Mese: ottobre 2020

PIACENZA. POLIZIA DI STATO. CAVALLI, FIDANZA E GUAZZINI CONQUISTANO L’ORO AGLI EUROPEI DI CICLISMO SU PISTA.

Ciclismo: oro agli Europei su pista per Cavalli, Fidanza e Guazzini

Europei su pista Under23

Tre atlete delle Fiamme oro hanno conquistato il podio più alto ai campionati di ciclismo su pista under 23 al velodromo “Attilio Pavesi”di Fiorenzulola d’Arda(Piacenza).

Il Campionato europeo di ciclismo su pista under 23 e juniores si sta disputando nel velodromo di Fiorenzuola d’Arda dove le nostre atlete: Marta Cavalli, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini, insieme all’azzurra Chiara Consonni, hanno portato il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre alla conquista della medaglia d’oro grazie alla vittoria ottenuta in finale contro le ragazze della Germania..

Europei su pista Under23Il team tricolore come da pronostico era il più accreditato per la vittoria finale, dopo aver fatto segnare il miglior tempo nelle qualificazioni della mattina (4’45”172). Nel match finale contro le tedesche le pistard delle  Fiamme oro hanno spinto sull’acceleratore, fermando il cronometro sul tempo di 4’36”080, staccando le avversarie di oltre due secondi (4’38”400).

Terza classificata la Polonia che nella finale per la medaglia di bronzo ha battuto l’Ucraina.

PADOVA. SISKA IN CONCERTO AL COCO’ DI PADOVA.

SABATO 14 NOVEMBRE 2020 – SISKA Unplugged Live al Cocò di Padova.


Siamo orgogliosi di annunciare un nuovo live, questa volta siamo a Padova, nel mitico Cocò, grande realtà che fa musica dal vivo da più di 20 anni.

Vi aspettiamo come sempre numerosi per ripercorrere assieme TUTTA LA STORIA DEL ROCK attraverso i brani più famosi, canzoni delle leggende e delle rockstar con le quali abbiamo condiviso il palco in tour, tra cui citandone solo alcune Whitesnake, Skid Row, Iron Maiden e tantissimi altri!

Saranno presentati anche i nostri brani, gli inediti del nostro album “Romantic Dark & Violent” uscito in vinili, cds in tutto il mondo e su tutte le piattaforme digitali. Uno show imperdibile e degno di un’atmosfera unica, quella del Cocò di Padova!


INDIRIZZO CONCERTO:
SABATO 14 NOVEMBRE 2020 – SISKA Unplugged Live al Cocò di Padova – ORE 21:00 Via Vigonovese, 79/A, Padova PD.


Entrata gratuita.

BIOGRAFIA SISKA
SISKA è una band hard rock fondata nel 2015 da Mattia Sisca, virtuoso chitarrista che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Blaze Bayley, Dennis Stratton, Jennifer Batten, Micheal Angelo Batio e molti altri ancora. 
Nel Settembre 2016 i Siska partono per il loro primo tour in Brasile con Tim “Ripper” Owens (Judas Priest, Iced Earth, Malmsteen), facendo importanti show sold out in posti dove si sono esibiti artisti come Europe, Vince Neil (Motley Crue), Megadeth, Skid Row, alcuni membri dei Guns n Roses, Kiss, Epica, Firehouse, Richie Kotzen, Kip Winger, Danger Danger, Angra Steve Morse, Michael Angelo Batio e molti altri, conquistando il cuore dei rockers di tutto il paese. 
Nel 2018 la band pubblica il disco “Romantic, Dark & Violent”, distribuito da Big Tuna Records/Sony in tutto il mondo in vinili, cd e su tutte le principali piattaforme digitali. 


Grazie a questo lavoro, la band viene apprezzata e scelta dagli SKID ROW come gruppo spalla durante lo United World Rebellion Tour. 

Nell’estate del 2018 la band viene inoltre scelta per rappresentare l’Italia al Metalhead Meeting Festival all’Arena di Bucarest, i Siska si sono esibiti affianco di star mondiali quali CHILDREN OF BODOM, SONATA ARCTICA, EPICA e SOULFLY. 


Nel mese di dicembre 2019, i SISKA sono stati annunciati al Metaldays Festival in Slovenia, dove si sono esibiti al fianco di Dream Theater, Tarja Turunen, Dimmu Borgir e Phil Anselmo. 

I Siska vengono scelti da Enuff Z’ Nuff (Frontiers records) storica band hard rock degli anni 80 come band spalla e affrontano nel febbraio 2019 shows in Europa assieme. 


Nel 2019 i SISKA vengono scelti dalle leggenda del rock WHITESNAKE come band di supporto principale per lo show in Romania durante il loro “Flesh and Blood” World Tour, un concerto davanti a più di 8,000 persone.  

Nel dicembre 2019 i SISKA condividono il palco con Geoff Tate, leggendaria voce dei Queensrÿche nel suo tour europeo.  

NOVI LIGURE. L’ALLENATORE NEL PALLONE.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LE ARGOMENTAZIONI A DIFESA DEL MISTER DELLA NOVESE FEMMINILE MAURIZIO FOSSATI PERCHE’ E’ NOSTRA CONVINZIONE CHE OGNUNO ABBIA DIRITTO DI DIFENDERE LA PROPRIA IMMAGINE E LA PROPRIA REPUTAZIONE DALLE ACCUSE, PUR NON CONDIVIDENDONE I CONTENUTI.

La fatica di essere atlete.

PUBBLICHIAMO ANCHE GLI ATTI DI ACCUSA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA EMESSI NEI CONFRONTI DEL MISTER FOSSATI QUALE SOGGETTO SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO

L’allenatore nel pallone, Mister Maurizio Giuseppe Fossati, ma non è un caso che lo abbiamo intitolato in questo modo perché di pallone si può gioire, ma anche soffrire.

Il Quotidiano on line ha seguito la squadra della Novese calcio femminile, ne ha raccontato le vittorie le e sofferenze, la voglia delle ragazze di imporsi in campionato e la sofferenza di non essere capite fino in fondo, anzi di aver spesso subito dolorose umiliazioni nonostante la bravure e la capacità dimostrata sui terreni di gioco.

Certo che sentirsi di “sei grassa come una vacca” non proprio edificante per un atleta specialmente se detto di fronte alle compagne di squadra e al fotografo che le ha seguite per qualche anno.

Che cosa dire poi dell’allontanamento improvviso del fotografo dovuto forse a un impeto di rabbia, di gelosia oppure solo ad un calcolo mirato per allontanare un testimone scomodo che si stava avvicinando troppo alle ragazze fino a diventarne una sponda sicura, una spalla su cui appoggiarsi, un amico e confidente a cui raccontare le umiliazioni subite.

Ovviamente la storia che stiamo raccontando non si riferisce al Mister Fossati, volesse mai che se ne prendesse a male, ma in generale a un ambiente in cui le ragazze non sono trattate da ragazze, ma da bambole su cui scaricare le proprie frustrazioni.

Ovviamente ci scusiamo anticipatamente se Mister Fossati pensasse che stiamo parlando della sua persona perché sarebbe tratto in inganno da quanto scritto, ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale in quello che vogliamo raccontare ed è una storia comune a tante donne, ragazze, atlete, manager e imprenditrici.

Analizziamo la frase: “Sei grassa come una vacca”.

La vacca è un mammifero, un ruminante, un animale amorevole verso i vitellini che allatta e protegge con amore, un animale sacro per gli Indiani, ma anche un motivo di disprezzo per altri esseri umani. Ecco il punto! Un motivo di disprezzo per le donne considerate troppo appariscenti per la loro stazza, poco attraenti per i palati e gli appetiti sessuali di persone più fini ed esigenti.

Mi immagino, Mister fossati, la frustrazione che si provi a condividere campi di calcio, spogliatoi in cui le ragazze svestono i panni di giovani donne per indossare quelli di temibili atlete, rudi combattenti, calciatrici infaticabili che danno e ricevono colpi, calci, gomitate, tirate per i capelli, scaraventate a terra senza troppi complimenti e spesso troppo spesso insultate negli spogliatoi prima, durante e dopo la partita nonostante la fatica di 90 minuti di gioco.

Donne, troppo spesso confuse con le bambole di gomma oggetto dei nostri desideri, oggetti da usare per soddisfare le tempeste ormonali, la voglia di possesso insita nel maschio latino e non solo.

E poi quella frase infelice che fece scandalo e costò il posto al Presidente della FIGC: “Non darò più un euro a quelle quattro lesbiche”!

E si parliamo di omofobia quando dedichiamo alle nostre splendide atlete insulti di genere come “lesbiche” quasi che essere lesbiche, froci, gay, transessuali oppure più semplicemente omosessuali fosse qualcosa di cui doversi vergognare e non un orientamento sessuale che ogni individuo coltiva nel proprio corpo, nel proprio essere e nella propria anima.

Ovviamente, Mister Fossati, queste affermazioni non sono riferibile alla sua persona che riteniamo retta e corretta fino a che il tribunale sportivo non emette un verdetto di condanna o di assoluzione.

Sicuramente non è lei il responsabile di un clima di odio verso l’Altro, il diverso, la lesbica,lo straniero, l’extracomunitario, il povero, il malato o il frocio, un sentimento radicato in una parte molto ampia della società italiana e mondiale, sicuramente non è lei il responsabile del disprezzo che cova intorno al “diverso”, ma sicuramente siamo tutti l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e le nostre inquietudini riempiono i nostri giorni sopratutto quando alle nostre atlete urliamo: ” sei grassa come una vacca”!

Uno degli slogan che i tifosi delle Juventine cantano a Sara, capitana della Juventus women e della nazionale femminile, è.”Ha i capelli più belli” e questo è il complimento che avremmo voluto sentire nei confronti delle calciatrici della Novese femminile.

Mister Fossati questa riflessione non è diretta a lei, chiariamo, non nei suoi confronti, ma nei confronti di quanti offendono le nostre splendide ragazze apostrofandole con appellativi inqualificabili quali. “quelle 4 lesbiche”, “sei grassa come una vacca” oppure “sei un cesso”

LA LETTERA UFFICIALE INVIATA DALLO STUDIO LEGALE DEL MISTER FOSSATI:

COMUNICATO UFFICIALE


Unitamente all’allenatore Maurizio Fossati, in qualità di suo legale di fiducia, siamo ad
emettere il seguente comunicato ufficiale al fine di chiarire la posizione dello stesso circa le pesanti accuse che gli sono state mosse nella giornata di ieri da diversi organi di informazione e che non trovano riscontro nemmeno nell’atto di deferimento della Procura Federale della FIGC e nel relativo fascicolo procedimentale.
In tal senso, siamo a negare ogni tipo di accusa mossa nei confronti del sig. Fossati in quanto priva di fondamento alcuno e soprattutto facente riferimento a condotte di reato, mai contestate in sede di giustizia sportiva, perché mai dallo stesso poste in essere verso le calciatrici allenate negli anni.
Preme precisare che, dagli atti del procedimento sportivo, non emergono accuse precise e concordanti circa i fatti oggetto di giudizio e che, all’inverso, sembra una evidente azione posta in essere da alcuni soggetti per ledere l’immagine e la reputazione di uno stimato allenatore che ha sempre dimostrato sul campo e fuori di avere una condotta esemplare e rispettosa verso le calciatrici stesse, avendo sempre dimostrato di prendersi cura delle atlete sia sotto il profilo professionale ed umano, in un contesto certamente non semplice da gestire.
Proprio per tali ragioni e per le forti accuse mosse nei suoi confronti senza conoscere gli elementi oggetto del giudizio nonché dando una evidente erronea interpretazione di quanto riportato nel deferimento, tanto che se si fosse trattato di questioni cosi rilevanti (omofobia,avanche sessuali, bodysharming ed altro) saremmo a rispondere alla Procura della Repubblica, procederemo nei prossimi giorni a presentare apposita denuncia penale contro tutti coloro che hanno, con le proprie dichiarazioni ed esternazioni da noi ritenute false, causato un danno morale, umano e di immagine all’allenatore Fossati.
Abbiamo letto, infatti, di interviste pubbliche rilasciate da atlete che non corrispondono a quanto riferito invece dinanzi alla Procura Federale; abbiamo letto di ipotetiche foto “scandalose” mai depositate in sede di audizione da parte delle tesserate stesse (sentite peraltro solo come persone informate dei fatti e non come soggetti denuncianti).

Riteniamo che di tutte queste condotte le persone interessate ne dovranno rispondere davanti agli organi competenti perché il danno arrecato appare , senza ombra di dubbio , ingiusto per la persona del Fossati e soprattutto confliggente con tutti il bagaglio difensivo documentale che riguarda il rapporto con le atlete e che lo stesso presenterà in sede di giudizio sportivo e non per difendere la propria persona da queste infamanti accuse. Tanto si doveva per chiarire la posizione del sig. Fossati.

LE MOTIVAZIONI DL DEFERIMENTO DEL SETTORE TECNICO A MISTER MAURIZIO GIUSEPPE FOSSATI:

A OGNUNO L’ARDUA SENTENZA E CHE OGNUNO SAPPIA ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ MORALI.

CASERTA. POLIZIA DI STATO. CONFISCATI BENI PER 4 MILIONI DI EURO.

Caserta: confiscati ad imprenditore beni per oltre quattro milioni di euro

operazione

Beni per 4 milioni di euro sono stati confiscati in Campania e nel Lazio ad un imprenditore nel settore del trattamento dei rifiuti di Casal di Principe (Caserta), Consigliere della Regione Campania, condannato dalla Corte di Appello di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Giudice Penale lo ha riconosciuto colluso dal 2000 in poi con i reggenti del “clan dei casalesi – fazioni Schiavone e Bidognetti”.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) su proposta del Questore di Caserta, rappresenta l’epilogo dell’indagine svolta dalla Divisione Polizia anticrimine della questura e dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Caserta che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità diretta ed indiretta dell’imprenditore.

L’indagine patrimoniale è stata svolta sugli ultimi 20 anni in cui sono stati verificati i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie e le relative transazioni e movimentazioni finanziarie. Il riscontro ha delineato un quadro ben definito con la ricchezza acquisita a seguito di attività illecite.

Il suo legame con il clan, fatto di favori sia come imprenditore che come politico, da cui ha ricevuto in cambio sostegno elettorale e appoggio per l’affermazione della sua azienda è stato documentato da intercettazioni telefoniche, dalle dichiarazioni accusatorie di molteplici collaboratori di giustizia e da indagini di Polizia Giudiziaria.

La pericolosità sociale è stata dimostrata dalla sua continuativa disponibilità a porsi come intermediario tra gli amministratori degli Enti locali e le organizzazioni criminali di riferimento per favorirle negli appalti e contributi pubblici, riuscendo quasi a monopolizzare il redditizio settore economico della raccolta e smaltimento dei rifiuti, non solo nel territorio casertano.

La confisca ha riguardato nove fabbricati e un terreno, le quote di due società, due veicoli e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, conti di deposito ed altri investimenti finanziari, per un valore stimato di oltre 4 milioni di euro; confiscate anche le indennità percepite dall’imprenditore per l’intero periodo di consiliatura alla Regione Campania, per più di 800 mila e il vitalizio da corrispondere per la sua ex qualità di Consigliere regionale, maturando alla data del raggiungimento del sessantesimo anno di età.

MILANO. POLIZIA DI STATO. PROFESSIONISTI DEL FURTO IN APPARTAMENTO.

Presi a Milano i “professionisti” del furto in appartamento

Erano dei professionisti del furto in appartamento e i loro colpi erano preparati maniacalmente, fin nei minimi particolari. Ma anche i professionisti commettono degli errori e, durante uno dei loro colpi, hanno lasciato un’impronta che è stata decisiva ai fini dell’indagine che ha portato all’arresto, a Milano, dei sette appartenenti al gruppo criminale.

Nel corso dell’attività investigativa, svolta dalla Squadra mobile milanese, è stato arrestato un cittadino egiziano, che è risultato poi essere il ricettatore della banda, al quale veniva affidata la refurtiva per essere rivenduta e trasformata in denaro; nella sua abitazione sono stati trovati oggetti d’oro e d’argento nascosti nel freezer, orologi di valore e denaro contante per un valore totale di circa 15mila euro.

Gli arrestati, tutti cittadini georgiani, sono accusati di essere i responsabili di numerosi furti avvenuti nei quartieri Sempione, Città Studi e nell’hinterland di Milano.
Durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati, i poliziotti hanno trovato chiavi alterate e grimaldelli, oggetti preziosi e circa 9mila euro in contanti.

La svolta nell’indagine c’è stata quando, durante un sopralluogo svolto dopo uno dei furti, gli esperti del Gabinetto regionale della Polizia scientifica hanno trovato un’impronta digitale riconducibile ad uno degli indagati.L’attività sul soggetto individuato ha permesso di identificare gli altri membri della banda; grazie ai servizi di pedinamento e controllo, all’analisi dei tabulati e delle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori hanno ricostruito l’organizzazione del gruppo criminale e il loro modus operandi.

Gli agenti della Mobile hanno scoperto come venivano scelti gli obiettivi, la distribuzione dei compiti, le professionalità dei singoli membri, in particolare quelle nell’apertura delle porte d’ingresso utilizzando chiavi opportunamente modificate e grimaldelli.

Importante era la fase preparatoria dei colpi, caratterizzata da meticolosi sopralluoghi, durante i quali venivano apposti dei segni distintivi sulle porte degli appartamenti da svaligiare; in particolare questi venivano segnati con un filtrino da sigaretta o frammenti di bottiglie di plastica, per evidenziare quali sarebbero stati liberi nei giorni successivi.

Importante era anche l’attività svolta, durante i furti, dagli “addetti al controllo”, che monitoravano la zona pronti a dare l’allarme, in caso di presenza delle Forze dell’ordine.

Sergio Foffo