Mese: ottobre 2020

ALESSANDRIA. FESTA DEL CRISTO. “VIVI IL QUARTIERE CRISTO”.

Alessandria, 8 ottobre 2020
COMUNICATO STAMPA
Festa del Cristo
Il prossimo week end sarà dedicato alla tradizionale Festa del Cristo, che quest’anno avrà come tema “Vivi il quartiere Cristo”. L’edizione 2020 della manifestazione, nel rispetto delle norme anti COVID rinuncerà alle consuete bancarelle per affidarsi interamente ai vivaci negozi di vicinato che sono invitati ad allargare la propria offerta con stand esterni e promozioni dedicate all’occasione.


“Il quartiere Cristo – commentano il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco e l’assessore al Commercio, Mattia Roggero -, con la sua vivacità e la sua inventiva ha saputo egregiamente reagire alle pesanti restrizioni imposte dalla normativa anti Covid. Sarà perciò il quartiere stesso a mettersi in vetrina con una serie di iniziative collaterali che certamente interesseranno il pubblico e contribuiranno a rilanciare il commercio di vicinato. Come accaduto per Gagliaudo fra i Mercanti, abbiamo colto l’occasione per incentivare iniziative che dessero una nuova occasione di rilancio al commercio di vicinato cittadino, favorendo le attività strettamente alessandrine, chiamate a mettersi in mostra con stand e offerte particolari, in grado di rimettere in moto un settore che ha subito un grave contraccolpo dall’emergenza Covid. Gli organizzatori hanno saputo sfruttare questi stimoli creando un programma che pone al centro di tutto il week end i nostri negozi, i bar, i ristoranti, i luoghi di incontro, scommettendo sul rilancio del commercio tradizionale”.
“Quest’anno abbiamo scelto un tema diverso – dichiara Roberto Mutti, presidente dell’Associazione Attività e Commercio del Quartiere Cristo -, VIVI IL QUARTIERE CRISTO. La Festa del Cristo è una tradizione e anche se in tono minore siamo riusciti a promuovere una serie di eventi. Domenica 11 ottobre i nostri negozi resteranno aperti senza bancarelle ma esponendo la loro merce con sconti e promozioni.  Ci saranno punti musicali d’ascolto , punti ristoro e apertura di molti negozi. Abbiamo cercato di promuovere un sostegno alle nostre attività, fare la fiera come lo scorso anno diventava ingestibile per tutti i controlli che dovevamo adottare. La parola d’ordine è buon senso: è un momento delicato dove non abbiamo nulla da festeggiare. Un’edizione in tono minore , con la speranza di ripartire per un 2021 da protagonisti”.

NOVI LIGURE. SCANDALO NOVESE: BODYSHAMING, OMOFOBIA E STALKING. DEFERITO IL MISTER MAURIZIO FOSSATI RISCHIA UNA PESANTE SQUALIFICA.

Gli atti della procura sono arrivati, ora si attende la data per il colloquio.

Il mister della Novese femminile, Maurizio Giuseppe Fossati, è stato deferito dalla procura federale FIGC con le accuse di Omofobia, Bodyshaming e stalking nei confronti delle atlete della società per cui allenava. I fatti risalirebbero all’ultimo campionato giocato, 2019/2020, in Serie B.

Dalle testimonianze delle calciatrici, raccolte dalla procura, emerge che il Mister Fossati era solito urlare, sia durante le gare ufficiali sia negli allenamenti, espressioni offensive sottolineando il loro aspetto fisico e i loro presunti orientamenti sessuali. Inoltre le indagini hanno fatto emergere che nel corso di un viaggio premio, per la promozione in Serie B, abbia tenuto comportamenti morbosi e di stalking nei confronti di una ragazza del gruppo. Come si legge dagli atti il sig. Fossati avrebbe scattato e divulgato anche foto, scattate a quest’ultima in intimo.

La calciatrice ha consegnato alla procura federale tutte le foto e le chat con il suo stalker, nei quali presenti foto di altre donne e messaggi che confermano quanto dichiarato da tutte ragazze difronte alla procura.

Tra le prove per le accuse nei confronti del medesimo spunta anche una telefonata al padre di una’atleta con dichiarazioni omofobe nei confronti di quest’ultima, che all’epoca dei fatti dopo l’evento ha richiesto ed ottenuto il trasferimento.

