Mese: dicembre 2020

RAGUSA. POLIZIA DI STATO. MINORENNI FERMATI PER FURTO.

Ragusa: fermati 3 minorenni per furti commessi a Vittoria

Arresti polizia volanteIl tribunale dei minori di Catania ha disposto il fermo di tre minorenni, di età compresa tra 16 e 17 anni, responsabili di alcuni furti aggravati commessi a Vittoria (Ragusa), nel periodo compreso tra ottobre e novembre.

I tre ragazzi sono stati fermati al termine dell’indagine eseguita dagli investigatori del commissariato di Vittoria, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Catania.

I baby criminali sono stati collocati in comunità specializzate a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

L’attività investigativa ha preso il via dopo il furto commesso in una Chiesa del centro lo scorso 9 ottobre.

Gli sviluppi dell’indagine hanno consentito ai poliziotti di far luce anche sui reati analoghi commessi ai danni di una scuola dell’infanzia e di un cinema multisala.

ROMA. POLIZIA DI STATO. LE FIAMME ORO DI RUGBY E LA SOLIDARIETA’.

Fiamme oro rugby: campioni di sport e solidarietà

Le Fiamme oro rugby sono sempre in prima linea quando c’è da promuovere le gare di solidarietà ed è la direzione in cui si muovono in collaborazione con l’associazione “Salvamamme Salvabebè”, che da oltre 15 anni è vicina alle mamme e alle famiglie in condizioni di grave disagio socioeconomico.
solidarietàLe prossime festività natalizie hanno fornito ai rugbisti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato e i volontari di Salvamamme l’occasione per organizzare una campagna di beneficenza: la consegna di oltre mille pacchi dono a famiglie bisognose o colpite da malattie.
La campagna solidale è partita da Ostia, sul litorale romano, dove erano presenti il presidente di Salvamamme Maria Grazia Passeri, il presidente del Forum del Terzo settore Francesca Danese e il coordinatore nazionale di Salvamamme Paolo Masini.
solidarietà fiamme orole persone raggiunte dai mezzi del I reparto mobile della Polizia di stato sono state oltre mille mille, nelle zone più periferiche della Capitale.
La caserma “Stefano Gelsomini” è stata indicata come la sede logistica e da lì i poliziotti hanno raggiunto quattro quartieri di Roma: Ostia Nuova, Corviale, La Storta e Tor Vergata.
I “regali”, inaspettati, sono stati distribuiti anche alle famiglie dei quartieri limitrofi, dando il via a una catena di sorrisi e concreta solidarietà che ha invaso la città in piena sicurezza, grazie al coinvolgimento di volontari e associazioni che hanno consegnato i doni alle persone colpite dal Covid e a quelle ospitate nelle case protette.
 

DAVOS(SVIZZERA). POLIZIA DI STATO. FEDERICO PELLIGRINO SULLO SCALINO PIU’ ALTO DEL PODIO.

Federico Pellegrino torna a vincere in Coppa del mondo

Federico Pellegrino è tornato sul gradino più alto del podio, e lo ha fatto nella tappa di Coppa del mondo che si è svolta a Davos (Svizzera), lo scorso fine settimana.

Con una grande prova di forza, l’olimpionico delle Fiamme oro si è aggiudicato la finale della sprint in tecnica libera, prendendosi subito la testa della gara e mantenendo il comando fino al traguardo, tagliato in solitaria con 2”13 sul russo Alexander Bolshunov e 3”63 sull’inglese Andrew Young.

Federico PellegrinoIl campione cremisi ha dimostrato di aver superato il brutto infortunio subito ad agosto durante la preparazione, quando si procurò una lesione al tendine del muscolo bicipite femorale della gamba destra, mentre si allenava in Germania.

“Il mio stato di forma è molto buono – ha detto Federico subito dopo la splendida vittoria – In estate, dopo l’infortunio, avevo pensato che sarebbe stato impossibile arrivare qui in simili condizioni. Ringrazio chi mi ha aiutato, sono davvero molto soddisfatto. Voglio ringraziare gli allenatori e tutti i medici e i fisioterapisti che mi hanno aiutato. Una dedica speciale a Greta (Laurent, sua moglie e fondista azzurra – ndr)”.

Federico PellegrinoPer il fondista azzurro si tratta della quattordicesima vittoria in Coppa del mondo, a cui bisogna aggiungere le due ottenute nella Team sprint; dieci anni ai vertici del fondo internazionale che lo hanno portato a vincere l’argento olimpico a PyeongChang (Corea del Sud) nel 2018, e cinque medaglie mondiali (1 oro, 2 argenti, 2 bronzi).

