Mese: novembre 2020

ALESSANDRIA. MANIFESTAZIONE DELLE LAVORATRICI DELLE PULIZIE E SANIFICAZIONE.

Non Una di Meno ADL Cobas Alessandria 


Le lavoratrici delle pulizie dell’ospedale ricevute dal Prefetto ma andremo avanti fino a che non otterremo risultati concreti

Nel pomeriggio di lunedì 16 novembre, ADL Cobas insieme alle lavoratrici delle pulizie dell’ospedale di Alessandria ha dato vita ad un presidio statico sotto la Prefettura di Alessandria.

Sin dai primi momenti di contatto con le dipendenti Team Service (che nel mese di maggio ha ottenuto l’appalto subentrando alla Reekep), ci siamo accorte di quanto quell’ambiente fosse attraversato da iniquità e ingiustizie. Abbiamo incontrato lavoratrici determinate e consapevoli, ma anche sole e prive di speranze. 

Insieme a loro abbiamo snocciolato le questioni più dirimenti e inaccettabili e da qui siamo partite:
– centinaia di lavoratrici che ogni giorno attraversano i reparti dell’ospedale e poi tornano a casa dalle proprie famiglie non sono mai state sottoposte a tampone Covid-19 dal mese di marzo ad oggi. Tutte le categorie lavorative presenti in ospedale sono tenute ad effettuare con cadenza regolare i controlli per scongiurare il rischio di contagi e diffusione del virus all’interno delle strutture di cura, eppure le lavoratrici delle pulizie, che entrano nelle stanze, toccano e spostano oggetti, puliscono e igienizzano dove prima era sporco, non hanno diritto di accesso al fondamentale sistema di prevenzione.

Ci sembra incredibile che da marzo ad oggi nessuno abbia richiesto che i tamponi venissero eseguiti, eppure sembra proprio che il problema sia emerso solo nell’ultimo mese, da quando ADL Cobas è entrato all’interno della struttura e siamo determinate a trovare una soluzione.


– Gli spogliatoi in cui le lavoratrici si cambiano ogni giorno si trovano all’interno del percorso di isolamento individuato per far accedere all’ospedale le ambulanze che trasportano pazienti positivi. 

Non crediamo ci sia altro da aggiungere, balza agli occhi l’insensatezza di definire un corridoio isolato e poi farlo attraversare da lavoratrici che non solo rischiano di contagiare se stesse e i propri cari, ma anche i pazienti ricoverati in ospedale.


– I dispositivi di sicurezza (guanti, mascherine, tute…) non sono sempre forniti in misura sufficiente e – soprattutto nei periodi in cui i numeri dei contagi salgono e vi sono interi reparti dedicati ai pazienti positivi – non è accettabile che le lavoratrici siano costrette a svolgere i propri compiti senza le misure di sicurezza adeguate.

Come già abbiamo ripetuto più volte queste sono solo alcune delle cose su cui intendiamo lavorare nei prossimi mesi: il tema del rinnovo del CCNL e della sua applicazione, così come quello legato alla turnazione e alle ore di straordinario, sono nella nostra agenda sindacale e non intendiamo lasciarle da parte.

Tuttavia ieri abbiamo deciso di portare sotto la Prefettura le nostre richieste in merito alla prevenzione dal Covid-19, convinte che la salute e la tutela delle persone che lavorano sia un elemento cardine e imprescindibile.

Durante il presidio una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Prefetto che ha preso in esame le nostre istanze e si è fatto portavoce delle richieste delle lavoratrici, impegnandosi a sollecitare chi di competenza per risolvere le problematiche collegate alla tutela della salute delle lavoratrici.

Confidiamo nel fatto che nei prossimi giorni la situazione si sbloccherà e che la Team Service e l’Azienda Ospedaliera si renderanno conto della grave situazione di pericolo in cui stanno mettendo le lavoratrici delle pulizie e tutt* coloro che attraversano l’ospedale.

