Mese: settembre 2020

VENEZIA. G.di F.- LA GUARDIA DI FINANZA VIAGGIA IN ELETTRICO IN LAGUNA.

La Guardia di Finanza a Venezia navigherà in elettrico, consegnata la nuova vedetta lagunare ibrida V.A.I. 310.

Il 24 settembre nella caserma “T.Mocenigo“ alla Giudecca, sede della Stazione Navale della Guardia di Finanza, è stata consegnata al Corpo la nuova vedetta lagunare ibrida V.A.I.310 alla presenza del Comandante Generale del Corpo, Gen.C.A. Giuseppe ZAFARANA, del Comandante Interregionale dell’Italia Nord-Orientale, Gen.C.A. Bruno BURATTI, del Comandante Regionale Veneto, Gen.D. Giovanni MAINOLFI, delle Autorità cittadine, dei rappresentanti degli Enti interessati e degli organi di informazione.

La prima motovedetta a propulsione ibrida acquisita dalla Guardia di Finanza è stata costruita dal cantiere toscano “Effebi Spa”, ha dimensioni e manovrabilità adatte al contesto lagunare in cui deve operare, caratterizzato da forti escursioni di marea, bassi fondali e limitazioni in altezza.

L’apparato propulsivo elettrico è asservito da un innovativo e compatto sistema ibrido integrato, il Blue hybrid System, che consente all’unità di passare rapidamente dalla propulsione elettrica a quella diesel in base alla velocità richiesta e, qualora necessario, consentire la ricarica delle batterie tramite l’utilizzo in modalità generatore dello stesso motore elettrico.

L’unità soddisfa le necessità operative del servizio di pubblica utilità 117, attività quotidiana condotta in un ambiente difficile e fragile come quello della laguna veneziana.

L’imbarcazione è costruita con appositi accorgimenti per assorbire gli urti in caso di abbordaggio e per resistere all’azione continua di sfregamento ed alle sollecitazioni causate dalle briccole in legno, ormeggio tipico lagunare.

L’acquisizione rientra nel piano di progressiva sostituzione dei mezzi in uso alla sede di Venezia con natanti rispondenti alle migliori esigenze di tutela dell’ecosistema lagunare, secondo specifiche tecniche studiate espressamente per il delicato ambiente veneziano.

NAPOLI. G.di F.- CONFISCATI 36 MILIONI DI EURO A IMPRENDITORE AL SERVIZIO DELLA “CAMORRA”

Confisca di beni a imprenditore al servizio della “camorra” per oltre 36 milioni di euro

I Finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle provincie di Napoli, Caserta e Latina) un provvedimento di confisca preventiva di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a M. A. (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli (sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione) su proposta della locale direzione distrettuale antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al M.A., ai suoi familiari e a “prestanome”, nel mese di luglio del 2017.

L’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati reparti nell’operazione “omphalos” perché ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello stato, aggravati dal c.d. “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “M.” prima e “A.” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’antimo.

M. già arrestato in passato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Si era poi dedicato ai prestiti usurai riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate fino a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

Il provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle fiamme gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

ALESSANDRIA. TUTELA DEI CITTADINI VITTIME DEL FALLIMENTO DELLA MULTINAZIONALE DENTIX.

Alessandria, 24 settembre 2020
COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione comunale a tutela dei cittadini
vittime del fallimento della Dentix

L’Amministrazione comunale di Alessandria è intervenuta, su segnalazione della associazione Globoconsumatori, a tutela dei cittadini, coinvolti nel fallimento della multinazionale delle cure dentali Dentix.
La chiusura della clinica di piazza Marconi, lo scorso mese di giugno, ha creato infatti parecchi disagi a molti alessandrini che si sono trovati senza la possibilità di completare le cure che stavano eseguendo e che spesso erano già state pagate in anticipo.
Su segnalazione dell’associazione Globoconsumatori, l’Amministrazione comunale si è pertanto attivata nei confronti di ASL AL per consentire che queste persone avessero una corsia preferenziale nella assegnazione degli appuntamenti medici necessari
“Abbiamo trovato grande collaborazione con ASL-AL che si è subito resa disponibile a risolvere questo problema – dichiarano il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco e l’ assessore Cinzia Lumiera -. Appena ricevuta la segnalazione da Globoconsumatori ci siamo subito attivati: non è possibile rimanere indifferenti di fronte ad una situazione che crea inaccettabili, gravissimi danni sia sanitari che economici a carico dei nostri concittadini che si sono affidati ad una struttura odontoiatrica che non si è rivelata in grado di mantenere i suoi impegni. Anche il recupero delle cartelle sanitarie per la continuazione delle cure è attualmente impossibile: risulta fondamentale che una Amministrazione, vicina ai cittadini, si faccia carico del problema e trovi la strada giusta, interloquendo con le altre istituzioni per risolvere il prima possibile. E questo noi abbiamo fatto”.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. FERMATO CON DOCUMENTI FALSI.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Girava con documenti falsi: arrestato dalla Polizia”