L’allenatore, oggi mister di una nuova Novese in Eccellenza, rischia una lunghissima squalifica, fino a cinque anni, oppure la diretta radiazione dal movimento.

ALESSANDRIA. CARLA NESPOLO, LA VITA DI UNA DONNA STRAORDINARIA:”MAI PIU’ FASCISMI”.

Carla Nespolo, presidente Anpi nazionale, aveva 77 anni, malata da tempo è morta . 

Zingaretti: “L’Italia perde una donna straordinaria”.

La scomparsa Carla Nespolo, 77 anni, presidente Anpi nazionale, non ha colto di sorpresa gli amici e i compagni di una vita, esponente per decenni della sinistra alessandrina, senatrice e anima del Partito comunista prima e poi dei Ds è morta dopo una lunga malattia.

Maurizio Landini segretario nazionale Cgil e Don Luigi Ciotti per l’ultimo saluto a Carla Nespolo, nell’androne di Palazzo Ghilini giovedì  alle 15, mentre la camera ardente sarà allestita dalle 11.

Carlo Smuraglia, presidente emerito dell’Anpi nazionale a terrà l’orazione funebre. 

Il suo ultimo impegno esclusivo per l’Anpi dove nonostante la malattia era sempre in prima fila in tutte le manifestazioni. In piazza ha sostenuto con forza il movimento delle Sardine Alessandrine. 

L’Associazione in una nota ne ha dato notizia alcuni giorni fa: “Con immenso dolore, comunichiamo la scomparsa della nostra amatissima presidente nazionale, Carla Nespolo. Lascia un vuoto profondissimo in tutta l’Anpi che Carla ha guidato dal novembre 2017, prima donna presidente, con grande sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra associazione fin dalla sua nascita. Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua anche negli ultimi mesi, durissimi, della malattia. Ciao comandante”.

Il 10 settembre era assente  alla Casa di Quartiere di Alessandria dove l’Anpi presentava i libri “Noi partigiani” di Gad Lerner e Laura Gnocchi e “La Repubblica inquieta” di Giovanni De Luna.

I promotori dell’iniziativa avevano spiegato che Carla avrebbe voluto essere tra loro: “Voleva essere qui tra noi, ma non sta bene”.

Carla era nata a Novara il 4 marzo 1943, trasferita ad Alessandria, dove a lungo aveva insegnato al liceo scientifico Galilei contribuendo a formare una generazione di politici e amministratori pubblici.

Dal 1970 aveva ricoperto l’incarico prima di consigliere e poi di assessore in Provincia.

Lo spirito combattivo e il suo impegno politico: iscritta al Pci è stata deputato e senatrice per quattro legislature, dal 1976 al 1992.

È stata relatrice della legge per la riforma della scuola secondaria superiore, membro della Commissione di Vigilanza Rai e relatrice di numerose proposte di legge sui diritti delle donne e ha fatto anche parte della commissione speciale per la legge di parità uomo-donna nel lavoro.

Carla Nespolo è sempre stata coerente alle sue scelte, decisa a difendere le proprie convinzioni con arguzia, ironia e senza tentennamenti. Nel 2017 fu eletta presidente nazionale dell’Anpi: prima donna e prima non partigiana.

Dal 2006 era presidente dell’Istituto per la storia della Resistenza in provincia di Alessandria.

Iil segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “con la scomparsa di Carla Nespolo, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI, l’Italia intera perde una donna straordinaria che ha sempre lottato per la libertà, i diritti, per le donne, per i giovani, contro ogni forma di disuguaglianza. Voglio ricordarla con una sua frase: ‘Essere antifascisti oggi significa essere contro il razzismo, contro chi approfitta anche della crisi sociale per far regredire politicamente, culturalmente, moralmente il nostro Paese”.

La segretaria metropolitana Silvia Roggiani, la Federazione del PD Milano:”E’ con grandissimo dispiacere che apprendiamo della scomparsa di Carla Nespolo, amatissima Presidente nazionale dell’Anpi. Strenua combattente, prima donna a guidare l’associazione dei partigiani, ha lottato fino alla fine per dare voce ai valori della Resistenza, della libertà e della democrazia, contro vecchi e nuovi rigurgiti fascisti”.

