CRONACA

ROMA. MINACCE DI MORTE E INSULTI CONTRO L’INFERMIERA CLAUDIA ALVERNINI, MA L’INFERMIERA HA SMENTITO DI ESSERE STATA MINACCIATA.

La follia dei No Vax che corre in rete velocemente e si concretizza con minacce di morte e insulti contro l’infermiera Claudia Alvernini, la prima in Italia ad essere stata vaccinata contro il Covid-19 il 27 dicembre 2020, il giorno del Vax Day Europeo, aveva fatto molto scalpore su stampa e social, ma ogi l’infermeira tramite i suoi legali ha smentito questa notizia.

Claudia Alvernini dal primo giorno in cui è stato isolato il “coronavirus” è impegnata in prima fila all’Ospedale Spallanzani di Roma per prestare servizio, soccorrere e curare quanti in questi mesi si sono ammalati di Cvid-19.

Claudia Alvernini è una “testimone” della lotta contro il virus che ha ucciso oltre 1 milione di persone nel mondo e 70.000 in Italia e per questo fa più paura ai gruppi di negazionisti che si sono organizzato in rete e promosso manifestazioni contro l’obbligo di uso delle mascherine e il lockdown per contenere il contagio.

Le minacce di morte contro Claudia Alvernini corre sui social e nonostante l’infermiera avesse deciso di chiudere i suoi profili social qualcuno li ha ricreati senza il suo consenso su instagram e su facebook.

Ma Claudia ha deciso di non votarsi dall’altra parte e denunciare tutto alla Polizia Postale.

Alcuni degli insulti contro Claudia Alvernini: “Vediamo quando muori”

Claudia Alvernini che dopo la vaccinazione aveva spiegato sorridente che “Vaccinarsi è un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della collettività”.

Il suo sorriso, la sua semplicità e la sua esposizione mediatica sono alla base dei motivi per cui è stata costretta a bloccare i suoi social dopo essere diventata obiettivo di insulti e minacce dei No-Vax.

Uno dei commenti funesti contro l’infermiera: “E ora vediamo quando muori”.

Claudia Alivernini si è laureata in Scienze Infermieristiche all’Università La Sapienza di Roma e lavora nel primo blocco delle Uscar (Unità Speciali di Continuità Assistenziale Regionale) del Lazio.

Dallo Spallanzani con le unità inviate a domicilio per assistere i malati.

Il giorno successivo al V-Day ha trovato il suo profilo replicato in almeno un paio di account fake su Instagram con la sua foto e la descrizione “Claudia Alivernini prima vaccinata in Italia” e una valanga di insulti nei suoi confronti.

La vera Claudia Alivernini è pronta a denunciare tutto alla polizia postale per il furto dell’identità oltre ad aver chiesto la rimozione dei profili falsi.

Le condizioni di salute di Caludia Alivernini e di tutti i vaccinati del V day che si sono sottoposti al primo ciclo di vaccinazione sono buone: “Con orgoglio rappresento tutti gli operatori sanitari che come me sono stati in prima linea durante questa pandemia”.

La pandemia ha ucciso 273 i medici in Italia mentre negli ultimi 30 giorni 16.923 gli operatori sanitari risultati positivi al coronavirus secondo l’Istituto Superiore di Sanità e dall’inizio della pandemia i positivi sono stati 89.879.

RETTIFICA RICHIESTA DALL’INFERMIERA ALVERNINI AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE:

Claudia Alivernini, l’infermiera prima vaccinata in Italia smentisce minacce di morte dei no vax

Claudia Alivernini, l’infermiera dello Spallanzani di 29 anni, che per prima ha ricevuto il vaccino in Italia, non è stata minacciata di morte dai no vax né ha ricevuto intimidazioni contro la sua persona.

Alivernini, tramite i suoi legali, ha smentito la notizia circolata nei giorni scorsi, spiegando di non avere mai rilasciato dichiarazioni di questo tipo a nessuno.

Non ci sarebbe stato nessun insulto, né minacce di morte arrivate all’indirizzo di Claudia Alivernini, la prima infermiera a ricevere il vaccino in Italia. L’infermiera ha fatto sapere tramite i suoi legali che non ha rilasciato nessuna intervista in cui parlava delle intimidazioni ricevute, né ha cancellato i profili social per paura di ritorsioni.

La notizia, che aveva fatto scalpore, secondo cui Alivernini era stata insultata e minacciata di morte sui profili istituzionali che hanno diffuso la notizia della sua vaccinazione.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la ragazza stava valutando anche una denuncia alla Polizia Postale.

La richiesta di rettifica
Vi rappresentiamo che in data odierna lo scrivente studio legale ha provveduto a diffidare il Messaggero alla immediata rimozione e/o cancellazione dell’articolo apparso nell’edizione odierna a pag. 9, a firma della giornalista Alessia Marani, giacché la ns. assistita non ha mai rilasciato le dichiarazioni ivi riportate (né altre dichiarazioni di sorta), né ha 2 tantomeno 2 mai autorizzato
chicchessia a rivolgersi alla stampa e/o a terzi per suo conto per rilasciare dichiarazione alcuna. Parimenti infondati risultano anche i riferimenti a presunte minacce di morte che a quanto consta alla nostra assistita non si sono mai verificate.