Il personale della Sezione Volanti della Questura di Alessandria ha arrestato un cittadino italiano trovato in possesso di un documento falso e la fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Durante un normale servizio di Polizia, finalizzato al controllo del territorio, i poliziotti hanno fermato un uomo alla guida di una WV Golf.

Dalla verifica dei documenti, emergevano numerosi precedenti a carico del fermato per reati in materia di patrimonio, fede pubblica e contro l’amministrazione della giustizia, circostanza che induceva gli Agenti ad accompagnare il fermato in Questura per accertamenti.

Durante la perquisizione della vettura è stata trovata una busta di plastica contenente diversi documenti apparentemente rilasciati dalle autorità francesi i quali, pur essendo provvisti di apposita fotografia del soggetto, indicavano un diverso nominativo.

I documenti sono stati sottoposti ad un esame più accurato, dal quale sono emerse numerose difformità rispetto al corrispondente format originale.

Inoltre nella vettura è stata trovata un’apparecchiatura elettronica utilizzata verosimilmente per la commissione di truffe/frodi informatiche in ambito di criptovalute (bit-cooin).

Tutto il materiale illecito è stato sequestrato e F. C., classe 1981, arrestato per il reato di cui all’art. 497 bis c.p. poi convalidato dalla competente Autorità Giudiziaria.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. FRODI CON CARTE DI CREDITO: I CONSIGLI DELLA POLIZIA.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Frodi con carta di credito: i consigli della Polizia di Stato ”

Da circa un anno, come è noto a tutti coloro che utilizzano la carta di credito per effettuare degli acquisti online , è stato introdotto il cosiddetto pin digitale, ossia un codice che viene inviato tramite sms dalla propria banca e che, una volta digitato nella piattaforma in rete, consente di perfezionare il pagamento del prodotto.

Quando si acquista un articolo online con la propria carta di credito, occorre per prima cosa riportare per intero sia i 16 caratteri numerici della stessa, sia il codice CCV indicato al suo retro.

In automatico si riceve sul proprio telefono cellulare un codice pin, via sms, che dovrà essere poi digitato per ultimare la procedura di pagamento.

Prima dell’introduzione del sistema digitale per i truffatori era sufficiente conoscere i dati anagrafici del titolare della carta di credito, il numero a 16 cifre della stessa ed il relativo CCV per effettuare un pagamento in frode al reale proprietario.

Oggi il pin digitale impedisce ad eventuali malfattori di concludere illecite operazioni di acquisto. Tuttavia, per superare l’ostacolo i malviventi adottano uno stratagemma che consiste nel chiamare il titolare della carta di credito, asserendo di essere del servizio antifrode della sua banca ed avvertendolo che nei suoi confronti è in atto un tentativo di frode.

Gli comunicano che per evitare qualsiasi tipo di operazione illecita sulla sua carta è necessario che lo stesso fornisca loro un codice che di lì a breve riceverà tramite sms che servirà a bloccare la carta.

Contemporaneamente, però i malfattori effettuano un acquisto on-line utilizzando i dati della carta di credito dell’ignaro proprietario e al momento della conclusione della procedura si fanno dettare il codice pin ricevuto nel suo telefono cellulare per ultimare l’acquisto.

Per evitare di subire questo genere di truffe, la Polizia di Stato consiglia di tenere sempre a portata di mano i numeri utili per il blocco della propria carta di credito, che vengono forniti all’atto della stipula del relativo contratto.

Nel caso di telefonate da parte di presunti servizi antifrode è necessario evitare di comunicare dati personali o della carta, nonché qualsiasi altro codice ricevuto via sms.

Infine è indispensabile richiamare immediatamente il servizio antifrode della propria banca utilizzando i relativi numeri di telefono che occorre tenere sempre a portata di mano.

