Mese: febbraio 2021

PALERMO. POLIZIA DI STATO. MAFIA NIGERIANA,OTTO ARRRESTI.

Palermo: colpita la mafia nigeriana, 8 arresti

operazione Reggio Emilia

La Polizia di Stato di Palermo ha portato a termine l’operazione “Showdown” ed eseguito otto arresti per associazione mafiosa, lesioni gravi, sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti mentre altre 3 appartenenti ai Vikings del capoluogo siciliano sono ancora ricercate.

Le operazioni “Black Axe” e “No Fly Zone” avevano portato la Squadra mobile sulle tracce di un secret cult denominato “Viking”, con una cellula operativa anche a Palermo.

L’operazione denominata “Disconnection Zone” del luglio 2019 consentì il fermo di 13 componenti del vertice mafioso, così da scardinare la struttura dei Vikings o “Supreme Vikings Confraternity”, e ai cui membri era stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

I Vikings costituiscono un sodalizio criminale nato in Nigeria, diffusosi in diversi stati europei ed extraeuropei, caratterizzato da una struttura gerarchicamente organizzata e ramificata su tutto il territorio nazionale, con una forte capacità intimidatoria.

L’associazione criminale è prevalentemente dedita alla commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana, delitti in materia di stupefacenti e contro il patrimonio.

Scopo delle attività delittuose della compagine criminale è rendere più forte l’associazione, sia nei confronti degli associati che nei confronti della comunità nigeriana e degli altri gruppi criminali nigeriani.

Gli arresti eseguiti dagli agenti della Polizia hanno dato un duro colpo al gruppo dei Vikings palermitani, nella rete dei poliziotti è finito anche il loro capo.

Importante è stato l’arresto di due persone non affiliate al gruppo, ma con un ruolo importante per il cult: uno è responsabile delle condotte violente e l’altro metteva a disposizione il proprio locale di ristorazione, nel cuore del quartiere rionale di “Ballarò”, per lo svolgimento di riunioni riservate ai soli appartenenti all’organizzazione.

Il ristorante è stato anche il teatro di una violenta aggressione nei confronti di un connazionale colpevole di non essersi voluto affiliare al cult.          

Durante le indagini, svolte anche grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, gli investigatori sono riusciti a dimostrare anche la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo e di stranieri che si occupavano dello spaccio al dettaglio di eroina e cocaina.

VICENZA. OPERAZIONE CONGIUNTA POLIZIA-GUARDIA DI FINANZA: 12 ARRESTI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI COCAINA.

Cocaina dal Sud America, 12 arresti con l’operazione “Makina”

cocaina sequestrata

Una organizzazione criminale importava quintali di cocaina dal Sud America per rivenderla alla malavita della provincia di Venezia, che a sua volta provvedeva alla vendita al dettaglio. L’attività del gruppo è stata interrotta da una operazione congiunta, denominata “Makina”, della Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza.

Gli agenti delle Squadre mobili di Vicenza e Venezia, in collaborazione con gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, hanno arrestato su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Venezia dieci persone, otto sono finite in carcere, due ai domiciliari mentre per altri due indagati sono stati disposti gli obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nell’attività investigativa è stato coinvolto il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza vicentina, che ha svolto accertamenti sui patrimoni degli indagati e sequestrato preventivamente, ai fini della confisca, denaro, beni e altre utilità nella disponibilità di alcune delle persone coinvolte nell’indagine per valore complessivo di circa 246mila euro.

L’indagine avviata e diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia dopo una segnalazione nel 2017 delle autorità croate relativamente all’arrivo nel porto di Rijeka di un container proveniente dal Perù e che, dopo essere transitato in Slovenia, sarebbe dovuto arrivare in Italia attraverso il valico di frontiera di Fernetti, in provincia di Trieste.

