Mese: ottobre 2020

ALESSANDRIA. INIZIA CON UN PARI LA SERIE C DELLE GRIGIE.

Grigie sottotono sostenute da Di Stefano.

Barbara Di Stefano contro l’Ivrea (foto Andrea Amato – PhotoAgency)

Domenica è rincominciata ufficialmente l’avventura delle grigie in Serie C, le aspettative sono alte e la squadra è affiatata. La coppa Italia ha però lasciato poche energie alle alessandrine, costrette a ripiegare in difesa per buona parte di gara contro le lombarde dello Speranza Agrate.

I gol sono arrivati nel secondo tempo, dopo un avvio di gara molto lento e poco ben gestito da entrambe colpendo anche due pali ed una traversa. Al nono della ripresa, segna sempre lei, Barbara Di Stefano, la sua rete sembra aver annichilito le avversarie. Invece, le ragazze di Agrate hanno atteso e gestito fino al 30esimo del secondo tempo, quando una distrazione difensiva delle padrone di casa ha permesso a Riella di battere a rete pareggiando i conti e rimandando le grigie al prossimo appello.

L’impegno non è di certo mancato ma l’assenza, causata da un infortunio, di Arroyo per le grigie si è fatta sentire. Domenica le alessandrine approderanno in casa del Genoa con la consapevolezza e la sicurezza di avere dalla loro parte compattezza e qualità.

MONZA. ARRESTATI 53 SPACCIATORI DEI GIARDINI DI VIA AZZONE VISCONTI.

Monza operazione antidroga

Fermato lo spaccio di stupefacenti nei giardini di via Azzone Visconti a Monza con i 53 arresti eseguiti ieri dalla Squadra mobile.

L’operazione, denominata Dedalo, è iniziata nell’ottobre 2019 e ha riguardato cittadini provenienti dall’Africa occidentale, per la maggior parte richiedenti asilo, e dal Nord-Africa.

La droga che veniva smerciata poteva riguardare la singola dose o il chilo di cocaina o i 10 chili di hashish, per un valore complessivo di almeno 500 mila euro.

A gestire lo spaccio della cocaina era il gruppo dei marocchini mentre la marijuana e l’hashish il gruppo dei gambiani.

Nell’indagine non sono finiti solo gli spacciatori ma anche i loro fornitori che in più servivano le zone di confine tra le province di Lecco, Como e Sondrio.

TARANTO. 23 ARRESTI NELL’OPERAZIONE ”CUPOLA”

Ventitre arresti sono stati eseguiti questa mattina dalla Squadra mobile di Taranto in collaborazione con lo Sco (Servizio centrale operativo) a conclusione dell’operazione “Cupola”.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, hanno fatto luce sui componenti di un’associazione criminale di tipo mafioso specializzata in traffico di stupefacenti, rapine ed estorsioni.

Altre 27 persone risultano indagate nell’ambito della stessa indagine; i criminali erano riusciti a riorganizzarsi sul territorio di Manduria nonostante il blitz dell’operazione “Impresa” avvenuto nel luglio del 2017.

L’organizzazione criminale, malgrado l’assenza dei capi storici aveva ridisegnato le posizioni di vertice costituendo così una vera e propria “cupola”.

Gli investigatori hanno scoperto che l’organizzazione mafiosa rappresentava il “congiungimento” di due gruppi, un tempo in conflitto tra loro, ma entrambe riconducibili alla più grande associazione mafiosa pugliese, la Sacra corona unita.

La nuova “formazione” metteva in atto una nuova forma d’intimidazione attraverso la minaccia psicologica. Questo riduceva l’approccio normalmente cruento, segno indiscusso della forza del gruppo, ma privilegiava invece la minaccia velata di violenza.

A prescindere dalle scorribande armate dei componenti dell’associazione, l’indagine ha registrato l’esistenza delle cosiddette “estorsioni ambientali”: l’estorsore non si serviva della minaccia esplicita, ma di quella derivante dall’appartenenza o dal legame con noti malavitosi.

Nel corso dell’operazione, a cui hanno preso parte i Reparti prevenzione crimine della di Bari e Lecce, le unità cinofile antidroga ed anti esplosivo, il 9° Reparto volo di Bari nonché le Questure interessate, sono stati effettuati numerosi sequestri di armi custodite dai membri del clan.

POZNAN(POLONIA). POLIZIA DI STATO. EUROPEI DI CANOTTAGGIO, FIAMME ORO SUL PODIO.

Europei di canottaggio: 5 Fiamme oro sul podio

Europei canottaggio

Gli atleti delle fiamme oro che si sono svolti a Ponzan(Polonia) hanno conquistato 11 medaglie agli europei di canottaggio: 4 medaglie d’oro, 5 d’argento e 2 di bronzo).

L’Italia si è classificata al secondo posto nel medagliere per nazioni dietro all’Olanda, prima con lo stesso numero di medaglie ma con un oro in più.

Sono cinque i canottieri saliti sul podio continentale in quattro discipline diverse.

Europei canottaggioL’olimpionico Pietro Willy Ruta oro nel doppio pesi leggeri maschile insieme al compagno d’armo Stefano Oppo, al termine di una gara condotta sempre al comando, ma che alla fine ha richiesto un grande sforzo per resistere al ritorno della Germania, superata, dopo un emozionante testa a testa finale, per 13 centesimi di secondo.

