Mese: dicembre 2020

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. “DONNA SCIPPATA DA RAPINATORE IN BICICLETTA”,.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Donna rapinata: arrestato dalla Polizia”

Il personale della Sezione Volanti della Questura di Alessandria ha arrestato un cittadino straniero responsabile di una rapina ai danni di una donna.

Gli operatori di Polizia sono intervenuti in seguito a una segnalazione per lo scippo del cellulare a una donna in via Trotti.

L’uomo dopo aver scippato la donna si è fuggito su una bicicletta.

I poliziotti, dopo aver ascoltato l’accaduto, si sono messi sulle tracce del rapinatore che è stato rintracciato in via Alessandro III.

Il ricercato, alla vista della Volante, tentava nuovamente di darsi alla fuga, ma è stato bloccato e identificato.

M. A., nigeriano classe 1997, è stato sottoposto a perquisizione personale che ha dato esito positivo e gli agenti hanno recuperato il telefono cellulare rubato poco prima.

I poliziotti hanno poi ricostruito i fatti dai quali è emerso che M.A. è sopraggiunto alle spalle della vittima e dopo averle afferrato con forza la mano sinistra, mano in cui teneva il cellulare, l’ha fatta cadere a terra provocandole un’escoriazione sulla fronte, abrasioni sulle mani ed un evidente gonfiore sul ginocchio sinistro.

Impossessatosi del telefonino, si è allontanato da via trotti su una bicicletta.

M. A. è stato quindi arrestato per il reato di cui all’art. 628 c.p. ed il Signor Questore della Provincia di Alessandria ha incaricato il Dirigente la Divisione Anticrimine della Questura di valutare l’emissione delle opportune misure di prevenzione, nonché il Dirigente l’Ufficio Immigrazione per le specifiche determinazioni inerenti la sua posizione giuridica sul Territorio nazionale.

Successivamente alla convalida dell’arresto da parte dell’Autorità Giudiziaria, M.A. è stato rinchiuso nella Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta” di Piazza Don Soria.

BRESCIA. POLIZIA DI STATO. LA FABBRICA ABBANDONATA: PIAZZA DI SPACCCIO.

Brescia: fermato lo spaccio nella fabbrica abbandonata

Quale miglior piazza di spaccio può essere utilizzata se non un area dismessa, a cui nessuno si avvicina e viene frequentata solo da disperati, senza tetto, tossici e spacciatori.

La zona dell’ex fabbrica di Brescia, in via Milano, è una di queste ed è diventata una delle principali piazze di spaccio in città, dove si smercia un po’ di tutto, in particolare eroina.

L’operazione “Salto nel buio” condotta dalla Squadra mobile bresciana ha tolto dalla zona un buon numero di spacciatori: sei sono finiti in carcere, per uno è stato notificato il divieto di dimora e altri otto sono attualmente ricercati.

L’attività investigativa a cui hanno preso parte il Reparto cinofili, un elicottero del Reparto volo di Milano e il Reparto prevenzione crimine “Lombardia”, ha preso il via dopo alcuni decessi causati da overdose di eroina acquistata proprio in quella zona.

La svolta importante per l’indagine è stato il ritrovamento di due involucri contenti sostanze stupefacenti ed un telefono cellulare.

La presenza del materiale nei pressi di via Milano era stata segnalata alla Questura da una donna il 5 ottobre dello scorso anno, dopo che nella zona era stato soccorso uno straniero trovato a terra con il volto sanguinante.

L’attività degli investigatori ha evidenziato come i locali della ex fabbrica fossero diventati luogo di riparo di senza tetto e tossicodipendenti, posto perfetto di ritrovo per spacciatori e acquirenti provenienti anche da altre province.

Ci sono volute ore di appostamenti, intercettazioni telefoniche e monitoraggio della zona con telecamere di videosorveglianza per consentire agli investigatori di documentare 290 cessioni di droga, circa 8 chili e mezzo di eroina, uno di cocaina e due di hashish per un valore approssimativo di 150mila euro.

Le indagini hanno permesso di individuare il volto del “grossista” di eroina, che riforniva tutti i pusher della zona: un 40 enne straniero con numerosi precedenti per spaccio ed è tra gli arrestati nell’ex fabbrica.

