Mese: febbraio 2021

FROSINONE. POLIZIA DI STATO. FAVOREGGIAMENTO DLL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

Frosinone: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 10 arresti

La  Digos  di Frisone ha arrestato 10 persone di origine prevalentemente curdo-irachena, regolarmente soggiornanti nel nostro Paese, appartenenti a una organizzazione per l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti.

L’operazione è stata condotta dalla Digos di Frosinone in collaborazione con le questure di Roma e Parma e supportata dal Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione.

L’indagine è partita nel 2017 in seguito al sequestro, nella provincia di Frosinone, di un’ingente somma di denaro in valuta contraffatta trasportata da quattro cittadini curdo-iracheni residenti in Europa.

L’attività investigativa ha consentito di scoprire un’organizzazione di carattere transnazionale specializzata nel favorire l’ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il versamento di somme di denaro.

Gli extracomunitari venivano fatti entrare nell’area Schengen dalla Grecia che attraverso le frontiere di Bari, Roma, Venezia e Pisa. Dopo la temporanea permanenza in alcune abitazioni della Capitale gli stranieri, muniti di documenti contraffatti, proseguivano per i Paesi del Nord Europa. Per ogni singolo trasferimento veniva richiesta la somma di 2.500 euro attraverso l’hawala, ovvero un sistema di rimessa di denaro fortemente radicato nella cultura araba e basato sulla fiducia.

L’organizzazione riusciva ad accumulare ingenti somme di denaro e dopo averne destinata una cospicua quota per il sostentamento dell’intera struttura organizzativa, la banda inviava i restanti proventi all’estero, attraverso operazioni di money transfert.

Nel corso degli ultimi mesi i poliziotti hanno arrestato in Italia numerosi stranieri trovati in possesso di documenti contraffatti e hanno accertato come l’organizzazione si fosse adoperata per garantire anche il transito di minori non accompagnati attraverso finti nuclei familiari.

ALESSANDRIA. COMITATO STOPO SOLVAY. SABATO 13 MARZO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI ALESSANDRIA

Comitato Stop Solvay 

Sabato 13 marzo in presidio davanti al Comune di Alessandria

STOP al dramma ambientale e sanitario che Solvay continua a produrre sul nostro territorio!

STOP SOLVAY!

Nel dicembre 2019 la Corte di Cassazione, per il caso Cromo VI del 2008, condanna Solvay per disastro ambientale, omessa bonifica e messa in sicurezza del sito di produzione con conseguente sversamento di sostanze tossiche (tra cui i PFAs) in falda, nelle acque superficiali ed in aria.

Oggi, a poco più di un anno di distanza, assistiamo all’apertura di una nuova inchiesta da parte della Procura di Alessandria in merito al ritrovamento, al di fuori del polo chimico – in nove pozzi del territorio tortonese – della molecola cC6O4.

Una sostanza, brevettata dalla stessa Solvay, dichiarata “tossica per l’uomo e per gli organismi animali” che dimostra come, in 20 anni di gestione del polo di Spinetta da parte della multinazionale belga, nulla sia cambiato.

“Le garanzie che Solvay millanta in merito alla salute di lavoratori e popolazione sono – oggi come allora – fallaci quanto la barriera idraulica dello stabilimento – dice Viola Cereda, portavoce del Comitato Stop Solvay – Il territorio su cui sorge il polo chimico continua ad essere avvelenato. La bonifica non è mai stata iniziata poiché richiederebbe il blocco della produzione, azione incompatibile con l’unico vero interesse di Solvay: il profitto. La tutela del territorio, della salute e dei lavoratori attraverso una “messa in sicurezza operativa” sono solo parole vuote su cui Solvay ricama i suoi comunicati stampa e cerca di arginare il fiume di inquinanti che riversa su tutto il suolo provinciale e nazionale”.

In quest’ultimo anno il colosso mondiale ha messo in atto azioni criminali.  

Ha disperso PFAs (cC6O4 e ADV7800 ndr) nell’ambiente. I ritrovamenti hanno interessato diverse zone nella Pianura Padana e nove pozzi nel solo territorio tortonese.

Ha nascosto informazioni circa la produzione del PFAs ADV7800. La lavorazione di questa molecola avrebbe dovuto essere interrotta già nel 2015, ma è tutt’ora in corso.

Ha minacciato i lavoratori. Dopo aver presentato la richiesta di ampliamento della produzione di cC6O4 alla Conferenza dei Servizi, ha aspettato l’esito dicendo: “se non concedete tale ampliamento, saremo costretti a spostare la nostra produzione in Francia”.

Stocca sostanze pericolose in luoghi non idonei.  Un magazzino a Torre Garofoli è risultato essere il deposito di sostanze chimiche prodotte da Solvay. Una struttura priva dei requisiti necessari per lo stoccaggio di materiali nocivi, che sono stati trasportati per la provinciale Alessandria-Tortona (zona ad alta densità abitativa) senza le autorizzazioni necessarie.

Blocca la vendita degli standard analitici, indispensabili per ARPA per il monitoraggio delle emissioni del polo chimico. Si tratta di “sostanze di riferimento” – prodotte da laboratori accreditati – che l’Agenzia di Protezione Ambientale, così come altri enti, acquisiscono sul mercato.

