Mese: ottobre 2020

ROMA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “ETNA”, PRESI TRE RAPINATORI.

Roma: presa la banda che rapinava le banche

Fermati dalla Squadra mobile di Roma tre rapinatori, componenti di una banda, che si erano resi responsabili di diversi colpi alle banche presenti nella parte sud di Roma.

Gli arresti sono avvenuti durante l’operazione denominata “Etna”, che prende il nome dall’origine siciliana e catanese dei criminali.

I rapinatori, di età che andava dai 38 ai 61 anni, tutti con precedenti di polizia specifici in materia di reati contro il patrimonio, sono stati in attività tra il 2018 e il 2019 e sono accusati di furto e rapina aggravata.

Le indagini della Mobile sono partite da alcune rapine in banca registrate nel quadrante sud-est della città, sempre con le medesime modalità: una o due persone si presentavano all’interno della filiale bancaria dove, anche con l’utilizzo di armi da fuoco si facevano strada per caricare le casseforti dei bancomat. Per aprire queste casse si servivano di copioni di chiavi eseguite in precedenza da professionisti delle cassette di sicurezza, che favorivano il prelevamento del denaro in tempi brevi. Una volta sottratti i soldi, i malviventi si allontanavano dai locali bancari non prima di aver aggredito i dipendenti per rendere più sicura la fuga.

Le indagini, condotte attraverso pedinamenti, intercettazioni, traffici telefonici, si sono focalizzate soprattutto su diverse rapine in banca compiute nei quartieri di Centocelle e Tuscolano, che hanno portato i ladri a sottrarre complessivamente 150 mila euro in contanti.

Il leader del gruppo era un uomo 46 anni residente a Tuscolano, c’era poi il “chiavaro”, un uomo di 61 anni che si occupava proprio della produzioni di chiavi per le casseforti e quindi il “trasfertista”, un 38enne che saliva dalla Sicilia appositamente per compiere le rapine a Roma.

“Il chiavaro”, sfuggito alla cattura, è stato localizzato e fermato sullo Stretto di Messina mentre si imbarcava a bordo di un’autovettura per raggiungere la Sicilia.

Donatella Fioroni

ASTI. S.I. COBAS-SENZA STIPENDIO E TURNI DI LAVORO MASSACRANTI, SCIOPERO CAMIONISTI DELLA LOGISTIC GROUP E LOTTERO.

“Stamattina i lavoratori camionisti della Logistics Group del gruppo Lottero hanno scioperato dai cancelli del magazzino di Villanova d’Asti: alla protesta si sono uniti i colleghi camionisti dei magazzini Pontecurone e Viguzzolo (AL).

Le problematiche all’origine della sciopero sono gravi e da tempo note, all’azienda come alla Prefettura di Asti e Alessandria: stipendi non pagati o saldati in ritardo, orari massacranti, itinerari di viaggio insostenibili, mezzi non in sicurezza che circolano a rischio della salute di chi li guida e altrui, buste paga irregolari, discriminazioni e  comportamenti antisindacali – addirittura intimidazioni e aggressioni sul luogo di lavoro contro gli iscritti al sindacato.

Poiché tale insostenibili situazione, che sta creando evidenti pesanti danni ai lavoratori e alle loro famiglie, non è stata finora risolta da nessuno dei rappresentanti del gruppo aziendale e dalle istituzioni interessate, i lavoratori dei magazzini di Calamandrana e Villanova si sono uniti organizzando uno sciopero dai cancelli confinanti con l’autostrada Torino – Piacenza.

Lo sciopero si è reso necessario anche per rispondere con forza alla manovra antioperaia e opportunista della Cgil territoriale, la quale in Prefettura con l’azienda ha firmato (senza che all’incontro fossero presenti i rappresentanti dei lavoratori e senza neppure informarne i lavoratori) un accordo tramite cui, anziché far ottenere ai camionisti le giuste spettanze arretrate e non far loro più circolare su mezzi inadeguati e pericolosi fuori da ogni norma di salute e sicurezza, ha tentato di dilatare la tempistica dei pagamenti e taciuto ogni altro problema, di fatto provando a dividere e indebolire il fronte dei lavoratori e affossare la loro importante vertenza.