La polizia croata aveva scoperto nel container 480 chili di cocaina, divisi in 456 panetti, nascosti in un vano ricavato nella struttura di un macchinario per la produzione di laminati e poi termosaldato per renderlo inaccessibile ad eventuali controlli.

La polizia italiana ha intercettato il carico di droga, concordando con le autorità croate, slovene e con la Direzione centrale per i servizi antidroga, l’esecuzione di una consegna controllata internazionale.

La polizia ha sequestrato il carico, ma lasciando nel container due chili di cocaina perfettamente richiusa nel vano artificiale, lasciando che il carico arrivasse normalmente a destinazione. L’attività di Polizia ha permesso di individuare il destinatore finale, una persona residente a Schio, in provincia di Vicenza e il gruppo di criminali che aveva commissionato l’acquisto della droga.

L’attività degli investigatori condotta attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi di tabulati e del relativo traffico telefonico, ore di pedinamenti e appostamenti e l’analisi delle immagini ricavate dai sistemi di videosorveglianza hanno portato ad individuare gli appartenenti al gruppo criminale, a documentare i loro traffici illeciti, il grado di efficienza dell’organizzazione in grado di disporre di notevoli risorse economiche e di gestire il trasporto di ingenti carichi di cocaina provenienti dal Sud America.

L’attività investigativa ha evidenziato il collegamento del gruppo criminale con un elemento ritenuto esponente di spicco della cosca Gallace di Guardavalle, attiva in provincia di Catanzaro.

Alla fase finale dell’operazione hanno partecipato agenti delle Squadre mobili di Verona, Padova, Trento, Trieste, Treviso, Belluno, Pordenone e Ferrara, del Reparto volo di Venezia, del Reparto prevenzione Crimine di Padova e le Unità cinofile antidroga inviate dal Sevizio reparti speciali della Polizia di Stato.

TORINO. POLIZIA DI STATO. TRUFFE SERIALI ON LINE, ARRESTATO.

Torino: vendite online, arrestato truffatore seriale

polizia postale

La Polizia postale e delle comunicazioni ha arrestato un truffatore seriale che pubblicizzava la vendita di orologi di marca sui più noti siti di e-commerce.  

Le indagini hanno permesso di bloccare le truffe in serie di un 49 anni, ricercato da diversi anni per le molteplici truffe commesse attraverso gli annunci di vendita sulla rete internet.

L’attività investigativa è stata avviata dopo numerosissime denunce di cittadini venivano tratti in inganno dagli annunci di vendita di orologi di prestigio a prezzi concorrenziali, ma la vendita era soltanto una trappola in cui cadevano coloro che rispondevano agli annunci.

Il modus operandi era sempre lo stesso: prima le trattative, durante le quali il venditore rassicurava le vittime sulla qualità dei preziosi in vendita offrendo chiarimenti su tempi e modalità di spedizione, poi a pagamento effettuato si rendeva irreperibile. L’indagato si presentava alle vittime con false generalità e utilizzando utenze telefoniche intestate a cittadini extracomunitari per lo più sconosciuti alle Forze dell’Ordine.

Gli agenti della Polizia postale lo hanno incastrato verificando gli accertamenti bancari relativi ai bonifici disposti dagli acquirenti motivo per cui gli veniva contestata anche la sostituzione di persona ed il possesso di segni distintivi contraffatti: infatti nella sua abitazione, a seguito di perquisizione, veniva trovato un distintivo simile a quello utilizzato dai corpi di Polizia a simularne le funzioni.

La Polizia Postale consiglia:

Di utilizzare siti ufficiali e più conosciuti mentre nel caso di annunci di privati è consigliabile fare delle ricerche preliminari con i dati in possesso come l’utenza telefonica indicata, l’indirizzo mail di posta elettronica, il riferimento per il pagamento (postepay, iban del conto corrente ecc.ecc.) in quanto spesso è possibile trovare in rete delle segnalazioni di utenti che hanno subito truffe e che mettono in guardia le potenziali vittime.