Gli atleti delle Fiamme oro che hanno conquistato 5 medaglie d’argento sono Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo, protagonisti con il quattro senza senior, insieme agli azzurri Bruno Rosetti e Giovanni Abagnale, piazzati al secondo posto dietro l’imbarcazione olandese.

Europei canottaggio“La gara è stata dura – ha detto Castaldo dopo la premiazione – a 200 metri dall’arrivo credevo di vincere, a 50 invece ho avuto paura di perdere anche l’argento. Abbiamo fatto davvero un miracolo, Marco più di tutti, lo ringrazio davvero per questi giorni così come ringrazio la nostra società, le Fiamme oro”.

La prova di Marco Di Costanzo è stata molto sofferta e arrivava da una settimana di dolore: “Inizio dicendo che ho appena concluso la settimana più difficile della mia vita sportivamente. A una settimana dal debutto agli Europei mi è stata diagnosticata la labirintite, un qualcosa che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Ho trascorso una settimana a letto senza nemmeno poter aprire gli occhi, fino a lunedì scorso, a quattro giorni dall’inizio delle gare, quando grazie ai medici sono riuscito a rimettermi in piedi. Quando sono arrivato a Poznan e mi sono seduto in barca avevo le vertigini. Per fortuna però, un passo alla volta e con l’appoggio dei miei compagni di barca, sono riuscito a superarle. I miei compagni non hanno abbandonato me, io non potevo abbandonare i miei compagni, pur con la labirintite. Siamo stati grandi”.

Europei canottaggioArgento per il quattro senza femminile di Kiri Tontodonati, che, insieme alle azzurre Alessandra Patelli, Aisha Rocek e Chiara Ondoli, si è piazzato alle spalle dell’Olanda, riuscendo a resistere fino alla fine all’attacco dell’Irlanda.

“È andata bene, siamo riuscite a disputare la gara come avevamo impostato. Nonostante le condizioni, Chiara con il timone è stata bravissima e ci ha letteralmente guidato a questa medaglia, per la quale ringrazio le Fiamme oro”.

Europei canottaggio

Argento per Federica Cesarini che, insieme all’azzurra Valentina Rodini ha chiuso la finale del doppio pesi leggeri femminile subito dietro l’Olanda, lasciando il bronzo alla Romania.

“È stata la gara della maturità – ha detto Federica commentando la finale – mi sento di dire che siamo cresciute. Dopo la qualificazione olimpica dell’anno scorso, questo è un altro tassello fondamentale. È un altro Europeo da ricordare, dopo quello dello scorso anno. Un risultato che dedico alla mia famiglia e alle Fiamme oro”.

TRENTO. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “MATRIOSKA”, SCOPERTA TRUFFA INFORMATICA.

Trento: truffa informatica scoperta con l’operazione “Matrioska”

Un innovativo sistema di frode informatica è stato scoperto dagli investigatori della Polizia postale e della Guardia di finanza di Trento a conclusione dell’indagine “Matrioska”, durata oltre un anno.

L’attività investigativa ha portato all’arresto di sette persone, mentre altre cinque sono indagate in stato di libertà; l’accusa per tutti è di frode informatica e riciclaggio con l’aggravante del reato transnazionale.

La tecnica utilizzata dai criminali si chiama Bec (Business email compromise) ovvero truffa della compromissione della email aziendale, e viene messa in atto attraverso sofisticati sistemi di hackeraggio.

In questo modo i cybercriminali prendono di mira le caselle di posta elettronica di aziende e professionisti, riescono a prenderne il controllo e ad agire per conto degli stessi sui messaggi dirottando i pagamenti relativi all’acquisito di bene e servizi.

In particolare nella rete del gruppo criminale sono finite due società: una di Trento (venditore) e una bosniaca (cliente) in trattativa per l’acquisto di un costoso macchinario industriale. Attraverso il controllo della casella di posta elettronica, lettura della corrispondenza e l’intromissione di mail truffa ad hoc, i cybercriminali sono riusciti a dirottare 600mila euro su un conto corrente nelle loro disponibilità.

Dopo esser riusciti ad ottenere il denaro su un conto corrente di una società di Bologna, il gruppo criminale ha frazionato i soldi attraverso dei bonifici a società “fantasma” con sede a Milano, Modena e Reggio Emilia.

Le somme poi sono state dirottate in 4 conti correnti esteri di società con sede in Bulgaria, Ungheria, Slovenia e Gran Bretagna.

Il denaro finito all’estero è poi rientrato in Italia attraverso bonifici in conti correnti nazionali di due società “fantasma” modenesi intestati a due prestanome (un italiano e un cingalese), per poi essere ritirato in contanti e quindi “volatilizzato” nelle mani degli indagati.

Nei giorni scorsi, oltre 80 tra poliziotti e finanzieri trentini, hanno eseguito perquisizioni nelle città di Belluno, Bergamo, Bologna, Brescia, Lodi, Milano, Modena, Reggio Emilia, Udine e Verona, presso le sedi societarie e i domicili degli indagati. Nel corso delle perquisizioni sono state, inoltre, ritrovate armi con matricole abrase e 1.900 tra confezioni, flaconi e fialette contenenti sostanze dopanti.

Contestualmente gli investigatori hanno sequestrato beni nella disponibilità degli indagati: auto di lusso, due appartamenti, preziosi e alcuni quadri per un valore pari alla somma rubata.

Olivia Petillo