Mese: febbraio 2021

FIRENZE. QUALIFICAZIONI EUROPEI FEMMINILI. ITALIA 12 ISRAELE 0. LE AZZURRE STACCANO IL BIGLIETTO PER L’INGHILTERRA.

Servizio fotografico Andrea Amato/PhotoAgency

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L’assalto all’Europeo della squadra azzurra nello stadio Franchi di Firenze oggi 24 febbraio 2021. Prima dell’inizio della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare i morti della strage in Congo, dove sono stati uccisi l’Ambasciatore italiano, Attanasio, il carabiniere della scorta Iacovacci e la morte dell’ex calciatore, Mauro Bellugi.

Le azzurre che avrebbero dovuto vincere con 2 goal di scarto hanno firmato una impresa fantastica rifilando 12 goal alle ragazze israeliane.

L’Italia per qualificarsi matematicamente agli Europei avrebbe dovuto vincere con almeno due goal di scarto, ma la matematica nel calcio è solo un esercizio mentale. Le nostre ragazze volevano la vittoria e invece hanno compiuto una impresa in cui ha prevalso l’attività del gruppo in danno dell’individualismo che spesso crea più danni che valore aggiunto. Brave le nostre ragazze che hanno saputo unire gioco, tecnica, cuore e altruismo nella partita con cui staccano il biglietto per l’Inghilterra.

Inizia la partita Primo minuto e primo corner per l’Italia, batte Cernoia, disimpegno di Israele.

Giacinti al goal al 3° minuto di gioco, servita a centro campo e palla sotto le gambe del portiere israeliano Fortuna Rubin.

Italia che è partita fortissimo e schiera un 4 4 2. Raddoppio per l’Italia dopo un minuto dalla ripresa del gioco con un fulmineo intervento di Bonansea sotto porta.

4 minuti e 2 a 0 per l’Italia.

Bonansea per Giacinti pescata in fuorigioco.

Valentina Giacinti sempre sul filo del fuorigioco rinuncia a inseguire la palla, Gama per Girelli che passa a Giacinti, ma si alza la bandierina del fuorigioco.

Azzurre sempre in pressing, nuovo calcio d’angolo, Giuliani al tiro, ma Rubin blocca a terra.

Nuova opportunità per l’Italia, ma la palla viene sradicata dai piedi di Giacinti immediatamente prima del tiro.

Cernoia in mezzo per Giacinti che di testa fulmina Rubin, secondo goal per Giacinti.

Italia 3 Israele 0

Giuliano al limite dell’area, ma Rubin si distende e manda in angolo. Sugli sviluppi del corner si è determinata una mischia in area che, però grazia Israele.

Retropassaggio sbagliato autogoal di Israele, Rubin in piena crisi di disperazione.

Italia 4 Israele 0.

Fallo di mano e punizione per l’Italia, al tiro Cernoia e Giuliano che tenta la conclusione, ma fuori bersaglio.

Cernoia servita da Gama crossa in area, ma l’assistente di gara ha già la bandierina alzata per fuorigioco.

Giallo per Selimhodzic per fallo su Cernoia.

Uno spunto individuale di Bonansea appogia su Cernoia che non aggancia.

Cernoia al tiro su angolo, ma Rubin salva nell’atro angolo, di nuovo Cernoia e Girelli di testa non perdona, goal.

Italia 5 Israele 0

Bonansea atterrata in posizione interessante, Giuliano al tiro sul sinistro di cernoia, ma Rubin manda in angolo.

Girelli per Bonansea che allarga e serve Giacinti che supera il portiere, ma la palla non entra incredibilmente in porta. Rubin Salvata dalla Fortuna.

Salvai per Bartoli che da sola entra in area di rigore, passa a Bonansea che va al tiro, ma Rubin si oppone e respinge.

7° angolo per l’Italia, si incarica del tiro Giuliano sulla testa di Salvai che tira sulla traversa, ma non entra e rimbalza sul corpo di due difensori che portano l’Italia porta l’Italia a 6 goal.

Rosucci su rigore e Italia a 7 goal e finisce il trimo tempo.

Italia con tre cambi nel secondo tempo : Sabatino, Boattin e Glionna.

