Mese: febbraio 2021

ALESSANDRIA. COMITATO STOP SOLVAY. LE DICHIARAZIONI DELLA PROVINCIA SU SOLVAY E INQUINAMENTO.

Comitato Stop Solvay 
La Provincia ancora una volta sottomessa a Solvay



Le recenti dichiarazioni dell’Ingegner Claudio Coffano, responsabile del settore Ambiente della Provincia di Alessandria, dimostrano quanto l’ente responsabile della tutela ambientale del territorio provinciale sia palesemente e per l’ennesima volta restio ad ammettere la gravità della situazione di fronte alla quale ci troviamo.


Sulle pagine de “Il Piccolo” di venerdì 12 febbraio si legge: “Valuteremo, alla luce di quanto emerso in questi giorni (il riferimento è all’inchiesta della Procura, ndr) se la procedura in atto (ampliamento produzione cC6O4, ndr) deve essere interrotta in attesa di avere ulteriori dettagli oppure se può essere indipendente” Ancora una volta la Provincia di Alessandria si guarda bene dall’intervenire.


L’aveva già fatto nel 2019 quando, dinnanzi ai dati di inquinamento delle falde e delle acque superficiali forniti da ARPA, avrebbe dovuto opporsi chiaramente e con forza alla richiesta di ampliamento di produzione di cC6o4 depositata da Solvay.
Il cC6O4 è una molecola prodotta esclusivamente da Solvay a Spinetta Marengo, come pure la sua sede gemella in New Jersey afferma. Il ritrovamento di questa sostanza nell’ambiente, quindi, non può che essere sintomo di un impianto industriale fallace e pericoloso.


In quell’occasione come oggi, la Provincia manca di adempire al suo ruolo.
Solo il blocco definitivo dell’ampliamento potrebbe dimostrare che non si intende permettere alla multinazionale di spadroneggiare sul nostro territorio e di dettare le regole per tutti i cittadini che lo abitano.
I dati ci sono e sono inconfutabili, l’ingegnere Coffano dovrebbe operare secondo il principio di precauzione iniziando finalmente a salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini di tutta la Provincia, dimostrando che il tempo della sottomissione a Solvay è finito.


Ma la Provincia certamente conosce il gioco su cui basano il proprio operato multinazionali come Solvay. Come dice Sharon Lerner – giornalista che, attraverso una serie di inchieste pubblicate sul giornale investigativo The Intercept, ha portato alla luce l’inquinamento causato da Solvay nei pressi dello stabilimento di West Deptforth in New Jersey -: “Per le aziende chimiche, il punto potrebbe essere il ritardo. I giochi al gatto e al topo con gli enti regolatori rallentano il processo di limitazione delle sostanze chimiche, dando ai loro produttori più tempo per trarre profitto dai singoli composti prima che siano costretti a uscire dal mercato”.


Non è proprio questo il “gioco” al quale si presta la Provincia?
“Abbiamo chiesto che l’aumento di produzione e di uso di cC6O4 vada di pari passo ad una corrispondente riduzione dell’utilizzo di ADV 7800”, dice ancora Coffano nell’intervista.
Non è questa l’ennesima sottomissione della Provincia?


L’ADV 7800 è un PFAs a catena lunga e in quanto tale l’azienda avrebbe dovuto iniziare la sua dismissione nel lontano 2006 fino alla sua completa eliminazione entro il 2015. L’ingegner Coffano parla di “riduzione nell’utilizzo”, lasciando intendere di aver barattato la concessione dell’ampliamento della produzione di cC6o4 in cambio di una progressiva eliminazione dell’utilizzo di ADV 78000. Le dichiarazioni della Provincia sono tutt’altro che rassicuranti e rendono sempre più evidenti le falle intorno alle produzioni della multinazionale e alle autorizzazioni rilasciate dall’ente stesso.


