Mese: dicembre 2020

ALESSANDRIA. LE NOVITA’ “COSAP” PER AMBULANTI E DEHORS APPROVATE DALLA GIUNTA COMUNALE.

Alessandria, 7 dicembre 2020
COMUNICATO STAMPA

La Giunta Comunale, nella seduta del 3 dicembre, ha approvato un provvedimento nell’ambito della manovra AL-VIA, per interventi sulle entrate tributarie ed extratributarie per il rilancio economico della Città.

Video di repertorio riapertura attività commerciali.


L’atto, che viene ora sottoposto al vaglio del Consiglio comunale, prevede di allineare per quel che concerne il Canone di Occupazione Suolo Pubblico (COSAP), le misure previste per i ristoranti e gli esercizi pubblici anche agli ambulanti dei mercati, compresi gli ‘spuntisti’ (ambulanti che non beneficiano di posto fisso).
La manovra AL-VIA, approvata nello scorso maggio 2020, infatti, prevedeva che per i mesi di marzo ed aprile, ritenuti cruciali nell’emergenza sanitaria, venisse effettuato un esonero dal pagamento della COSAP per i titolari di licenze di commercio ambulante e per i concessionari di dehors.
La legge di conversione del cd. ‘Decreto Agosto’, n. 126 del 13.10.2020 ha stabilito l’esonero della COSAP per ristoranti e dehors fino al 31 dicembre 2020, mantenendo, invece, per gli ambulanti la deroga solo fino al 15 ottobre.
Con questo provvedimento, la Giunta comunale ha inteso allineare le misure per entrambe le categorie, estendendo per gli ambulanti, compresi gli spuntisti, una deroga fino al 31 dicembre 2020.
“La griglia di provvedimenti che abbiamo adottato con la manovra AL-VIA vuole essere un aiuto tangibile a quanti hanno sofferto per via della emergenza sanitaria in atto – ha spiegato l’assessore alle Finanze, Cinzia Lumiera -.

Dal momento il ‘Decreto Agosto’ ha riassorbito quanto di nostra iniziativa avevamo già messo in campo per aiutare concretamente le nostre attività commerciali, abbiamo voluto andare oltre, estendendo le misure ad una categoria economica non ricompresa nella attuale normativa e che, analogamente, meritava di essere agevolata.

Per questa ragione ci siamo impegnati con risorse proprie del Comune di Alessandria, impegnando circa 72.000€: 32.000€ per gli spuntisti per il periodo 1 marzo- 31 dicembre e 40.000€ per gli ambulanti per il periodo compreso fra il 16 ottobre e il 31 dicembre”.

“Il Decreto Governativo di Agosto non ha fatto chiarezza sulle tipologie che potevano essere esenti dal pagamento del plateatico, non specificando con chiarezza quale categorie di ambulanti ne potessero beneficiare: solo i titolari di posto fisso o anche gli spuntisti, per intenderci – ha continuato l’assessore al Commercio, Mattia Roggero –.

Con il piano AL-VIA che è stato redatto prima del Decreto Agosto, era stata prevista l’esenzione dal 1 marzo al 1 maggio per gli ambulanti, titolari di licenza fissa.

Le risorse stanziate non sono state utilizzate perché la nostra manovra è stata riassorbita dal medesimo decreto per il periodo dal 1 marzo al 15 ottobre.

Le richieste degli ambulanti, emerse nel corso del periodo, anche in particolare durante le manifestazioni di piazza in cui siamo stati presenti, ci hanno portato ad adottare questa delibera che, di fatto, amplia i margini della nostra precedente manovra, esentando anche gli spuntisti dal pagamento del plateatico e posticipando il periodo di esenzione dal 15 ottobre al 31 dicembre, allineandole a quelle previste per le altre categorie”.

“Si tratta di una ulteriore agevolazione che abbiamo messo in campo per sostenere l’economia locale e nella fattispecie il commercio ambulante, andando a portare avanti una delle richieste che loro stessi, tramite le loro associazioni di categoria, hanno fatto al Governo – concludono gli assessori Lumiera e Roggero -.