Siamo determinate a portare avanti le istanze delle lavoratrici fino a che non otterremo risultati

ALESSANDRIA. QUELLO CHE NON HO, (LOCCI BRINDA SUL BUS, CHERIMA SCOMODA IL NAZISTA GOEBBELS E BOVONE, RICOVERATO PER COVID,PASSEGGIA PER LA CITTA’), E’ LA CAMICIA NERA.

Quanto mi manca e quanto mi piace quella parte poetica e anche un po profetica della politica alessandrina, specie da quando frequento il bar dello sport di piazza Santa Maria di Castello, che ai pilomat ha sostituito le “stronzmat” quotidiane del teatrino della politica in sostituzione del Teatro alessandrino ormai defunto.

Il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica, (per gli amici il “Divin Codino”) e l’assessora Cherima immersi nel cimitero virtuale per morti speciali alessandrino.

L’assessora Cherima Fteita che nella sua vita ha fatto molti lavori importanti, quali che siano lo sa Cherima, ma sicuramente erano ruoli di prestigio e oggi è pensionata, almeno per quello che ne sappiamo noi, ma di fare la pensionata, giustamente donna Cherima impegnata in politica, proprio non ci pensa.

E fa bene perché ogni tanto ci vuole una ventata di freschezza e di gioventù a svecchiare una classe politica obsoleta.

La bella Cherima arriva addirittura a scomodare Goebbels per illustrare le sue teorie, ma sono realmente complottiste oppure c’è qualcosa di vero? Di vero c’è sicuramente il fatto che Cherima non è ancora, per ora, stata infettata dal coronavirus e non è mai stata intubata con una canna di plastica che le entra nei polmoni, ermeticamente chiusa dentro uno scafandro da palombaro e supina in un letto di ospedale di terapia intensiva.

Ma l’intervento improvvido dell’assessora e le sue teorie complottiste hanno scatenato una tempesta sui social, passino le scemenze sul vaccino come frutto della speculazione, ne abbiamo sentite di peggio, ma addirittura scomodare il nazista Goebbels mi sembra troppo compromissorio per continuare a rappresentare una istituzione dello stato democratico.

L’assessora di Alessandria, Cherima Fteita, ha condiviso un lungo intervento sui social sul covid-19 o coronavirus, ma visto che in Italia siamo tutti un pò dottori, un pò infermieri, ma anche un pò malati e siamo anche tutti un pochino terrapiattisti, tuttologi, politici, economisti, virologi, complottisti e anche, lasciatemelo dire, un pò “stronzi”, me compreso ovviamente per non fare torti a nessuno, è intervenuta anche su eventuali cure e teorie, prendendo spunto dal virologo Giulio Tarro. E che dice il virologo, ansioso fan dell’Inglese Boris: “bisogna fare circolare il virus tra i giovani per sviluppare l’immunità di gregge”. Va beh Cherima se proprio ci tieni tanto a sviluppare l’immunità di gregge perché non ti rendi disponibile a fare attività di volontariato nei reparti di terapia intensiva senza DPI( dispositivi di protezione individuale) così ti immunizzi definitivamente e nessuno chiederà le tue dimissioni da assessore in comune.

Il sindaco e Cherima durante l’attività di volontariato come barellieri per malati un pò speciali.

Nel lungo post che Cherima ha pubblicato sono stati moliti i punti controversi che hanno scatenato la polemica: “a brevissimo lo Stivale si colorerà tutto di rosso. E durerà fino a maggio. La notizia del vaccino serve per farci accettare il lockdown, nella convinzione che a brevissimo saremo liberi. Invece non arriverà nessun vaccino”.

Cherima fa poi riferimento alla “grande speculazione finanziaria” che quando “l’intero sistema economico sarà collassato (…) passerà all’incasso”. Non solo, ma sottolinea come il sistema sanitario non sia in ginocchio per il virus ma “per la nostra totale disorganizzazione (organizzata)”.

Un duro attacco lo ha riservato ai medici, che non hanno ufficializzato un protocollo di cure, ritiene “i complici nostrani di questo scempio epocale hanno fatto di tutto affinché la situazione si ripetesse”, che avrebbero fatto “sparire la clorochina. Non hanno potenziato la rete di medicina territoriale per curare i pazienti a casa e abbattere il modello ospedale-centrico, totalmente fallimentare contro questo virus”.

