Mese: ottobre 2020

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. FOGLIO DI VIA PER DUE CITTADINI INDESIDERATI.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

Il Questore della Provincia di Alessandria, tramite la Divisione Anticrimine della Questura, ha emesso la misura di prevenzione dell’Avviso Orale con prescrizioni nei confronti di un cittadino alessandrino e la misura del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno dal Comune di Alessandria nei confronti di un cittadino originario della Provincia di Gorizia, entrambi ritenuti soggetti socialmente pericolosi.

Il primo risulta essere il destinatario di numerose denunce per delitti in materia di sostanze stupefacenti e contro il patrimonio, il furto aggravato e la ricettazione.

Inoltre di recente è stato arrestato dagli operatori di questa Sezione Volanti perché ritenuto essere l’autore di un furto in abitazione ed indebito utilizzo di carta di credito.

Nei suoi confronti il Questore ha emesso la misura dell’Avviso Orale, esortandolo ad un rigoroso rispetto delle norme dell’ordinamento e delle prescrizioni indicate nella predetta misura ed avvertendolo, che in caso di inosservanza, nei suoi confronti potranno essere applicate misure più gravose, quali la Sorveglianza Speciale.

Per il cittadino di Gorizia è stata adottata la misura del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno dal Comune di Alessandria perché, oltre ai numerosi precedenti di Polizia e condanne in ordine a reati di furto, rapina, lesioni personali, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, dopo essere stato rintracciato e perquisito gli operatori di Polizia lo trovavano in possesso di una illecita arma da taglio.

ROMA. G.di F.- RICCHI RICCHISSIMI, PRATICAMENTE INCASSAVANO I BIGLIETTI DEL GRATTA E VINCI.

Nucleo Speciale Polizia Valutaria

I finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione a sequestri preventivi di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per 27 milioni di euro, nei confronti di 12 persone (10 residenti a Roma e 2 a Mantova), indagati a vario titolo per truffa aggravata, accesso abusivo ai sistemi informatici, ricettazione e autoriciclaggio di capitali illeciti.

Le investigazioni, coordinate dalla Procura capitolina e originate da mirati approfondimenti antiriciclaggio, hanno consentito di individuare una condotta truffaldina posta in essere da dipendenti ed ex dipendenti della società concessionaria dei giochi per conto dello Stato, che sono riusciti ad “intercettare” e incassare, tra il 2015 e il 2019, quattro biglietti della lotteria istantanea “Gratta e Vinci”, di cui:

  • n. 2 relativi al primo premio del lotto “Super Cash” (dal valore di 7 milioni di euro cadauno, con una probabilità di vittoria stimata in 1 su 15.840.000 biglietti);
  • n. 2 del primo premio del lotto “Maxi Miliardario” (5 milioni di euro cadauno, con una probabilità di vittoria stimata in 1 su 9.360.000 biglietti).

La preziosa collaborazione fornita dalla società concessionaria ha permesso di individuare gli accessi al sistema informatico per mano di dipendenti “infedeli” per acquisire informazioni riservate sia in merito all’individuazione dei biglietti vincenti di importo apicale, sia alla loro localizzazione presso i rivenditori (data e luogo di consegna), successivamente comprati e incassati da alcuni degli indagati.

In tal modo, nel 2015, sono stati acquistati due biglietti da 5 milioni di euro, rispettivamente, presso un rivenditore di Milano e uno in provincia di Brescia mentre due biglietti da 7 milioni di euro sono stati comprati nel 2017 a Foggia e nel 2019 a Cremona, tutte località distanti dal domicilio degli indagati.

Successivamente, al fine di indurre in errore il gestore del servizio e in violazione del codice deontologico interno (che vieta ai dipendenti di partecipare ai giochi e alle lotterie in concessione) i dipendenti “infedeli” per presentare e incassare i biglietti vincenti, trattandosi di titoli al portatore, si sono avvalsi di conoscenti o stretti familiari e, in un caso, di un professionista.

I formali vincitori hanno trattenuto per sé una quota delle vincite e hanno successivamente trasferito gli importi restanti su conti correnti dei dipendenti infedeli e di persone a loro vicine.

GENOVA. POLIZIA DI STATO. TRUFFE A ANZIANI PER ORONAVIRUS.

Truffa anziani: tenta raggiro per cure costose anti-Covid, arrestata

truffe anziani

Truffavano gli anziani con una telefonata: “Mamma, ho il covid e sono in pericolo di vita. Ho bisogno di 7.000 euro per sottopormi a costose cure”.

La telefonata giunta ad un’anziana donna di 73 anni residente a Sturla (Genova) da parte di alcuni truffatori, che non è caduta nel tranello e avvisato la polizia.

La donna è stata rassicurata dai poliziotti che le hanno consigliato di continuare la conversazione con i truffatori in attesa dell’arrivo dei poliziotti della Squadra mobile, ai quali avrebbe aperto la porta solo dopo la parola d’ordine: “sono Alberto con la barba”.

