchia ammonito dall’inizio secondo tempo.

Una partita da brividi per i bianconeri.

La Lucchese dopo neppure un minuto di gioco dalla ripresa sfiora il raddoppio per la distrazione della difesa bianconera, fuori di poco

Compagnon per Rafia al 59° e Brighenti per Barbieri.

Al 60° sugli sviluppi di un calcio d’angolo la Lucchese ha tentato una ripartenza in contropiede, ma viene anticipata con una lunga palla diretta a Nocchi.

Gozzi crossa al 64° per Marquez che fulmina Biggeri con una poderosa testata alla palla direttamente in porta.

Juventus 1 Lucchese 1

Akè servito da Marquez, dopo una lunga azione ai limiti dell’area di rigore, spara una cannonata centrale bloccata da Biggeri. Il secondo goal della Juventus dopo un minuto annullato per fuorigoco.

La partita aumenta di intensità ed è la Juventus che controlla il gioco e il possesso palla mentre la Lucchese difende e riparte in contropiede.

La Juventu pasticcia in ripartenza con una azione prolungata, il n°8 Kosovan appena entrato aggancia la palla e solo contro il Nocchi manda fuori con un diagonale imprendibile per il portiere bianconero.

Del Sole per Correia al 78°

80° giallo per Biggeri per perdita di tempo su calcio di punizione.

Brivido per la Juventus al 84° sugli sviluppi di un calcio d’angolo la difesa pasticcia in area e solo l’intervento di Nocchi salva la porta bianconera.

La partita si infiamma , saltano gli schemi e il nervosismo aumenta sia in campo che in tribuna.

Giallo per Pellegrini per fallo al 90°. Al tiro Akè e tutta la juventus in area della Lucchese.

Akè direttamente sulle mani di Biggeri che, però resta a terra per un colpo alla testa.

Brivido per la Juventus a fine partita per i pasticci a centro campo, ma è Nocchi a risolvere la situazione.

Juventus 1 Lucchese 1.

TORINO. G.di F.- “SCACCO AL RE” SEQUESTRATI BENI PER 6 MILIONI DI EURO.

Comando Provinciale Torino

I militari della Guardia di finanza di Torino hanno portato a termine l’operazione “SCACCO AL RE” in cui sono stati sequestrati beni per 6 milioni di euro a 4 persone originarie dell’Est Europa, dediti al riciclaggio di denaro derivante da reati fiscali attraverso l’acquisto e la gestione di una catena di attività commerciali ed economiche.

I finanzieri hanno sequestrato 8 bar e 1 sala slot nella città di Torino, 3 società, 3 autovetture di lusso (rispettivamente un’Audi R8, una Porsche Macan e una Range Rover Evoque, tutte di recente acquisto) e disponibilità finanziarie.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto Dott. Cesare Parodi, della Procura della Repubblica, sono state sviluppate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino dopo l’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, che indicavano importanti movimenti di denaro contante da parte di soggetti apparentemente privi di redditi, ma con elevato tenore di vita.

I successivi approfondimenti investigativi hanno evidenziato che gli indagati disponevano di un improvvisa e ingiustificata fonte di denaro contante che ne avevano favorito lo sviluppo imprenditoriale, acquistando esercizi commerciali distribuiti nell’intera città di Torino fino al punto da creare una vera e propria “catena”, con insegna recante un proprio marchio.

Gli indagati, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero sottratto a tassazione sino all’80% degli incassi derivanti dalle attività economiche esercitate, fornendo precise istruzioni al personale dipendente affinché annotasse i ricavi effettivi in una contabilità parallela.

In 3 anni sarebbero stati occultati al fisco oltre 2 milioni di euro di guadagni ed evase imposte per quasi 800.000 euro. In tal modo gli indagati colpiti dai sequestri potevano disporre di elevate somme in contanti, che venivano riciclate in nuove acquisizioni di attività economiche senza peraltro tralasciare l’acquisto di auto sportive, viaggi in luoghi esotici e beni di lusso.

L’elevato tenore di vita emergeva dai racconti sui “social”, dove venivano pubblicate foto che li ritraevano in prestigiose località turistiche e alla guida di esclusive fuoriserie.

Nelle numerose perquisizioni effettuate durante l’indagine i finanzieri hanno sequestrato mucchi di contanti, in tagli da 200 e 500 euro, nascosti tra i vestiti, in barattoli e in scatole di cartone.

Gli articolati accertamenti patrimoniali contestualmente avviati nei confronti di tutti i soggetti indagati hanno permesso agli investigatori di ricostruire i reati fiscali e di riciclaggio perpetrati e, dall’altro, hanno acclarato che, dal loro insediamento in Italia, i redditi dichiarati dagli interessati erano stati minimi e del tutto sproporzionati rispetto al patrimonio accumulato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino presa visione delle prove presentate dai finanzieri ha emesso decreti di sequestro preventivo sia per “equivalente”, per importi corrispondenti alle imposte evase, sia per “sproporzione” sui beni acquistati in misura superiore ai redditi dichiarati, consentendo, così, di cautelare il rilevante compendio di averi acquisito negli anni.

L’operazione “SCACCO AL RE” testimonia, tangibilmente, l’azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente nel contrasto ai reati a sfondo economico-finanziario, attraverso il monitoraggio dei flussi di denaro e lo sviluppo sistematico delle segnalazioni di operazioni sospette, finalizzati all’individuazione di capitali di origine illegale, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio che inquinano il tessuto economico sano, alterando la regolare concorrenza sul mercato attraverso l’immissione nel circuito legale di proventi di origine illecita.

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