ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. COMMMISSARIO E DIRIGENTE FANNO A “CAZZOTTI” COME SU UN RING. L’INTERVISTA IMPOSSIBILE AL SENATORE ANTONIO LA TRIPPA.

Brutte notizie arrivano dall’ospedale di Alessandria dopo l’arrivo del Commissario Mario Raviolo cacciato in primavera dall’Unità di crisi del Piemonte e restaurato all’Ospedale di Alessandria che dovrebbe gestire l’emergenza Covid e ristrutturare, si fa per dire, l’organizzazione del Pronto Soccorso. Ma ai piani alti del “nosocomio cittadino” le scrivanie dei dirigenti sono state sostituite da un ring su cui fare a “cazzotti” e il clima si sta surriscaldando come nella serie cinematografica Rochy e qualcuno già evoca lo scontro finale tra Rocky Balboa e Ivan Drago.

MA NOI DEL QUOTIDIANO ON LINE ABBIAMO VOLUTO VEDERSI CHIARO E ABBIAMO CHIESTO NOTIZIE CERTE ALL’UNICA PERSONA CHE TUTTA SA E TUTTO TACE, TRANNE QUANDO RACCONTA LE SUE BALLE SPAZIALI, AL SENATORE ANTONIO LA TRIPPA.

Il senatore Antonio La Trippa lo ricordiamo a quanti ancora non lo conoscono è l’unico Senatore della Repubblica che nessuno ha mai eletto, un “abbuffino” della politica, un opportunista che ha cambiato tutte le casacche e vestito i panni di tutti i partiti politici anche quelli che non esistono, ma che esisteranno in futuro. Insomma un vero intenditore della politica.

Al Senatore abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione politica e sanitaria alessandrina e piemontese.

Domanda: Senatore La Trippa che cosa sa dello scontro Kozel-Raviolo e del clima di “piombo” nell’Azienda Ospedaliera di Alessandria?

Sen. La Trippa: Giovanotto, ma che vuole che sia? Sono solo leggende metropolitane e poi sa in ospedale ci vuole una ventata di aria nuova in sostituzione di quella vecchia e viziata. E allora ha ragione il commissario Raviolo, ho detto Raviolo e non Tortellino intendiamoci, aprite quelle finestre, fate cambiare aria nei reparti, ossigenate i corridoi e rinfrescate le stanza degli ammalati, per dinci e per dindirindina.

Ma Senatore così facciamo ammalare tutti i pazienti di polmonite e li uccidiamo?

Sen. -Ma che vuole che sia uno più uno meno e poi, ma lei lo sa che l’Ospedale è al collasso, non c’è più posto e allora per dinci facciamo spazio e diamo lavoro a chi ne ha bisogno, le onoranze funebri!

Senatore stiamo scadendo già alla prima domanda e non vorremmo essere colpiti dalla collera di politici, dirigenti e pazienti quindi sia professionale, coerente e corretto.

Sen. -Sempre lei è sempre lo stesso, un “Komunista”, un giornalista che vuole la verità, ma qui l’unica verità è che lei vorrebbe alla guida della grande Alessandria un altro “Komunista” come lei, il consigliere regionale Mimmo Ravetti.

Senatore non la butti in “caciara”, non ho detto questo e poi non sono neppure sicuro che Mimmo accetterebbe la candidatura a sindaco di Alessandria.

Sen. -Non le rispondo neppure e lo sa perché? Perché il suo Mimmo non scrive mai, ad esempio non so neppure s scrive, dove scrive e quale sia il suo sito internet, poi parliamoci chiaro anche se scrive non lo legge nessuno, se lo leggono non capiscono cosa scrive, anche se capissero non saprebbero come interpretare il “MimmoPensiero”.

Senatore, ma che sta dicendo? lei sta infangando il buon nome del consigliere regionale Mimmo Ravetti, ma si rende conto?

Sen. -Ma cosa dice’ io infangare? mai e poi mai e adesso, domani le spiego: Il sindaco di Alessandria, Conte Gianfranco, Divin Codino, ha preso in mano la situazione e scritto al suo collega di partito l’Assessore Luigino Icardi che prontamente in risposta gli ha commissariato l’ospedale. Immagini se ad essere sindaco di Alessandria fosse stato Mimmo Ravetti? Avrebbe scritto a Giuseppe Conte e alla cricca al governo, che avrebbero immediatamente inviato l’esercito per montare un enorme ospedale da campo in quello che fu il campo di battaglia di Marengo per ospitare i degenti meno gravi. Ora lei il mio giornalista Komunista provi a immaginare in che situazione ci verremmo a trovare: I francesi e gli austriaci non capirebbero che la battaglia è finita e riconcerebbero a bombardarsi con i cannoni, spararsi con i moschetti e a scannarsi con assalti all’arma bianca con sciabole e baionette.

Immagini Napoleone da un parte che grida: “Moi la jarettière” e l’austriaco, Micheal von Melas, che risponde: “Das Strumpfband gehört mir”.

