Mese: settembre 2020

ALESSANDRIA. COMUNICATO DELLA POLIZIA LOCALE SU FATTI DI CRONACA LOCALE.

COMUNICATO STAMPA

A seguito di quanto apparso su alcuni organi di stampa e quanto pubblicato su alcuni profili Facebook riguardanti un grave fatto delittuoso accaduto alla fine del mese di luglio in questa Città, che ha visto coinvolti molti giovani ragazzi, si comunica che questa Polizia Locale, diretta dal Comandante Vicario, Alberto Bassani e dal responsabile del Nucleo di Polizia Giudiziaria Commissario, Giuseppe Ceravolo, venuta a conoscenza dell’episodio molti giorni dopo, ha provveduto a svolgere tutta la complessa attività investigativa finalizzata a risalire ai responsabili.
Tutti i partecipanti sono stati identificati e segnalati alla competente Autorità Giudiziaria.
Il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha dichiarato “esprimo un vivo compiacimento a tutta la Polizia Locale ed in modo particolare un elogio agli uffici investigativi per la professionalità, dedizione e riservatezza con la quale sono state svolte le attività di indagine che hanno portato all’identificazione di tutti i soggetti partecipanti alla rissa e il loro deferimento all’Autorità Giudiziaria per i minori.”
Allo stesso modo l’Assessore alla Polizia Locale, Monica Formaiano ha espresso “ancora una volta la Polizia Locale cittadina ha reso onore alla Città attraverso una attività di polizia giudiziaria molto complessa durata oltre un mese che ha consentito di segnalare alla magistratura un gruppo di ragazzi minorenni rei di gravi azioni delittuose. Ringrazio per l’impegno profuso e per l’attenzione ad un problema attuale e sentito dalla cittadinanza.”
I dettagli dell’operazione saranno resi noti non appena definitivamente concluse le indagini da parte del Nucleo di Polizia Giudiziaria.

FOGGIA. G.di F.- DETENUTI PERCEPIVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA.

Comando Provinciale Foggia

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno scoperto 30 persone che hanno percepito il Reddito di Cittadinanza pur non avendone diritto perché detenuti in carcere o con familiari detenuti.

La concessione del sostegno economico quale misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale è subordinata ad una serie di requisiti reddituali e patrimoniali nonché di compatibilità che i nuclei familiari devono possedere cumulativamente al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio. Tra i requisiti di compatibilità, il legislatore ha previsto, tra gli altri, la mancata sottoposizione a misure cautelari personali di chi ne fa richiesta. Se ad essere sottoposto a detenzione è invece un componente del nucleo familiare del richiedente, allora il sostegno economico è ridotto secondo parametri prefissati in norma.

Partendo da tale precetto, i Finanzieri della Compagnia di San Severo, hanno passato al setaccio la posizione di 169 persone che alla entrata in vigore del provvedimento sono stati associati presso una casa circondariale della capitanata. È così emerso che 30 detenuti hanno indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza perché:

  • in 3 hanno presentato direttamente la domanda per ottenere il beneficio mentre erano in stato di detenzione carceraria;
  • in 12 non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione;
  • 6 familiari di detenuti, omettendo di indicare nelle istanze per il beneficio la condizione detentiva del componente del proprio nucleo familiare, sono riusciti ad ottenere un sostegno economico senza riduzioni;
  • 8 familiari non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione del familiare, continuando a percepire indebitamente il sussidio in forma piena;
  • 1 posizione ha riguardato l’allontanamento dalla casa familiare, su ordine dell’Autorità giudiziaria, di un componente di un nucleo familiare destinatario del sussidio.

Tra i detenuti scoperti dalla Guardia di Finanza, i cui nuclei familiari hanno percepito il Reddito di Cittadinanza, figurano soggetti sottoposti a misura detentiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione.

Tutte le posizioni illecite fatte emergere dai Finanzieri sono state segnalate all’INPS per la revoca e il recupero del beneficio economico nonché denunciate alla Procura della Repubblica di Foggia per l’esercizio dell’azione penale a carico di chi ha fornito dichiarazioni false e omesso informazioni dovute in sede di richiesta del Reddito di cittadinanza.

L’importo complessivo delle somme indebitamente elargite dall’INPS, e di cui si è proposto il recupero, ammonta a circa 200 mila euro.

I risultati ottenuti nello specifico settore qui riportati testimoniano l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’attività istituzionale del Corpo e l’attenzione particolare a contrastare fenomeni, come quello portato alla luce che, attraverso l’accesso a benefici assistenziali da parte di chi non ne ha titolo, non solo generano un danno immediato per la casse pubbliche, ma drenano risorse che potrebbero essere impiegate per altre finalità ed utilità sociali a favore di coloro che ne hanno effettivamente diritto e bisogno

SASSARI. POLIZIA DI STATO. CATTURATO DOPO 10 GIORNI DI LATITANZA JOHNNY LO ZINGARO.

