Mese: dicembre 2020

TORINO. VIGILIA DELLA WOMEN’S CHAMPIONS LEAGUE, LA JUVENTUS A VINOVO ED IL LIONE ALLO STADIUM.

A meno di 24 ore dal fischio d’inizio le squadre si allenano con il sorriso.

Foto Andrea Amato – PhotoAgency

Il grande giorno per la Juventus sta arrivando, il debutto in Women’s Champions League le pone difronte le regine d’Europa del Lione. Da una parte Sara Gama, vicepresidente dell’associazione italiana calciatori e capitano della nazionale e della stessa Juventus. Dall’altra Wendie Renard, Capitana delle leonesse e della nazionale francese. Due atlete e due squadre pronte a confermarsi sia a livello nazionale che internazionale. Per la Juventus la sfida più difficile.

Le società si sono già confrontate quest’estate durante il torneo di pre-campionato giocato proprio in casa delle regine d’Europa. In quel caso le bianconere uscirono sconfitte per 4 a 1 non sfigurando affatto. Il torneo lo concluse poi in seconda posizione dietro alle padrone di casa. Domani però in palio c’è molto di più, un metà biglietto per la fase successiva della champions league in rosa.

La vigilia della partita si è divisa in due parti, al mattino la Juventus si è ritrovata a Vinovo per l’ultimo allenamento, mentre al pomeriggio presso lo Juventus Stadium, sede della gara di domani, ad allenarsi sono state le ospiti di Lione. Entrambe le squadre si sono allenate in un clima sereno, con molti sorrisi e spensieratezza.

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ROMA. PATRIMONIALE NO DOCET. LA DISCUSSIONE SU PRESEPI E IBERNAZIONI, MA NON DELLA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA E SOCIALE.

La legge di Bilancio in arrivo sul tavolo delle commissioni prima e parlamento poi contemplerà tutto, ma proprio tutto, presepe e ibernazione umana, ma non l’unico provvedimento che potrebbe ridurre la forbice delle disuguaglianze sociale: “la patrimoniale”.

La proposta dei deputati Orfini (Pd) e Fratoianni (Leu) di inserire l’imposta sulle grandi ricchezze, che già esiste in tutta Europa, in legge di Bilancio è stata accolta da un coro di critiche da entrambi gli schieramenti politici.

La patrimoniale non è stata bocciata solo partiti dell’opposizione, ma anche dai leader della maggioranza.

Momento inopportuno per parlare di patrimoniale, un furto ai danni dei ricchi urlano i leader politici di destra, da Salvini a Meloni, ma anche in casa gli azionisti di governo non scherzano.

Alla camera, spulciando gli emendamenti alla manovra, è possibile constatare come si stia discutendo di tutto, anche delle cose inutili che servono solo a far perdere tempo e soldi, ma per la patrimoniale non è tempo, non è il momento e neppure il luogo dove mettere a rischio gli interessi, poco, legittimi di chi ha tanto e contribuisce in misura minima al bilancio dello stato.

Il Parlamento argomentando, che i ricchi non si toccano, ha fatto terra bruciata attorno all’idea della patrimoniale proposta dai deputati Matteo Orfini (Pd) e Nicola Fratoianni (Leu).

La Camera che discuterà di ibernazione umana e tutela delle abbazie Benedettine ha impallinato l’emendamento alla legge di Bilancio per istituire un’imposta temporanea sui grandi patrimoni.

Nel momento in cui la pandemia Covid provoca morti, dolore, ricoveri, emergenze e allarga in maniera esponenziale, come mai accaduto negli ultimi decenni, le diseguaglianze economiche e sociali per la nostra politica non è una priorità tentare la ridistribuire la ricchezza.

La nostra politica non reputa che il mezzo giusto per farlo sia la manovra, anche se è con questo strumento che lo Stato decide dove prendere i soldi e come spenderli.

Il ragionamento per capire i motivi per cui i nostri politici non ritengono che la legge di bilancio non sia lo strumento per imporre una patrimoniale temporanea sta nel passaggio alle commissioni prima che in Parlamento per l’approvazione della legge di Bilancio.

La manovra una volta varata dal governo arriva all’esame delle commissioni della Camera dove ogni parlamentare può avanzare le sue proposte di modifica, quest’anno sono in cantiere circa 7 mila emendamenti alla legge finanziaria.

Ogni gruppo politico presenta gli emendamenti da mettere in discussione e votare.

I “segnalati” sono le uniche proposte di modifica che potrebbero avere qualche chance di passare dalla carta alla realtà.

Le priorità dei partiti, spulciando tra gli emendamenti “segnalati”, sono le proposte sui grandi temi emersi durante i mesi della pandemia: la sanità, la scuola, le reti.

Le richieste di sostegno e ristoro per diversi settori e lavoratori sono tra i temi più appetibili dalle commissioni e nessuna categoria deve finire nel dimenticatoio: dalla moda agli universitari fuori sede, dai cuochi professionisti, alle auto, dalle guide alpine alle bande di musica jazz.

La crisi economica seguita a quella sanitaria sta colpendo duro e ogni comparto economico merita attenzione.

In tutto questo spuntano gli emendamenti di convenienza, quelli che puzzano di clientelismo, frutto di una trattativa clientelare tra la politica e gruppi di pressione elettorale.

Nel documento ci sono proposte che difficilmente si coniugano con l’emergenza sanitaria ed economica in corso: “Fratelli d’Italia chiede di rimodulare la tassa per il porto di fucile, di versare 150 milioni in tre anni a un fondo per la tutela delle abbazie Benedettine, di erogare un contributo straordinario alla società Eur Spa”.

Il Pd si imbarca nella richiesta di un credito d’imposta per l’acquisto dei fusti di birra e aiuti per lo stoccaggio dei vini di qualità.

Richieste per finanziare i Giochi del Mediterraneo di Taranto del 2026, assumere manovalanza al ministero della Difesa e personale ai corpi delle capitanerie di porto, potenziare i servizi consolari con 6 milioni di euro.

Italia Viva chiede fondi per nuove assunzioni per l’Arsenale di La Spezia e finanziare con 3 milioni corsi di chirurgia estetica per gli odontoiatri.

Forza Italia propone gli indennizzi per le imprese colpite dalla cimice asiatica e il reclutamento di 500 impiegati negli organismi delle province e città metropolitane.

I 5 Stelle la proroga dei contratti per i navigator, l’istituzione del garante per i diritti degli animali, il contributo a favore dei liberi consorzi e delle città metropolitane della Sicilia e l’incremento delle risorse per gli scatti di carriera del personale prefetture.

I deputati sparsi per l’emiciclo del parlamento propongono un fondo per far entrare gratis nei musei gli italiani residenti oltre confine, soldi per potenziare gli aeroporti minori o gli organismi degli italiani all’estero, 4 milioni per l’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe.

Il record della creatività va assegnato alla Lega di Matteo Salvini da dove arrivano emendamenti in cui si chiede di destinare fondi per istituire un museo nazionale dell’astrattismo storico a Como, per adeguare l’aeroporto a Lamezia Terme, per agevolare la tassazione sulle auto storiche e per costruire nuovi ponti sul fiume Adda.

Il deputato leghista, sovranista e No Euro Claudio Borghi, che ha investito i propri soldi in titoli esteri, è poco fiducioso del fatto che i prossimi anni possano essere migliori del 2020, suggerisce di versare 5 milioni di euro all’Agenzia Spaziale Italiana per la ricerca sulle tecniche d’ibernazione dell’uomo.

Le proposte degne del miglior Senatore Antonio La Trippa, frutto di una classe politica mediocre, arraffona e abbuffina che pensa più al proprio tornaconto personale che al bene comune e nel farlo (come il Senatore Antonio La trippa si arrampicano sugli specchi, sparano risposte a vanvera, alle richieste serie che vengono dal mondo del lavoro, dalla società rispondono con sproloqui e senza entrare mai nel merito delle richieste), lo spreco di carta per scrivere una montagna di sciocchezze parlamentari e politiche, che vi abbiamo elencato alla fine non saranno approvate dalla Commissione e sarà stato tutto tempo sprecato.

La proposta di istituire una patrimoniale avanzata da Orfini e Fratoianni che potrebbe essere legittimamente discussa e criticata nel merito non arriverà neppure in Commissione, ma quello che fa impressione è che una classe politica mediocre, con capacitò sotto il minimo sindacale richiesto, discute di tutto tranne che dell’unico argomento tabù: “la tassazione delle grandi ricchezze”.

ROMA.I GUAI DI GIUSEPPE CONTE: LUCIANA LAMORGESE POSITIVA AL TEST, MATTEO RENZI APRE IL FRONTE DI ITALIA VIVA SULLA GESTIONE DEI FONDI EUROPEI.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, deve fare i conti con la sua maggioranza, la positività di Luciana Lamorgese al covid e il fronte interno aperto da Matteo Renzi sull’uso dei fondi europei del recovery Plan.

La seduta fiume del Consiglio dei ministri sul Recovery Plan è stata interrotta per questioni politiche e chiarimenti interni alla maggioranza di governo poi per la positività di Luciana Lamorgese, che si era sottoposta a un test.

Una riunione politicamente più che turbolenta dopo che Matteo Renzi ha apertamente criticato la squadra che Giuseppe Conte intende mettere in campo per gestire e spendere i 200 miliardi di fondi europei per il Next generation Eu e minacciato di togliere il supporto al premier dopo la manovra.

Mentre si apre il fronte Italia Viva arrivano segnali di raffreddamento dal fronte M5S in vista dell’appuntamento di mercoledì in Parlamento sul Mes:

Da Bruxelles gli esponenti del M5s spiegano all’Huffpost che per il governo e la tenuta della maggioranza non ci saranno scossoni, mentre crescono i parlamentari di Forza Italia in soccorso della maggioranza.

Governo e Regioni che si confrontano sui vaccini, dopo l’esito del CdM con la prova della tenuta del governo su Recovery Plan e Mes, in vista del grande piano di vaccinazione nel 2021.

ROMA. SEQUESTRI DI BOTTI ILLEGALI A NAPOLI E ROMA

Comando Provinciale Napoli

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha intensificato l’attività di controllo del territorio in vista delle festività natalizie. L’attività di controllo dei militari ha portato alla scoperta di attività di commercio illegale di artifizi pirotecnici.

I finanzieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato a Sant’Antimo (Napoli) un 43enne e un 42enne di Melito di Napoli e sequestrato una tonnellata e mezzo di botti illegali e 600 litri di gasolio di contrabbando.

Il deposito di 100 mq situato in una zona densamente abitata, all’interno del quale due i arrestati avevano immagazzinato un ingente quantitativo di fuochi pirotecnici prodotti artigianalmente e altamente pericolosi, è stato individuato e perquisito.

Una parte dei botti pirotecnici proibiti del tipo c.d. “CIPOLLE”, “RENDINI”, “MEZZE BOMBE” e “COBRA”, complessivamente circa 30.000 pezzi, erano già stati caricati su un’autovettura e pronta per essere “smerciata” sul mercato clandestino.

Il gasolio di contrabbando veniva erogato attraverso una pompa improvvisata e versato in recipienti da destinare all’autotrazione.

L’operazione è stata realizzata a pochi giorni dall’arresto e alla denuncia di 6 responsabili e dal sequestro di 260 kg. di artifizi pirotecnici illegali avvenuti tra Arzano, Casalnuovo, Portici ed Ercolano, si inquadra nell’ambito del dispositivo di prevenzione e repressione del commercio illecito di prodotti pericolosi, predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.

Nonostante le misure di contenimento connesse alla pandemia da Covid-19 non si ferma l’economia illecita a Napoli e provincia.

Comando Provinciale Roma

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cittadino di nazionalità cinese per il reato di detenzione abusiva di materiale esplodente: circa due tonnellate i “botti” scovati in un magazzino situato nella periferia orientale della capitale.

Le Fiamme Gialle dopo aver monitorato il mercato dei “fuochi di artificio” di Tivoli hanno individuato un capannone in via dell’Omo e deciso di procedere, una volta acquisiti sufficienti elementi, a un controllo più accurato.

La perquisizione ha permesso di rinvenire circa 30.000 confezioni di artifici e giochi pirotecnici per un quantitativo di gran lunga superiore a quello consentito dall’autorizzazione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, presumibilmente approvvigionati in vista del Capodanno.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Guardia di Finanza per scongiurare l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi per l’incolumità pubblica.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. LO SHOPPING DI NATALE ONLINE, I CONSIGLI DELLA POSTALE.

