Mese: febbraio 2021

ALESSANDRIA. L’IDIOZIA VESTE IL RAZZISMO: BUTTANO A TERRA LE BORSE E INSULTANO LA COMMESSA:”CIAO NEGRA”.

Alessandria: tre giovanissimi affetti da un complesso di inferiorità, frustrati dal sentirsi inutili in un mondo solidale dove il colore della pelle è solo un effetto di luce e una abbondante dose di deficienza, tipica di una certa politica che istiga all’odio, alla violenza verbale e al razzismo, sono entrati in un negozio del centro e dopo aver buttato a terra la merce in vendita sono usciti salutando la commessa con un: “Ciao negra”.

Foto di repertorio del Quotidiano on line scattata in occasione di “Tutti Al Pride” di Alessandria 2018 dove la bellezza, la simpatia e la voglia di vivere, lottare per i diritti di tutti non hanno colore, ma solo empatia umana.

La centralissima corso Roma ad Alessandria protagonista incolpevole di un episodio idiota figlio della deficienza razzista. Un negozio gestito da una ragazza, (ma poi perché qualificarla di colore? Una ragazza e basta), alcuni giorni fa era sola dietro le vetrine e tre idioti, ragazzini minorenne o forse appena maggiorenni, sono entrati nel negozio e bofonchiando tra loro hanno deciso di buttare a terra la merce in vendita, sopratutto borse, e uscendo hanno salutato la commessa con un “ciao negra” che li rende ancora più stupidi di quanto si possa immaginare.

Il signor sindaco di Alessandria chissà se ha qualche esternazione da fare per condannare un episodio vergognoso, generato da cattivi maestri che in nome di qualche voto in più e un pò di consenso elettorale istigano a questi comportamenti, qualche cosa da dire in merito. Signor sindaco di Alessandria pensa che il fenomeno sia da condannare oppure ha intenzione di glissare su atteggiamenti razzisti che inquinano la vita civile e politica della città di Alessandria. Città governata da una coalizione di centro destra, che nel caso in cui decida di non prendere posizione su un episodio così vergognoso vuol dire che: “in alcuni casi sia incline a giustificare, non vedere, girare la testa da un altra parte o sentirsi in dovere di restare indifferente, nei confronti di atteggiamenti arroganti, volgari ed offensivi”.

La ragazza ha postato sul suo profilo Facebook quello che è accaduto. 

“Ieri pomeriggio nel negozio in cui lavoro da poco più di cinque anni entrano tre ragazzini quasi o poco più che maggiorenni, li accolgo, li saluto e ricordo loro di igienizzare le mani prima di toccare i prodotti. Rispondono al saluto, mi guardano di sottecchi bonfonchiano e ridacchiano continuando a guardarmi. Taccio e li fisso mentre si aggirano per il negozio con fare arrogante cogliendo lo sguardo di derisione rivoltomi, nonostante questo ho pensato che potesse non essere così, forse ero prevenuta, quindi mi avvicino con l’intenzione di chiedere se potessi aiutarli, ma prima di avere il tempo di fiatare raggiungono la porta e buttando giù due borse si accomiatano apostrofandomi con un “CIAO NEGRA”. Non dimenticherò mai la sensazione provata in quel momento, un pugno allo stomaco ben assestato da cui cerco di riprendermi urlando un disperato: “Ti ho sentito!” tentando invano di raggiungerli per poter controbattere, ma i vigliacchi si dileguano. Con l’amaro in bocca tiro su le borse che avevano deliberatamente buttato giù quasi come a tirar su i pezzi della mio essere, della mia Persona e della mia dignità che avevano altrettanto deliberatamente calpestato. Non sono solita ad utilizzare Facebook o i social in generale per esporre il mio pensiero, questa volta, però ho pensato potesse essere il giusto mezzo di comunicazione per proporre in maniera puntuale qualche spunto di riflessione:  mi ha profondamente stupito che il comportamento in questione sia avvenuto da persone molto giovani, credevo davvero che per le nuove generazioni lo scoglio del colore della pelle fosse quasi o per lo più estinto. La cosa che più mi affligge è che degli esseri umani, delle persone come me, senza alcun motivo o giustificazione hanno sentito il bisogno di entrare nel luogo in cui lavoro, trattarmi come fenomeno da baraccone e ricordami vigliaccamente che sono neGra;  constato con amarezza la scelta dell’ “insulto”: non mi hanno dato della stronza, non mi hanno mandata affanculo, mi hanno detto “CIAO NEGRA” perché essere neri per gente come loro equivale ad un insulto, perché sei brutto, povero, uno schiavo, INFERIORE. Alla luce di tutto questo, voglio far notare che potrebbe essere più semplice pensare, dire “fregatene, tanto sono dei cretini, degli ignoranti” credendo possa essere di conforto. Non è di consolazione per un cazzo perché è doveroso indignarsi, arrabbiarsi e battersi contro questi episodi anche se isolati. Sono stata educata dai miei genitori ad essere composta, pacata e ordinata perché sono NERA, per dimostrare che noi NERI non siamo solo una massa colorata colma di stereotipi buttati lì, ragione per la quale rivendico il diritto di denunciare, arrabbiarmi e mostrarmi insofferente anche sguaiatamente di fronte a questi tristi accadimenti. Ricordiamoci che le parole sono importanti”.