Solo allora si potranno fornire tutti i dati personali e quelli della carta che si intende bloccare.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. ATTIVITA’ DI CONTRASTO A EVENTI NON AUTORIZZATI E RAVE PARTY.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Attività gruppo di lavoro per il contrasto ad eventi del tipo rave party ”

La stagione estiva è terminata, con essa termina contestualmente l’attività del gruppo di lavoro istituito per contrastare manifestazioni non autorizzate tipo rave party o technical rave , secondo le linee guida del Signor Prefetto di Alessandria, coordinato da un Funzionario della locale Questura.

In questa Provincia si è registrata una sola iniziativa del genere, durante tutto il periodo estivo, grazie sia al lavoro del gruppo suddetto che dell’impegno di tutte le Forze di Polizia e della Polizia Locale.

La notte del 26 luglio in località Corea ex cava Aviotti del Comune di Isola Sant’Antonio circa 500 persone hanno illecitamente occupato un terreno privato, dando vita ad un rave party non autorizzato.

La locale Questura ha immediatamente predisposto servizi mirati di vigilanza con il concorso degli Organismi di Polizia, che con la tempestiva ed incisiva attività di controllo ha consentito l’identificazione di oltre novanta persone ed impedito sia il prolungamento del rave party che il verificarsi di qualsivoglia turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica.

96 partecipanti al rave party sono stati segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di invasione di terreni o edifici ex artt. 110, 633 c. p. e nei confronti degli organizzatori è stato contestato il reato di cui all’art. 18 T.U.L.P.S. inerente l’omesso avviso al Questore, così come da disposizioni di legge.

Sono state anche accertate altrettante violazioni amministrative concernenti l’abbandono di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 192 co.1 ed art. 225 co.1 del D.Lgs. 152/2006, nonché della specifica normativa per le aree protette, per le quali sono previste sanzioni amministrative fino a 8.000 euro.

Infine, il Signor Questore della Provincia di Alessandria ha incaricato il Dirigente la Divisione Anticrimine della Questura di valutare l’emissione delle opportune misure di prevenzione, quali Fogli di Via Obbligatori ed Avvisi Orali per i soggetti più pericolosi.

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO.”SIM- SWAP”: SVENTATA FRODE INFORMATICA.

Cagliari: sventata frode informatica con la tecnica della “Sim-swap”

polizia postaleLa Polizia postale di Cagliari ha bloccato una frode informatica, organizzata da un uomo di Torre del Greco (Napoli), ai danni di una società di commercio all’ingrosso di Cagliari.

La vittima della frode ha denunciato tempestivamente quanto stava accadendo ai suoi danni e i poliziotti della postale hanno impedito che il suo conto corrente venisse svuotato con un bonifico fraudolento con lo schema della “Sim-swap”.

Lo schema del Sim-swap funziona in questo modo: i criminali sotraggono inizialmente le credenziali di accesso ai sistemi di home banking, attraverso l’attività di phishing o acquistandole sul dark web. In seguito richiedono una nuova Sim card a nome della vittima e l’annullamento di quella in uso dalla vittima del raggiro mantenendo lo stesso numero per accedere abusivamente sul conto corrente.

Una volta penetrato il sistema home-banking della vittima non rimane che entrare in possesso del codice dispositivo, la cosiddetta OTP/One Time Password, codice che viene generato automaticamente e in via temporanea dal sistema informatico della banca, ed inviato al correntista proprio sul numero di telefono cellulare associato al conto corrente bancario.

Nel caso denunciato l’amministratore unico della società ha avuto la fortuna di accorgersi quasi immediatamente che la sua Sim aveva smesso di funzionare. Contattando il servizio clienti del proprio gestore telefonico aveva scoperto che, solo pochi minuti prima, qualcuno si era spacciato per lui richiedendo l’emissione di una nuova scheda Sim con il pretesto che la precedente scheda fosse smagnetizzata.

Il tempestivo intervento della Polizia postale ha consentito di bloccare il rapporto bancario dove era ancora giacente la somma trafugata prima che fosse incassata dal truffatore.

Successivamente a seguito di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Cagliari l’intero ammontare di quanto sottratto alla vittima è stato recuperato.

L’attività investigativa che ha permesso di individuare e denunciare il malvivente ed è ancora in corso per verificare il coinvolgimento di eventuali complici.

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