L’ingegner Coffano dovrebbe porsi il problema di bloccare la produzione di cC6o4 e ADV 7800, in nome del principio di precauzione, al posto di domandarsi se sia possibile proseguire ugualmente con le pratiche per l’ampliamento della produzione di cC6o4.
Ribadiamo ancora una volta le prossime azioni necessarie da mettere in campo:
• sospensione della produzione di cC6O4 e di qualsiasi altro o presunto PFAs prodotto dallo
• stabilimento finché non una sola molecola fuoriesca dallo stabilimento;
• screening medico per tutta la popolazione di Spinetta e della Provincia di Alessandria;
• potenzialmente esposta all’inquinamento di queste sostanze;
• bonifica integrale dell’area contaminata come una sentenza impone;
• monitoraggio di tutti i pozzi pubblici e privati per il dosaggio di queste sostanze.

VINOVO(TO).COPPA ITALIA. JUVENTUS WOMEN 5 EMPOLI LADIES 0. LA CINQUINA VINCENTE DI BONANSEA, GIRELLI, SEMBRANT E STASKOVA SPENGONO I RIFLETTORI SULLE SPERANZE DELL’EMPOLI.

La partita di ritorno valida per la qualificazione alle semifinali di coppa Italia si è giocata nel campo dello Juventus center di Vinovo in una freddissima giornata di febbraio, la neve ha ripreso a cadere copiosa da alcuni minuti, ma non si segnalano problemi per la praticabilità del campo.

La partita si presenta particolarmente complicata per l’Empoli che deve recuperare lo svantaggio dell’andata in cui ha perso per 5 goal a 4 in favore delle bianconere.

La Juventus che alcune indiscrezioni davano per scontato dovesse rinunciare ad alcune delle sue giocatrici migliori in vista della preparazione della sfida della nazionale contro Israele a Firenze il 24 febbraio 2021 oltre che per dare spazio e opportunità alle giocatrici più giovani. Invece Rita Guarino, dopo i quattro goal subita all’andata, ha deciso di confermare, almeno, nel primo tempo la squadra titolare.

Il calcio di inizio alle 12.30 sotto una copiosa nevicata affidato all’Empoli e Juventus che attacca dalla sinistra della tribuna e che ha immediatamente impostato la partita e indicato alle avversarie l’unica direzione possibile per raggiungere l’obbiettivo della qualificazione alle semi finali di coppa Italia: grinta, coraggio, fatica e agonismo per battere la “corazzata invincibile”, la Juventus.

Avvio di gara in attacco per le bianconere decise a chiudere la partita nei primi minuti di gioco con la Juventus mentre l’Empoli si è messo in posizione di attesa per contrattaccare in contropiede. La partita ha offerto all’Empoli la prima chance della partita con un tentativo di contropiede che, però finisce oltre la linea di porta difesa da Giuliani.

L’Empoli è decisa a ribaltare il risultato dell’andata e compiere l’impresa contro le bianconere.

Ottimo inserimento di Lina Hurtig, che in totale solitudine ha raggiunto in volata la porta dell’Empoli, difesa da Fedele Noemi che con un intervento provvidenziale ne ha bloccato la corsa in rete.

Calcio d’angolo a favore dell’Empoli, che Giuliani para in due tempi e poi il turno delle bianconere, dopo neppure un minuto, ad eseguire il calcio nell’angolo opposto, la difesa dell’Empoli scaglia la palla lontano dall’area di rigore.

Nel primo quarto d’ora la Juventus ha attacca in maniera ordinata e l’Empoli è stata molto attenta in difesa impedendo alle bianconere di violare la propria area di rigore, ma al 16° Lina Hurtig, seminata la difesa, lanciata in area ha sparato contro Fedele un tiro, molto somigliante a una cannonata, che, però è stato deviato in angolo.

Fallo su Bonansea al 20°, si incarica del tiro Cernoia dalla lontanissima distanza e che viene ribattuto, ma è sempre Bonansea che sfonda la difesa dell’Empoli, passa a Hurtig, anticipata in corner. Sugli sviluppi del corner Bonansea non ha dato scampo alla difesa ospite e con un diagonale imprendibile ha infilato la porta.