Shopping online: i consigli della Polizia postale

Acquisti onlineUna delle conseguenze dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni agli spostamenti, è stato l’incremento dei numeri, già rilevanti, del commercio online, e negli ultimi mesi, anche le persone più diffidenti e meno esperte, hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato digitale.

Mentre i più capaci hanno imparato a fare acquisti online in modo sicuro, per i neofiti o i meno “smaliziati” e attenti, gli inconvenienti sono dietro l’angolo.

Truffatori senza scrupoli, sfruttando il miraggio del “grande affare” o il desiderio dell’acquisto fatto all’ultimo momento, in tempo per Natale, si insinuano nel mare magnum delle reali offerte a basso costo per attirare le possibili vittime.

I dati sono inequivocabili, il numero delle segnalazioni e denunce ricevute sul commissariatodips.it, sommate a quelle delle persone arrestate e denunciate nel corso del 2020, ha registrato un incremento del 89.1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La Polizia postale e delle comunicazioni mette a disposizione la propria esperienza e fornisce una serie di informazioni per garantire la sicurezza in Rete, la tutela dei dati personali, la protezione da frodi e rischi negli acquisti.

Si tratta di 10 consigli utili e pratici suggerimenti per muoversi tra i negozi virtuali facendo shopping online:

1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati
Il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

2. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali
In Rete è possibile trovare ottime occasioni, ma quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto, allora è meglio verificare su altri siti. Potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa.
È consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note perché, oltre ad offrire sicurezza in termini di pagamento, sono affidabili anche per quanto riguarda l’assistenza e la garanzia sul prodotto acquistato e sulla spedizione dello stesso.
In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

3. Un sito deve avere gli stessi riferimenti di un vero negozio
Prima di completare l’acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di partiva Iva, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l’azienda. Un sito privo di tali dati probabilmente non vuole essere rintracciabile e potrebbe avere qualcosa da nascondere. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate.

4. Leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti.  Le “voci” su un sito truffaldino circolano velocemente online!
Prima di passare all’acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i “feedback” pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social sono utilissime.

5. Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online
Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le App ufficiali dei relativi negozi per completare l’acquisto. Questo semplice accorgimento permette di evitare i rischi di “passare” o “essere indirizzati” su siti truffaldini o siti clone che potrebbero catturare i dati finanziari e personali inseriti per completare l’acquisto.

6. Utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili
Per completare una transazione d’acquisto sono indispensabili pochi dati come numero di carta, data di scadenza della carta e indirizzo per la spedizione della merce. Se un venditore chiede ulteriori dati, probabilmente vuole assumere informazioni personali (numero del conto, Pin o password) che, in quanto tali, dovete custodire gelosamente e non divulgare. Al momento di concludere l’acquisto, la presenza del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o di “https” nella barra degli indirizzi sono ulteriori conferme sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito e della presenza di un protocollo di tutela dell’utente, ovvero i dati sono criptati e non condivisi.

7. Non cadere nella rete del phishing e/o dello smishing
…ovvero nella rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola e, sfruttando meccanismi psicologici come l’urgenza o l’ottenimento di un vantaggio personale, riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali. L’indirizzo Internet a cui tali link rimandano differisce sempre, anche se di poco, da quello originale.

8. Un annuncio ben strutturato è più affidabile!
Leggi attentamente l’annuncio prima di rispondere: se ti sembra troppo breve o fornisce poche informazioni, non esitare a chiederne altre al venditore. Chiedi più informazioni al venditore sull’oggetto che vuoi acquistare e se le foto pubblicate sembrano troppo belle per essere vere, cerca in Rete e scopri se sono state copiate da altri siti.

9. Non sempre…. è sempre un buon affare
Diffida di un oggetto messo in vendita a un prezzo irrisorio, non sempre è un affare: accertati che non ci sia troppa differenza tra i prezzi proposti e quelli di mercato.

10. Non fidarsi
Dubita di chi chiede di esser contattato al di fuori della piattaforma di annunci con  email e/o sms ambigui, con la scusa di far risparmiare sulle commissioni, e di chi ha troppa fretta di concludere l’affare.

Sergio Foffo