Dopo tanti anni e tante vittorie, Federico è ancora lì davanti a sprintare sul traguardo, pronto per un’altra stagione da protagonista: “Undici anni fa ero qui, in gara – ha detto il campione cremisi in un’intervista – ed è incredibile come mi piaccia così tanto ancora il mio lavoro”.

Sergio Foffo

ALESSANDRIA. SPI CGIL- LETTERA APERTA AI GIOVANI E AI LORO INSEGNANTI.

Comunicato Stampa

Alessandria, 16 dicembre 2020

Gli anziani scrivono ai giovani per riaprire il dialogo interrotto dalla pandemia

Il gruppo di lavoro “ Dialogo tra generazioni ,” molto attivo da anni presso la Lega dei pensionati Spi-Cgil di Alessandria Centro, diretta dal segretario Michele Cartolano , dopo mesi di inattività forzata e in prossimità delle feste di fine anno, ha voluto riaprire il dialogo e riprendere il filo interrotto ricorrendo al mezzo antico ma sempre valido della lettera.

Per la precisione una “lettera aperta” indirizzata agli studenti (e ai loro insegnanti) con cui quel dialogo è nato e cresciuto negli ultimi anni. “Abbiamo voluto – ci ha detto la coordinatrice del gruppo, Claudia Grosso , – raccontare ai giovani come sono stati vissuti da noi anziani questi lunghi mesi di pandemia e come abbiamo pensato alla condizione altrettanto infelice degli studenti e degli insegnanti costretti alla didattica a distanza, che è ben altra cosa della scuola in presenza”.

La lettera aperta si conclude con un caloroso invito a riprendere le fila di quel dialogo proprio riappropriandosi del vecchio strumento della lettera. Scriveteci, dicono gli anziani; proviamo a progettare insieme, in questo modo antico, nuovi incontri da realizzare in presenza, “in spazi aperti anche di pensiero”.

C’è da augurarsi che l’invito venga raccolto.

LETTERA APERTA AGLI STUDENTI E AI LORO INSEGNANTI

(in attesa di risposta…)

Cari ragazze e ragazzi, ci siamo lasciati lo scorso febbraio con la proposta alle vostre Professoresse per l’anno scolastico 2019-2020 “SUI SENTIERI DELLA BENEDICTA: MEMORIA E PARTECIPAZIONE”, con la quale i pensionati dello SPI-CGIL Lega Centro-Alessandria avevano presentato una serie di iniziative per proseguire quel “DIALOGO TRA GENERAZIONI” incominciato nel 2011-2012 con il progetto “LAVORI IN CORSO” in collaborazione con l’Istituto Roero-Saluzzo di Alessandria, poi continuato negli anni successivi e consolidato attraverso numerosi incontri svolti sia nelle scuole sia alla Camera del Lavoro.

In questo ambito particolare importanza hanno avuto la realizzazione del progetto biennale “I PENSIONATI INTERVISTANO GLI STUDENTI” e le collaborazioni con l’ANPI e l’ISRAL. Tutto si è fermato da marzo: la scuola è chiusa anche se, per un breve periodo tra settembre e ottobre, ci siamo illusi di poter tornare a lavorare insieme, l’attesa di un incontro si è nuovamente allungata e così abbiamo pensato di scrivervi. Siamo ricorsi a questa scelta ripensando a noi stessi, ai nostri ricordi più lontani fino alle lettere che i nostri nonni inviavano a casa durante la Prima guerra mondiale e alle cartoline postali con le foto nelle trincee.

Allora poche righe rassicuranti testimoniavano il valore affettivo profondo e la ricerca di una normalità perduta e quindi oggi vi scriviamo per darci speranza a vicenda, per fare progetti per il dopo che verrà e vivere nuovi incontri e possibilità di dialogo. Per noi anziani sono stati e sono tuttora giorni difficili; molti ammalati, chiusi in casa in parziale solitudine per non rischiare la vita, tanti, troppi i morti nella nostra fascia d’età e genitori, amici, medici e infermieri, lasciati andare senza un ultimo saluto.

Tempi vuoti che abbiamo affrontato con dignità, in casa davanti alla TV, vicino al telefono per le videochiamate e lontano dalle nostre famiglie, vivendo una mancanza di affetti e un isolamento che spesso rischiava di aggravare condizioni di salute già precarie. In questi momenti il pensiero di voi ragazzi a casa a sperimentare la didattica a distanza e dei vostri insegnanti alle prese con nuovi strumenti informatici ci ha reso ancora più tristi.