Il capogruppo alla Camera di Leu, Federico Fornaro: “Carla Nespolo, Presidente dell’Anpi, deputata e senatrice per quattro legislature, è stata una donna di sinistra che ha combattuto tutta la vita, con determinazione e coerenza, per difendere e alimentare gli ideali  di libertà, democrazia e giustizia sociale. Ha lottato con altrettanto coraggio e forza contro la malattia, non rinunciando fino all’ultimo giorno a partecipare al dibattito pubblico, fortemente e giustamente preoccupata dei recenti rigurgiti neofascisti. Ci mancheranno il suo impegno democratico antifascista, i suoi consigli e l’amore per la sua terra. Ciao Carla, che la terra ti sia lieve”.

La senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini: “Esprimo profondo dispiacere per la scomparsa di Carla Nespolo, la prima Presidente donna dell’Anpi nazionale. Ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a trasmettere attivamente l’eredità storica e culturale della Resistenza, nonostante la malattia: un grande esempio per tutti noi, lascia un vuoto incolmabile, ma anche un ricordo indelebile”.

Il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha inviato una lettera di cordoglio in memoria della senatrice Carla Nespolo.

Stimatissimi, quale Sindaco della Città di Alessandria, appresa la notizia della morte della Senatrice Carla Nespolo, nostra concittadina e Presidente Nazionale di ANPI, desidero farVi pervenire la testimonianza della vicinanza e dell’affetto che la comunità alessandrina e l’Ente che ho l’onore di servire nutrono nei confronti di questa grande donna che ci ha lasciato.

Il suo essere a guida della Vostra Associazione Nazionale, dal novembre 2017, quale “prima donna Presidente” non è stato che un ulteriore tassello di una vita tutta dedita al testimoniare i valori della Resistenza e della Democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica.

Di Lei desidero ricordare non solo la lunga attività svolta nel generoso servizio al Paese – prima nell’ambito istituzionale locale della Provincia di Alessandria e successivamente in Parlamento dal 1976 al 1992, oltre che nel contesto dell’Associazione Nazionale Partigiani – ma anche la cifra distintiva del Suo operare, caratterizzato da grande passione, unita a sapienza, sensibilità politica, passione e culturale, capacità di parlare con efficacia tanto ai più giovani quanto a coloro che direttamente vissero in prima persona le tristi ed eroiche vicende della Resistenza e della lotta partigiana.

Permettemi infine di richiamare la profonda emozione provata in due delle occasioni particolarmente importanti dal dal punto di vista istituzionale in cui, prima del periodo più grave della Sua malattia, ho avuto il piacere di condividere pensieri, gesti e riflessioni con Lei.

La prima è quella del 7 aprile 2019 quando, insieme, eravamo presenti per ricordare il 75° anniversario dell’Eccidio dei Martiri della Benedicta.

La Senatrice Carla Nespolo , nel proprio intervento quale relatrice ufficiale di quella commemorazione, ha saputo con particolare efficacia offrire a tutti noi presenti una intensa riflessione storica e uno sguardo di prospettiva civica di altissimo profilo che ha unito la dimensione della riconoscenza per il sacrificio dei Martiri della Benedicta e dei Partigiani con l’impegno fermo di continuare, secondo il loro esempio e la loro passione, a costruire e consolidare le nostre Istituzioni democratiche.

La seconda, ancora più recente, è stata quella in occasione della Festa della Liberazione di quest’anno, lo scorso 25 aprile. A causa delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19, si era convenuto sull’opportunità di non far venire meno e di sottolineare ugualmente la centralità di questa celebrazione nella nostra Città.

Io e la Senatrice – quali unici rappresentanti istituzionali quali unici rappresentanti istituzionali – condividemmo dunque i diversi momenti commemorativi e momenti commemorativi e le correlate deposizioni delle corone d’alloro nei luoghi di Alessandria che ci ricordano il sacrificio della Resistenza per donare al Paese la libertà, la democrazia e la pace: è stata un’esperienza dove il silenzio e la “solitudine fisica percepita si è trasformata – grazie alla presenza “condivisa” con la Presidente Nazionale ANPI Presidente Nazionale ANPI – in un’occasione di “vicinanza spirituale” e “concordanza emotiva” che emotiva” che , ancora oggi, sento come forte, eloquente e significativa.

