ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. LE AMMINISTRAZIONI DEL MONFERRATO CONTRO IL DEPOSITO DI RIFIUTI RADIOATTIVI.

Una levata di scudi contro il deposito di rifiuti radioattivi all’unisono da tutti i comuni del Monferrato.

Il piano che individua il territorio del basso Monferrato come tra i 70 possibili candidati a ospitare la sito per lo piano per smaltire i rifiuti radioattivi: “Non vogliamo diventare la discarica d’Italia”.

Appena appresa la notizia è stato convocata una riunione urgente tra i sindaci delle zone interessate in provincia di Alessandria per valutare gli effetti della scelta dei territori ad ospitare il sito, che prevede compensazioni contropartite ed effetti del deposito sulla salute delle persone che vivono a ridosso del sito di smaltimento dei rifiuti radioattivi.

I sindaci interessati loro malgrado dalla individuazione della sito hanno chiesto ai rappresentanti parlamentari locali di valutare le conseguenze di una decisione di tale portata. Enzo Daniele, sindaco di Sezzadio,, che ospita una discarica da anni combatte a colpi di sentenze del Tra e del Consiglio di Stato contro il progetto Riccobono a Cascina Borio: “Dobbiamo ancora valutare bene quel documento, ma ho già chiamato i parlamentari del territorio: o ci difendono loro o diventiamo la discarica d’Italia”.

Il sindaco prosegue che: “Qui bisogna decidere se vogliamo diventare il bidone dell’immondizia italiano, ma questo lo possono decidere enti superiori ai Comuni, la Provincia, la Regione e i parlamentari”. “Siamo terreno ricco di cave e future cave, qui a Sezzadio si stanno facendo tante cave che sono buchi per buttarci dentro qualcosa. Ne ho una proprio sotto casa mia”.

I sindaci dei paesi interessati hanno telefonato, ognuno, al partito di riferimento mentre il 7 gennaio saranno collegati con la Provincia di Alessandria per capire come affrontare la situazione sulla individuazione dei siti che potrebbero ospitare lo stoccaggio di rifiuti radioattivi pur nella eventualità che preveda oneri di compensazione.

Il sindaco di Quargnento, Paola Porzio, si è dichiarata: “Sconfortata e sorpresa, analizzeremo tutte e le carte e faremo tutto il necessario per tutelare il territorio. L’analisi dei documenti è prioritaria per Francesco Gazzaniga, sindaco di Bosco Marengo, che ospita un sito nucleare: “Abbiamo qui un deposito temporaneo, bonificato, il Piemonte è sede di quattro centrali. Era quasi scontato che si arrivasse a questo, si deve essere sicuri che un sito unico non sia un pericolo ulteriore: voglio leggere i documenti”.