Il “poliziotto con la barba” e di suoi colleghi si sono recati a casa della vittima per organizzare la trappola ai truffatori, così mentre alcuni agenti assistevano alla trattativa telefonica con la sedicente figlia, altri colleghi si disponevano intorno allo stabile in attesa della finta figlia.

La donna ha assecondato le richieste dei truffatori, dicendo di aver preparato un sacchetto contenente soldi e oggetti in oro, che avrebbe dovuto consegnare a un’addetta della banca.

Alcuni minuti dopo è arrivata una ragazza, che qualificatasi come l’incaricata della riscossione, a cui l’anziana ha consegnato il sacchetto contenente soldi e gioielli. Ma prima che la truffatrice potesse allontanarsi è stata bloccata gli agenti e arrestata.

Dalla perquisizione personale della ragazza, una 20enne cittadina polacca, gli agenti hanno trovato, occultati nell’abbigliamento intimo, 5.000 euro in banconote da 50 e 100 euro, sicuramente il frutto di una precedente truffa ai danni di un’anziana donna di Campomorone (Genova).

In questo caso la scusa utilizzata dai truffatori per portare a termine il raggiro è stata quella del finto incidente in cui era stato coinvolto il figlio, che se non avesse versato l’ingente somma di denaro sarebbe stato arrestato.

Cambiano i pretesti utilizzati dai truffatori, ma la tecnica è sempre la stessa: viene sfruttata la vulnerabilità delle vittime, persone anziane e sole che, grazie all’abilità di questi criminali senza scrupoli, cadono facilmente in trappola.

L’emergenza legata alla pandemia è divenuta lo spunto per nuove occasioni di truffa: dal parente che ha bisogno di soldi per cure anti-covid, ai finti operatori Asl che cercano di entrare in casa con la scusa di fare il tampone, fino ai finti infermieri che bussano alla porta con il pretesto di sanificare il denaro o offrire farmaci e mascherine.

È importante che ognuno di noi faccia la sua parte, parlando con i propri parenti o conoscenti anziani per metterli in guardia da possibili raggiri, così com’è fondamentale per chi resta vittima di un furto o di una truffa denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine in modo da evitare che altri possano subire analoghi reati.

Informazioni e consigli su come comportarsi in caso di raggiro sono contenuti nella nostra pagina dedicata proprio alle truffe ad anziani.

CATANZARO. POLIZIA DI STATO. ‘NDRANGHETA: INDIVIDUATI GLI AUTORI DI UN DUPLICE OMICIDIO.

Catanzaro: individuati autori di un duplice omicidio

Auto della PoliziaSono stati raggiunti in carcere da un mandato di arresto gli autori del duplice omicidio di due uomini avvenuto a Lamezia Terme alla fine di settembre del 2000.

I destinatari del provvedimento cautelare sono tutti esponenti delle cosche della ’Ndrangheta di Lamezia Terme e già detenuti per le condanne riportate a seguito dell’operazione “Andromeda”.

Le indagini degli agenti della Squadra mobile di Catanzaro hanno permesso di ricostruire tutte le fasi dell’agguato e le motivazioni degli omicidi, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

Il delitto avvenne al termine di un inseguimento da parte di due sicari con una grossa moto, risultata poi rubata, dalla quale spararono numerosi colpi di pistola che ferirono mortalmente le due vittime nell’auto con cui stavano scappando.

L’omicidio era stato ideato e ordinato per vendetta di altri omicidi avvenuti nell’ambito della lotta tra cosche mafiose, qualche tempo prima.

Olivia Petillo

GENOVA. POLIZIA DI STATO. UN ARRESTO PER PEDOPORNOGRAFIA.

Polizia Postale: pedopornografia, un arresto a Genova

PostaleArrestato dalla Polizia postale di Genova un 52enne nell’ambito di un’indagine di contrasto alla pedopornografia.

L’uomo, disoccupato e attualmente a Genova ma residente nel Regno Unito, è stato trovato in possesso di un grosso quantitativo di materiale pornografico prodotto attraverso lo sfruttamento di minori, anche in tenera età.

Gli agenti nel corso della perquisizione locale e informatica hanno rinvenuto migliaia di video pedopornografici alcuni dei quali con violenza sessuale.

L’arrestato era già stato condannato in passato per gli stessi reati ed aveva scontato 3 mesi di carcere nel Regno Unito dal quale poi era stato espulso nel 2016.

L’uomo, dopo aver fornito false dichiarazioni alla frontiera, non si era mai registrato in Italia ed era tornato a vivere a Genova.

Dagli accertamenti eseguiti dagli investigatori è risultato che l’uomo era attivo anche in molte chat e su varie applicazioni di messaggistica istantanea anche criptate.

Olivia Petillo