CRONACA

GOMA(CONGO). L’AMBASCIATORE LUCA ATTANASIO E IL CARABINIERE VITTORIO IACOVACCI UCCISI IN UN AGGUATO.

Fonti della polizia in Congo hanno parlato di un commando composto da sei persone che hanno attaccato il convoglio, ucciso l’autista e infine sequestrati e uccisi l’ambasciatore italiano, Luca Attanasio e il carabiniere, Vittorio Iacovacci.

La notizia del drammatico attentato nella Repubblica Democratica del Congo, in cui rimasti uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci mentre viaggiavano su un convoglio Onu e che secondo fonti di informazione locali sarebbero stati rapiti, portati nella foresta e uccisi da un commando composto da sei persone.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato: “L’Italia è in lutto” e parla di “attacco vile” mentre Luigi Di Maio appresa la notizia ha lasciato Bruxelles per fare ritorno a Roma. 

I veicoli presi di mira dagli attentatori, a nord est di Goma, nella repubblica Democratica del Congo sono stati due entrambi del Programma alimentare mondiale (Wfo). Il rappresentante aggiunto del segretario generale dell’Onu nel Paese, David McLachlan-Karr, ha condannato l’attentato ai veicoli in cui sono rimasti uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e un autista dello stesso Pam.

Il convoglio partito da Goma si stava recando in visita ad un programma di distribuzione di cibo nelle scuole del Wfp a Rutshuru e viaggiava senza la protezione dei caschi blu della missione Onu nel Paese (Monusco), poiché il viaggio era stato autorizzato senza una scorta di sicurezza.

Nell’attacco sono rimaste uccise le tre vittime, l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’ autista, ma altri passeggeri sarebbero rimasti feriti. In una nota il Wfp dichiara che: “Il Wfp lavorerà con le autorità nazionali per determinare i dettagli dietro l’attacco, che è avvenuto su una strada che era stata preventivamente dichiarata sicura per viaggi anche senza scorta”.

Il commando, composto da 6 persone, avrebbe attaccato il convoglio e ucciso l’autista e in seguito condotto gli altri nella foresta e, mentre stavano arrivando delle forze locali in soccorso, avrebbero sparato al carabiniere e all’ambasciatore.

Una pattuglia dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura ed alcuni soldati dell’esercito congolese si sono diretti verso il luogo dell’agguato e da indiscrezioni sembra che quando la pattuglia dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura è entrata in azione gli aggressori abbiano sparato alla guardia del corpo dell’ambasciatore. Un testimone interrogato dalle autorità locali ha affermato che gli assalitori parlavano tra loro in kinyarwanda e si rivolgevano agli ostaggi in swahili.

La polemica scoppiata in seguito all’agguato sarebbe da attribuire al fatto che l’ambasciatore viaggiasse con un veicolo non blindato e secondo quanto riferito da un analista della presidenza congolese, Sam Kalambay, all’agenzia Dire: “sarebbe molto grave: bisognerà verificare le responsabilità di tutti gli attori coinvolti. Le fotografie mostrano vetri infranti, forse a causa dello scambio di colpi d’arma da fuoco seguito all’attacco dei miliziani dopo l’imboscata. 

In quelle zone non si può avere una sola guardia del corpo e con un veicolo che non sia blindato”.Il ministro degli Esteri della Repubblica democratica del Congo, Mari Tumba Nzeza, ha promesso all’Italia che il Governo congolese: “farà di tutto per scoprire chi c’è alla base dello spregevole omicidio.  Il ministro degli Esteri su Twitter: “Una settimana fa era venuto qui, nel mio ufficio, per invitarci a eventi in Italia l’estate prossima. Faccio le condoglianze non solo a mio nome, ma anche a nome del governo congolese al governo italiano per questa perdita immensa”.

Le autorità congolesi privilegiano la pista del gruppo ribelle armato: “Forze democratiche per la liberazione del Ruanda”, Fdlr-Foca, ricordando che nella stessa zona nel 2018 furono rapiti due turisti britannici. Il gruppo è responsabile di una dozzina di attentati terroristici realizzati nel 2009.