Mese: febbraio 2021

ALESSANDRIA. COMITATO STOP SOLVAY. BLOCCO DELLA PRODUZIONE E BONIFICA DEL TERRITORIO.

Comitato Stop Solvay 
Blocco della produzione e bonifica non sono più rimandabili



È notizia di ieri la perquisizione, da parte dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), all’interno dello stabilimento di Solvay.

Questa azione è una diretta conseguenza di un esposto che una cinquantina di abitanti di Spinetta ha firmato e depositato qualche mese fa e di altri esposti depositati da alcune associazioni ambientaliste, in merito al ritrovamento al di fuori del polo comico, del cC6o4.
Questa sostanza, rinvenuta tra gli altri nell’acquedotto di Montecastello, può essere utilizzata come tracciante e indicatrice di come l’inquinamento da parte di Solvay non si sia mai fermato.

Solvay continua a diramare comunicati stampa pressocché identici nei quali tenta di rassicurare la cittadinanza sostenendo che la situazione sia sotto controllo e che la tutela della salute sia una sua priorità. Le parole dell’azienda non possono che risultare sempre più vuote e ipocrite a fronte di quanto continua ad accadere:
– dispersione di pfas nell’ambiente;
– dispersione di pfas in Bormida e, di conseguenza, nel Po;
– ritrovamento di pfas nei pozzi di 9 comuni diversi del territorio tortonese;
– pubblicazioni scientifiche che dimostrano come cC6o4, ADV 7800 e l’intera classe di pfas siano tossici e nocivi per l’essere umano, per l’ambiente e per altre forme di essere viventi;
– occultamento di queste informazioni alle autorità competenti come dimostra il caso Solvay in New Jersey;
– occultamento degli standard analitici sia all’Arpa del nostro territorio sia negli USA nei confronti dell’EPA (l’ente per la protezione ambientale statunitense);
– stoccaggio del cC6o4 in un magazzino a Torre Garofali non adatto al deposito di sostanze chimiche così pericolose e mancanza di autorizzazioni per il trasporto delle sostanze stesse.

Dalle lotte che stanno prendendo piede negli USA, tra cui ricordiamo quelle dei Vigili del Fuoco che stanno portando avanti una campagna di sensibilizzazione per l’eliminazione dei pfas dai loro strumenti di lavoro e dalle loro divise, fino ad arrivare alle azioni legali intraprese nei confronti di  Solvay in New Jersey, l’impegno è quello di porre un freno allo strapotere di multinazionali delle chimica come Solvay, che violentano i territori in cui si trovano e, allo stesso tempo, a parole cercano di far finta di avere a cuore le comunità in cui operano.

Non faremo un passo indietro fino a quando il terreno su cui sorge il polo chimico non verrà finalmente bonificato.
Alla luce di tutto ciò che sta emergendo il blocco della produzione, in nome del principio di precauzione, non sia più rimandabile.

Ribadiamo le prossime azioni necessarie da mettere in campo:
• sospensione della produzione di cC6O4 e di qualsiasi altro o presunto PFAs prodotto dallo
stabilimento finché non una sola molecola fuoriesca dallo stabilimento;
• screening medico per tutta la popolazione di Spinetta e della Provincia di Alessandria
potenzialmente esposta all’inquinamento di queste sostanze;
• bonifica integrale dell’area contaminata come una sentenza impone;
• monitoraggio di tutti i pozzi pubblici e privati per il dosaggio di queste sostanze

Un secolo di morti, malattie e veleni può bastare.

RAGUSA. POLIZIA DI STATO. TRATTA DEGLI ESSERI UMANI E PROSTITUZIONE.

Ragusa: tratta di esseri umani e prostituzione, 4 arresti

arresto

La  Squadra mobile di Ragusa in collaborazione con le Squadre mobili di Brescia e Monza, ha arrestato quattro cittadini nigeriani responsabili, che insieme ad altri complici non identificati e operanti in Libia e Nigeria, si erano resi responsabili di numerosi reati connessi alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione. Il risultato è stato raggiunto grazie alle dichiarazioni di una minorenne cittadina nigeriana giunta nel Porto di Pozzallo nel 2017, che ospitata in una struttura per minori e aver guadagnato fiducia nei poliziotti, ha raccontato come era arrivata in Italia: dopo aver accettato la proposta di una conoscente di andare a lavorare in Italia è stata sottoposta a rito Ju-Ju, (un rito che avrebbe comportato per la vittima un ciclo mestruale perenne, senza fine e quindi tale da renderla inavvicinabile e portarla alla morte) impegnandosi così a pagare un debito di 30mila euro alla donna che l’aspettava nel nostro Paese.

Accompagnata dai due fratelli della donna, insieme ad altre tre ragazze, aveva iniziato il viaggio verso l’Italia, viaggio durante il quale due delle tre ragazze avevano perso la vita.

Le vittime attraversavano il continente di origine sotto il controllo di criminali che le sottoponevano a privazioni di ogni genere e a diverse forme di violenza, e, infine, le facevano giungere in Italia via mare a bordo di imbarcazioni occupate da moltissimi migranti, esponendole ad un altissimo rischio di naufragio.