Ci auguriamo che il Governo vada nella nostra stessa direzione a sostegno di questa categoria che per effetto dei vari Decreti governativi che si sono susseguiti è stata particolarmente colpita”.

ALESSANDRIA. “BORSE DELLA SPESA” PER I PIU’ FRAGILI DONATE ALLA CARITAS DAI LIONS ALESSANDRINI.

Dai Lions alessandrini, “borse della spesa” per i più fragili


Venerdì 4 dicembre, i volontari della Protezione Civile hanno consegnato, nel cortile della Caritas, in via delle Orfanelle, il primo carico di “borse della spesa” che saranno donate alle famiglie bisognose che vivono in città.
Ogni confezione, del valore di circa 30 euro ciascuna, contiene generi alimentari di prima necessità come pasta, latte, biscotti, zucchero, the, salsa di pomodoro, legumi, tonno e un biglietto natalizio: “Tanti auguri di buone feste dai Lions Alessandrini”.


L’iniziativa – che donerà ai più fragili un totale di 220 pacchi alimentari – è, infatti, promossa da Lions Club Alessandria Host e Lions Club Alessandria Marengo e rientra in un articolato progetto di contrasto alla povertà.
“Un altro prezioso sostegno che riceviamo dai Lions alessandrini – ha detto Giampaolo Mortara, direttore di Caritas Alessandria – In questi mesi di grave crisi generata dalla pandemia da Covid-19, i Lions hanno aiutato la comunità alessandrina donando, tramite la Caritas, 150 pacchi alimentari, nel maggio scorso, e una cargo-bike, che ha reso più efficiente l’attività di contrasto allo spreco alimentare”.

“È nel DNA dei Lions dare un aiuto alle necessità della popolazione e soprattutto dei cittadini meno fortunati – affermano Marina Garbarino e Silvio Bolloli, rispettivamente presidenti del Lions Alessandria Host e del Lions Alessandria Marengo -.

Questo è stato un anno particolarmente difficile e, con l’approssimarsi delle festività natalizie, i nostri Club hanno deciso di unire le forze e adoperarsi ancora una volta in favore delle famiglie più bisognose. Nei prossimi giorni distribuiremo 220 pacchi alimentari che vanno ad aggiungersi agli oltre 500 che sono stati consegnati nei mesi scorsi.

La sinergia con Caritas, San Vincenzo e Cissaca per noi Lions è fondamentale in quanto ci permette di raggiungere tante persone che hanno gravi problemi economici e contribuire a rendere il loro Natale più sereno. Un ringraziamento particolare va, inoltre, e ai volontari della Protezione Civile di Alessandria che anche in questa occasione si sono prestati ad effettuare il trasporto delle borse”.

BOLZANO. COMBATTE’ E SCONFISSE IL NAZIFASCISMO. IL COVID HA UCCISO LA PARTIGIANA LIDIA MENAPACE.

Lidia Menapace, una figura straordinaria che seppe combattere e sconfiggere il nazifascismo, non ce l’ha fatta contro il Covid-19 ed è morta all’età di 96 anni dopo il ricovero in ospedale.

Lidia Menapace era stata ricoverata per Covid nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Bolzano, dove è deceduta alle ore 3.10. A darne la notizia l’Ansa che ha appreso la notizia dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.

Lidia Menapace, originaria di Novara, Lidia Brisca, era stata staffetta partigiana, impegnandosi nel dopoguerra nei movimenti cattolici. Insegnante all’Università Cattolica di Milano dopo il matrimonio con il medico Nene Menapace si era trasferita in Alto Adige.

Nel 1964 fu la prima donna eletta, tra le fila della Democrazia Cristiana, nel consiglio provinciale di Bolzano e a far parte della Giunta bolzanina.

Nel 1973 fu tra le promotrici del movimento Cristiani per il Socialismo, dopo quell’esperienza simpatizzò per Rifondazione Comunista, che la candidò e fece eleggere al Senato nel 2006, ricoprendo la carica di presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito.

Dall’aprile 2011faceva parte del Comitato Nazionale dell’ANPI.

Lidia Menapace ha rappresentato l’Italia migliore, ha vissuto con intensità la stagione delle battaglie politiche, voce storica del femminismo e del pacifismo, ed è stata una protagonista del Novecento italiano.

La storia politica della partigiana Menapace inizia in Val d’Ossola dove opera come staffetta partigiana. Nel dopo guera si impegnata nei movimenti cattolici. Fu la prima donna eletta nel Consiglio provinciale di Bolzano. Fu una attivista della Democrazia Cristiana, simpatizzante del Partito comunista e sostenitrice dell’incontro tra cattolici e marxisti.

Lidia Menapace fu anche tra i fondatori di “Il manifesto” e del movimento Cristiani per il Socialismo, esponente del Pdup e infine senatrice di Rifondazione comunista nei primi anni del secolo XXI.

Lidia Brisca, nacque a Novara il 3 aprile 1924, combatte contro il nazifascismo non riuscì ad ucciderla e che sconfisse con migliaia di altre donne protagoniste della Resistenza..

Lidia amava autodefinirsi come una madre che è una ragazza emancipata d’inizio Novecento e suo padre un geometra illuminista inconsapevole portava le figlie bambine a visitare città d’arte.

la giovanissima Lidia, nome di battaglia “Bruna”, ha partecipato alla Resistenza partigiana come staffetta ottenendo il grado di sottotenente che rifiuterà nel dopoguerra, assieme al riconoscimento economico: “Non ho fatto la guerra come militare e ciò che ho fatto non è monetizzabile”.

Lidia laureata a soli 21 anni con il massimo dei voti in letteratura italiana all’Università Cattolica di Milano si impegna nei movimenti cattolici, in particolare nella Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), e successivamente nella Democrazia Cristiana.

Gianfranco Pagliarulo ha voluto affidare a Facebook il messaggio di addio dell’Anpi a una delle protagoniste delle pagine più buie del nostro paese e del mondo intero, ma che ha saputo sconfiggere per restituire la libertà al paese intero: “È un lutto per l’Anpi, è un lutto per il Paese. Ciao Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell’uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell’umanità. Resterai nella coscienza e nell’impegno di tutte e tutti noi”.

LATINA. POLIZIA DI STATO. RAPINE,SPACCIO ED ESTORSIONE CON METODO MAFIOSO.

Latina: estorsioni e spaccio di droga, cinque arresti

operazioneUna nuova operazione è stata condotta dalle Squadre mobili di Latina e Roma, dal Servizio centrale operativo, in collaborazione con i Reparti prevenzione crimine contro 5 persone imparentate con il clan Di Silvio per violenza privata, rapina ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’indagine condotta dalla Squadra mobile di Latina per confermare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Gli indagati, tranne uno, sono tutti uniti da legami di parentela con la famiglia Di Silvio, gruppo di etnia Rom protagonista di gravissimi episodi criminali quali gambizzazioni, tentati omicidi ed atti intimidatori di vario genere.

I poliziotti hanno documentato come gli indagati imponessero il “pizzo” e la protezione sia ad attività commerciali che a privati, praticando un metodo collaudato, tipicamente mafioso, in cui si minacciavano le vittime e facendo riferimento esplicito al clan di appartenenza.

Il controllo del territorio gli permetteva l’assoggettamento delle vittime tanto da poter agire in un contesto di omertà anche a fronte di pressanti richieste.

In un episodio uno degli arrestati, dopo aver appreso di una lite condominiale degenerata nell’aggressione di alcuni pregiudicati ai danni di una famiglia ospite in un quartiere popolare di Latina, ha offerto a quest’ultima la “protezione”, costringendola a pagare 400 euro in contanti.

A settembre 2019, in pieno centro storico della città pontina, gli indagati hanno simulato un incidente stradale, accusando falsamente un giovane di averli investiti con la propria auto.