I media sono per Cherima lo strumento attraverso il quale si diffonde la paura: “la paura è stata indotta, ingigantita e strumentalizzata. Sembra di essere tornati ai tempi di Goebbels che indottrinò l’intero popolo tedesco, mentre le nostre forze dell’ordine non si oppongono per nulla”.

Il tristemente famoso ministro della propaganda nazista. Quando ha visto che si stava creando una discussione, l’assessora ha posto la domanda: “Una sintesi perfetta nella sua drammaticità?”.

Il post di Cherima ha creato polemiche politiche, ma le stesse idozie le sentiamo tutti i giorni al bar dello sport, alla macchinetta del caffè e nel frattempo sono arrivate le richieste di dimissioni, che come accade sempre con chi ha il sedere incollato alla poltrona con la colla più resistente non arriveranno, da parte dell’opposizione. la bella Cherima nega di essere una negazionista: “Non sono assolutamente negazionista, la mia voleva essere solo la spinta per un’ulteriore riflessione. Ho incrociato quel post abbastanza forte, mi ha colpito e ho pensato che potesse indurre a ragionare. Non voleva essere a sostegno della tesi, ma un’azione per alimentare lo spirito critico. Il problema è contingente e la situazione è complicata, ci sono  tutti gli aspetti del paese coinvolti e si sta cercando di gestirli al meglio, quindi sarebbe impossibile essere negazionisti. Siamo tutti qui che stiamo combattendo, ognuno di noi ha persone coinvolte. Forse avrei dovuto spiegare meglio l’intento ma bisognerebbe capire perché ci sono state precise letture che non lasciavano spazio a domande”.

Intanto spieghiamo chi è Joshep Goebbels altrimenti domani ce l’ho spiegherà il Senatore Antonio La Trippa, l’unico senatore a non essere mai stato eletto da nessuno e che non rappresenta nessuno se non un certo target politico tipico dell’orrido teatrino di certa politica:

Joseph Göbbels o Goebbls, a seconda dei gusti, data di nascita: 29 Ottobre 1897 Data di morte: 1° Maggio 1945, che mi piace molto di più.

Altri nomi: Paul Joseph Goebbels Paul Joseph Goebbels è stato un politico e giornalista tedesco. Fu uno dei più importanti gerarchi nazionalsocialisti, Gauleiter di Berlino dal 1926 al 1945, ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945, ministro plenipotenziario per la mobilizzazione alla guerra totale e generale della Wehrmacht, con l’incarico della difesa di Berlino dall’aprile del 1945 e, dopo il suicidio di Hitler, dal 30 aprile 1945 per quasi due giorni cancelliere del Reich. Le sue tecniche di propaganda furono uno dei fattori che consentirono al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori l’ascesa al potere in Germania, nel 1933. Avendo un dottorato in letteratura ed essendo inoltre una delle persone più colte fra i nazionalsocialisti di spicco, furono in molti, tra cui lo stesso Hitler, a chiamare il ministro Herr Doktor .

Cherima a dimettersi proprio non ci pensa, ma non perché sia attaccata alla potrona di assessora, ma perché, come lei stessa spiega: “Non ho agito o fatto delibere, è un pensiero che va oltre la realtà territoriale. È giusto che un amministratore sia avviato verso le migliori soluzioni ma in generale c’è anche una libertà di espressione personale, al di là di questo caso”.

ALTRO POLITICO ALESSANDRINO, ALTRO SPETTACOLO D’AVANGUARDIA PER IL PIACERE DI ASSAPORARE IL CLIMA DI FESTA CHE SI VIVE NELLA CITTA’ DI ALESSANDRIA IN PIENA EMERGENZA COVID, SI SALVA SOLO IL CONTE GIANFRANCO,(DIVIN CODINO PER GLI AMICI PER VIA DELLA SUA FLUENTE CHIOMA E IL CODINO CHE LO CONTRADDISTINGUE).

Il sindaco Gianfranco Cuttica, (per gli amici il “Divin Codino”) sprofondato nella politica alessandrina.

“Amici! Uscito ora H (dall’ospedale)! 4 passi per rincasare, ariaaaa! Ora rinchiuso, aspettando risultato negativo!”.

Il consigliere comunale di Alessandria, Mauro Bovone, tra le file di Forza Italia, si è immortalato sui social fuori casa nonostante sia ancora in attesa della negatività.

L’amministratore appena uscito dall’ospedale dove è stato ricoverato per 10 giorni per covid ha voluto condividere con una foto la sua libertà, ma si sono scatenate le polemiche.

Il consigliere non ci sta a passare per untore: “Nessuna violazione della quarantena, l’ambulanza mi ha lasciato davanti casa perché c’era il senso unico e non poteva portarmi alla porta e quei venti metri di aria mi hanno ridato la vita. Avrei dovuto farli in carrozzina, ma ho chiesto di camminare: mi sono sentito di nuovo vivo dopo una settimana di ossigeno”.

Il consigliere ricoverato per 10 giorni e collegatosi più volte alle commissioni comunali con l’ossigeno per seguire i lavori.

A casa, dopo le dimissioni dall’ospedale, in attesa del doppio tampone negativo, ma Bovone è sicuro di essere negativo: “Passerà, qualche giorno e sarò negativo e sono solo a casa nell’attesa mia figlia mi ha lasciato l’alloggio e la mia famiglia mi sta aiutando portandomi tutto il necessario e lasciandole fuori dalla porta. Non capisco il motivo di tanta polemica: comunque avrei dovuto fare i 20 metri. Il personale sanitario è stato sempre gentile e premuroso, tanto da portarmi le borse fuori dalla porta, ma quella breve camminata mi ha fatto ritrovare la forza di sconfiggere questo momento”. 


Ma Bovone è solo terzo nella classifica delle bufere alessandrine Piervittorio Ciccaglioni è secondo solo alla Cherima Fteita che ha citato tesi negazioniste, ma Piervittorio, assessore ai servizi sociali, si è lanciato in un assalto all’arma bianca contro se stesso: “Terremotati al freddo, italiani chiusi in casa, clandestini in giro, altri al caldo in lussuose navi da crociera. I costi a nostro carico”, Strano detto da chi la casa la deve assegnare e ancora più strano che il numero di terremotati al freddo sia raddoppiato da quando si è insediata la giunta del “Divin codino” di cui Pievittorio è assessore.

L’ex sindaco di Alessandria, Rita rossa, ha commentato: “Sta diventando una situazione un po’ ridicola, sono fenomeni di una degenerazione del senso del ruolo che questa maggioranza deve svolgere. Sono manifestazioni di una non conoscenza del ruolo istituzionale, utili a salire sull’altare della propaganda contro il governo. Il problema è del sindaco così rischiano di essere poco credibili. Ma perché ex sindaco di Alessandria non lo sapevi fin dall’inizio che la giunta presieduta dal Conte “Divin Codino” era solo il frutto della più teatrale “fatuescenza” politica della propaganda urlata al bar dello sport.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. CITTADINO MAROCCHINO RIENTRA ILLEGALMENTE IN ITALIA, ARRESTATO.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Marocchino rientra illegalmente in Italia: arrestato dalla Polfer di Alessandria”

Il personale della Polizia Ferroviaria di Alessandria ha arrestato un cittadino marocchino perché presente sul territorio nazionale nonostante un provvedimento di espulsione a suo carico.

L’uomo è stato rintracciato e fermato dagli Agenti della Polizia Ferroviaria a bordo di un treno regionale diretto in Liguria per essere sottoposto a controllo.

Il passaporto è risultato scaduto e a carico dell’uomo è emerso un provvedimento di espulsione dal territorio italiano verso il suo paese d’origine, emesso dal Prefetto di Genova ed eseguito coattivamente il giorno 4 dicembre 2019 presso la frontiera aerea di Milano Malpensa.