Le indagini hanno consentito di accertare che la minore era solo uno dei numerosi investimenti fatti nel settore della tratta di esseri umani da un gruppo di cittadini nigeriani, tutti legati da vincoli di parentela ed operanti nella provincia di Brescia, ma con una indispensabile cellula in Nigeria per reclutare giovani ragazze da avviare alla prostituzione su strada.

Il “family business” non si limitava solo alla tratta di esseri umani, il gruppo, infatti, si occupava stabilmente anche dell’organizzazione, del controllo e della redditività della prostituzione di un nutrito numero di cittadine nigeriane.

Nelle abitazioni dove erano alloggiate le “schiave del sesso”, era sempre presente uno degli sfruttatori in modo da esercitare un controllo più assiduo e sottrarre loro, subito i guadagni.

Il gruppo criminale in Italia era diretto da una donna nigeriana, perfettamente integrata nel nostro Paese e coniugata con un cittadino italiano, che si avvaleva della stabile collaborazione della sorella e dei fratelli presenti in Italia.

In Nigeria la donna si avvaleva dell’opera di altri familiari.

Durante l’attività investigativa i poliziotti hanno documentato come una delle vittime di tratta, non appena ultimato il pagamento del debito di ingaggio, si era trasformata a sua volta in “madame” ed aveva reclutato e fatto giungere in Italia una “propria” vittima.

PARMA. POLIZIA DI STATO. IMPERO ECONOMICO AL SERVIZIO DELLA ‘NDRANGHETA.

Finanziava la ‘Ndrangheta, sequestrato patrimonio da 13 milioni

Aveva messo il suo impero economico a disposizione della ‘Ndrangheta, diventando di fatto un finanziatore dell’organizzazione mafiosa, ma la sua attività è stata scoperta e il suo patrimonio sequestrato.

Al termine di un’indagine, gli investigatori della questura e della Guardia di finanza di Parma, hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso dal tribunale di Bologna, relativo a beni mobili, immobili e societari, nonché conti correnti, tutti riconducibili ad un imprenditore di 53 anni, originario della provincia di Crotone, ma da anni residente e operativo nel territorio di Parma.

Sequestrati una ventina di immobili a Parma, alcuni a Riccione e all’Isola d’Elba, numerosi terreni e immobili a Crucoli (Crotone), società e quote di partecipazioni societarie, a Parma e in provincia di Crotone, conti correnti bancari, autovetture e motoveicoli, per un valore complessivo che supera i 13 milioni di euro.

Il sequestro è stato realizzato con il supporto del Servizio centrale anticrimine della Polizia di Stato, che ha eseguito le operazioni di acquisizione e presa possesso dei beni, in collaborazione con la Divisione anticrimine della questura di Parma e il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza.

L’imprenditore, attivo in diversi settori della vita produttiva, ma con interessi prevalenti nell’impiantistica industriale, era titolare e socio di numerose imprese, molte delle quali stabilite in Emilia Romagna, aventi un rilevante volume d’affari.

Sergio Foffo

TARANTO. POLIZIA DI STATO. COVID 19 E HACHER.

Rintracciato dalla Polizia postale l’hacker del “Covid19”

Polizia postale

Un 45 enne della provincia di Taranto in piena pandemia da Covid19 ha organizzato una campagna di spear phishing che con l’invio massiccio di mail, ad ignare vittime, rubava dati personali.

L’indagine denominata “Glaaki”, dei poliziotti della polizia postale hanno individuato e indagato l’uomo, un informatico esperto in codici di programmazione, per i reati di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici e diffusione di programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico.

L’indagato con il pretesto di fornire aggiornamenti sull’avanzamento del contagio, inviava mail contenenti un codice malevolo, di tipo keylogger, usando come oggetto Covid19.

Approfittando dello stato psicologico dovuto all’emergenza è riuscito ad appropriarsi di password, credenziali bancarie e dati personali di chi spontaneamente apriva l’allegato infettato.

Una volta aperte le porte del sistema informatico della vittima, l’hacker estrapolava i contatti della rubrica della casella di posta elettronica, a loro volta potenziali vittime, ai quali inviava nuovi messaggi portatori del virus.

L’attività di analisi del traffico prodotto dal malware, dai computer violati verso altri spazi web, ha consentito, agli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), e del compartimento polizia postale di Bari, di ricostruire il funzionamento del codice malevolo e quindi l’origine del traffico dati, fino ad arrivare all’individuazione di alcuni IP utilizzati dal 45enne.

Le indagini sono ancora in corso per accertare e individuare eventuali complici dell’uomo e i possibili acquirenti dei dati sottratti.

ROMA. IL SOGNO POLITICO DEI DUE MATTEO: NASCE IL GOVERNO DI TUTTI CONTRO TUTTI,UNITI NEL SEGNO DEGLI EURO DEL RECOVERY FUND.

la crisi politica innescata da Matteo Renzi si è conclusa veniva auspicata da mesi dai partiti del centro destra e il patron Silvio Berlusconi. E’ nato,12 febbraio 2021, il governo di tutti contro tutti, ma uniti nel segno dei soldi, tanti soldi; 209 miliardi di euro messi a disposizione dalla Ue per l’Italia.

Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi dopo essere stato a colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto la riserva e accettato l’incarico di formare il governo a cui è seguita la lista dei ministri.

Mario Draghi sarà ricevuto dal presidente del Senato Elisabetta Casellati a Palazzo Giustiniani.

Il governo Draghi nasce nel segno della spartizione politica con molti ministri indicati dalle forze politiche che appoggiano il governo e molti “zombies” resuscitati dalla trattativa con le forze politiche di centro destra.

Il giuramento dei componenti del Governo avverrà sabato 13 febbraio alle ore 12.

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio – Roberto Garofoli – TECNICO

QUESTO L’ELENCO DEI MINISTRI CON PORTAFOGLIO

Ministero dell’Economia e delle Finanze– Daniele Franco – TECNICO

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti– Enrico Giovannini – TECNICO

Ministero dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti – LEGA

Ministero della Salute – Roberto Speranza – LEU

Ministero dell’Ambiente e Transizione Ecologica – Roberto Cingolani – TECNICO

Ministero della Giustizia – Marta Cartabia – TECNICO

Ministero della Difesa – Lorenzo Guerini – PD

Ministero del Lavoro e Politiche Sociali  – Andrea Orlando – PD

Ministero degli Esteri – Luigi Di Maio – M5S

Ministero dell’Interno – Luciana Lamorgese – TECNICO

Ministero dell’istruzione – Patrizio Bianchi – TECNICO

Ministero dell’Università e della Ricerca – Cristina Messa – TECNICO

Ministero della Cultura – Dario Franceschini – PD

Ministero delle Politiche Agricole – Stefano Patuanelli -M5S

ELENCO MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO 

Rapporti con il Parlamento – Federico D’Incà – M5S

Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale – Vittorio Colao – TECNICO

Pubblica amministrazione – Renato Brunetta – FI

Affari Generali e le Autonomie – Maria Stella Gelmini – FI

Sud e Coesione Territoriale – Mara Carfagna – FI

Politiche Giovanili – Fabiana Dadone – M5S

Pari opportunità e Famiglia – Elena Bonetti – IV

Disabilità – Erika Stefani – LEGA

Coordinamento iniziative per il settore del Turismo – Massimo Garavaglia – LEGA

Nella prima riunione del consiglio dei ministri sarà proposto sottosegretario alla presidenza del Consiglio – Roberto Garofo

Il nuovo governo nasce nel segno della continuità, ma con alcune novità interessanti, tra queste il neo ministro Roberto Cingolani, Daniele Franco e Patrizio Bianchi.

Roberto Cingolani al ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica è fisico di fama mondiale, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo, azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza ed è considerato un’eccellenza e un profilo di alto livello in tutto il mondo, esperto nel settore della tecnologia verde, “per salvare l’ambiente dobbiamo anche cambiare le nostre abitudini compulsivi”.

Daniele Franco al ministero più importante del governo Draghi. L’era del Recovery fund richiedeva una persona esperta nel settore e Daniele Franco, direttore generale della Banca d’Italia, uomo vicino al premier Mario Draghi occuperà il posto di Roberto Gualtieri al Ministero dell’economia e Finanza.

Daniele Franco, 1953, originario di Trichiana, piccolo paese in provincia di Belluno, si è laureato in scienze politiche a Padova e un master all’Università di York ed è direttore generale di Banca d’Italia e presidente Ivass. 

Il nuovo ministro dell’Istruzione del governo Draghi è Patrizio Bianchi che sostituisce Lucia Azzolina.

Patrizio Bianchi era stato a capo della task force del dicastero per la riapertura delle scuole mentre Domenico Arcuri era stato incaricato nel precedente governo della riapertura delle scuole.

Bianchi, 1952 nato a Copparo, provincia di Ferrara, laureato in Scienze Politiche con lode all’Università di Bologna ed ha poi studiato alla London School of Economics con il Professor Basil Yamey. Ricercatore alla Facoltà di Economia all’Università di Trento nel 1980 e due anni dopo ha vinto la cattedra di professore associato a Bologna, nel 1994 diventerà Professore Ordinario di Politica Economica, Dipartimento di Scienze Economiche.

Nel 1997 si trasferisce all’Università di Ferrara di cui sarà Rettore dal 2004 al 2010.

Nel 1998 ha fondato l’ex Facoltà di Economia, in cui ricopre il ruolo di Professore Ordinario di Economia e Politica Industriale, Economia Applicata.

Attivo in politica dove ha ricoperto la carica di assessore all’Istruzione in Emilia Romagna per due mandati, sotto la guida di Vasco Errani e Stefano Bonaccini.

All’Università di Ferrara è titolare della Cattedra UNESCO in Education, Growth and Equality ed è direttore scientifico dell’Ifab: Fondazione Internazionale Big Data e Intelligenza Artificiale per lo Sviluppo Umano.

Tutto il resto è noia, no non ho detto gioia, ma noia, noia, noia.