Juventus 1 Empoli 0

Fallo di mano e Cernoia che si incarica di effettuare la punizione dalla lunga distanza, direttamente sulla testa di Hurtig, la difesa salva e manda a lato.

Azione a girare per le bianconere, Bonansea rinuncia al tiro e passa a Hyyrynen pescata, però in fuorigioco dal direttore di gara.

Calcio di rigore per fallo su Hurtig, unico episodio dubbio della partita per chi ha seguito gli eventi, ma non altrettanto per il direttore di gara che ha concesso un calcio di rigore per un fallo in area ai danni di Lina Hurtig al 30° lanciata in solitudine verso la porta avversaria, senza più difensori a contrastarla, Fedele esce per anticipare Hurtig, ma con il guanto sfiora il ginocchio della juventina che si lascia cadere e di mestiere guadagna un calcio di rigore mentre fedele viene ammonito. Il direttore di gara incolpevole dalla sua posizione non poteva vedere l’esatta posizione del guanto e gli assistenti avevanola visuale coperta dalle giocatrici.

Cristiana Girelli ancora una volta di essere dimostra di essere una macchina assetata di goal e con un tiro angolato gela le speranze di Fedele che intuisce la direzione e il lato, ma non può arrivare a parare una palla lanciata alla velocità del fulmine.

Juventus 2 Empoli 0

Calcio d’angolo respinto dll’Empoli e Caruso che prova il tiro di prima intenzione, parato in due tempi.

Cristiana Girelli lancia di nuovo Hurtig che si allunga troppo la palla che supera la linea di fondo campo.

Cristiana Girelli nell’ultima fase di gioco del primo tempo subisce la pressione e una serie di falli, che al termine del tempo la obbliga ad abbandonare la partita perché zoppica vistosamente.

Secondo tempo.

Cristiana Girelli infortunata fuori nel secondo tempo, in sostituzione da Staskova e Rosucci. Prima occasione per le bianconere al 4° minuto su calcio d’angolo, la difesa dell’Empoli pasticcia in area, ma dopo un batti e ribatti la palla arriva sui piedi di Sara Gama che viene, però anticipata a terra da Fedele.

Barbara Bonansea in azione al 9°, il suo diagonale attraversa l’intera area di rigore, Hurtig non riesce ad agganciare la palla.

Azione intensa nella metà campo dell’Empoli, aggancia Sara Gama che dialoga con Hyyrynen che triangola e restituisce la palla, in area la difesa riesce a salvare e allontanare.

La Juventus controlla e impone il suo gioco all’Empoli che risponde agli attacchi con una difesa molto attenta e veloci tentativi di ripartenze in contropiede.

Calcio di punizione a favore della Juventus con Cernoia che si incarica del tiro direttamente sui piedi di Linda Sembrant che deposita comodamente in rete. Juventus 3 Empoli 0.

Per le bianconere Rita Guarino manda a riposo anche Barbara Bonansea, in vista dell’ impegno in nazionale, e dentro Lundorf e Maria Alves che propone i suoi numeri nell’area dell’Empoli, passa a Gama che lancia per Hurtig che a sua volta prova a sorprendere il portiere dell’Empoli di tacco.

Maria Alves in contropiede tenta un pallonetto ai danni di Fedele, ma manda la palla al cielo, altissima sulla traversa.

Contropiede fulmineo innescata da Lundorf che da sola percorre l’intero campo di calcio palla al piede, passa palla in area a Stoskova che prova il tiro ribattuto dalla traversa sui suoi piedi e questa volta addomestica la palla che deposita facilmente in rete.

Juventus 4 Empoli 0.

Ultime fiammate in finale di partita con la Juventus in cerca della cinquina vincente e l’Empoli che spera e tenta di realizzare almeno il goal della bandiera essendo la partita persa e ormai irrecuperabile.

Goal negato dalla sfortuna dopo un disimpegno sbagliato di Giuliani. Giuliani brava e fortunata questa volta. Ma ci pensa sul finire del tempo Staskova a centrare la cinquina per la Juventus e a rischiare il 6° goal di testa, in questo caso non sarebbe stato valido perché pescata in fuori gioco dal direttore di gara.

