ALESSANDRIA

ROMA. LA FANTASIA AL POTERE DAI CAVALIERI AI DRAGHI PASS…SANDO PER FESTE, FESTINI E TAVOLE ROTONDE.

Il governo di Mario Draghi è nato applicando alla lettera il manuale Cencelli dove tutto viene spartito e nulla lasciato al caso.

Con il governo Draghi è iniziata la grande abbuffata di potere condita con 209 miliardi di euro messi a disposizione dalla Ue all’Italia per contrastare la crisi economica seguita alla pandemia da Covid, ma anche per modernizzare il paese, avviare la rivoluzione digitale, riconvertire le industrie fonte di inquinamento ambientale in industrie green, ecologiche che siano in grado di affrontare i temi dei cambiamenti climatici.

Ma qualcuno crede veramente che questa favola verde non diventi invece la fonte di nuove attività speculative, fonte di inquinamento sociale, di corruzione, di nuovo clientelismo e che alla fine i progetti rivoluzionari restino solo tante parole, belle chiacchiere da salotto.

Quello che più salta agli occhi è il ritrovato amore tra le parti politiche in causa, un abbuffata di potere e di poltrone come mai si era visto nella storia italiana dal 1861 in poi.

La lega di Salvini che con un triplo salto carpiato è riuscita a smentire se stesso e gli alleati euroscettici a Bruxelles.

Forza Italia dell’ormai ex cavaliere che ha riproposto e riesumato dall’oblio figure ormai tramontate e destinate al sottoscala che porta in cantina.

Italia Viva che voluto così tanto un esecutivo Draghi con tutti dentro che ne è riamsta esclusa, nessun ministero di peso per Matteo Renzi e i suoi a parte la famiglia per Bonetti.

M5s che nel governo Draghi forti del loro 33% di voti sono stati i veri asfaltati, bastonati, nel nuovo esecutivo con solo 3 ministeri.

Partito Democratico che riesce a raccogliere una buona parte di quanto seminato e porta a casa alcuni ministeri tra i più importanti.

Infine Fratelli d’Italia, ma più che di fratelli bisognerebbe parlare di coltelli, non entrano nel nuovo esecutivo, ma dalle posizioni intransigenti delle scorse settimane e la continua richiesta di elezioni anticipate sono passati a una probabile astensione sulla fiducia, che anche a loro sia venuto quel languorino che più che fame e voglia di qualcosa di dolce.

Fermo restando inalterato il gioco delle tre carte a cui ci hanno abituati l’ex cavaliere e i suoi alleati, che può essere sintetizzato in questo modo: Se il governo funziona i meriti saranno di Berlusconi, impegnato in un lavoro sinergico con gli alleati della Lega e allora l’invito sarà, ovviamente, a votare Cdx perché Berlusconi e Salvini si attribuiranno la paternità di tutti i meriti dell’uscita dalla crisi e dalla pandemia da covid 19. Ma se le cose dovessero andare male, allora, gli elettori troveranno un ottima alternativa in Giorgia Meloni che a gran voce si attribuirà la maternità di non aver partecipato al governo e quindi di non essere responsabile della catastrofe, anzi avanzerà, a maggior ragione, la sua candidatura a leader e salvatrice della patria.

Quindi elettori di Cdx avete ben due alternative: votare Berlusconi e Salvini se le cose vanno bene oppure votare Meloni se vanno male comunque senza affaticarsi troppo e far affaticare il “libero pensiero”.

Per tutti gli altri auguri di più fortuna e per Matteo Renzi, che ha compiuto un vero capolavoro riportando la destra al governo, l’augurio di non riuscire più a mettere piede in parlamento per i prossimi 1000 anni.