Mese: febbraio 2021

MILANO. SERIE A FEMMINILE. IL MILAN SI SCATENA NEL SECONDO TEMPO DOPO IL CROLLO DELLE TITANE.

La partita di calcio femminile valida per la 2 giornata del girone di ritorno si è disputata nel centro sportivo Vismara di Milano.

Le squadre in campo.

Milan: Bergamaschi, Giacinti, Dowie, Korenciova, Rizza, Jane, Spinelli, Vitale, Agard, Boquete, Simic. All. Maurizio Ganz.

San Marino Academy.

Menin, Vecchione, Ciccioli, Brambilla, Venturini, Muya, Nika, Piazza, Corazzi, Chandarana, Kunisawa. All. Paganelli Elisa

Direttore di gara, Andrea Ancora di Roma.

Il calcio di inizio, sotto una pioggia battente è affidato al Milan mentre il San Marino, in maglia azzurra, attacca dalla sinistra della tribuna.

La partita molto delicata per il San Marino Academy terzultima in classifica, che in questa fase, per risollevare le sorti del campionato, avrebbe bisogno di compiere una impresa impossibile contro il Milan, squadra ai vertici del campionato.

Milan che invece deve rispettare i pronostici per continuare a tallonare la squadra campione di Italia, Juventus, e tentare il sorpasso in chiave scudetto.

Partita complicata dal campo pesante per il maltempo che non accenna a migliorare e dalla comune necessità di fare punti.

Milan in attacco fin dai primi minuti di gioco con tutte le difficoltà che il campo inzuppato di acqua presenta.

Il gioco rallentato dai vistosi schizzi di acqua, la palla che non viaggia,che anzi viene frenata, ma non ha impedito al San Marino di tentare il contropiede con una discesa solitaria di Muya. Contropiede che si è spento per l’impossibilità della giocatrice di imporre velocità alla palla.

Palla per Rizza che crossa in area, la difesa azzurra salva in angolo. Primo angolo della partita per le rossonere.

Azione prolungata del Milan in area azzurra che, però non sortisce alcun risultato. Muya atterra Vitale, guadagna un giallo mentre viene richiesto l’intervento medico.

Le rossonere proseguono insistentemente ad attaccare, ma è il San Marino a rendersi pericolosa.

Le rossonere mantengono un costante controllo della palla e in più occasioni si sono rese pericolose davanti alla porta difesa da Ciccioli. Azzurre in area di rigore e Korenciova messa fuori causa pasticciano e sfuma la possibilità di portarsi in vanraggio.

Su una palla inattiva si propone la 21 rossonera Spinelli, ma è la difesa che mura e salva il risultato, Ciccioli fuori causa non avrebbe potuto nulla sulla tiro teso di Spinelli.

Altra occasione per le azzurre che con un attacco della 9 Menin arriva a ridosso della porta rossonera, la difesa pasticcia e offre una opportunità d’oro alle azzurre che, però non riescono a concretizzare.

Calcio d’angolo per le rossonere sul finire del primo tempo Milan sempre in possesso palla, impne il gioco, ma senza riuscire a concretizzare il vantaggio.

Secondo tempo.

Il tempo ha ckncesso una tregua, ma non cambia l’impostazione del gioco.

Milan sempre aggressivo in attacco.

Primo calcio d’angolo per le rossonere concluso con un fallo si Ciccioli.

Discesa velocissima della 9 azzurra Menin che subisce un fallo in piena area di rigore e ottiene lamassima punizione che Corazzi trasforma. Il San Marino passa in vantaggio 1 a 0.

Milan iimmediatamente in attacco alla ricerca del pareggio, ma è solo la traversa a negare il goal al Milan.

Milan che recupera il risultato a termine di una azione prolungata in area azzurra, ma è un retropassaggio raccolto da Vitale che dalla lontanissima distanza fulmina Ciccioli con un tiro teso, imprendibile.

Cambio nelle azzurre e doppio cambio nel Milan.

Il Milan raddoppia con un colpo di testa di Dowie. Milan in vantaggio per 2 goal a 1 econtinua ad attaccare.

Giacinti rientrata da una posizione di fuorigioco riceve la palla che sposta sul sinistro e tira, murato. Il Milan riprova e mette fouri causa Ciccioli, ma è la difasa che mura il tiro sulla linea di porta.

Punizione per il Milan al termine di una nuova azione concitata, punizione esegujta, ma il direttore pesca le attzccanti in fuorigioco.

Diagonale di Dowie sul secondopalo e 3 goal per le rossknere al termine di una azione insudtita nella metà campo San Marinese. La palla fatta fiktrare tra i piedi delle azzurre è arrivata duj piedj di Dowie che lasciata sola salla difesa non ha sbagliato.