Stamattina, unendosi allo sciopero dei loro colleghi anche i camionisti dei magazzini di Viguzzolo e Pontecurone (AL), i lavoratori Lottero hanno dato una grande dimostrazione di unità e organizzazione, rispedendo al mittente le accuse di “favoritismo” e “agitatori” fatte da funzionari Cgil contro la lotta dei lavoratori, anzi dimostrando all’azienda (un grande gruppo con tanti magazzini e molto lavoro, che non si è mai fermato nemmeno durante la pandemia Covid) la necessità urgente e definitiva di risolvere tutte le problematiche dei lavoratori, anziché spendersi per convincerli a… partecipare all’assemblea della Cgil… finalizzata a spiegare la frittata dell’accordo in Prefettura dopo aver rotto le uova, ingannando e tradendo la lotta dei lavoratori!Grazie a questa determinata e riuscita azione di sciopero, l’azienda ha preso verso i lavoratori in picchetto l’impegno formale di onorare entro oggi il pagamento degli stipendi più in ritardo (addirittura quelli di luglio, nonostante fino a ieri i camionisti abbiano sempre lavorato la settimana piena con turni giornalieri anche di 12-14 ore trasportando in mezza Italia le merci dell’azienda, con lauto guadagno di quest’ultima) e d’incontrare in settimana il S.I. Cobas nella sede del sindacato, naturalmente alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori, per arrivare a un accordo sindacale generale che metta la parola fine a queste indegne condizioni di sfruttamento e oppressione – purtroppo molto diffuse nel settore dell’autotrasporto e della logistica, dentro i magazzini e le fabbriche sparse nei poli di Villanova, Tortona e oltre. 

I lavoratori Lottero chiedono solidarietà agli altri lavoratori e alle realtà del territorio: la lotta di questi autisti è infatti quella di tutti i lavoratori che non accettano di pagare la crisi e, anche in Piemonte, si stanno organizzando per mobilitarsi con lo sciopero nazionale della logistica del 23 ottobre e la manifestazione regionale a Torino del 24 ottobre.Per lanciare e preparare queste due giornate di lotta, diamo appuntamento a tutti i lavoratori e tutte la lavoratrici per il 17 ottobre alle ore 16 presso la casa del Quartiere di Alessandria (via Verona 116).Chi tocca uno tocca tutti: uniti e organizzati si vince!Lavoratori autisti Lottero Logistics Group – S.I.

Cobas www.sicobas.org” 
https://www.facebook.com/sicobas.torino/photos/a.874167386078986/1762223527273363


S.I. COBAS Corso Palermo ,60 – 10152 – Torino 

segreteriasicobas.to@gmail.com

Mahmoud Aboutabikh 331 5996 477

Francesco Latorraca 348 2640 440

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO. FATTUCCCHIERA ESTORCEVA DENARO PER SCONGIURARE “FATTURE DI MORTE”.

Cagliari: estorceva soldi per scongiurare una “fattura di morte”

Approfittando di un momento di vulnerabilità, estorceva denaro ad una donna promettendo di liberarla dal “Male”. Un 47enne che si definiva “inviato da Dio per sconfiggere il malefizio” è stato arrestato dagli uomini del commissariato di Quartu Sant’Elena vicino Cagliari.

Tristi vicissitudini avevano indotto la donna a rivolgersi al “santone” che, in poco tempo, era riuscito ad incutere in lei un insistente sentimento di timore, tanto da costringerla a contrarre debiti con diverse società finanziarie, nella convinzione di poter scongiurare imminenti malefici.

Una persona vicina alla vittima, resosi conto dell’estorsione e l’asservimento psicologico che questa subiva, si è rivolta alla Polizia.

Gli investigatori, venuti a conoscenza dei fatti, hanno immediatamente disposto un’indagine per accertare le responsabilità dell’uomo che contattava la vittima sempre telefonicamente; ma in occasione dell’ennesima e ultima richiesta di denaro, gli agenti hanno organizzato un appostamento per coglierlo in flagranza.

Dopo aver seguito i movimenti della donna per tutta la giornata, il prelievo dei 3mila euro concordati e la consegna del denaro nel luogo prestabilito, gli agenti sono intervenuti arrestando il 47enne che ha ammesso le proprie responsabilità.