Termina la partita con la Juventus in attacco e 10 reti di vantaggio contro le 4 dell’Empoli che la qualifica per le semifinali di coppa Italia.

ROMA. LA FANTASIA AL POTERE DAI CAVALIERI AI DRAGHI PASS…SANDO PER FESTE, FESTINI E TAVOLE ROTONDE.

Il governo di Mario Draghi è nato applicando alla lettera il manuale Cencelli dove tutto viene spartito e nulla lasciato al caso.

Con il governo Draghi è iniziata la grande abbuffata di potere condita con 209 miliardi di euro messi a disposizione dalla Ue all’Italia per contrastare la crisi economica seguita alla pandemia da Covid, ma anche per modernizzare il paese, avviare la rivoluzione digitale, riconvertire le industrie fonte di inquinamento ambientale in industrie green, ecologiche che siano in grado di affrontare i temi dei cambiamenti climatici.

Ma qualcuno crede veramente che questa favola verde non diventi invece la fonte di nuove attività speculative, fonte di inquinamento sociale, di corruzione, di nuovo clientelismo e che alla fine i progetti rivoluzionari restino solo tante parole, belle chiacchiere da salotto.

Quello che più salta agli occhi è il ritrovato amore tra le parti politiche in causa, un abbuffata di potere e di poltrone come mai si era visto nella storia italiana dal 1861 in poi.

La lega di Salvini che con un triplo salto carpiato è riuscita a smentire se stesso e gli alleati euroscettici a Bruxelles.

Forza Italia dell’ormai ex cavaliere che ha riproposto e riesumato dall’oblio figure ormai tramontate e destinate al sottoscala che porta in cantina.

Italia Viva che voluto così tanto un esecutivo Draghi con tutti dentro che ne è riamsta esclusa, nessun ministero di peso per Matteo Renzi e i suoi a parte la famiglia per Bonetti.

M5s che nel governo Draghi forti del loro 33% di voti sono stati i veri asfaltati, bastonati, nel nuovo esecutivo con solo 3 ministeri.

Partito Democratico che riesce a raccogliere una buona parte di quanto seminato e porta a casa alcuni ministeri tra i più importanti.

Infine Fratelli d’Italia, ma più che di fratelli bisognerebbe parlare di coltelli, non entrano nel nuovo esecutivo, ma dalle posizioni intransigenti delle scorse settimane e la continua richiesta di elezioni anticipate sono passati a una probabile astensione sulla fiducia, che anche a loro sia venuto quel languorino che più che fame e voglia di qualcosa di dolce.

Fermo restando inalterato il gioco delle tre carte a cui ci hanno abituati l’ex cavaliere e i suoi alleati, che può essere sintetizzato in questo modo: Se il governo funziona i meriti saranno di Berlusconi, impegnato in un lavoro sinergico con gli alleati della Lega e allora l’invito sarà, ovviamente, a votare Cdx perché Berlusconi e Salvini si attribuiranno la paternità di tutti i meriti dell’uscita dalla crisi e dalla pandemia da covid 19. Ma se le cose dovessero andare male, allora, gli elettori troveranno un ottima alternativa in Giorgia Meloni che a gran voce si attribuirà la maternità di non aver partecipato al governo e quindi di non essere responsabile della catastrofe, anzi avanzerà, a maggior ragione, la sua candidatura a leader e salvatrice della patria.

Quindi elettori di Cdx avete ben due alternative: votare Berlusconi e Salvini se le cose vanno bene oppure votare Meloni se vanno male comunque senza affaticarsi troppo e far affaticare il “libero pensiero”.

Per tutti gli altri auguri di più fortuna e per Matteo Renzi, che ha compiuto un vero capolavoro riportando la destra al governo, l’augurio di non riuscire più a mettere piede in parlamento per i prossimi 1000 anni.

GENOVA. IL GIORNO DELLA VERGOGNA E DELL’IGNOMIA IN CONSIGLIO COMUNALE: AGUZZINI NAZI-FASCISTI E PARTIGIANI COMUNISTI SONO UGUALI.