Minacciando la vittima con toni perentori ed intimidatori, gli hanno proposto di risolvere la questione pagando una somma di denaro.

La consegna del denaro è avvenuta quella stessa notte nel quartiere Campo Boario, roccaforte delle famiglie Rom, da parte dei genitori del ragazzo.

Gli investigatori nel corso dell’indagine hanno ricostruito una serie di altri episodi criminosi messi in atto dai componenti dei Di Silvio, con la complicità dell’unico malvivente non legato a loro da parentela, finalizzati ad estendere l’attività estorsiva ai danni di vari locali, e quella di spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nella zona cosiddetta dei pub di Latina.

SIRACUSA. POLIZIA DI STATO. IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, DA SIRACUSA A VENTIMIGLIA FERMATE 19 PERSONE.

Siracusa: Dalla Turchia passando per la Grecia attraverso la rotta Mediterranea orientale a Siracusa per poi proseguire per Bari, Torino, Milano e Ventimiglia. Operazione contro l’immigrazione clandestina, 19 indagati.

Una vasta operazione contro una associazione criminale specializzata nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è stata eseguita dalle  Squadre mobili di Siracusa, Bari, Imperia, Torino e Milano, coordinate dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine.

Nelle città di Bari, Milano, Torino e Ventimiglia (Imperia), i poliziotti hanno fermato 19 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Gli investigatori hanno fatto luce su una banda di malviventi collegati con gruppi criminali presenti in Turchia e Grecia che, a loro volta, agevolavano i migranti nel percorso verso la Francia e il Nord Europa attraverso la rotta orientale che passa per l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e l’Italia.

L’indagine della Polizia è partita e si è sviluppata nel 2018 dopo aver notato che alcuni sbarchi avvenuti nella provincia di Siracusa, tutti con migranti provenienti dalla rotta del Mediterraneo Orientale, erano stati organizzati da un gruppo criminale composto elementi curdo-iracheni, afgani e italiani per favorire l’ingresso illegale di migranti in Italia e da qui in altri Paesi europei.

In più occasioni sono riusciti a far regolarizzare sul territorio nazionale numerosi cittadini stranieri privi dei requisiti di legge, falsificando contratti di lavoro e altra documentazione necessaria ad ottenere il permesso di soggiorno.

L’organizzazione, che poteva contare su un’ampia disponibilità di denaro, acquistava imbarcazioni, generalmente a vela, reclutava skipper, scafisti che venivano remunerati con circa mille dollari per ogni traversata, in grado di arrivare sulla costa siracusana.

La rete criminale era strutturata come un vero e proprio network di cellule indipendenti tra di loro, operanti nelle città di Bari, Torino, Milano e Ventimiglia, ma tutte direttamente collegate ad una centrale fuori dal territorio italiano.

Il gruppo di Bari si occupava di fornire accoglienza ai migranti in abitazioni messe a disposizione da titolari di agenzie immobiliari, di procurare i documenti giustificativi per il rilascio dei permessi di soggiorno e per il rinnovo di quello già in possesso di altri stranieri già presenti sul territorio europeo.

Dalla città pugliese i migranti venivano trasferiti a Torino e Milano per essere successivamente portati a Ventimiglia, dove operava l’altro gruppo, più numeroso.

A Ventimiglia la cellula, composta da pakistani e afghani, si occupava di trasportare nottetempo gli extracomunitari in Francia a bordo di autoveicoli e furgoni e, una volta raggiunta la destinazione finale, di segnalare la circostanza per ottenere il pagamento pattuito da parte delle famiglie dei migranti.

Il pagamento, circa seimila euro a persona per l’intero viaggio, veniva effettuato in diverse modalità come il versamento in punti di raccolta in Turchia o attraverso sistemi di money transfer.

Durante l’operazione gli agenti hanno sequestrato 17 telefoni cellulari, principale strumento utilizzato dagli indagati per le attività illecite, quattro computer portatili, documenti vari e circa 25 mila euro in contanti.