Nel corso dell’attività operativa sono stati anche sequestrati 1,6 chili di eroina, 50 grammi di cocaina e 150 di hashish.

i poliziotti hanno scoperto che per comunicare con gli spacciatori i clienti utilizzavano un codice particolare, nella speranza di non destare sospetti in caso di intercettazione.

Per esempio la cocaina era “latte”, mentre i grammi richiesti erano minuti, quindi un messaggio tipico poteva essere: ”Un litro di latte tra 5 minuti” per una richiesta di 5 grammi di cocaina.

LUCCA. POLIZIA DI STATO. BASE OPERATIVA NELLA “PINETA DEL LEVANTE” PER LO SPACCIO DI DROGA.

Lucca: operazione antidroga “Pineta di Levante”, 6 arresti

polizia volante di notte

Un gruppo criminale che si era specializzato nello spaccio di cocaina e hashish aveva allestito la base operativa nella Pineta di levante di Torre del Lago Puccini, in provincia di Lucca. La Polizia di stato ha arrestato 6 persone, per altre 3 è stata applicata la misura del divieto di dimora.

La Pineta era presidiata giorno e notte da sentinelle armate che garantivano la tranquillità del gruppo. Nel gruppo le mansioni venivano divise tra i componenti: c’era chi si occupava dello spaccio, chi aveva la mansione di fare la spesa, cucinare e costruire ripari per la notte.

Per l’operazione antidroga “Pineta di Levante”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze sono stati impegnati oltre 100 uomini tra gli agenti della questura di Lucca, il Reparto mobile, le Unità cinofile e gli uomini del Reparto prevenzione crimine.

REGGIO CALABIRIA, POLIZIA DI STATO. REATI ELETTORALI, VOTAVANO ANCHE I MORTI.

Reggio Calabria: 2 arresti per reati elettorali

Schede elettorali

Le vicende elettorali calabresi non finiscono mai di stupire, alle ultime elezioni amministrative di Reggio Calabria pare che abbiano votato anche i morti..

I poliziotti della Digos di Reggio Calabria ha arrestato due persone nel corso di un’indagine relativa allo svolgimento delle elezioni del 20 e 21 settembre scorso.

Gli arrestati, un consigliere comunale attualmente in carica e il presidente di un seggio elettorali, sono accusati di falso in atto pubblico e reati elettorali e posti ai domiciliari.

Gli investigatori hanno fatto luce su un complesso stratagemma per condizionare l’espressione del voto popolare che consisteva nella riproduzione di tessere elettorali (duplicati) di persone particolarmente anziane che oltre a non essersi mai recate ai seggi erano anche ignare del loro “contributo”.

Le schede venivano utilizzate per il voto all’interno di alcuni seggi in cui c’erano operatori compiacenti.

Dalla consultazione della documentazione sequestrata dagli investigatori è risultato che anche persone decedute, poco prima delle elezioni, avessero espresso il loro voto.

AGRIGENTO. POLIZIA DI STATO. CAVALLI USATI PER LE CORSE CLANDESTINE, MULTE PER 3 MILA EURO.

Agrigento: fermate corse clandestine di cavalli

La Squadra mobile di Agrigento ha bloccato le scommesse sulle corse clandestine di cavalli.
In contrada Ciccobriglio di Naro, i poliziotti hanno circondato un gruppo di persone mentre scommettevano su una gara di corsa tra due cavalli con calesse, mai autorizzata, ma a cui assistevano parecchie persone tra cui minorenni.
La Polizia ha denunciato 38 persone con le ipotesi di reato connessoso al divieto di organizzare competizioni con animali e di scommesse clandestine.

Durante l’operazione i poliziotti hanno sequestrato 2.500 euro e i due cavalli, affidati in in custodia giudiziale, in attesa degli esami tossicologici sugli animali, per rilevare eventuali tracce di sostanze dopanti.

All’operazione hanno partecipato anche agenti della Polizia scientifica, dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e della Polizia stradale, che hanno rilevato infrazioni al Codice della strada per oltre 3 mila euro.