Sabatino messa giù, ma il direttore di gara assegna la punizione a Israele per fallo in attacco.

Sabatino a terra in area e nuovo calcio di rigore per l’Italia, dopo una azione in area israeliana. Daniela Sabatino e 8° goal per le azzurre.

Gama con un lancio lunghissimo per Bonansea troppo morbida al tiro, Rubin blocca.

Di Guglielmo in campo e Arianna Caruso si sta scaldando a bordo campo.

Giacinti e Bonansea protagoniste di una discesa, Giacinti tenta il passaggio a Bonansea che, però viene deviato in corner.

Italia con Caruso in campo in sostituzione di Gama che zoppica vistosamente e 3 4 1 2 per l’Italia.

Bonansea lancia Sabatino che però viene anticipata da Sana, ma su calcio d’angolo battuto da Cernoia e Caruso appena entrata in campo porta l’Italia 9 goal.

Numero di Bonansea che serve Sabatino che appoggia in rete e 10 a 0 per l’Italia.

Glionna velocissima in discesa arriva davanti alla porta tenta il tiro, fuori di poco sull’esterno della rete.

Giacinti a terra per un problema muscolare, Italia in 10 ma anche i goal segnati sono 10 e l’inferiorità numerica non dovrebbe compromettere il risultato.

L’undici di Bonansea porta l’Italia a 11 goal, palla filtrante di Giuliano per Bonansea che non perdona.

Cernoia ostacolata al tiro da posizione interessantissima per le nostre tiratrici, Cernoia in porta appena alto sulla traversa.

Bonansea molto altruista per Sabatino ribattuta da Rubin, arriva Giuliano implacabile di destro 12 a 0 per l’Italia.

Fotoservizio realizzato da Andrea Amato/PhotoAgency per il Quotidiano on line

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CATANIA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “ADRANO LIBERA”, MAFIA E 34 ARRESTI.

Operazione “Adrano libera”: 34 arresti per mafia a Catania

la squadra mobile di Catania ha arrestato trentaquattro persone per associazione mafiosa appartenenti alla cosca Santangelo-Taccuni, attiva nel territorio di Adrano, articolazione del clan mafioso Santapaola-Ercolano: droga ed estorsione gli affari della cosca.

L’inchiesta, denominata “Adrano Libera”, è partita nel maggio del 2017 a seguito delle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, tra cui quello balzato alla cronaca attraverso la trasmissione “Striscia la notizia” per essere stato definito da uno degli esponenti del clan “un morto che cammina”. Il clan infatti aveva fatto affiggere per le vie di Adrano un necrologio con l’annuncio della morte del neo-collaboratore di giustizia con scritto il luogo e l’orario dei funerali.

L’indagine ha permesso di documentare un vasto traffico di sostanze stupefacenti dalla Lombardia verso il comune etneo. L’approvvigionamento di droga avveniva anche dal territorio messinese, calabrese e campano. Numerosi sono stati gli arresti in flagranza di reato e altrettanti sequestri di sostanze stupefacenti che servivano ad alimentare le tre piazze di spaccio operative di Adrano ed una era nei pressi dell’abitazione di un indagato che, pur essendo ai domiciliari, gestiva i traffici aiutato dai figli. La seconda nei pressi della stazione della circumetnea e la terza nell’abitazione di un altro indagato.

Per garantire la liquidità necessaria al mantenimento della cassa comune da impiegare in attività illecite, gli associati hanno compiuto vari reati contro il patrimonio tra cui due furti all’Atm nella provincia di Catania.

MILANO. POLIZIA DI STATO. MIRACOLO II, 37 ARRESTI PER DROGA.

Milano: operazione antidroga “Miracolo II”, 37 arresti

Interrotto dalla Squadra mobile di Milano un traffico internazionale di stupefacenti con l’operazione “Miracolo II”. I poliziotti hanno arrestato 37 persone appartenenti a due organizzazioni criminali operanti tra l’Italia e l’Albania.

L’operazione di oggi, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, trae spunto dall’arresto nel 2018 del “killer delle carceri” nell’ambito dell’indagine “Miracolo”.
L’uomo era stato trovato in possesso di 28 chili di hashish, quasi due chili di cocaina, due pistole clandestine, un silenziatore e munizioni.

Il nuovo filone d’indagine sviluppato su alcuni elementi emersi in sede di perquisizione, ha condotto gli investigatori ad individuare un’organizzazione criminale italiana operante a Milano e in alcune regioni italiane e un’organizzazione albanese.
Il gruppo albanese era specializzato nell’importazione nel nostro Paese di grossi quantitativi di cocaina e curava anche la distribuzione dello stupefacente sulla piazza di Milano collaborando con l’organizzazione italiana.

Entrambi i gruppi criminali hanno dimostrato di avere una struttura solida, di tipo piramidale, con ruoli ben definiti dei componenti, con luoghi di stoccaggio dello stupefacente e il possesso di mezzi dotati di vani artigianali nascosti, idonei all’occultamento di droga e denaro.

Nel corso dell’attività d’indagine sono state arrestate 12 persone in flagranza di reato, sequestrati circa 4 chili di cocaina, 35 di hashish, 52 di marijuana, 260 mila euro in contanti, nonché due pistole, di cui una munita di silenziatore, e munizioni di vario calibro.

Due indagati albanesi sono stati arrestati in Albania e sono in attesa di estradizione. Gli arresti sono stati eseguiti grazie alla collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e dell’Ufficio dell’esperto per la sicurezza a Tirana della Direzione centrale della polizia criminale

Inoltre, nell’operazione di oggi, sono stati eseguiti i sequestri preventivi di due unità immobiliari a Milano, di tre scooter, due motocicli e nove autovetture.

Olivia Petillo

FROSINONE. POLIZIA DI STATO. FAVOREGGIAMENTO DLL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

Frosinone: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 10 arresti

La  Digos  di Frisone ha arrestato 10 persone di origine prevalentemente curdo-irachena, regolarmente soggiornanti nel nostro Paese, appartenenti a una organizzazione per l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti.

L’operazione è stata condotta dalla Digos di Frosinone in collaborazione con le questure di Roma e Parma e supportata dal Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione.

L’indagine è partita nel 2017 in seguito al sequestro, nella provincia di Frosinone, di un’ingente somma di denaro in valuta contraffatta trasportata da quattro cittadini curdo-iracheni residenti in Europa.

L’attività investigativa ha consentito di scoprire un’organizzazione di carattere transnazionale specializzata nel favorire l’ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il versamento di somme di denaro.

Gli extracomunitari venivano fatti entrare nell’area Schengen dalla Grecia che attraverso le frontiere di Bari, Roma, Venezia e Pisa. Dopo la temporanea permanenza in alcune abitazioni della Capitale gli stranieri, muniti di documenti contraffatti, proseguivano per i Paesi del Nord Europa. Per ogni singolo trasferimento veniva richiesta la somma di 2.500 euro attraverso l’hawala, ovvero un sistema di rimessa di denaro fortemente radicato nella cultura araba e basato sulla fiducia.

L’organizzazione riusciva ad accumulare ingenti somme di denaro e dopo averne destinata una cospicua quota per il sostentamento dell’intera struttura organizzativa, la banda inviava i restanti proventi all’estero, attraverso operazioni di money transfert.

Nel corso degli ultimi mesi i poliziotti hanno arrestato in Italia numerosi stranieri trovati in possesso di documenti contraffatti e hanno accertato come l’organizzazione si fosse adoperata per garantire anche il transito di minori non accompagnati attraverso finti nuclei familiari.

ALESSANDRIA. COMITATO STOPO SOLVAY. SABATO 13 MARZO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI ALESSANDRIA

Comitato Stop Solvay 

Sabato 13 marzo in presidio davanti al Comune di Alessandria

STOP al dramma ambientale e sanitario che Solvay continua a produrre sul nostro territorio!

STOP SOLVAY!

Nel dicembre 2019 la Corte di Cassazione, per il caso Cromo VI del 2008, condanna Solvay per disastro ambientale, omessa bonifica e messa in sicurezza del sito di produzione con conseguente sversamento di sostanze tossiche (tra cui i PFAs) in falda, nelle acque superficiali ed in aria.

Oggi, a poco più di un anno di distanza, assistiamo all’apertura di una nuova inchiesta da parte della Procura di Alessandria in merito al ritrovamento, al di fuori del polo chimico – in nove pozzi del territorio tortonese – della molecola cC6O4.

Una sostanza, brevettata dalla stessa Solvay, dichiarata “tossica per l’uomo e per gli organismi animali” che dimostra come, in 20 anni di gestione del polo di Spinetta da parte della multinazionale belga, nulla sia cambiato.

“Le garanzie che Solvay millanta in merito alla salute di lavoratori e popolazione sono – oggi come allora – fallaci quanto la barriera idraulica dello stabilimento – dice Viola Cereda, portavoce del Comitato Stop Solvay – Il territorio su cui sorge il polo chimico continua ad essere avvelenato. La bonifica non è mai stata iniziata poiché richiederebbe il blocco della produzione, azione incompatibile con l’unico vero interesse di Solvay: il profitto. La tutela del territorio, della salute e dei lavoratori attraverso una “messa in sicurezza operativa” sono solo parole vuote su cui Solvay ricama i suoi comunicati stampa e cerca di arginare il fiume di inquinanti che riversa su tutto il suolo provinciale e nazionale”.

In quest’ultimo anno il colosso mondiale ha messo in atto azioni criminali.  

Ha disperso PFAs (cC6O4 e ADV7800 ndr) nell’ambiente. I ritrovamenti hanno interessato diverse zone nella Pianura Padana e nove pozzi nel solo territorio tortonese.

Ha nascosto informazioni circa la produzione del PFAs ADV7800. La lavorazione di questa molecola avrebbe dovuto essere interrotta già nel 2015, ma è tutt’ora in corso.

Ha minacciato i lavoratori. Dopo aver presentato la richiesta di ampliamento della produzione di cC6O4 alla Conferenza dei Servizi, ha aspettato l’esito dicendo: “se non concedete tale ampliamento, saremo costretti a spostare la nostra produzione in Francia”.

Stocca sostanze pericolose in luoghi non idonei.  Un magazzino a Torre Garofoli è risultato essere il deposito di sostanze chimiche prodotte da Solvay. Una struttura priva dei requisiti necessari per lo stoccaggio di materiali nocivi, che sono stati trasportati per la provinciale Alessandria-Tortona (zona ad alta densità abitativa) senza le autorizzazioni necessarie.

Blocca la vendita degli standard analitici, indispensabili per ARPA per il monitoraggio delle emissioni del polo chimico. Si tratta di “sostanze di riferimento” – prodotte da laboratori accreditati – che l’Agenzia di Protezione Ambientale, così come altri enti, acquisiscono sul mercato.

“Il dramma ambientale e sanitario che Solvay sta producendo sul territorio non dovrebbe più lasciare spazio a mezze parole e silenzi. La sua produzione è incompatibile con la vita di migliaia di cittadini e cittadine e per questo dev’essere chiusa definitivamente. Le Istituzioni hanno il dovere di assicurare la reale bonifica del territorio per intraprendere un processo di riqualificazione che abbia al centro la salute ed il benessere delle persone che lo abitano. Quelle stesse Istituzioni devono avviare immediatamente uno screening sanitario della popolazione.”

Per questo motivo, SABATO 13 MARZO alle 16.00, il Comitato Stop Solvay invita tutte e tutti coloro che abitano questo territorio a partecipare al presidio statico, convocato davanti al Comune di Alessandria.

“Vogliamo ciò che ci spetta: tutela della salute e dell’ambiente! STOP alle menzogne e alle minacce, STOP agli sversamenti e ai veleni, STOP al profitto sulla salute. STOP SOLVAY!”

Un secolo di veleni e morti può bastare. 

TORINO. POLIZIA DI STATO. BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA DI STATO.

BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITÀ DELLA POLIZIA DI STATO

NELLE STAZIONI E SUI TRENI IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

18 indagati, 4.814 persone controllate, 1.000 con precedenti di polizia 261 pattuglie impegnate nelle stazioni e 10 in abiti civili per attività antiborseggio. 77 i servizi di vigilanza a bordo di 178 treni. 22 i servizi lungo linea e 32 quelli di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta. 