Adelmo Cervi: “Che l’Amministrazione Comunale di Genova, città medaglia d’oro alla Resistenza associ i comunisti agli aguzzini nazifascisti è una vera ignominia”

Adelmo Cervi: “Che l’Amministrazione Comunale di Genova, città medaglia d’oro alla Resistenza, tramite un vergognoso ordine del giorno, associ i comunisti e cioè coloro che hanno dato un contributo importante per la libertà del nostro Paese e dell’Europa intera agli aguzzini nazifascisti è una vera ignominia. Questa posizione che condanno con tutte le mie forze mi colpisce profondamente e particolarmente, conoscendo il contributo degli antifascisti liguri e tra loro di molti comunisti, alla Resistenza. Ormai mi sento molto legato alla Liguria e venire a conoscenza di questa nefandezza da parte del Comune capoluogo regionale è per me insopportabile e per questo ho deciso di non rimanere silente. Approfittare di un’ottima iniziativa che assieme al Sindaco di Stazzema, mi vede tra i promotori e cioè la legge di iniziativa popolare per impedire, come prevederebbe già la nostra Costituzione, purtroppo inapplicata, la diffusione e propaganda delle ideologie nazifasciste, per equiparare il comunismo al fascismo è uno schiaffo alla verità storica. Non solo in Italia i comunisti hanno pagato prezzi altissimi per sconfiggere la tirannia fascista, ma lo stesso è successo in tutta Europa e voglio ricordare in particolare il contributo fondamentale dell’Unione Sovietica e soprattutto di ben 25 milioni di suoi cittadini, in buona parte civili, che hanno combattuto e sono morti per fermare il nazifascismo. Che poi si usi, tra gli altri, il nome di mio padre, che voglio ricordare era un convinto comunista e dei suoi sei fratelli, trucidati dai fascisti, per cercare di imbellettare questo sporco tentativo revisionista non ve lo permetto. Aldo Cervi e i suoi fratelli hanno dato la loro vita per un’Italia liberata dal fascismo e con loro molti altri antifascisti di fede comunista; che le loro idee siano accumunate a quelle dei nazisti e fascisti è una vera barbarie.
Vi invito in ultimo a recarvi negli uffici dei vostri comuni a firmare la legge di iniziativa popolare che mi vede tra i promotori, perché senza infingimenti e falsità si metta una volta per tutte al bando le criminali ideologie nazifasciste che stanno avendo un rigurgito molto pericoloso nell’intera Europa, compreso purtroppo il nostro Paese.” (11 febbraio 2021)

ANPI GENOVA – Comunicato Stampa – Esprimiamo preoccupazione per la mozione in Consiglio Comunale che equipara fascismo e comunismo

Genova 9 febbraio 2021
Esprimiamo preoccupazione per la mozione in Consiglio Comunale che equipara fascismo e comunismo

Vogliamo ricordare quanto scrisse l’ANPI nazionale in occasione di un voto del Parlamento Europeo nel settembre 2019.

Si esprimeva profonda preoccupazione per quella risoluzione in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità.” Ma siccome due cose sbagliate non ne fanno mai una giusta, oggi a Genova si è ripetuto lo stesso errore, aggravandolo,
L’ANPI si augura che al più presto giunga dal Consiglio Comunale, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, un chiaro segnale di radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la nostra Carta Costituzionale e la collocazione del nostro paese in un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti. Invece si è votata una mozione che di fatto cancella quello che è stato l’apporto fondamentale nella Resistenza e ancor prima già dall’impegno antifascista del Partito Comunista e dell’impegno democratico dello stesso Pci nell’assemblea Costituente, Terracini la presiedeva dopo aver fatto, da antifascista, galera e confino. Solo pochi giorni fa commemoravamo i fucilati a forte San Martino, lì c’erano comunisti, come ce n’era tra quelli “del panino e della mela”, mentre quelli del Castellaccio di Righi lo erano tutti. La maggior parte di quei martiri era coscientemente comunista, come lo erano Fillak e Buranello, Bini, Canepa. Comunista era Scappini nelle cui mani i tedeschi a Genova si arresero. È’ un insulto mettere sullo stesso piano i lavoratori che scioperavano e chi li ha caricati sui treni e mandati a Mauthausen. La partigiana e Costituente Teresa Mattei, che il Sindaco Bucci ha ricordato nel salone di Rappresentanza di Tursi era comunista. Era comunista Guido Rossa l’operaio e delegato della CGIL ucciso dalle BR che abbiamo ricordato il 22 gennaio scorso.