Senatore siamo ormai nuovamente scaduti nel ridicolo, siamo passati dall’ospedale alle Jarettière senza alcune dignità, ma in buona sostanza che cosa propone lei per risolvere l’emergenza sanitaria e politica alessandrina?

Sen. -Caro il giornalista, komunista e poco attento alle emergenze, ma lei lo ha visto il nostro sindaco, Conte Divin Codino? Il Divin quando esce, ma lei non si è mai accorto di nulla, ha sempre con se uno zaino nel quale custodisce preziosissime opere d’arte che quando arriva nel suo ufficio al palazzo Rosso estrae e srotola sulla scrivania. La sola vista delle opere d’arte lo ispira e ispirato da tanta bellezza si inebria e intuisce quale sia la miglior cura per sconfiggere il vil virus.

Ma di cosa sta parlando Senatore, divaga e sfugge alle domande, quale cura al virus possono ispirare le opere d’arte?

Sen. -Lei giornalista è solo un incompetente! Ha presente i due statisti di fama e grandezza internazionale? Per chiarirci la “Caciottara” e il “Cazzaro Verde” hanno incarnato in se stessi l’anima del virus stesso. oggi ci sono e domani No a seconda dei sondaggi e del clima politico e degli interessi economici. Il “Cazzaro” che da Ministro, per meglio comprendere i bisogni della gente, ha girato in lungo e largo tutta la penisola alla ricerca di feste, sagre e momenti di spirituale contemplazione: Panini con salamelle, fritture di pesce, vino, birra, grappa e moijto per essere più vicino ai bisogni della gente e per sconfiggere il coronavirus perché mi spieghi, giornalista Komunista, quale virus avrebbe il coraggio di avvicinarsi a una bocca che alita di aglio, cipolla e alcol puro?

La “Caciottara” invoca feste in famiglia tradizionale, madre, padre, figli e va beh anche l’amante può partecipare al cenone di Natale e Capodanno, ma sempre nel rispetto delle regole imposte dai difensori dei confini della cristianità.

Senatore come al solito siamo scaduti nel ridicolo e perciò preferiamo tornare alla cronaca seria che narra del litigio ai piani alti dell’Azienda Ospedaliera alessandrina che merita più rispetto di quanto ne abbia dimostrato lei nell’intervista.

L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA CON INDISCREZIONI NON CONFERMATE SULLO SCONTRO TRA KOZEL E RAVIOLO.

Certo che in piena emergenza Covid-19 con i reparti chiusi e i pazienti trasferiti in altri ospedali della provincia l’arrivo di Mario Raviolo ha innescato un caso politico, sindacale e un cambiamento che pone molti interrogativi.

Le indiscrezioni, pubblicate da alcuni media locali, narrano di un clima “plumbeo” tra i dirigenti sanitari locali e la scelta perseguite di conferire al Commissario, Mario Raviolo, l’immagine di “un’emergenza gestita”, ma che non risponde a nessuna delle problematicità emerse nella seconda ondata di infezioni da Coronavirus.

Pettegolezzi, indiscrezioni, racconti metropolitani, ma nessuna conferma su uno scontro di boxe tra il direttore sanitario, Daniela Kozel, e il neo commissario, Mario Raviolo, e a separarli il direttore generale, Giacomo Centini. 

Al litigio furibondo, come vogliono le migliori telenovele e racconti metropolitani a puntate avrebbe assistito in qualità di arbitro sul ring l’assessore Luigino Icardi che, però non ha ancora assegnato la vittoria ai punti o per Ko a nessuno dei due avversari.

Ma quale è stata la causa che ha scatenato lo scontro fisico tra i due?

Sempre le solite indiscrezioni raccontano che il diverbio, degenerato in scontro fisico, sarebbe nato per la diversa interpretazione della gestione sanitaria del personale medico e la conduzione di alcuni casi in Urologia e in Geriatria, i cui reparti sono stati chiusi per una infezione ospedaliera e per Covid.

In Ospedale “bocche cucite” e il Dg Centini ha dichiarato: “La collaborazione con il coordinatore straordinario sta procedendo nel migliore dei modi. Abbiamo già raggiunto degli importanti risultati che stanno consentendo all’ospedale di potenziare le attività specialistiche, come la cardiochirurgia, la neurochirurgia e le attività di secondo livello”. 

In via Venezia Il direttore sanitario Kozel e il Dg Centini scaldano i muscoli in attesa dello scontro finale che dovrebbero culminare con le dimissioni dei due, ma è tutto già stato fermamente smentito.

Niente, nessuno scontro fisico, nessun incontro di pugilato e nessuna dimissione all’orizzonte, ma tutto rinviato, in attesa del prossimo scontro finale tra Rocky Balboa e Ivan Drago sul ring alessandrino.

Sarà tutto vero oppure la solita leggenda metropolitana?