In ragione del provvedimento di espulsione, al trentenne marocchino era stata a suo tempo inibita la possibilità di fare ritorno in Italia per un periodo di anni cinque.

Il cittadino marocchino non ha rispettato il divieto non veniva e, nonostante l’avvenuta espulsione, è ritornato sul territorio nazionale, violando in questo modo le prescrizioni a suo carico.

Il cittadino marocchino è stato perciò arrestato dagli operatori della Polizia Ferroviaria di Alessandria per la violazione delle disposizioni in materia di immigrazione, ai sensi dell’art. 13 co. 13 D.lgs 286/98.

FOGGIA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE CONGIUNTA ANTIMAFIA CARABINIERI-POLIZIA: “DECIMABIS”

Operazione antimafia a Foggia: 40 indagati

Un’operazione antimafia denominata “Decimabis” è stata conclusa stamattina dai poliziotti del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Bari e Foggia congiuntamente ai militari del Comando provinciale carabinieri di Foggia.

Colpiti tre clan che costituiscono la cosiddetta “Società foggiana”: Moretti-Pellegrino-Lanza, Sinesi-Francavilla e Trisciuoglio-Tolonese-Prencipe che, con la forza dell’intimidazione e dell’assoggettamento, avevano controllato le attività economiche della zona, ai danni di commercianti e attività economiche. 
I gruppi erano da tempo contrapposti in una sanguinosa guerra di mafia per il conseguimento della leadership interna ed il controllo degli affari illeciti ma, allo stesso tempo, uniti nella condivisione degli interessi economico-criminali.

I 40 indagati, colpiti in 15 province italiane, sono responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, tentata estorsione, usura, turbativa d’asta e traffico di sostanze stupefacenti, tutti aggravati dal metodo mafioso.
“Decimabis” è la prosecuzione della precedente operazione antimafia, denominata “Decima Azione”, eseguita nel novembre 2018, sempre a Foggia.

Tra gli arrestati di oggi anche un dipendente del comune di Foggia, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, il quale ha fornito informazioni a esponenti del clan Sinesi-Francavilla, funzionali a estorsioni nei confronti di agenzie funerarie locali e di un imprenditore edile locale.

Importanti nelle indagini anche le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia che hanno contribuito a far acquisire prove a carico degli indagati. Questi ultimi attraverso una forte pressione estorsiva avevano il controllo delle attività economiche della zona: dal mercato settimanale cittadino al settore edilizio, dalle imprese di servizi funebri, alle sale scommesse ed alle aziende attive nel movimento terra, dall’agroalimentare alle corse ippiche: non vi è ambito economico che la mafia foggiana abbia risparmiato nella sottoposizione al racket estorsivo.
Donatella Fioroni

AVELLINO. POLIZIA DI STATO. FURTO DI MEDICINALI ONCOLOGICI.

Avellino: furto di medicinali oncologici, 2 arresti

Hanno rubato farmaci per oltre un milione e 300mila euro nella farmacia dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino; per questo due pregiudicati sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra mobile.
Il furto di medicinali oncologici era stato commesso nel febbraio 2019.

L’analisi del traffico telefonico e delle impronte digitali, rilevate su alcune buste di plastica abbandonate all’interno della farmacia, l’estrazione del Dna da tracce di sangue lasciate dai malviventi su una finestra rotta per poter accedere all’interno dei locali, hanno consentito agli investigatori di individuare una parte del gruppo criminale autore del furto. 

La rapidità nell’esecuzione del colpo ha evidenziato che si trattava di un team esperto e in forte sintonia, anche in base al fatto, documentato, che i criminali avevano compiuto un sopralluogo due giorni prima del furto. Inoltre, la meticolosa pianificazione ha indotto i poliziotti a ritenere che la refurtiva avesse già un ricettatore pronto ad acquistarla per poi commercializzarla sul mercato estero. 
Sono ancora in corso ulteriori indagini per individuare gli altri due componenti del gruppo criminale.
Donatella Fioroni