Nuovo cambio tra le azzurre, fuori Muya troppo sottotono in questa gara.

Tentativo in tandem di contropiede del San Marino, che però allunga troppo e la palla finisce docile tra le braccia xiKorenciova.

Dowie, in fuori gioco dubbio, lanciata in una discea solitaria tira, ma Ciccioli si oppone e manda alto sulla traversa.

Il Milan su una palla inattiva dalla ljnga distanza prova di nuovo a sorprendere Cicioli palla a lato.

Nuovo fallo e ammonizione ai limiti dell’area azzurra. Sulla battuta la 7 Bergamaschi che spara alto sulla traversa.

Milan a 4 goal con Tamborini che da fuori area batte con un diagonale Ciccioli. San Marino sotto di 4 goal a 1 non si arrende, ma la partita finisce qui.

ARQUATA SCRIVIA.BUZZI S.P.A. INTENDE CHIUDERE LO STABILIMENTO EX CEMENTIR.

Comunicato stampa

La Buzzi S.p.A., attuale proprietaria della Arquata Cementi srl (ex Cementir)ha comunicato ufficialmente, alle Organizzazioni sindacali, l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Arquata Scrivia.

Le spiegazioni sono state sommarie e apparentemente legate a motivazioni di carattere tecnico finanziario sinceramente incomprensibili.

Ci siamo di nuovo, dopo la lunga battaglia del gennaio 2017 in cui per oltre 10 giorni gli operai dell’impianto hanno occupato lo stabilimento costruendo un’ampia rete di solidarietà nella società civile, tra i cittadini del paese e le Istituzioni locali ed in cui si era riusciti a stoppare il tentativo di chiusura, siamo di nuovo di fronte al tentativo della proprietà di azzerare quella esperienza.

Gli accordi del 2017 prevedevano il mantenimento dell’impianto almeno fino alla fine dei lavori del Terzo Valico dei Giovi, non prima del 2024. L’annuncio di oggi, in aperta violazione degli accordi sottoscritti, è inaccettabile oltre che sorprendente.

La Feneal UIL e la Fillea CGIL sono, fin da oggi, impegnate a ricercare una soluzione positiva di questa inaspettata situazione coinvolgendo tutti gli interlocutori possibili e annuncia una fortissima mobilitazione dei lavoratori a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione senza escludere alcuna forma di lotta che le attuali leggi ci consentono.

Buzzi S.p.A., nell’acquisire l’azienda, si era impegnata a portare fino in fondo gli impegni assunti dalla precedente proprietà, oggi si rimangia la parola. I lavoratori non possono accettare passivamente.

FENEAL UIL ,FILLEA CGIL di Alessandria 05/02/2021

FUBINE. MALA-AMMINISTRAZIONE. IL SINDACO LEGHISTA DICHIARA DECADUTI I CONSIGLIERI DI MINORANZA, IL TRIBUNALE CONDANNA IL COMUNE.

la lega e certa politica non si smentisce mai e accade che il comune di Fubine, alle porte del Monferrato, il sindaco leghista del comune, che è anche deputato al parlamento italiano, con un colpo di mano dichiara decaduti i consiglieri di minoranza, ma il verdetto del tribunale di Vercelli gli da torto e li reintegra mentre il comune è condannato a pagare le spese processuali.

Gli esponenti della minoranza del comune di Fubine hanno ottenuto una sentenza favorevole mentre per il terzo si attende il verdetto.

Il Comune di Fubine è stato condannato e due consiglieri di minoranza reintegrati mentre il terzo attende la sentenza.

Una lite giudiziaria ha coinvolto il sindaco, Lino Pettazzi, che è anche deputato al parlamento per la Lega e i consiglieri di minoranza, Chiara Longo, Lino Acciardi e Jacopo Garlasco che erano stati dichiarati decaduti appellandosi a un pretesto: essere morosi nei confronti del comune di Fubine.

I motivi della messa al bando dei consiglieri di minoranza sono clamorosi: “una delibera di bilancio approvata l’ultimo giorno utile del 2019, denunciata dai consiglieri di minoranza per la mancanza del numero legale previsto dal regolamento”.

Il Tar nell’occasione aveva sentenziato che, essendo nel frattempo cambiata la legge con relativo taglio dei consiglieri da 12 a 10, quel regolamento mai modificato era di fatto superato.

Ma il ricorso aveva i requisiti per essere ammesso, non era aria fritta e quindi ognuno doveva pagarsi le sue spese paghi.

La giunta comunale, guidata dal sindaco Lino Pettazzi, deputato della Lega, non era, però d’accordo con quanto deciso dal TAR e si era rivolto al Consiglio di stato dicendo: “Loro hanno fatto ricorso, loro paghino tutto”.

Usando il pretesto della messa in mora come debitori del Comune aveva fatto scattare la decadenza dalla carica di consigliere, “nonostante che un comma di legge precisi che la norma non vale se il presunto debito del consigliere deriva dall’esercizio delle proprie funzioni”.

I tre consiglieri comunali, la capogruppo Chiara Longo, Lino Accardi e Jacopo Garlasco, hanno fatto ricorso al Tribunale di Vercelli che ha dato ragione ai primi due e condannando contestualmente il Comune di Fubine a duemila euro di spese per ognuno: in totale quattromila euro.

Ma il conto potrebbe salire ulteriormente a seimila se la sentenza fosse favorevole anche al terzo.

L’amministrazione comunale, che ha ospitato comizi e i mega raduni del Kapitano, organizzato feste con costine di maiale, salumi, formaggi e fiumi di vino, quello buono, (rosso, non verde),che si produce nel Monferrato aveva iniziato tutto affermando di non voler spendere i soldi dei fubinesi per un ricorso campato in aria deve scucire per ora 4.000 euro e poi si vedrà.

TORINO. G. di. F.- SCOPERTI QUATTRO DEPOSITI DI FALSI MADE IN ITALY.

Comando  Provinciale Torino

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato oltre 6 milioni di articoli per la casa falsi “Made in Italy” perché prodotti in Asia e successivamente importati in Italia.

L’operazione condotta dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese è stata originata dai finanzieri che hanno notato, esposti sugli scaffali di alcuni negozi, articoli per la casa reclamizzati come prodotti di origine italiana, attraverso l’inequivocabile simbologia della bandiera tricolore, nonostante fossero stati interamente realizzati in Asia.

Le indagini hanno portato i militari ad individuare quattro depositi, localizzati nelle province di Brescia, Salerno e Bari dove i militari, con l’ausilio dei Reparti del Corpo territorialmente competenti, hanno rinvenuto una vera e propria “montagna” di oggetti per uso casalingo pronti per essere venduti come articoli “Made in Italy”.

La merce composta da 6 milioni tra coltelli e altre posate di vario tipo, utensili per la cucina (cavatappi, colini, mestoli, cucchiaini, pentole e coperchi) sono stati sequestrati a due imprenditori.

Il modus operandi adottato prevedeva che la merce importata venisse presentata in dogana come materia prima e, di conseguenza, suscettibile di ulteriori fasi di lavorazione, circostanza che ne avrebbe giustificato l’origine italiana. In realtà i beni erano prodotti finiti e non etichettabili come “Made in Italy”.

Le accuse a carico dei due imprenditori sono di contrabbando aggravato, per aver presentato mendaci dichiarazioni doganali, e frode in commercio.

L’intervento della Guardia di Finanza torinese s’inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione delle condotte commerciali ingannevoli riguardanti, in particolare, la vendita di beni con false indicazioni di provenienza, volte alla tutela, al contempo, dei cc.dd. “Distretti industriali”, che da tempo rappresenta uno dei principali obiettivi strategici di polizia economico-finanziaria perseguiti del Corpo.

RAVENNA. POLIZIA DI STATO. ESTRADATO DALL’ALBANIA BOSS DEL NARCOTRAFFICO.

Ravenna: boss del narcotraffico estradato in Italia

arresto

L’indagine condotta dalla Polizia di Stato di Ravenna e dal Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (S.C.I.P.) ha permesso l’estradizione di un cittadino albanese, ritenuto essere un elemento di spicco del narcotraffico nel Nord Italia.

Il boss dopo essere stato localizzato in Albania è stato fermato dalle forze di sicurezza del Paese delle Aquile in esecuzione di un mandato di cattura internazionale e consegnato alle autorità italiane.

Il latitante, insieme al cugino era finito in carcere in seguito all’operazione antidroga “PIKE” mentre un terzo connazionale (ancora latitante) del gruppo criminale sono ritenuti i responsabili dello stoccaggio e detenzione di oltre 40 chili di eroina ed armi, rinvenuti in un appartamento di Ravenna nel febbraio 2018.

L’operazione portò all’arresto, nel 2018, a Rimini di uno solo di loro mentre stava consegnando due chili di cocaina e uno di hashish nascosti nella sua autovettura, appositamente preparata per il trasporto della droga.

La stessa sera dell’arresto, durante le perquisizioni domiciliari, i poliziotti hanno fatto irruzione in un appartamento della periferia ravennate scoprendo un vero e proprio laboratorio per il taglio, la preparazione ed il confezionamento della droga.

In quell’occasione gli agenti sequestrarono un ingente quantitativo di stupefacente per un valore al dettaglio di circa quattro milioni di euro, due revolver e due pistole semiautomatiche, corredate dalle necessarie munizioni, nascoste insieme alla droga.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: