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WASHINGTON. JOE BIDEN E’ IL 46° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

Joe Biden ha vinto

Il nuovo presidente degli USA è Joe Biden esponente del Partito Democratico che ha un vantaggio incolmabile in Pennsylvania e rende impossibile una rimonta del Repubblicano Donald Trump.

Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali degli Stati Uniti! Non ci sono più motivi pe dubitare della grande avventura che ha opposto Biden a Trump.

Negli USA è mattina, ma in Italia e pomeriggio quando lo scrutinio delle schede in Pennsylvania ha sancito il sorpasso di Biden su Trump. La conquista dei grandi elettori in Pennsylvania è stato decisivo per Biden che va oltre le più rosee speranze sfondando la soglia di 270 grandi elettori. La sua vittoria è più che mai certa, talmente ovvia che i network televisivi, hanno preannunciato l’imminente vittoria del nuovo presidente Democratico su Trump, che ora ha solo il tempo di fare i bagagli per lasciare libera la Casa Bianca anche se per molto tempo ancora resteranno i danni provocati dalla sua amministrazione in campo sociale e credibilità internazionale.

I pochi voti che mancano in Pennsylvania arrivando da aree dove Biden ha vinto con margini larghissimi e con la vittoria in Pennsylvania supererà la soglia dei 270 grandi elettori, ma anche ancora in fase di conteggio Biden è largamente in testa anche in Arizona, Nevada e Georgia.

Donald Trump è pronto per concedersi una lunga vacanza sempreché le inchieste per una serie di reati commessi prima e durante il suo mandato presidenziale non lo spedisca direttamente dalla Casa bianca alla prigione di stato mentre le cronache registrano che Trump è il quarto presidente a non riuscire a farsi rieleggere, il primo dopo George H. W. Bush nel 1992.

La vittoria del democratico, 77enne, Biden sembra debba essere ancora più ampia di quanto si pensa e se dovesse, come appare, vincere anche nei tre stati che hanno in corso lo scrutinio otterrebbe 306 grandi elettori, un record per le elezioni presidenziali americane; quanti ottenne Trump nel 2016, ma con 3 milioni di voti in meno di Hillary Clinton.

Nelle elezioni del 2020 Biden, contrariamente a quanto accadde nel 2016, ha preso molti più voti di Trump: 4 milioni che a scrutinio terminato diventeranno sei-sette milioni. Joe Biden per le statistiche è il candidato più votato della storia delle elezioni presidenziali americane.

Joe Biden ha battuto due record: il numero voti presi e aver portato nell’area Democratica stati Repubblicani da decenni.

La vicepresidente sarà Kamala Harris, 56 anni, senatrice della California, che diventerà la prima donna e la prima persona non bianca a ricoprire questo importante incarico.

Donald Trump, ma non è una novità rompendo la prassi per cui entrambi i candidati non mettono in discussione la legittimità del voto, anzi al termine delle elezioni mettono fine ai diverbi della campagna elettorale congratulandosi con l’avversario e ammettendo la sconfitta, da giorni si comporta in modo opposto, rifiutando di accettare il risultato elettorale espresso dal popolo americano. Donald Trump in un discorso disonesto, senza nessuna prova e anzi è stato sconfessato dagli stessi Repubblicani, ha lanciato accuse tanto infondate quanto violente, sostenendo che i Democratici avrebbero truccato le elezioni, che se tenessimo conto solo dei voti legali avremmo vinto, ma è tutto falso, non ci sono prove che esistano voti “illegali”, altro frase totalmente destituita di ogni fondamento quella per cui i sondaggisti avrebbero gonfiato i voti a favore di Biden per scoraggiare gli elettori Repubblicani dall’andare a votare, altro falso che lui avrebbe vinto nello stato della Pennsylvania.

Trump, come è nel suo diritto, potrebbe presentare ricorsi e chiedere indagini, ma non risulta che le accuse lanciate contro i Democratici abbiano fondamento mentre ciò che risulta chiaro è che lo stesso Trump aveva più volte annunciato che non avrebbe mai accettato la sua sconfitta elettorale.

Donald Trump, affetto da “Narcisismo maligno, sociopatico compulsivo”, ormai fuori controllo non potrà comunque rifiutarsi di abbandonare la Casa Bianca e passare il testimone del potere a Joe Biden, che dovrà fare i conti con tutti i danni in campo sociale, sanitario, economico e di credibilità internazionale lasciata in eredità dopo quattro anni di disastri targati Trump. I poteri del presidente, sotto inchiesta e sul cui capo pende la richiesta di “impeachment” scadono il 20 gennaio del 2021 a mezzogiorno, quando fuori dal Congresso a Washington DC si terrà la cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti.

La fase transitoria tra le elezioni e l’insediamento solitamente viene dedicata al trasferimento dei poteri, nomine e passaggi di consegne e in periodi di normalità, con presidenti normali viene sempre condotta con grande cura e correttezza, ma noi siamo convinti che non sarà così a causa dei deliri di onnipotenza del Tycoon sconfitto e ferito nell’orgoglio che già prima del voto manifestava squilibri e attacchi sociopatici di narcisismo maligno, impegnando il nuovo presidente degli USA e il suo staff in polemiche e forti tensioni.