Mese: febbraio 2021

ROMA. MARIO DRAGHI VERSO IL COLLE CON LA LISTA DEI MINISTRI.

terminato il secondo giro di consultazioni, in cui tutti, compreso il M5S, sono d’accordo per votare la fiducia a Mario Draghi che lascia presagire una imminente salita al Colle del premier incaricato di formare il nuovo governo.

Il doppio giro di consultazioni con i partiti, le parti sociali e gli esponenti della società civile hanno inequivocabilmente, dopo aver incassato l’appoggio del Movimento 5 Stelle, dato a Draghi il mandato per diventare il prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri, che potrebbe salire al Quirinale domani, venerdì 12 o sabato 13 febbraio, permettendo così il giuramento del nuovo esecutivo.

Per mercoledì 17 febbraio è atteso poi il voto di fiducia delle Camere

Il neo premier Mario Draghi sta, in queste ore, definendo la lista di ministri e sottosegretari che daranno vita al nuovo esecutivo tecnico-politico in cui i dicasteri saranno prevalentemente guidati da tecnici mentre si profila una più ampia platea di vice ministri legati ai partiti.

In un rigoroso silenzio lontano dai riflettori il premier incaricato lavora alla squadra e al programma lontano da palazzi della politica senza coinvolgere i leader delle forze politiche che hanno dichiarato fedeltà all’ex governatore della Bce.

Fonti vicine ai partiti che hanno dichiarato la loro disponibilità a votare la fiducia al nuovo governo dichiarano che non c’è stato nessun contatto con il professore, ma si sono limitati a fornire una lista dei nomi da inserire nella lista dei ministri da presentare al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Secondo le indiscrezioni riportate da LaPresse i nomi dei candidati a occupare i posti da Ministro e vice potrebbero essere: Enrico Giovannini, ex presidente Istat e attuale portavoce dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile e Federico Testa, presidente di Enea, che potrebbero ricoprire l’incarico di numero uno del ministero della Transizione ecologica.

Ma per questo ruolo potrebbero essere in lista Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.

Per il Mise il nome più accreditato sarebbe quello del professore Carlo Cottarelli, ma anche del manager Vittorio Colao.

Mentre ai partiti politiche potrebbero andare i tecnici all’Interno (Lamorgese), Giustizia Cartabia o Severino, Esteri Belloni e Dassù e Istruzione Bianchi.

REGGIO CALABRIA. G.di F.- CONFISCATI 212 MILIONI DI EURO A IMPRENDITORE CONTIGUO ALLA ‘NDRANGHETA.

Comando Provinciale Reggio Calabria

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri, hanno confiscato di un ingente patrimonio costituto da 13 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, quote societarie relative ad una società di capitali, 11 beni immobili (terreni e fabbricati, tra cui una villa di pregio), 1 autoveicolo, 12 orologi di noti marchi e svariate disponibilità finanziarie (rapporti bancari e assicurativi) per un valore complessivo di oltre 212 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore G.D. cl. ’56 – indiziato di contiguità alle cosche “PIROMALLI” e “ZAGARI-FAZZALARI”, operanti nel mandamento tirrenico della ‘ndrangheta reggina.

G.D. è stato definito da un collaboratore di giustizia un “miliardario del bitume” che è riuscito a creare, nel giro di qualche decade, quella amalgama con esponenti della ‘ndrangheta, uomini della Pubblica Amministrazione e faccendieri che gli ha consentito di accaparrarsi l’esecuzione di grandi opere pubbliche, confermando quanto evidenziato da informative di Polizia sul suo conto fin dal lontano 1985, quando veniva indicato come elemento emergente di spicco della nuova alleanza tra imprenditoria mafiosa e mondo politico-amministrativo a livello locale e nazionale.

La figura di G.D. è emersa nel corso di indagini e di numerose operazioni: “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront”, condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Reggio Calabria e dallo S.C.I.C.O., con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Significativa è la sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare dell’imprenditore e, soprattutto, l’utilizzo da parte di G.D. di una serie di società direttamente o indirettamente a lui riconducibili o, comunque, nella sua disponibilità, attraverso le quali ha illecitamente operato in diversi contesti territoriali sia provinciali, sia nazionali.

Il coinvolgimento del G.D. nei contesti della criminalità organizzata per la commissione di reati di natura economico finanziaria, nonché contro la P.A. era già emerso nel corso di importanti inchieste svolte dalla Guardia di Finanza e dall’Arma dei Carabinieri a livello nazionale, tra le quali spiccano le operazioni denominate “Chaos”, “Amalgama”, “Arka di Noè” e “Red Line”.

Il provvedimento adottato su richiesta del Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, del Procuratore Aggiunto Dott. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Gianluca Gelso prevede la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. per 5 anni e colpisce un patrimonio che non era aggredito dalle precedenti indagini, confermando la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni intestati/riconducibili già disposta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino – presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore.

L’attività di servizio in rassegna testimonia, ancora una volta, l’elevata attenzione della Guardia di Finanza che, nel solco delle puntuali indicazioni dell’Autorità Giudiziaria reggina, continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.

CROTONE. G.di F.- OPERAZIONE SOLDI ROSSO SANGUE.

Comando Provinciale Crotone

La Guardia di Finanza di Crotone ha effettuato una serie di perquisizioni a carico di persone accusate di aver occultato denaro contante per conto del capo del “locale di ‘ndrangheta” di San Leonardo di Cutro.

L’attività, coordinata dal Procuratore Capo Dott. Nicola Gratteri e diretta dal Sostituto Procuratore Dott. Domenico Guarascio, ha consentito di sequestrare ingenti somme di denaro provento dell’attività criminale della cosca.

La precedente indagine “MALAPIANTA”, sempre condotta dai finanzieri di Crotone diretti e coordinati dalla Procura di Catanzaro, aveva consentito di scoprire l’esistenza di una “locale di ‘ndrangheta” nell’agro di San Leonardo, ricadente nel Comune di Cutro, in provincia di Crotone, facente capo alle famiglie M., T. e Z. con ramificazioni operative non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e con proiezioni all’estero.

Le indagini degli investigatori hanno accertato che a capo del sodalizio era A.M il quale, per come emerge da una conversazione captata in modalità ambientale alcuni anni fa, fu inserito fra i “grandi della ‘ndrangheta” da N. G. A. che ne sanciva, dunque, l’autorità mafiosa.

In “MALAPIANTA” erano emersi elementi che facevano supporre che il boss di San Leonardo avesse incaricato persone “insospettabili”, ma legate alla cosca, di custodire per suo conto ingenti somme di denaro contante.

Gli accertamenti hanno portato all’operazione “SOLDI ROSSO SANGUE” con la quale la Guardia di Finanza di Crotone ha condotto indagini finalizzate all’individuazione della liquidità contante del boss del “locale” di ‘ndrangheta di san Leonardo di Cutro, A.M. (attualmente detenuto).

I finanzieri hanno analizzato le attività di intercettazione, esaminato le stesse captazioni alla luce delle dichiarazioni del figlio del capo cosca, D.M., il quale ha intrapreso il percorso di collaborazione con la giustizia, passato al setaccio le frequentazioni degli affiliati alla cosca e le loro amicizie e, non da ultimo, hanno dato luogo a impegnativi servizi occulti di osservazione.

La G.di F ha identificato alcune persone ed individuato una serie di siti dove si presume fossero occultate somme di denaro contante.

Denaro la cui custodia o, in alternativa, la gestione, era stata demandata dal capo della locale di ‘ndrangheta alle persone vicine alla cosca.

Nel corso delle perquisizioni effettuate dai finanzieri all’alba del 10 febbraio, occultate all’interno di intercapedini dei muri di un’abitazione e di un muro di cinta di una villa, sono state rinvenute mazzette di denaro contante per un totale di 360.000 Euro.

Con l’Operazione “SOLDI ROSSO SANGUE” è stata colpita la cassaforte della cosca di ‘ndrangheta dei M. costituita con i proventi di usura, estorsione e traffico di droga. Denaro pronto ad essere reimpiegato nelle attività criminali della cosca san leonardese.

MODENA. POLIZIA DI STATO. ESAME PER LA PATENTE TRUCCATO: MICROFONI E TELECAMERE NASCOSTE.

Modena: microfoni e telecamere per superare gli esami, denunciati

Modena stradale patenti di guida

la fantasia non ha limiti quando si tratta di superare un esame e con un telefono cellulare e auricolari bluetooth posizionati ad hoc due cittadini indiani hanno tentato di superare l’esame teorico per conseguire la patente di guida italiana, ma sono stati scoperti e denunciati dalla Polizia stradale di Modena.

Uno è stato trovato in possesso di un auricolare bluetooth e di un cellulare fissato con nastro adesivo intorno al torace, e, in corrispondenza della telecamera, il maglione indossato era stato appositamente bucato.

L’atro uomo aveva un’apparecchiatura simile ad un trasmettitore bluetooth intorno al collo, sostenuto da un laccetto, e un telefono cellulare fissato al torace con il nastro adesivo.

Anche in questo caso la telecamera del telefono era posizionata in corrispondenza di un buco praticato sul maglione indossato dall’uomo.

Entrambe le telecamere permettevano a persone esterne di leggere i quiz e quindi di suggerire le risposte esatte; la comunicazione avveniva o direttamente tramite l’auricolare, oppure con un codice predefinito costituito da sequenze di vibrazioni del trasmettitore.

Regolarmente gli operatori della Polizia stradale eseguono un’attività di controllo, in collaborazione con la Motorizzazione, presso le sedi in cui si tengono le sessioni di esame per il conseguimento della patente di guida, affinché i “furbetti” vengano smascherati e denunciati.

CATANIA. POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI DROGA, 9 ARRESTI.

Catania: 9 persone arrestate per traffico di droga

Nove persone sono state arrestate dalla Squadra mobile di Catania nell’ambito di un’operazione antidroga. Otto sono state portate in carcere e una posta ai domiciliari. Sono responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva e porto illegale di armi da guerra e armi comuni da sparo, ricettazione e detenzione di monete falsificate.

Tra gli arrestati ci sono anche i responsabili di un tentato duplice ferimento commesso nel rione Librino nel maggio del 2019 proprio per ragioni legate alla gestione delle piazze di spaccio. L’episodio risale alla notte fra l’11 e il 12 maggio quando due persone sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco mentre erano a bordo di uno scooter. Sul posto era intervenuto personale delle Volanti, della Squadra mobile e della Scientifica della questura ed erano state sentite molte persone ed eseguiti sopralluoghi.

Durante le indagini gli agenti hanno sequestrato, oltre ai numerosi bossoli esplosi sul piazzale dove si era verificato l’episodio, numerose armi, caricatori e cartucce.

Nel corso delle investigazioni è emerso che il gruppo criminale ha rifornito alcune delle più grosse “piazze di spaccio” del capoluogo, smerciando una media di 150 chili di marijuana al mese e ricevendo ogni due settimane carichi di 70-80 chili di marijuana da alcuni trafficanti albanesi operanti in Puglia, a Conversano (Bari). A tale riguardo, durante l’indagine sono stati sequestrati oltre 3 quintali di marijuana.

Il gruppo garantiva inoltre il pagamento di uno stipendio agli associati, nonché il mantenimento in carcere dei detenuti.

Donatella Fioroni