Verificare sulla barra in alto denominata URL che sia visibile il lucchetto il quale indica di trovarsi su una connessione sicura di tipo HTTPS ovvero certificata.

Controllare il nome del sito nella barra URL che corrisponda a quello veritiero, perché potrebbe trattarsi di un sito clone ovvero copiato dall’originale.

Utilizzare per i pagamenti on line carte di credito ricaricabili in modo tale che se si è vittima di truffa il malfattore non ci svuoti l’intero conto corrente.

Diffidare di pagamenti da effettuarsi attraverso ATM dove è l’acquirente a dettare le modalità per procedere indicando in realtà il codice della ricaricabile su cui effettuare l’addebito.

Un consiglio generale è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi e quindi di offerte che appaiano troppo vantaggiose

ALESSANDRIA. TRAGEDIA IN CASERMA, MORTO PER INFARTO UN CAPOREPARTO DEI VIGILI DEL FUOCO.

Un malore improvviso ha colpito il caporeparto dei vigili del fuoco, Bruno Gallinotti, ma nonostante i scolleghi si siano immediatamente attivati per soccorrerlo non c’è stato nulla da fare.

Alla vittima,Bruno Gallinotti, è stato espresso il cordoglio dei colleghi e del Corpo nazionale dei pompieri.

Questa mattina, sabato 6 febbraio, il caporeparto dei vigili del fuoco, Bruno Gallinotti, è stato trovato morto da alcuni colleghi che hanno immediatamente dato l’allarme. A Bruno Gallinotti sposato con una figlia il cordoglio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco attraverso un messaggio su Twitter: “Alla sua famiglia e ai colleghi #vigilidelfuoco, già dolorosamente colpiti dalla tragedia di Quargnento, la vicinanza del capo Dipartimento Lega e del capo del Corpo, Dattilo”.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. FOGLIO DI VIA PER SETTE PARTECIPANTI AL RAVE PARTY DI ISOLA S.ANTONIO.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

Il Questore della Provincia di Alessandria ha emesso la Misura di Prevenzione del Foglio di Via con Divieto di Ritorno dal Comune di Isola S. Antonio (AL) per un periodo di anni 3 nei confronti di sette partecipanti ad un Rave Party del luglio dello scorso anno e quattro Misure dell’Avviso Orale destinate ad altrettanti soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

La Misura del Foglio di Via è stata adottata nei confronti di soggetti che, a partire dalla notte del 26 luglio 2020 presso un’area aperta e distante dal centro abitato in località Corea di Isola Sant’Antonio e confinante con la Provincia di Pavia, avevano dato vita al suddetto Rave Party non autorizzato.

Nella circostanza, erano stati tempestivamente attivati servizi di monitoraggio e controllo degli avventori che hanno portato all’identificazione di 95 persone.

Nei confronti dei soggetti identificati, oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria per il reato di invasione di terreni ed edifici, era stata avviata dalla locale Divisione Anticrimine una specifica attività deputata all’emissione di opportune Misure di Prevenzione. Pertanto, nell’ambito di predetta attività, il Questore della Provincia di Alessandria ha emesso la Misura del Foglio di Via Obbligatorio con Divieto di Ritorno dal Comune di Isola S. Antonio (AL) per un periodo di anni tre nei confronti di sette partecipanti, tutti residenti in altre Province, i quali si vanno ad aggiungere alla lista dei soggetti nei confronti dei quali sono già state adottate misure analoghe per gli stessi fatti.

Con riferimento, invece, alla Misura dell’Avviso Orale, il Questore della Provincia di Alessandria ha emesso la predetta Misura nei confronti di quattro soggetti residenti in questa Provincia, poiché ritenuti socialmente pericolosi a causa dei precedenti di Polizia a loro carico.

Gli stessi, infatti, risultano essere stati denunciati per reati contro il patrimonio, la persona ed in materia di sostanze stupefacenti

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