Olivia Petillo

FERRARA. POLIZIA DI STATO. REVISIONI FACILI SUI MEZZI PESANTI.

Ferrara: revisioni “facili”, sette arresti

Impiegati infedeli eseguivano false revisioni di mezzi pesanti in cambio di “mazzette”.

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Ferrara hanno arrestato 7 persone, di cui tre in carcere e quattro agli arresti domiciliari: due dipendenti della Motorizzazione Civile e cinque imprenditori per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio mentre 216 sono indagate.

L’indagine ha rivelato l’esistenza di un consolidato sistema finalizzato a garantire, dietro il pagamento di somme denaro che andavano fino a 350 euro per pratica a favore di funzionari pubblici, il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche annuali obbligatorie perché privi dei requisiti tecnici richiesti.

L’intermediario era il titolare di un’agenzia di pratiche d’auto di Ferrara.

Gli investigatori hanno accertato che oltre 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee di controllo e sono all’esame le posizioni di ulteriori 270 mezzi pesanti che, indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria.

I controlli su strada da parte degli agenti della Polizia Stradale e dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara hanno evidenziato le numerose irregolarità tanto da approfondire il fenomeno.    

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali e le immagini delle telecamere presso la sede della Motorizzazione Civile hanno consentito di verificare che le anomalie riscontrate erano il frutto di un congeniato sistema illecito, basato sulla corruzione di funzionari da parte degli imprenditori per facilitare i collaudi e le revisioni.

Le numerose registrazioni hanno immortalato il momento del pagamento con il denaro nascosto all’interno dei documenti o delle classiche “bustarelle” che le parti si scambiavano durante le operazioni di controllo dei mezzi. Tra i favori che i dipendenti della Motorizzazione facevano alle ditte di autotrasporto, in cambio di denaro, c’era anche la possibilità di anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione.

Il sistema illecito dei controlli “agevolati” era noto anche alle ditte di autotrasporto fuori dall’Emilia-Romagna: i mezzi provenivano da tutta Italia per la certezza che, con alcune centinaia di euro, era possibile “comprare” le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze di tipo meccanico o elettrico.

Le riprese video effettuate dagli investigatori, oltre a svelare il giro di denaro e di favori, hanno consentito di fotografare la spregiudicatezza con cui, in molti casi, venivano occultate le carenze al sistema frenante o ai pneumatici dei veicoli consentendo la circolazione su strada di mezzi non sicuri.

FROSINONE. POLIZIA DI STATO. 10 ARRESTI PER CORRUZIONE E TRAFFICO DI DROGA IN CARCERE.

Frosinone: droga in carcere, 10 arresti

droga frosinoneTraffico di droga e corruzione da Frosinone fino alla zona di Ardea (Roma) è quanto scoperto dalla Squadra mobile di Frosinone che stamattina ha arrestato dieci persone, di cui una ai domiciliari.

Nell’ambito dell’operazione sono state eseguite numerose perquisizioni.

Nel corso dell’indagine i poliziotti hanno scoperto un gruppo che spacciava sostanze stupefacenti anche all’interno del carcere di Frosinone grazie all’aiuto di un agente della Polizia penitenziaria compiacente.

L’agente venne arrestato nell’agosto del 2017 mentre si recava al lavoro, con addosso, e nascoste nella sua autovettura, notevoli quantità di cocaina, hashish e marijuana, oltre a schede telefoniche, telefoni cellulari e preziosi, tutti oggetti che gli erano stati consegnati dalla moglie di uno dei suoi corruttori.

La donna, come emerso dalle indagini successive, si era col tempo imposta al vertice dell’associazione, passando dal ruolo di semplice vedetta a quello di luogotenente del capo dell’organizzazione, un pregiudicato di origine albanese.

La droga veniva smerciata in una palazzina di una zona popolare di Frosinone dove affluiva gente in ogni ora del giorno e della notte. Il gruppo poteva contare su una rete di spacciatori che vendevano la droga fino al litorale laziale.

L’operazione è stata condotta anche con l’ausilio di unità cinofile antidroga dei Cinofili di Nettuno (Roma), di un elicottero del I Reparto volo di Pratica di Mare (Roma) e degli agenti del Reparto prevenzione crimine.

Donatella Fioroni