SAVONA. POLIZIA DI STATO. “…QUESTO NON E’ AMORE” PROGETTO CON LE SCUOLE.

Savona: Progetto con le scuole per “…questo non è amore”

Nell’ambito della Campagna nazionale della Polizia di Stato contro la violenza di genere “…questo non è amore” e in occasione di San Valentino, protettore degli innamorati, la questura di Savona ha promosso, con la collaborazione dell’Ufficio scolastico provinciale e dell’azienda Noberasco, un Progetto che ha coinvolto alcuni istituti scolastici del capoluogo e della provincia.

Gli studenti sono stati invitati a riflettere ed analizzare i comportamenti che, all’interno di una dinamica di coppia, possono essere considerati positivi o negativi.
Ai ragazzi è stato chiesto di scrivere una breve frase o una parola chiave che definisca per loro la parola “amore” e cosa invece non lo è, e sui comportamenti da evitare.

Per l’occasione gli studenti hanno dimostrato una grande sensibilità e disponibilità a partecipare all’iniziativa che ha coinvolto 4 Istituti e circa 40 classi per un totale di un migliaio di studenti.

Tutte le frasi proposte dai ragazzi sono state analizzate da una commissione istituita ad “hoc”, e quelle più significative stampate ed allegate alla confezione di un prodotto di punta dell’azienda Noberasco che sarà distribuito nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa.

Olivia Petillo

ROMA. POLIZIADI STATO. MEDICI E INFERMIERI DELLA POLIZIA VACCINANO GLI OVER80

Roma: medici ed infermieri della Polizia vaccinano gli over80

Il Lazio ha iniziato la campagna di vaccinazione contro il Covid19, riservata ad una fascia particolarmente debole: gli ultraottantenni. le dosi di vaccino a disposizione sono 460 mila e per contribuire a velocizzare la distribuzione del vaccino la Polizia di Stato ha messo a disposizione donne, uomini e mezzi della Direzione centrale di sanità che normalmente si occupano di tutelare la salute degli operatori di Polizia, ma che in questo momento particolarmente difficile sono a disposizione dei cittadini romani.

Capo della Polizia firma il Protocollo con la Regione Lazio

Il protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lazio, Polizia di Stato e Azienda sanitaria locale Roma 2 hanno aperto le porte del Centro vaccinale allestito all’interno della sede del compartimento Polizia stradale di Roma in via Alessandro Magnasco 60.
La sede del compartimento polizia stradale Lazio e della Sezione polizia stradale Roma è il luogo in cui il personale, oltre a supportare medici ed infermieri, provvederà a ritirare i vaccini e ad accogliere tutti coloro che si vaccineranno in quella sede.

All’inizio delle operazioni di vaccinazione hanno partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il direttore centrale di Sanità della Polizia di Stato Fabrizio Ciprani, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, il direttore generale della Asl Roma 2, Flori Degrassi e il direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia.

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in occasione dell’apertura delle postazioni previste per le vaccinazioni ha sottolineato che: “Oggi noi apriamo le nostre strutture alla Asl per andare incontro ad una fetta di popolazione duramente colpita dal Covid19. Ritengo che questo rientri nell’ambito della nostra missione, esserci sempre per essere vicini alla gente, anche con le nostre strutture sanitarie che mettiamo a disposizione per far sì che presto in molti possano vaccinarsi”.

Vaccinazione over80

Nelle dodici postazioni di somministrazione allestite nel centro di via Magnasco è prevista la vaccinazione di 360 persone al giorno, che potranno accedere su prenotazione dalle 9 alle 19.
Le persone, che si presenteranno, saranno accolte e affidate a medici e infermieri della Polizia di Stato che si occuperanno del triage e della somministrazione delle dosi.

FOGGIA. POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI DROGA 15 ARRESTI TRA PUGLIA E LOMBARDIA.

Foggia: fermato traffico di droga, 15 arresti

La Polizia di Stato ha concluso l’operazione “Ultimo avamposto II” che in provincia di Foggia e in Lombardia ha portato all’arresto di 15 persone responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, spaccio e di illecita detenzione di armi da fuoco.

