Mese: ottobre 2020

QUARGNENTO. EQUIVOCI E POLEMICHE: TUTTI CONTRO IL “GIUDICE”.

La rassegna stampa della provincia di Alessandria è tutta concentrata sulla polemica “quargnentina” in merito alle motivazioni con cui il Gup, Paolo Bargero, ha condannato i coniugi Vincenti per lo scoppio nel cascinale che ha provocato tre morti e alcuni feriti, ma evidenziato come ci sia stata una “imprudenza” di fronte a un rischio così alto e catastrofico.

Per contestare le motivazioni della sentenza con cui i coniugi Vincenti sono stati condannati a 4 anni, non per la strage che seguirà un percorso diverso, ma per i reati minori quali la truffa all’assicurazione, il crollo e l’incendio del cascinale, c’è stata una mobilitazione generale, si stanno mobilitando tutti e non sempre con la dovuta conoscenza dei fatti per una sentenza che non assolve affatto i coniugi Vincenti dai reati meno gravi fino a quelli che li vede imputati per la morte dei tre vigili e il ferimento delle altre persone intervenute la notte della strage.

Coerentemente con la linea del giornale noi non facciamo processi, ne veri e neppure alle intenzioni, non condanniamo e neppure assolviamo colpevoli o innocenti, ma ci limitiamo a informare, per quel poco che possiamo, su quanto accade intorno a noi.

Il Gup, Paolo Bargero, è stato messo, in questi giorni, sulla graticola, una gogna mediatica senza precedenti, da numerosi interventi, alcuni dei quali totalmente fuori luogo, accusato non si sa bene di quale mancanza o addirittura strumentalizzato nel caso dei coniugi Vincenti.

Conveniamo con i post dei nostri concittadini che i pompieri sono morti da eroi e il fatto che siano caduti in quel triste evento ci dispiace e ci rattrista, ma tanto clamore mediatico intorno alle motivazioni di una sentenza proprio non ce lo aspettavamo.

IL GUP, PAOLO BARGERO, NON HA BISOGNO DI DIFESA, MA UN CHIARIMENTO E’ DOVEROSO.

Il Gup ,Paolo Bargero, che abbiamo conosciuto per altre vicende sappiamo essere una persona particolarmente scrupolosa. Attento a recepire e studiare anche il più piccolo particolare, scrupoloso e attento osservatore, che non trascura quei particolari che, forse, i non addetti ai lavori ignorerebbero. Ma non il Gup, Paolo Bargero.

Non sappiamo quali siano gli elementi di prova che lo hanno convinto a scrivere che ci fu una certa “superficialità, imprudenza” nel predisporre i controlli, da parte del capo squadra dei Vigili del Fuoco, e entrare nel cascinale quella tragica notte. Ma sappiamo con certezza che le indagini sulla esplosione del cascinale prima e della strage dopo sono state approfondite e scavato a fondo su tutti gli elementi che hanno originato quegli eventi drammatici..

Il Gup, Paolo Bargero, sicuramente non ha seguito le chiacchiere di paese, non ha ascoltato i pettegolezzi che potrebbero aver in qualche modo condizionato i giudizi della gente, ma ha sicuramente ascoltato gli investigatori che hanno esposto un quadro completo, perfino disarmante, di quanto accaduto nella notte della strage. Il Gup ha sicuramente ascoltato testimoni, investigatori, persone informate dei fatti, il rispetto dei protocolli di sicurezza, visionato foto e filmati, letto le perizie e ascoltato i vigili del Fuoco intervenuti e coinvolti nella tragedia. Il Gup siamo sicuri che ha studiato il caso nei minimi particolari, anche quelli più insignificanti per i più e del tragico evento si è fatto una idea che ha scritto nelle motivazioni della sentenza.

E’ il suo lavoro è noi non saremmo in grado di fare meglio di lui!

I pompieri dovevano entrare nel cascinale dei Vincenti? Forse Si! era doveroso accertarsi che all’interno non ci fosse nessuno.

