ANNUNCI ECONOMICI

CUNEO. G.di F.- OPERAZIONE TRE CUNEI, SMATELLATA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E SEQUESTRI MILIONARI IN ITALIA E SPAGNA.

Cuneo, 22 gennaio 2021

Comando Provinciale Cuneo

La Guardi di Finanza della “Granda” ha sequestrato un lussuoso compendio immobiliare composto da villa e 52 terreni in Albaretto della Torre, in provincia di Cuneo, per un valore complessivo stimato in 5 milioni di euro.

Il sequestro, in esecuzione di una Misura di Prevenzione Patrimoniale emessa dal Tribunale di Torino, che le Fiamme Gialle della “Granda” hanno eseguito, a fine Dicembre 2020,ma è solo “la punta dell’iceberg” di una complessa indagine, di respiro internazionale, diretta dalla Procura della Repubblica di Asti ed eseguita dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo, in coordinamento con l’Ufficio del Procuratore Anticorruzione ed il Giudice istruttore n.6 dell’Audiencia Nacional spagnoli

Le investigazioni iniziate due anni fa, dal Reparto cuneese, sono state orientate ad approfondire informazioni circa un nucleo familiare originario della Provincia di Cuneo che, nel corso degli anni, avrebbe riciclato in Italia proventi milionari di attività illecite nel territorio spagnolo.

I primi sviluppi delle attività d’indagine, eseguite sotto la direzione dell’Ufficio Giudiziario astigiano, aveva fatto emergere che un  soggetto pluripregiudicato, originario di Alba (CN), 77enne, dopo aver subìto in Italia condanne definitive per ricettazione, emissione di assegni a vuoto ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti, fine anni ‘80 si era rifugiato in Spagna ha proseguito le sue attività illecite.

L’uomo a seguito dell’Operazione Malaya, (una sorta di Mani Pulite che ha investito la Costa del Sol) è stato condannato definitivamente per corruzione, consistita nel versamento ad un pubblico amministratore di Marbella di 330 mila euro per ottenere favori nel settore urbanistico.

A suo carico un altro processo dinnanzi ai Giudici di Marbella per frode in danno della p.a. per il quale il Pubblico Ministero ha già chiesto la condanna.

In Spagna G.P. si è avvalso di una vera e propria galassia di Società del settore immobiliare, oltre 40, costituite avvalendosi di numerosi fiduciari e teste di legno, queste ultime per lo più vecchi conoscenti italiani resisi disponibili a prestare nome e firma senza in alcun modo ingerirsi nelle gestioni societarie.

I successivi steps investigativi dei finanzieri hanno accertavano che, nel periodo tra il 2006 ed il 2016, erano stati trasferiti in Italia circa 12 milioni di euro tratti da conti correnti spagnoli intestati allo stesso e a 4 società a lui riconducibili, ma intestati a loro volta alla figlia (oltre 6 milioni di euro) e, in parte, veicolati all’estero (in Svizzera e nuovamente in Spagna) a beneficio di società o su conti correnti riconducibili sempre al 77 enne.

Dati gli sviluppi delle indagini, sbarcate fuori dai confini nazionali, nel 2019 veniva costituita una Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) tra le Autorità giudiziarie di Italia e Spagna, sotto l’egida e con il sostegno di Eurojust (Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale), organismo che assicura il coordinamento e la collaborazione giudiziaria tra le amministrazioni nazionali nelle attività di contrasto del terrorismo e delle forme gravi di criminalità organizzata che interessano più di un paese dell’UE.

La collaborazione inter-istituzionale ha impresso un svolata alle investigazioni e dato una decisiva efficacia e celerità nell’esecuzione dei correlati accertamenti di Polizia Giudiziaria.

Il supporto di Eurojust è consistito anche nella costituzione di un suo Centro di coordinamento per le operazioni poi svolte in territorio spagnolo nel febbraio 2020.

Dalla collaborazione raggiunta nell’ambito della S.I.C. (in inglese Joint Investigation Team – J.I.T.) e grazie anche alle indagini svolte dalle Fiamme Gialle di Cuneo, le autorità spagnole hanno potuto individuare un sodalizio criminale di stampo internazionale operante nella zona della Costa del Sol (Andalusia), dedito alla commissione di diversi reati previsti dalla normativa iberica (corruzione di pubblici ufficiali, traffico di influenze ed evasione fiscale) e di riciclaggio, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori in Italia, composto da soggetti residenti nei due Paesi.

Le attività hanno permesso alla Polizia Giudiziaria Spagnola, su disposizione dell’Ufficio del Procuratore Anticorruzione, di eseguire in Spagna numerosi provvedimenti tra cui 13 arresti, 1 mandato di cattura internazionale, 19 perquisizioni domiciliari, blocco di 106 rapporti bancari, sequestro di 47 immobili ubicati nel territorio della Provincia di Malaga, sequestro di 18 autoveicoli, denaro contante per circa 70 mila euro, monili, orologi di pregio, opere d’arte, quadri, sculture ed arredi per un valore stimato superiore ad un milione e mezzo di euro.

All’esecuzione dei provvedimenti, nell’ambito della c.d. Operazione Tenor, hanno partecipato ufficiali di Polizia Giudiziaria del Reparto cuneese.

In Italia a seguito le indagini delle Fiamme Gialle anche nell’ambito della S.I.C., la Procura della Repubblica di Asti ha presentato al Tribunale Ordinario di Torino – Sezione Misure di Prevenzione – una corposa proposta di sequestro – finalizzata alla confisca – fondata sulla pericolosità sociale del pregiudicato e sulla sproporzione di valore – rispetto al reddito dichiarato – del compendio immobiliare del Cuneese a lui riconducibile ancorché formalmente intestato ai figli.

Il Tribunale ha accolto la proposta di sequestro che le Fiamme Gialle hanno eseguito il 21 dicembre 2020. Contemporaneamente i giudici torinesi hanno fissato, per il 9 febbraio 2021, l’udienza per la discussione, nel contraddittorio con le difese, sulla richiesta di confisca.

Durante le indagini è stata fondamentale la sinergia con l’Ufficio del Procuratore Anticorruzione e le Forze di Polizia spagnole, così come è stato determinante il costante coordinamento di Eurojust, sia al fine di acquisire elementi di comprovata pericolosità “sociale” ed “economica” degli indagati, che per lo sviluppo delle indagini penali volte ad accertare le fattispecie di riciclaggio, compendiate in un parallelo procedimento.

Di particolare rilievo è la misura di prevenzione reale in argomento, non solo per l’elevato apporto tecnico-professionale resosi necessario per la sua formulazione, ma anche in considerazione delle sue non comuni peculiarità.

Infatti, il giudizio sulla pericolosità “sociale” del pregiudicato destinatario della proposta è stata fondata sulle attività delittuose commesse tanto in Italia, negli anni ’80, che in Spagna nel periodo successivo fino ad oggi.

L’operazione svolta valorizza al massimo i poteri di Polizia Economico Finanziaria del Corpo ed utilizza pienamente i penetranti poteri antimafia che lo Stato Italiano ha apprestato a contrasto della Criminalità Organizzata, con particolare riferimento all’aggressione degli illeciti patrimoni, da questa accumulati.