Una forza, dunque, che si è sempre schierata contro i tentativi reazionari e di sovvertimento delle Istituzioni, in difesa della democrazia in tutta la storia repubblicana, dopo aver contribuito a scriverne la carta fondamentale: la Costituzione. Che è nata e rimane ANTIFASCISTA come ci ha ricordato il presidente Mattarella e su quella giura chi assume incarichi istituzionali.
Una mozione inaccettabile che va contro la realtà della storia e che dimostra scarsa o nessuna conoscenza della verità dei fatti, un vero sfregio ideologizzante, che è passata con il sì della maggioranza, l’astensione dei sei consiglieri di Pd e Lista Crivello e cinque contrari (M5s).
Ai cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, si presentarono i soldati dell’Armata Rossa: non certo i consiglieri del centrodestra.

Ecco perché oggi è stata una brutta giornata per la nostra città e per chi siede nell’aula rossa di Tursi.
Un bel ripasso di storia farebbe bene a tutti.

ANPI Genova
9 febbraio 2021

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. RUBANO GASOLIO, ARRESTATI DALLA POLSTRADA DI OVADA.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

FURTO DI GASOLIO: ARRESTATI DALLA POLSTRADA DI OVADA

Gli operatori della Polizia Stradale sella Sottosezione di Ovada, hanno arrestato due autisti di un mezzo pesante che, approfittando della sosta in area di servizio di un loro collega, erano riusciti a trafugare circa 300 litri di carburante mediante la tecnica del travaso diretto da un serbatoio all’altro.

L’episodio criminoso, accaduto nella notte dello scorso 8 febbraio, è stato scoperto da una pattuglia della Sottosezione di Ovada che, intorno alle ore 2,15, durante i servizi di vigilanza stradale per il controllo del territorio ed il contrasto dei reati commessi in ore notturne nelle aree di servizio e di parcheggio, hanno sorpreso i due autisti intenti a trafugare del gasolio dal serbatoio del mezzo di un loro collega parcheggiato nell’area di servizio Marengo nord, sulla bretella autostradale che collega l’Autostrada A/7 con l’Autostrada A/26, nel comune di Novi Ligure (AL).

Gli autori del furto, dopo aver parcheggiato il loro camion parallelamente a quello della vittima, forzavano il tappo del serbatoio servendosi di un “piede di porco” e, successivamente, attraverso una potente pompa di aspirazione appositamente installata ed occultata di fianco al mezzo, si appropriavano dei 300 litri di gasolio, che venivano travasati nel serbatoio del proprio mezzo.

Alla vista della pattuglia, in quel momento impegnata nel controllo del parcheggio retrostante la predetta area di parcheggio in quanto già teatro di analoghi episodi avvenuti negli ultimi tre mesi, i due malfattori interrompevano il furto e, dopo aver raccolto frettolosamente tutta “l’attrezzatura” ed essere saliti sul proprio mezzo, hanno cercato di allontanarsi, venendo però intercettati e fermati dagli Agenti della Stradale, che li hanno poi arrestati per il reato di furto aggravato e violenza sulle cose esposte alla pubblica fede.

Nella cabina di guida del loro autoarticolato venivano trovate due grosse mazze da baseball, sequestrate insieme alla potente pompa di aspirazione utilizzata per aspirare grosse quantità di liquidi in pochissimo tempo.

Il giorno successivo, i due venivano processati per direttissima e condannati dall’Autorità Giudiziaria, con patteggiamento, rispettivamente a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa e a quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa.