Mese: dicembre 2020

NAPOLI. ARRESTATO ANTONIO DI MARTINO, RICERCATO DA 2 ANNI.

Catturato il latitante Antonio Di Martino: era ricercato da due anni

Il latitante Antonio Di martino è stato arrestato dopo 2 anni di latitanza dai poliziotti della Squadra mobile di Napoli, in collaborazione con i colleghi del commissariato di Castellammare di Stabia, l’ausilio del personale del Nucleo operativo centrale di sicurezza (Nocs) e ai militari del Gruppo esplorazione aeromarittima della Guardia di Finanza, ricercato dal 2018 per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’uomo è stato rintracciato a Gragnano, comune italiano della città metropolitana di Napoli, nascosto non troppo lontano dalla sua abitazione e dal centro di quello che è il cuore dei suoi affari. 

Di Martino è considerato un capo dell’omonima organizzazione criminale, che controlla i traffici illeciti nel territorio a ridosso dei Monti Lattari, nei comuni di Gragnano, Pimonte e Castellammare di Stabia in provincia di Napoli.

Il ricercato in passato è sfuggito a molti tentativi di cattura: nel 2013 si diede alla fuga dopo aver violentemente aggredito una pattuglia dei Carabinieri che lo aveva fermato per un controllo.

Nel 2015, intercettato da una pattuglia della Polizia stradale, riuscì a fuggire dopo essersi lanciato nel vuoto da un cavalcavia dell’autostrada A16.

Nel 2018 si è sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare per cui è latitante, gettandosi nell’area boschiva.

Le indagini dei poliziotti della Squadra mobile hanno stabilito che l’uomo ritornava saltuariamente presso le abitazioni del suo nucleo familiare nel comune di Gragnano.

Luoghi in cui l’intervento delle forze dell’ordine è stato particolarmente difficoltoso a causa della fitta boscaglia, della presenza di cancelli agli ingressi, di cani di grossa taglia e sistemi di videosorveglianza, ma che non hanno impedito agli agenti di arrestare il ricercato.

Il latitante ha tentato nuovamente la fuga nascondendosi nell’area boschiva, adiacente all’abitazione, dove è stato rintracciato durante la perlustrazione effettuata con l’ausilio di droni.  

Il personale della Polizia di Stato per la cattura del latitante è stato imbarcato sul velivolo ATR del Gruppo esplorazione aeromarittima della Guardia di finanza da dove, utilizzando la strumentazione tecnologica di bordo, è stato possibile contribuire al coordinamento dell’attività della Squadra mobile.

MILANO. SALVINI DOPO LA GAFFE DELLA CLOCHARD A NATALE ATTACCA IL SINDACO SALA SUL CAOS NEVE A MILANO.

Il caos, il maltempo e la caduti di alberi a Milano è l’ennesimo motivo, il nuovo fronte aperto da Salvini per polemizzare con il Sindaco di Milano che non le manda a dire: Salvini: “Il sindaco non segue le previsioni meteo”

Beppe Sala: “Chi come me lavora da una vita è abituato a seguire le cose e poi ad agire. Chi come lui non ha mai lavorato è abituato più che altro a usare la tastiera e a fare grandi proclami”.

La nevicata di questa notte è il motivo di un botta e risposta tra il leader della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Milano Beppe Sala accusato di essere impreparato per affrontare la nevicata di questa notte.

All’attacco dell’opposizione all’amministrazione comunale guidata da Beppe Sala ha fatto eco Salvini che ha puntato il dito contro quella che secondo un proprio personalissimo metro di giudizio sarebbe stata la cattiva gestione e i disagi causati dalla mancanza di mezzo spargisale.

La risposta del sindaco sala non si è fatta attendere: “Chi come me lavora da una vita è abituato a seguire le cose e poi ad agire. Chi come lui non ha mai lavorato è abituato più che altro a usare la tastiera e a fare grandi proclami”.

La città di Milano sarebbe stata impreparata all’arrivo della neve?

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato che l’organizzazione del Comune non è stata impeccabile e nonostante l’annuncio da parte degli esperti meteo sia giunto già da qualche giorno, Milano si è ritrovata a dover affrontare numerosi disagi alla circolazione e diversi feriti a causa della caduta degli alberi.

In un tweet Salvini ha attaccato direttamente il sindaco di Milano Beppe Sala: “A Milano tram bloccati, strade con 20 centimetri di neve e caos, nevicata annunciata da giorni, Sala non segue le previsioni del tempo? “.

Sala: Salvini non è abituato a lavorare ma solo a usare la tastiera

Un attacco diretto contro il sindaco che ha risposto con un post su Facebook: “Vorrei rassicurare il Sen. Salvini che vede una città “nel caos” e si chiede “se seguo le previsioni del tempo”. Le seguo, certo, e seguo anche il lavoro di chi è sulla strada cercando di fare il possibile, d’altro canto chi come me lavora da una vita è abituato a seguire le cose e poi ad agire. Chi come lui non ha mai lavorato è abituato più che altro a usare la tastiera e a fare grandi proclami. Personalità e modi di essere diversi. Per fortuna dei milanesi, così potranno fra pochi mesi scegliere chi è più credibile per prendersi cura di Milano. Specifico che abbiamo fuori tutti i mezzi disponibili e che c’è tanta gente che in ufficio o all’aperto sta lavorando per la città.

Ma il sindaco della Milano paralizzata per la neve, delle strade impraticabili e la circolazione in tilt è stato oggetto di aspre critiche dall’opposizione che ha puntato il dito contro la mancanza di mezzi spargisale che potessero mettere in sicurezza le strade della Città e accusato l’amministrazione comunale di essersi fatta trovare impreparata, nonostante la nevicata fosse annunciata da giorni.

L’attacco del consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro De Chirico:”Milano è completamente paralizzata. I mezzi spargisale di Amsa non si vedono e nemmeno l’ombra degli spalatori. È davvero incredibile come il Comune cerchi di scaricare sugli amministratori condominiali la responsabilità di spalare la neve sui marciapiedi di periferia”.

La leghista Silvia Sardone: “Il piano anti neve del Comune di Milano è stato un flop assurdo. Sono centinaia le segnalazioni di strade sommerse dalla neve o di mancati passaggi dei mezzi spargisale. Il Sindaco Sala sui social è sommerso dalle critiche e risponde pure stizzito a chi gli fa notare i disservizi”.

SASSARI. VIGILE DEL FUOCO FOLGORATO DA UNA SCARICA DI 15.000 VOLT.

Un altra vittima della strage bianca del lavoro a Nulvi un piccolo paese in provincia di Sassari, muore folgorato vigile del fuoco durante intervento su un cavo dell’alta tensione a causa del maltempo.

Il vice-caposquadra, 54 anni, era sceso dal mezzo dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza un cavo elettrico penzolante dopo essere stato staccato dal vento, ma all’improvviso il cavo ha travolto il vigile uccidendolo con una scarica di 15.000 volt. Immediato il cordoglio di Mattarella e Lamorgese appena giunta la notizia del drammatico incidente.

La tragedia a Nulvi, un piccolo comune di 3 mila abitanti in provincia di Sassari, dove un vigile del fuoco, Tonello Scanu, 54 anni, originario del vicino paese di Ossi, è rimasto folgorato mentre era sul lavoro da una scarica di corrente elettrica.

Video di repertorio del Quotidiano on line sull’attività educativa rivolta ai ragazzi dei vigili del fuoco.

Tonello Scanu era vice-caposquadra dei vigili in servizio presso il comando provinciale di Sassari ed è morto in un incidente, alle 9 di questa mattina, durante un intervento di messa in sicurezza di un cavo dell’alta tensione in località “Pala ‘e colora”. Il cavo si era staccato dal palo a causa del maltempo e del forte vento. Durante le fasi di messa in sicurezza del cavo al palo delle linee elettriche il vigile è stato improvvisamente investito dal cavo che lo ha folgorato uccidendolo sul posto.

La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto una inchiesta, affidata ai carabinieri, per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente mentre una inchiesta interna dei vigili del fuoco produrrà una relazione sugli aspetti tecnici dell’intervento che hanno portato all’infortunio mortale.

In lutto il Corpo nazionale dei vigili del fuoco che in un post ha espresso il cordoglio alla famiglia del vigile, alla moglie e ai figli. In un post su Twitter i colleghi hanno scritto: “Durante intervento per la messa in sicurezza di un palo pericolante della linea elettrica, a Nulvi in provincia di Sassari, è deceduto un vigile del fuoco. Sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause del drammatico incidente”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto sulla ennesima morte bianca con un messaggio inviato al Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco e : “Con profonda tristezza ho appreso la notizia dell’incidente nel quale, durante un intervento operativo in provincia di Sassari, ha perso la vita il Vigile del Fuoco Coordinatore Tonello Scanu, il prefetto Laura Lega: “Nell’esprimere a lei e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco la mia solidale vicinanza in questo doloroso momento, la prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio”.

La ministra dell’Interno, Lamorgese, ha espresso il proprio cordoglio per la morte del vigile del fuoco.

Il capo del dipartimento, Angelo Borrelli, nel porgere le più sentite condoglianze ai familiari per la grave perdita: “rinnova la stima e la gratitudine per tutti coloro che quotidianamente contribuiscono alla tutela del territorio e soprattutto alla salvaguardia di vite umane anche a rischio della propria”.

ALESSANDRIA. CAPODANNO 2021, #FESTEGGIAINSICUREZZA.

A capodanno #festeggiainsicurezza

Salutare il vecchio anno e accogliere quello nuovo con i fuochi d’artificio e le feste in piazza è una tradizione radicata nelle culture mondiali, da Sidney a Roma da New York a Berlino, Parigi e Londra si ripete tutti gli anni augurandosi un inizio migliore di quanto fatto l’anno appena trascorso.

La tradizione tutta italiana, di salutare la fine dell’anno vecchio e l’arrivo di quello nuovo, con materiali esplodenti nelle strade che possono essere molto divertenti, ma altrettanto pericolosi se maneggiati da persone inesperti o peggio da minori.

I “botti di capodanno” possono divertire e far divertire su fatti in sicurezza e se sono stati acquistati legalmente con la marcatura CE che garantisce la qualità e risponde ai requisiti di sicurezza, salute e protezione ambientale imposti dalla Ue. L’etichetta deve riportare gli estremi del provvedimento del ministero dell’Interno che ne autorizza il commercio, il nome del prodotto, la ditta produttrice, il Paese di produzione e l’importatore, la categoria, le principali caratteristiche costruttive e una descrizione chiara e completa delle modalità d’uso.

La Polizia di Stato vuole ricordare quanto sia importante che i giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita vanno sempre utilizzati con la massima cautela, seguendo le istruzioni allegate e sempre nel rispetto delle eventuali ordinanze dei sindaci che in molte città italiane limitano o vietano l’utilizzo dei fuochi artificiali.

Botti illegali sequestrati

Il capodanno rappresenta, però anche un business che ogni anno immette nel mercato tonnellate di botti prodotti illegalmente, venduti abusivamente da ambulanti e negozianti senza scrupoli, che rappresentano un pericolo per la salute di coloro che li utilizzano o che si trovano nelle immediate vicinanze.

La Polizia di Stato è in prima linea anche per la prevenzione dei reati connessi alla vendita dei botti illegali, ogni anno intercetta e sequestra tonnellate di prodotti destinati al mercato clandestino.

A Cagliari i poliziotti della Squadra mobile hanno sequestrato un arsenale illegale pronto per festeggiare il Capodanno:  382 chili di materiale come i micidiali candelotti esplodenti Ak47, batterie pirotecniche e fuochi d’artificio vari.

La Squadra amministrativa della questura di Crotone ha bloccato 70 chili di fuochi illegali: blister esplodenti Sandokan, Japanese garden, Bengala scoppiettante, petardi Bomber lieto, Puma e Tom mix Alessi oltre ai tubi da lancio.

Botti illegali sequestratiA Roma, gli agenti del commissariato di Fiumicino hanno sequestrato 180 Kg di materiale pirotecnico sugli scaffali di un negozio che avrebbe potuto averne non più di 50 Kg e nel vicino magazzino, insieme a materiale infiammabile, ne stoccava altri 300 Kg pronti pronti per la vendita al dettaglio anche a minorenni.

A Palermo i poliziotti del commissariato Brancaccio, in collaborazione con quelli del Nucleo Artificieri e Antisabotaggio della Questura, nel corso di due operazioni hanno sequestrato circa 150 Kg di artifici pirotecnici artigianali pronti per essere smistati alle rivendite illegali.

A Taranto i Falchi della Squadra mobile hanno intercettato e sequestrato 800 botti illegali, per un totale di circa 40 Kg, in possesso di un pregiudicato insieme a droga e armi.

Vibo Valentia durante i numerosi controlli negli esercizi commerciali che vendono materiale pirotecnico, gli agenti della Squadra amministrativa, in un esercizio commerciale, hanno riscontrato la mancanza della licenza necessaria per la vendita e il mancato rispetto delle normativa relativa alla detenzione e custodia del materiale esplodente.

I 365 Kg di giochi pirotecnici sequestrati nell’esercizio commerciale sono stati distrutti con la collaborazione del Nucleo regionale artificieri della questura di Catanzaro.

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