Vi abbiamo pensato nelle vostre camere davanti a uno schermo tra libertà virtuale e chiusura reale, presenze e assenze, spazi aperti e circoscritti. La nostra generazione è quella dei vostri nonni da cui siete stati separati e questa distanza dagli affetti più cari ci ha reso l’isolamento, se possibile, ancora più asettico e spersonalizzante.

Vi scriviamo proprio per riaprire un dialogo interrotto e vi invitiamo a rispondere raccontandoci i problemi incontrati, le delusioni e le scoperte, i propositi per ripartire, pensieri ed emozioni di questo lockdown , termine che abbiamo imparato anche noi e che siamo stanchi di sentire. Intorno a noi sono tante le difficoltà economiche: stipendi sospesi, cassa integrazione, bonus vari e lavoretti precari.

Ci sarà un mondo da ricostruire e la necessità di sostenere scuola e cultura per affrontare un futuro comune. Chiediamo ai docenti di coinvolgere i loro studenti per offrirgli l’opportunità di esprimere quello che hanno vissuto, per dare respiro alla loro creatività, per far emergere dubbi, incertezze, sentimenti personali e infine costruire insieme la fotografia corale ed emozionale di questo momento storico.

Forse scriverci una lettera, ritornare a usare un mezzo più antico della tastiera dello smartphone , ci farà sentire più vicini per progettare nuovi incontri in presenza, in spazi aperti anche di pensiero. Alessandria 16 dicembre 2020 Per il gruppo di lavoro “Dialogo tra Generazioni”

Claudia Grosso Per contattarci:

Lega Centro SPI CGIL

Via Faà di Bruno 41

TRAPANI. POLIZIA DI STATO. FERMATE 13 PERSONE, ALCUNE, VICINE A DI MATTEO MESSINA DENARO

Trapani: duro colpo a clan mafioso vicino a Matteo Messina Denaro

operazione

Gli uomini del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Trapani e Palermo hanno compiuto un blitz e fermato 13 fermi per associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso.

Alcuni degli indagati sono sospettati di essere vicini al latitante Matteo Messina Denaro.

Le indagini degli investigatori hanno permesso di ricostruire una fitta rete di affiliati e fiancheggiatori del clan mafioso del mandamento di Alcamo, operante principalmente nel comune di Calatafimi-Segesta.

Il capo del mandamento è un condannato al 416 bis coinvolto nell’indagine, denominata Crimiso, del 2012 che aveva portato all’arresto di alcuni affiliati appartenenti alle famiglie di Castellammare del Golfo e di Alcamo.

A lui facevano riferimento i fermati, che venivano ricevuti riservatamente dentro una dependance fatiscente attigua alla sua masseria dove sono state assunte le principali decisioni, ritenute rilevanti per Cosa Nostra, e monitorate le dinamiche criminali nel territorio di riferimento.

Il capo clan era diventato l’interlocutore privilegiato di personaggi provenienti da altri contesti territoriali e gestiti da altre famiglie mafiose.

Nelle indagini sono finiti insospettabili che, a vario titolo, hanno favorito le comunicazioni tra il capo della famiglia calatafimese, specie nel periodo in cui era sottoposto alla sorveglianza speciale, ed altri compartecipi all’associazione mafiosa.

Tra questi imprenditori e personaggi che ricoprivano incarichi pubblici.

L’attività investigativa ha raccolto prove contro il clan riguardo al condizionamento del voto nelle elezioni amministrative per il comune di Calatafimi a favore dello schieramento che appoggia l’attuale sindaco.

Il primo cittadino è finito nelle indagini per aver favorito il voto di scambio e ottenuto le preferenze per sua lista dietro l’elargizione di somme di denaro verso famiglie con pregiudicati in stato di disagio economico.

Nei suoi confronti sono state raccolte le prove di frequentazioni con esponenti di Cosa Nostra e di un tentativo di recuperare somme di denaro, con l’aiuto della famiglia mafiosa di Calatafimi, nei confronti di un suo ex socio in affari.

Le indagini hanno anche dimostrato la capacità del clan di “controllare il territorio”, intervenendo in casi di episodi criminosi avvenuti in zona, non previamente “autorizzati”, e impedendo a chiunque di collaborare con la giustizia con atti intimidatori mirati.