Per questi motivi, Alessandria è onorata di essere stata la Città di Carla Nespolo e, mediante il ruolo che l’ANPI svolgerà – sia a livello nazionale che locale– in linea con le direttrici della Sua Presidenza, sono certo che i valori da Lei così esemplarmente testimoniati durante la Sua vita saranno motivo di sprone e illumineranno ancora a lungo il cammino delle nostre Istituzioni e di tutti noi.

Nell’esprimere i sensi della mia più alta stima e considerazione, Vi porgo distinti ossequi.

Alessandria, 05 ottobre 2020

Il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco

ROMA. POLIZIA DI STATO. IL FORTE OSTIENSE CELEBRA I 150 ANNI DI ROMA CAPITALE.

Il Forte ostiense della Polizia celebra i 150 anni di Roma capitale

Verranno celebrati ufficialmente il 3 febbraio 2021, i 150 anni dalla dichiarazione di Roma capitale d’Italia.
In occasione delle celebrazioni previste per questo storico appuntamento, il Provveditorato per le opere pubbliche del Lazio-Abruzzo-Sardegna, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha avviato il progetto “Il campo trincerato di Roma – I Forti di Roma”.

Il programma prevede la valorizzazione e la riscoperta delle fortificazioni che, subito dopo l’ingresso delle truppe italiane a Roma nel 1870, furono ideate e progettate per difendere la città e con essa tutta la giovane nazione che Roma rappresentava.

Il campo trincerato

La mappa dei forti di Roma

Tra le opere concepite per la nuova Capitale del regno c’era un campo trincerato, un sistema di fortificazioni che cingevano la città con un immaginario anello esterno di 40 chilometri.

Le fortificazioni erano progettate ad una distanza di 2-3 chilometri tra loro e distanti dalle mura cittadine 4-5 chilometri.

Le nuove tecnologie militari avevano reso poco funzionali alla difesa le cinte murarie, la gittata e la potenza dei nuovi cannoni richiedevano, nella dottrina militare del tempo, la difesa avanzata, lontano dal centro abitato e la copertura, con potenti cannoni, delle vie di accesso alla città.

Le continue innovazioni, ma anche le nuove tattiche militari che privilegiavano la rapidità delle manovre non trovavano tutti d’accordo sulla costruzione di difese statiche a tutela della città.

Dall’ottobre 1870, a poco più di un mese dalla Breccia di Porta Pia, al 1877 vennero realizzati ben sei progetti con impostazioni strategiche e costi diversi.

Alcune tensioni diplomatiche con la Francia accelerarono l’approvazione del progetto finale e l’immediata realizzazione di alcuni dei 15 forti previsti.

La storia del Forte ostiense

l'ingresso del forte ostiense a Roma

Il Forte Ostiense, ora in uso alla Polizia di Stato, fu realizzato intorno al 1884 sul progetto del 1877 che riprendeva la struttura dei forti di tipo prussiano.

La forma del forte, così come quella degli altri 14 che cingono la Capitale, era di forma trapezoidale.

Situato all’intersezione tra la via Laurentina e la via Ostiense aveva il compito di proteggere l’acceso da queste due arterie di comunicazione e contemporaneamente di vigilare la ferrovia Roma-Civitavecchia.

Il costo per la realizzazione fu di circa un milione e mezzo di lire, pur non essendo il più costoso tra i forti romani.

L’aumento della popolazione e lo sviluppo urbanistico fecero presto inglobare nel tessuto urbano anche i forti più distanti dal centro cittadino rendendo, molto presto, inefficace la loro primitiva destinazione.

L’acquartieramento di truppe e l’utilizzo come magazzini e depositi furono le principali destinazione d’uso del “nostro” forte sino alla fine della Seconda guerra mondiale.

Dal 1950 al 1983 La struttura fu destinata ad associazioni ed enti che ne modificarono la struttura per le loro esigenze.

Il Forte ostiense oggi

pianta del Forte ostiense ripreso con il drone

Nel 1983 il Forte fu dato in uso al ministero dell’Interno che qui ha dislocato diversi uffici del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Oggi il Forte ospita il Servizio tecnico logistico e patrimoniale “Lazio-Abruzzo-Sardegna”; la Zona telecomunicazioni “Lazio”; la “Squadra Cinofili” della questura di Roma; il Coordinamento sanitario “Lazio-Abruzzo-Sardegna” della Direzione centrale di sanità; il Centro psicotecnico della Polizia di Stato; l’Ufficio per le ricompense della Polizia di Stato della Direzione centrale per le risorse umane.

La struttura originaria, pur se compromessa nel suo aspetto esteriore per l’assenza del fossato perimetrale e della terra di riporto e per la presenza di nuove edificazioni, mantiene, di fatto, la forma e l’assetto originario visibile nella “palazzina monumentale”, nell’ingresso e nell’adiacente “caponiera” (costruzione sporgente nel fossato del forte e destinata alla sua difesa con fuoco di fucileria e mitragliere).

È, inoltre, tuttora presente, al di sotto del piano stradale, il “fronte di gola” (la parte posteriore del Forte, dove era inserito l’ingresso) che si affacciava originariamente sul fossato perimetrale.

ROMA. POLIZIA DI STATO. CONTROLLI CONTRO IL RICICLAGGIO DI AUTO DI LUSSO.

Stradale: controlli in tutta Italia contro il riciclaggio di veicoli

Si è conclusa un’operazione della Polizia stradale finalizzata a contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e dei pezzi di ricambio per auto. Oltre 500 poliziotti e 300 pattuglie impegnate in tutto il territorio nazionale per monitorare le principali vie di comunicazione e le tratte autostradali maggiormente transitate da bisarche, corrieri e furgoni usati per trasportare quella refurtiva. Particolare attenzione è stata posta nelle zone di confine.

Complessivamente sono state identificate oltre 2 mila persone e controllati più di 3 mila veicoli. Cinque persone sono state arrestate tra spaccio di stupefacenti, furto e ricettazione, e 10 denunciate a piede libero per vari reati. I poliziotti hanno inoltre sequestrato quasi 40 chili di droga, recuperando 13 veicoli di provenienza illecita, tra cui un escavatore, un grande trattore usato per tagliare l’erba dagli argini dei fiumi e due moto da cross, nonché quattro documenti e due targhe contraffatte. Le infrazioni al Codice della strada contestate sono state 186, con 2 veicoli sottoposti a sequestro e fermo, nonché una patente ritirata.

In particole a Montecatini Terme (Pistoia) i poliziotti della Sezione di Pistoia hanno sorpreso due italiani, un 46enne e un 56enne, che avevano rubato una minicar vicino una scuola. Gli agenti hanno intercettato l’auto rubata e l’hanno seguita a distanza, per non farsi scoprire dai ladri, che, a loro insaputa, li hanno portati direttamente al loro nascondiglio, un magazzino a Montopoli in Valdarno (Pisa). Qui i due malviventi avevano nascosto, oltre alla minicar, un escavatore, un grande trattore, di quelli usati per tagliare l’erba dagli argini dei torrenti o dei fiumi, due moto da cross, e persino degli attrezzi da palestra.

Ma la sorpresa più grande è stata la scoperta di una serra, ricavata in una struttura di legno adattata con un sistema di aerazione e di lampade, usata per coltivare piante di marijuana.

I ladri sono stati arrestati, la droga sequestrata e i veicoli restituiti ai loro proprietari.

Sull’A/22 del Brennero una pattuglia della Sottosezione di Verona Sud ha arrestato due cittadini pachistani, un 31enne e un 35enne, che avevano nascosto sotto la pedaliera dell’auto 8 ovuli con quasi 70 grammi di cocaina.  Nel bagagliaio c’era anche il kit dello spacciatore: bilancino di precisione, ovuli, nastro adesivo e mannitolo, utile a tagliare la droga.

Sull’A/12 sono stati fermati un cittadino italiano ed uno ucraino tra i caselli di Versilia e di Viareggio. Nel baule dell’auto c’era un chilo e mezzo di marijuana. Presso l’abitazione del primo, gli investigatori della Sottosezione di Viareggio hanno trovato e sequestrato altri 40 chili di droga. Lui è stato arrestato, il suo amico denunciato.

Donatella Fioroni