L’inchiesta che ha portato agli arresti effettuati dalla Polizia è il proseguimento dell’omonima operazione con cui, il 20 aprile 2019, la Squadra mobile di Foggia e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato arrestarono 10 persone che avevano costituito una vera e propria joint venture dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
L’organizzazione era composta da pregiudicati di foggia e provincia che riforniva di cocaina un vasto mercato esteso dal Gargano fino al pescarese.
Nella precedente inchiesta era emersa la figura di un cittadino marocchino, regolare nel territorio italiano e residente in provincia di Foggia, che, insieme a due cerignolani, era impegnato a fornire, all’ingrosso, sostanza stupefacente a gruppi criminali del territorio di Manfredonia che a loro volta la spacciavano al minuto.
Le indagini tese ad approfondire tali rapporti hanno portato gli investigatori a far emergere una rete criminale con ramificazioni non solo nella provincia di Foggia, ma anche a Milano, nel napoletano e all’estero, in particolare in Marocco e Spagna dove il cittadino marocchino ordinava grossi quantitativi di hashish, che dal Marocco attraverso la Spagna arrivava a Milano dove veniva stoccata da un altro marocchino regolare in Italia.
L’indagine ha permesso di documentare i viaggi di alcuni indagati mentre si recavano a Milano per testare la sostanza stupefacente.
Se il carico di droga risultava essere di gradimento veniva spedito in provincia di Foggia dove veniva rivenduta in consistenti quantitativi ad esponenti criminali che poi provvedevano a rifornire, al minuto, le varie piazze di spaccio.
I poliziotti hanno quantificato le cessioni di droga per circa 640 chili di hashish e un valore di 4 milioni di euro.
A carico del cittadino marocchino residente in provincia di Foggia, promotore dell’organizzazione, è stato eseguito un sequestro di 105 chili di hashish con contestuale arresto in flagranza.
Nel corso dell’attività, inoltre, sono stati sequestrati anche quasi due chili di marijuana.
 
Durante l’indagine, gli agenti, sapendo di una trattativa per l’acquisto, sul mercato clandestino napoletano, di due revolver, sono riusciti a intercettare i venditori prima che potessero effettuare la consegna.
Nell’occasione furono arrestati due coniugi napoletani trovati in possesso delle armi mentre le trasportavano a bordo di un’auto nella quale viaggiavano insieme ai tre figli, all’epoca tutti minorenni.

All’operazione, hanno anche partecipato poliziotti appartenenti alle Squadre mobili di Milano, Como e Monza Brianza, al Reparto prevenzione crimine “Puglia Settentrionale”, al IX Reparto volo di Bari e unità cinofile della Questura di Bari.

SESTO SAN GIOVANNI. LA PRO SESTO PROSEGUE LA CORSA VERSO IL TITOLO, L’ACF ALESSANDRIA DA SEGNALI DI RIPRESA.

Nonostante il risultato, per l’Acf Alessandria i segnali di ripresa si vedono soprattutto nel primo tempo.

In casa della capolista Pro Sesto le ragazze alessandrine mostrano carattere e rincominciano a sembrare una squadra. Dopo quasi un mese dalla ripresa, il lavoro portato avanti dal Mister Pino Primavera inizia a dare qualche segnale. Ripresa che per ora non ha evitato la sconfitta.

La squadra di Alessandria soprattutto nel primo tempo mostra di nuovo compattezza e riesce a costruire qualche ripartenza, la Pro Sesto però forte dei suoi risultati e della grande qualità messa in campo riesce a bloccare le azioni avversarie e passare in vantaggio alla metà del primo tempo, per poi raddoppiare qualche minuto più tardi. Le squadre vanno a riposo con l’Acf Alessandria che sembra riuscire a tenere botta nonostante il 2 a 0.

Le energie in corpo però sono ancora limitate e nel secondo tempo il grande livello delle padrone di casa viene fuori e in 10 minuti passa dal 2 a 0 al 6 a 0. Complice anche il tocco sfortunato di Chiara Mensi che spedisce la palla nella sua rete dopo il bacio sulla traversa. Prima del fischio finale le grigie subiscono altre due reti e la difesa a tre schierata da mister Primavera per ora rimane ancora troppo fragile, per via anche di una condizione fisica non ottimale, il centrocampo alle volte non riesce a ripartire ma le idee ci sono, mentre lì davanti manca la giocatrice di fisico che ricevi palla e scarichi sulla compagna per puntare alla porta.

Domenica altro test difficile per l’Acf Alessandria, alle Ex casermette arriva il Real Meda, in ottima condizione dopo la vittoria per 3 a 0 sullo Spezia.

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