A Torino nella stazione di Porta Susa è stato denunciato un ventinovenne svizzero per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Durante i servizi di prevenzione e vigilanza in stazione i poliziotti hanno proceduto al controllo del ragazzo estendendolo al bagaglio al seguito, dove sono stati rinvenuti 5,50 gr. di stupefacente tipo marijuana, confezionati in due involucri di plastica. L’uomo è stato, pertanto, denunciato e la sostanza posta sotto sequestro.

Ad Alessandria gli agenti Polfer hanno denunciato per ricettazione due marocchini di 31 e 25 anni. A seguito del furto di due cellulari avvenuto in città, le acquisizioni dei rispettivi tabulati telefonici hanno consentito agli agenti Polfer di risalire ai due uomini che utilizzavano sim card a loro intestate in uno degli apparati telefonici oggetto di furto. I due, in possesso di permesso di soggiorno, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.

A Novara gli operatori in servizio presso la Sezione Polfer hanno denunciato un trentunenne nigeriano per minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di indicazione delle generalità. L’uomo, privo di biglietto a bordo di un treno regionale sulla tratta Torino-Milano, all’arrivo nella stazione di Novara ha inveito contro i poliziotti e con fare minaccioso ha tentato di eludere il controllo di polizia gettandosi a terra. Bloccato e accompagnato presso gli uffici di polizia, è stato controllato e denunciato. Il treno per l’occorso ha maturato 15 minuti di ritardo.

Sempre a Novara è stato identificato l’autore del furto di un telefono cellulare avvenuto nel sottopasso di stazione lo scorso mese di gennaio. Dall’attenta visione dei filmati delle telecamere di sicurezza, il personale Polfer ha ricostruito l’evento criminoso ed è risalito all’identità del reponsabile del reato, che è stato denunciato.

A Domodossola durante i servizi di vigilanza quotidiani in ambito ferroviario, gli agenti della Sottosezione Polfer hanno segnalato un marocchino di 31 anni per detenzione di sostanze stupefacenti. Fermato e controllato, il ragazzo ha cercato nell’immediatezza di disfarsi di alcuni involucri gettandoli a terra, ma prontamente recuperati dagli agenti si è potuto accertare che contenevano una modica quantità di hascisc, eroina e cocaina. Il ragazzo è stato pertanto segnalato al Prefetto di Verbania e lo stupefacente sequestrato.

Torino, 22 febbraio 2021

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. INCIDENTE MORTALE A BISTAGNO.

INCIDENTE MORTALE A BISTAGNO: PERDE LA VITA UN 40ENNE

un grave incidente mortale è avvenuto nel tardo pomeriggio sulla SP 30 nel comune di Bistagno (AL), tra una vettura Fiat 500 e un furgone.

Gli uomini della Sezione Polizia Stradale di Alessandria – Distaccamento di Acqui Terme- hanno effettuato o primi rilievi dell’incidente in cui un 40enne alla guida della sua utilitaria mentre procedeva in direzione di Bistagno, per cause in corso di accertamento, si è scontrato frontalmente con un furgone che viaggiava nella direzione opposta guidato da un 69 enne.

Nell’impatto restava coinvolta anche una terza vettura, che seguiva il furgone, il cui conducente è rimasto illeso, ma non è riuscito ad evitare l’impatto contro la Fiat 500 bloccata a centro strada.

Il violento urto tra i due mezzi è stato fatale per il conducente fiat 500 rimasto incastrato nell’abitacolo.

L’intervento del 118 con a bordo il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 40enne, estratto dalle lamiere contorte dai VV.FF.

La salma del 40enne dopo l’autorizzazione del P.M. della Procura di Alessandria è stata trasferita presso l’obitorio del cimitero di Acqui Terme.

La viabilità ha subito ripercussioni con la chiusura della strada e la deviazioni per permettere i rilievi degli Agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Acqui Terme.

Le testimonianza e dalle dichiarazioni acquisite è emerso che, immediatamente prima dell’incidente mortale c’era un altro conducente, non coinvolto, che si è allontanato, pertanto, la Polizia Stradale di Acqui Terme lo invita presentarsi preso i propri uffici in quanto la sua testimonianza potrebbe essere utile ai fini della ricostruzione del tragico evento.

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