“Il dramma ambientale e sanitario che Solvay sta producendo sul territorio non dovrebbe più lasciare spazio a mezze parole e silenzi. La sua produzione è incompatibile con la vita di migliaia di cittadini e cittadine e per questo dev’essere chiusa definitivamente. Le Istituzioni hanno il dovere di assicurare la reale bonifica del territorio per intraprendere un processo di riqualificazione che abbia al centro la salute ed il benessere delle persone che lo abitano. Quelle stesse Istituzioni devono avviare immediatamente uno screening sanitario della popolazione.”

Per questo motivo, SABATO 13 MARZO alle 16.00, il Comitato Stop Solvay invita tutte e tutti coloro che abitano questo territorio a partecipare al presidio statico, convocato davanti al Comune di Alessandria.

“Vogliamo ciò che ci spetta: tutela della salute e dell’ambiente! STOP alle menzogne e alle minacce, STOP agli sversamenti e ai veleni, STOP al profitto sulla salute. STOP SOLVAY!”

Un secolo di veleni e morti può bastare. 

TORINO. POLIZIA DI STATO. BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA DI STATO.

BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITÀ DELLA POLIZIA DI STATO

NELLE STAZIONI E SUI TRENI IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

18 indagati, 4.814 persone controllate, 1.000 con precedenti di polizia 261 pattuglie impegnate nelle stazioni e 10 in abiti civili per attività antiborseggio. 77 i servizi di vigilanza a bordo di 178 treni. 22 i servizi lungo linea e 32 quelli di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta. 

A Torino nella stazione di Porta Susa è stato denunciato un ventinovenne svizzero per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Durante i servizi di prevenzione e vigilanza in stazione i poliziotti hanno proceduto al controllo del ragazzo estendendolo al bagaglio al seguito, dove sono stati rinvenuti 5,50 gr. di stupefacente tipo marijuana, confezionati in due involucri di plastica. L’uomo è stato, pertanto, denunciato e la sostanza posta sotto sequestro.

Ad Alessandria gli agenti Polfer hanno denunciato per ricettazione due marocchini di 31 e 25 anni. A seguito del furto di due cellulari avvenuto in città, le acquisizioni dei rispettivi tabulati telefonici hanno consentito agli agenti Polfer di risalire ai due uomini che utilizzavano sim card a loro intestate in uno degli apparati telefonici oggetto di furto. I due, in possesso di permesso di soggiorno, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.

A Novara gli operatori in servizio presso la Sezione Polfer hanno denunciato un trentunenne nigeriano per minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di indicazione delle generalità. L’uomo, privo di biglietto a bordo di un treno regionale sulla tratta Torino-Milano, all’arrivo nella stazione di Novara ha inveito contro i poliziotti e con fare minaccioso ha tentato di eludere il controllo di polizia gettandosi a terra. Bloccato e accompagnato presso gli uffici di polizia, è stato controllato e denunciato. Il treno per l’occorso ha maturato 15 minuti di ritardo.

Sempre a Novara è stato identificato l’autore del furto di un telefono cellulare avvenuto nel sottopasso di stazione lo scorso mese di gennaio. Dall’attenta visione dei filmati delle telecamere di sicurezza, il personale Polfer ha ricostruito l’evento criminoso ed è risalito all’identità del reponsabile del reato, che è stato denunciato.

A Domodossola durante i servizi di vigilanza quotidiani in ambito ferroviario, gli agenti della Sottosezione Polfer hanno segnalato un marocchino di 31 anni per detenzione di sostanze stupefacenti. Fermato e controllato, il ragazzo ha cercato nell’immediatezza di disfarsi di alcuni involucri gettandoli a terra, ma prontamente recuperati dagli agenti si è potuto accertare che contenevano una modica quantità di hascisc, eroina e cocaina. Il ragazzo è stato pertanto segnalato al Prefetto di Verbania e lo stupefacente sequestrato.

Torino, 22 febbraio 2021

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. INCIDENTE MORTALE A BISTAGNO.

INCIDENTE MORTALE A BISTAGNO: PERDE LA VITA UN 40ENNE

un grave incidente mortale è avvenuto nel tardo pomeriggio sulla SP 30 nel comune di Bistagno (AL), tra una vettura Fiat 500 e un furgone.

Gli uomini della Sezione Polizia Stradale di Alessandria – Distaccamento di Acqui Terme- hanno effettuato o primi rilievi dell’incidente in cui un 40enne alla guida della sua utilitaria mentre procedeva in direzione di Bistagno, per cause in corso di accertamento, si è scontrato frontalmente con un furgone che viaggiava nella direzione opposta guidato da un 69 enne.

Nell’impatto restava coinvolta anche una terza vettura, che seguiva il furgone, il cui conducente è rimasto illeso, ma non è riuscito ad evitare l’impatto contro la Fiat 500 bloccata a centro strada.

Il violento urto tra i due mezzi è stato fatale per il conducente fiat 500 rimasto incastrato nell’abitacolo.

L’intervento del 118 con a bordo il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 40enne, estratto dalle lamiere contorte dai VV.FF.

La salma del 40enne dopo l’autorizzazione del P.M. della Procura di Alessandria è stata trasferita presso l’obitorio del cimitero di Acqui Terme.

La viabilità ha subito ripercussioni con la chiusura della strada e la deviazioni per permettere i rilievi degli Agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Acqui Terme.

Le testimonianza e dalle dichiarazioni acquisite è emerso che, immediatamente prima dell’incidente mortale c’era un altro conducente, non coinvolto, che si è allontanato, pertanto, la Polizia Stradale di Acqui Terme lo invita presentarsi preso i propri uffici in quanto la sua testimonianza potrebbe essere utile ai fini della ricostruzione del tragico evento.

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