I pompieri dovevano esporsi a un rischio così grande da portare alla loro morte? Forse No! Ma non potevano sapere della trappola mortale preparata dai coniugi Vincenti non per loro, ma per occultare tutte le prove della truffa all’ assicurazione.

Ancora una volta le responsabilità cadono sulla testa dei coniugi Vincenti perché era loro dovere dopo la prima esplosione avvisare i carabinieri del pericolo imminente e della bombole di gas sparse per l’intero abitato, ma non lo hanno fatto con il risultato di uccidere tre persone e ferirne gravemente altre, ma della loro responsabilità il Gup ha parlato ampiamente.

Resta solo da chiarire se la strage poteva essere evitata oppure se per una scelta scellerata o per il tentativo di sviare le indagini sia stata invece realizzata!

Al Gup, Paolo Bargero, oggetto in questi giorni di attacchi insensati tutta la nostra solidarietà.

Per tutto il resto siamo grati ai pompieri che hanno sacrificato la loro vita per rendere un servizio alla comunità e ancora una volta ci associamo al dolore delle famiglie per una perdita così grande e immotivata.

Dai coniugi Vincenti ci auguriamo che riflettano, che abbiano compreso fino in fondo la gravità del loro operato e che quel fatto orribile abbia illuminato le loro coscienze.

NOVI LIGURE. POLIZIA DI STATO. LOCALE SANZIONATO PER “MUSICA E BALLI”

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Musica e balli: la Polizia di Stato sanziona il titolare di un locale di Novi Ligure”

Il personale della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Alessandria, con l’ausilio della Polizia Municipale di Novi Ligure, durante i controlli atti a rilevare il rispetto della normativa amministrativa constatava che all’interno di un noto locale nel centro cittadino di Novi Ligure era in corso un intrattenimento musicale, senza l’autorizzazione amministrativa.

In una sala adiacente al bancone di mescita si riscontrava la presenza di alcune persone che ballavano creando assembramenti tra gli avventori.

Il titolare dell’attività è stato sanzionato perché sprovvisto di specifica autorizzazione amministrativa così come previsto dall’art. 68 T.U.L.P.S., sia anche per aver violato la vigente normativa anti COVID-19, che sancisce espressamente la sospensione dell’attività del ballo (D.P.C.M. 18 ottobre 2020 art. 1 co.6 lett. n). Il verbale di contestazione relativo alla violazione della normativa COVID-19 è stato trasmesso alla locale Prefettura per l’applicazione della chiusura dell’esercizio per un periodo da 5 a 30 giorni.

TORINO. G.di F.-8 MILIONI DI FALSI “MADE IN ITALY” PER 5 MILIONI DI EURO

Comando Provinciale Torino

La guardia di Finanza di Torino ha sequestrato 8 milioni di articoli che riportavano l’etichetta “Made in Italy”, ma di fatto interamente prodotti ed importati dalla Repubblica Popolare Cinese.

L’operazione, condotta dai Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego con l’ausilio dei colleghi della Tenenza di Lanzo Torinese e coordinata dalla Procura della Repubblica Torinese, è iniziata quando, in alcuni negozi del capoluogo piemontese, i Finanzieri hanno notato che sugli scaffali erano presenti prodotti per la casa di una nota azienda italiana le cui etichette e le indicazioni merceologiche erano palesemente contraffatte.

Sugli articoli, reclamizzati come “Made in Italy”, era stata attaccata una etichetta recante la provenienza e l’origine falsa del prodotto, il tutto incorniciato dalla simbologia inequivocabile della bandiera tricolore.

Le indagini hanno portato gli inquirenti fino al deposito della merce, individuato in un piccolo centro del Canavese, dove oltre 8.000.000 di coltelli erano pronti per essere venduti come articoli “Made in Italy”, ma di fatto prodotti in Cina. La merce è stata sequestrata per il sospetto che sia una gigantesca frode in commercio da oltre 5 milioni di euro.

A seguito dell’ingente sequestro tre imprenditori italiani sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria Torinese per frode in commercio.

Gravi irregolarità sono state accertate nell’azienda in materia di sicurezza sul lavoro: macchinari in precarie condizioni, alcuni muniti di lame taglienti senza alcuna protezione a tutela del lavoratore, sversamenti di liquami, capannoni interrati senza illuminazione. Criticità queste che hanno indotto i Finanzieri a richiedere l’intervento da parte dello Spresal di Ivrea.

Gli stessi imprenditori coinvolti, di fronte ai militari che effettuavano la perquisizione, si sono impegnati a modificare le indicazioni merceologiche in previsione delle successive importazioni.

L’attività della Guardia di Finanza oltre a contrastare tutte quelle forme di concorrenza sleale è anche mirata alla tutela dei “Distretti Industriali”, che da tempo è uno dei principali obiettivi strategici dei compiti di polizia economico finanziaria esclusivi del Corpo.

LATINA. POLIZIA DI STATO. 12 ENNE VIOLENZATA DA TRE CONNAZIONALI.

Latina: violentarono ragazzina di 12 anni, fermati i 3 responsabili

violenza donneIl papà, la mamma e la figlia 12enne di nazionalità indiana erano stati accolti in casa da una famiglia di connazionali durante il periodo del lockdown, per l’emergenza Covid19, ma approfittando dell’assenza del padre il gruppo ha abusato sessualmente, con la forza e in diverse occasioni, la ragazza e intimandole, con minacce, di non raccontare nulla a nessuno.

Tre giovani connazionali della vittima sono stati arrestati dagli agenti del commissariato distaccato di Fondi, in provincia di Latina, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia della madre della vittima.

L’accusa nei loro confronti è di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

Subito dopo la denuncia la ragazzina è stata ascoltata da personale esperto in un ambiente protetto, per limitare al massimo l’ulteriore trauma di dover ricostruire e rivivere le violenze subite. La ricostruzione dei fatti è stata poi supportata dagli accertamenti medico legali disposti dall’Autorità giudiziaria.

Dalle indagini è emerso che i responsabili delle violenze, nonostante la famiglia non si fosse ancora resa conto degli abusi subiti dalla figlia, a luglio erano stati comunque allontanati dall’abitazione per altre motivazioni.

Grazie al quadro probatorio, ai riscontri effettuati dagli investigatori e al persistente pericolo di fuga degli indagati, la Procura della Repubblica di Latina ha emesso un provvedimento di fermo per i tre violentatori: due di questi sono stati rintracciati a Fondi dalla Mobile di Latina mentre il terzo è stato scovato in provincia di Pordenone dalla locale Squadra mobile.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. FURTO E UTILIZZO INDEBITO DI CARTE DI CREDITO.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

Il personale della Sezione Volanti della Questura di Alessandria ha arrestato un alessandrino autore del reato di furto e di indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Gli operatori sono intervenuti a seguito della segnalazione da parte di un cittadino che lamentava di aver subito il furto della sua carta di credito custodita nella propria autovettura, parcheggiata in garage. La carta è stata utilizzata presso il supermercato Esselunga per effettuare l’acquisto di un monopattino elettrico e di alcune carte prepagate.

Gli Agenti si sono recati nel commerciale per informarsi sul modello di monopattino e avviare le ricerche della responsabile del furto.

Dopo alcuni passaggi nella zona i poliziotti hanno fermato un ragazzo a bordo di un monopattino elettrico dello stesso modello di quello acquistato.

Il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine, ha dichiarato spontaneamente di essere l’autore del furto della carta di credito.

I poliziotti hanno sottoposto il reo confesso a una perquisizione personale, che ha permesso di recuperare tutte le carte prepagate acquistate presso il supermercato, un coltellino svizzero multiuso ed uno spadino artigianale: il tutto sequestrato.

Per i fatti di cui sopra, D. C. A., è stato arrestato per i reati di cui agli artt. 624 bis e 493 ter c.p. e, su disposizione dell’A. G., è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.