ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. PATRIMONIALE NO DOCET. LA DISCUSSIONE SU PRESEPI E IBERNAZIONI, MA NON DELLA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA E SOCIALE.

La legge di Bilancio in arrivo sul tavolo delle commissioni prima e parlamento poi contemplerà tutto, ma proprio tutto, presepe e ibernazione umana, ma non l’unico provvedimento che potrebbe ridurre la forbice delle disuguaglianze sociale: “la patrimoniale”.

La proposta dei deputati Orfini (Pd) e Fratoianni (Leu) di inserire l’imposta sulle grandi ricchezze, che già esiste in tutta Europa, in legge di Bilancio è stata accolta da un coro di critiche da entrambi gli schieramenti politici.

La patrimoniale non è stata bocciata solo partiti dell’opposizione, ma anche dai leader della maggioranza.

Momento inopportuno per parlare di patrimoniale, un furto ai danni dei ricchi urlano i leader politici di destra, da Salvini a Meloni, ma anche in casa gli azionisti di governo non scherzano.

Alla camera, spulciando gli emendamenti alla manovra, è possibile constatare come si stia discutendo di tutto, anche delle cose inutili che servono solo a far perdere tempo e soldi, ma per la patrimoniale non è tempo, non è il momento e neppure il luogo dove mettere a rischio gli interessi, poco, legittimi di chi ha tanto e contribuisce in misura minima al bilancio dello stato.

Il Parlamento argomentando, che i ricchi non si toccano, ha fatto terra bruciata attorno all’idea della patrimoniale proposta dai deputati Matteo Orfini (Pd) e Nicola Fratoianni (Leu).

La Camera che discuterà di ibernazione umana e tutela delle abbazie Benedettine ha impallinato l’emendamento alla legge di Bilancio per istituire un’imposta temporanea sui grandi patrimoni.

Nel momento in cui la pandemia Covid provoca morti, dolore, ricoveri, emergenze e allarga in maniera esponenziale, come mai accaduto negli ultimi decenni, le diseguaglianze economiche e sociali per la nostra politica non è una priorità tentare la ridistribuire la ricchezza.

La nostra politica non reputa che il mezzo giusto per farlo sia la manovra, anche se è con questo strumento che lo Stato decide dove prendere i soldi e come spenderli.

Il ragionamento per capire i motivi per cui i nostri politici non ritengono che la legge di bilancio non sia lo strumento per imporre una patrimoniale temporanea sta nel passaggio alle commissioni prima che in Parlamento per l’approvazione della legge di Bilancio.

La manovra una volta varata dal governo arriva all’esame delle commissioni della Camera dove ogni parlamentare può avanzare le sue proposte di modifica, quest’anno sono in cantiere circa 7 mila emendamenti alla legge finanziaria.

Ogni gruppo politico presenta gli emendamenti da mettere in discussione e votare.

I “segnalati” sono le uniche proposte di modifica che potrebbero avere qualche chance di passare dalla carta alla realtà.

Le priorità dei partiti, spulciando tra gli emendamenti “segnalati”, sono le proposte sui grandi temi emersi durante i mesi della pandemia: la sanità, la scuola, le reti.

Le richieste di sostegno e ristoro per diversi settori e lavoratori sono tra i temi più appetibili dalle commissioni e nessuna categoria deve finire nel dimenticatoio: dalla moda agli universitari fuori sede, dai cuochi professionisti, alle auto, dalle guide alpine alle bande di musica jazz.

La crisi economica seguita a quella sanitaria sta colpendo duro e ogni comparto economico merita attenzione.

In tutto questo spuntano gli emendamenti di convenienza, quelli che puzzano di clientelismo, frutto di una trattativa clientelare tra la politica e gruppi di pressione elettorale.

Nel documento ci sono proposte che difficilmente si coniugano con l’emergenza sanitaria ed economica in corso: “Fratelli d’Italia chiede di rimodulare la tassa per il porto di fucile, di versare 150 milioni in tre anni a un fondo per la tutela delle abbazie Benedettine, di erogare un contributo straordinario alla società Eur Spa”.

Il Pd si imbarca nella richiesta di un credito d’imposta per l’acquisto dei fusti di birra e aiuti per lo stoccaggio dei vini di qualità.

Richieste per finanziare i Giochi del Mediterraneo di Taranto del 2026, assumere manovalanza al ministero della Difesa e personale ai corpi delle capitanerie di porto, potenziare i servizi consolari con 6 milioni di euro.

Italia Viva chiede fondi per nuove assunzioni per l’Arsenale di La Spezia e finanziare con 3 milioni corsi di chirurgia estetica per gli odontoiatri.

Forza Italia propone gli indennizzi per le imprese colpite dalla cimice asiatica e il reclutamento di 500 impiegati negli organismi delle province e città metropolitane.

I 5 Stelle la proroga dei contratti per i navigator, l’istituzione del garante per i diritti degli animali, il contributo a favore dei liberi consorzi e delle città metropolitane della Sicilia e l’incremento delle risorse per gli scatti di carriera del personale prefetture.

I deputati sparsi per l’emiciclo del parlamento propongono un fondo per far entrare gratis nei musei gli italiani residenti oltre confine, soldi per potenziare gli aeroporti minori o gli organismi degli italiani all’estero, 4 milioni per l’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe.

Il record della creatività va assegnato alla Lega di Matteo Salvini da dove arrivano emendamenti in cui si chiede di destinare fondi per istituire un museo nazionale dell’astrattismo storico a Como, per adeguare l’aeroporto a Lamezia Terme, per agevolare la tassazione sulle auto storiche e per costruire nuovi ponti sul fiume Adda.

Il deputato leghista, sovranista e No Euro Claudio Borghi, che ha investito i propri soldi in titoli esteri, è poco fiducioso del fatto che i prossimi anni possano essere migliori del 2020, suggerisce di versare 5 milioni di euro all’Agenzia Spaziale Italiana per la ricerca sulle tecniche d’ibernazione dell’uomo.

Le proposte degne del miglior Senatore Antonio La Trippa, frutto di una classe politica mediocre, arraffona e abbuffina che pensa più al proprio tornaconto personale che al bene comune e nel farlo (come il Senatore Antonio La trippa si arrampicano sugli specchi, sparano risposte a vanvera, alle richieste serie che vengono dal mondo del lavoro, dalla società rispondono con sproloqui e senza entrare mai nel merito delle richieste), lo spreco di carta per scrivere una montagna di sciocchezze parlamentari e politiche, che vi abbiamo elencato alla fine non saranno approvate dalla Commissione e sarà stato tutto tempo sprecato.

La proposta di istituire una patrimoniale avanzata da Orfini e Fratoianni che potrebbe essere legittimamente discussa e criticata nel merito non arriverà neppure in Commissione, ma quello che fa impressione è che una classe politica mediocre, con capacitò sotto il minimo sindacale richiesto, discute di tutto tranne che dell’unico argomento tabù: “la tassazione delle grandi ricchezze”.