ALESSANDRIA

ALESSANDRIA.ALLARME RSA E CASE DI RIPOSO PER ANZIANI: “TORNA IL RISCHIO DELLA STRAGE SILENZIOSA DI PRIMAVERA”.

Immagini di repertorio. La processione all’ingresso della casa di riposo di Quargnento.

Una inchiesta in primavera, durante la prima ondata di contagi da “coronavirus”, raccontava di una strage silenziosa che ha ucciso 26.422 anziani over 70, ma i numeri spiegano anche che la metà dei decessi è avvenuta nelle residenze sanitarie per anziani.

Molte strutture sanitarie e residenze per anziani, tra cui Quargnento, sono state chiuse ai contatti esterni e salvato la vita agli anziani o comunque è stata arginata la corsa del contagio da coronavirus.

Altri strutture hanno invece aperto le porte per accogliere i malati e questa scelta si è rivelata nefasta per gli anziani ospiti, che a decine di migliaia siono stati contagiati e uccisi dal virus.

La seconda ondata della pandemia, nonostante lo sforzo enorme del personale di case di riposo e Rsa, si sta dimostrando molto più pericolosa per le strutture ricettive, per gli anziani ospiti e per lo stress a cui vengono sottoposti gli operatori sanitari tra cui si contano molti casi di positivi

Per la RSA e le Case di riposo è di nuovo emergenza e tornano ad essere focolai di contagio da Covid.

La conferma che il virus sia presente in molte strutture piemontesi e in provincia di Alessandria è arrivata dal prefetto Iginio Olita, che durante l’ultimo Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha comunicato che in relazione proprio allo stato delle RSA proseguirà un attento monitoraggio attraverso le Autorità sanitarie locali e l’Arma dei Carabinieri, nelle componenti territoriali e del NAS.

Ad Alessandria l’Asl Al ha preso in carico il caso dell’Istituto Divina Provvidenza “Beata Teresa Grillo Michel che nei giorni scorsi ha denunciato oltre oltre 100 contagi, tra casi sospetti e positivi, su 234 ospiti, la cui la maggior parte risulta essere asintomatica al virus mentre sono  27 gli operatori sanitari contagiati, molti con sintomi.

I numeri del contagio nell’alessandrino preoccupano e massima è l’attenzione rivolta verso le strutture dell’Alessandrino: la Don Beniamino di Novi, la casa di riposo Balbi di Arquata Scrivia dove quasi tutti i quaranta ospiti sono risultati positivi al tampone, A Valenza sono i 18 contagi all’Uspidalì tra ospiti e assistenti, mentre a Tortona si è sviluppato un focolaio a Villa Charitas,  sede delle Suore Sacramentine dove sette sorelle su otto sono risultate positive al virus.

La prima ondata Covid, era stata ribattezzata “una strage silenziosa”: quella che, nella caotica gestione della pandemia della scorsa primavera, aveva ucciso migliaia di anziani delle case di riposo e delle Rsa.

ALESSANRIA DI NUOVO NELLA MORSA DELL’EMERGENZA DA CORONAVIRUS E NUOVI FOCOLAI NELLE RSA E NELLECASE DOI RIPOSO.

Il focolaio di contagio da Covid si è sviluppato nella Rsa, Istituto Divina Provvidenza di Alessandria: struttura, intitolata a Beata Teresa Grillo Michel dove sono risultati positivi al virus 86 ospiti su 238 e 21 operatori sono risultati positivi al tampone e di cui 50 sono in malattia. La Asl di Alessandria conferma che si tratta di “19 Oss e 2 suore”.

Un focolaio covid ha interessato, il mese scorso, la casa di riposo di Quargnento “Madre Teresa Michel-Piccole Suore della Divina Provvidenza” con 30 contagi tra cui alcuni operatori, in totale nel paese i contagi sono 49 e quattro persone sono state ricoverate in ospedale.

L’allarme lanciato dai gruppi consiliari del Pd e della lista Insieme per Rossa in merito all’emergenza covid ad Alessandria alla vigilia del consiglio comunale dedicato a questo tema. I consiglieri dell’opposizione hanno puntato l’accento sulla situazione delle rsa alessandrine, definita grave e trascurata: “Il Consiglio Comunale di mercoledì sarà un’occasione per fare chiarezza, per avere informazioni e per, si spera, essere ascoltati. Lo abbiamo chiesto da tempo un confronto, arriva in ritardo ma proviamo a renderlo utile. Ci sono veri e propri focolai in una struttura, ma non è l’unica, ci sono 55 operatori a casa di cui solo 10 per normale malattia. Gli ospiti non sono monitorati perché il responsabile, il dottor Barresi dell’Asl di Alessandria, non può fornire tamponi in assenza di reagentiIl grido d’allarme è di avere personale. Ci sono operatori che hanno sulle spalle 40 ore di lavoro. Perché non ci sono risposte? In alcune RSA la carenza di dpi crea situazioni allarmanti. Gli operatori sono esposti, e con loro le famiglie, gli ospiti sono a rischio. Le strutture sono al collasso. Eppure la Regione non fornisce i dati e si limita a dire che esiste un problema. Forse possiamo cominciare a dare nomi e cognomi ai problemi? Cirio e Icardi per cominciare? E i nostri amministratori, tanto attivi in questi giorni, come intendono difendere i cittadini che vengono prima degli interessi di parte e di partito?”