Dopo 10 giorni di latitanza catturato Johnny lo zingaro

La latitanza di Johnny lo zingaro è durata 10 giorni, era evaso dal carcere di massima sicurezza di Sassari, ma questa mattina Giuseppe Mastini, noto come Johnny lo zingaro, è stato scovato e arrestato dai poliziotti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e delle Squadre mobili di Sassari e Cagliari, in collaborazione con gli agenti della Polizia penitenziaria.

Il ricercato si nascondeva in una villetta isolata in località Zuari, nelle campagne di Sassari, in una zona compresa tra la periferia della città e la zona di San Michele di Plaianu; insieme a lui è stato arrestato per favoreggiamento il proprietario dell’immobile.

La fuga dagli arresti dopo una licenza premio, che si era trasformata in una evasione per amore. Johnny lo Zingaro ha detto di essere evaso per amore, ma la sua donna era stata fermata il giorno stesso della sua fuga mentre era intenta a imbarcarsi per allontanarsi dalla Sardegna e con tutta probabilità per cercare un nascondiglio dove far nascondere l’evaso.

La carriera criminale di Johnny è iniziata molto presto, a 14 anni il primo omicidio di un tranviere romano a cui, con un complice aveva cercato di rapinare 10 mila lire e un orologio. poi una serie di rapine e l’omicidio di un poliziotto oltre ad una serie di evasioni. la carriera criminale di Johnny aveva anche ispirato la realizzazione di un film.

L’ultima 10 giorni fa dopo essersi reso irreperibile alla fine di una licenza premio.

ROMA. POLIZIA DI STATO. MINACCE ALLA SICUREZZA DA DIFFUSIONE DA COVID-19 “CORONAVIRUS”

Roma: Working Group sulle minacce per la sicurezza da diffusione Covid-19

I temi affrontati nel working group, da Italia e Europol, che riunisce i paesi maggiormente colpiti dal coronavirus sono stati: Virus e mafie, Covid economy, dark money, aumento della violenza in alcune aree del mondo.

Il meeting iniziato a Roma, nella Scuola superiore di Polizia, ha posto l’accento sui rischi d’infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche e le minacce per la sicurezza a seguito della diffusione del Covid-19.

Riunione Covid19 Rizzi

Il primo incontro è avvenuto in videoconferenza il 16 giugno scorso mentre quella di oggi è la prima riunione in presenza e rappresenta una cabina di regia internazionale che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione internazionale di polizia per il contrasto del rischio criminale connesso alla diffusione della pandemia.

All’incontro sono presenti i vertici delle Forze di polizia di Austria, Francia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, mentre Germania, Olanda, Polonia e Svezia partecipano online.

Riunione Covid19 locandina

La riunione è presieduta dal direttore esecutivo di Europol Catherine De Bolle, insieme al vice direttore generale del Dipartimento della pubblica sicurezza Vittorio Rizzi, che coordina l’omologo gruppo di lavoro costituito a livello nazionale, su incarico del ministro dell’Interno Lamorgese e del capo della Polizia Franco Gabrielli, e che rappresenta il law enforcement italiano durante i lavori del Gruppo.

Il prefetto Rizzi ha spiegato che: “Non c’è mai stato lockdown per la sicurezza né le Forze di polizia dei nostri Paesi, né Europol hanno mai smesso di lavorare, così come non si è mai fermata la cooperazione di polizia. Oggi più che mai ci presentiamo come una squadra unita che, al di là delle difficoltà e degli ostacoli che incontriamo quotidianamente, vuole mandare un messaggio preciso alla criminalità: noi ci siamo!”.

Per garantire la sicurezza dei partecipanti alla riunione sono stati adottati rigorosi protocolli sanitari: tutte le delegazioni, a partire da quella italiana, sono state preventivamente sottoposte a tampone per la ricerca del SARS-COV2 e sono state seguite tutte le prescrizioni per garantire la salute delle persone e la salubrità degli ambienti che verranno frequentati.

Capo Polizia Italia Spagna

In occasione del vertice, nel pomeriggio, è stata firmata dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, e dal direttore generale della Polizia nazionale spagnola, Francisco Pardo Piqueras, una dichiarazione d’intenti per creare una task force operativa al fine di potenziare la lotta alla ‘Ndrangheta, in generale alla criminalità organizzata e agevolare la cattura dei latitanti.

AGRIGENTO. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “MOSAICO”: 7 ARRESTI TRA FAVARA E IL BELGIO.

Agrigento: 7 arresti tra Favara e Belgio

Arresto Squadra mobileSette persone ritenute responsabili di omicidio, porto abusivo di armi, dannegiamento e ricettazione sono state arrestate, quattro in provincia di Agrigento e tre in Belgio, durante l’operazione “Mosaico” condotta in collaborazione con la Police federale judiciare di Liegi. 

tutti reati consumati il 23 maggio del 2017 a Favara (Agrigento).

Le indagini sui reati consumati il 23 maggio 2017 hanno portato alla scoperta di una faida che dal 2015 al 2018 ha insanguinato le strade di Favara e Liegi: cinque omicidi e altrettanti tentati omicidi, alcuni dei quali non sono mai stati denunciati.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Palermo e dalla Procura di Liegi con l’ausilio delle agenzie Eurojust ed Europol. Per l’Italia, le indagini sono state svolte dal Servizio centrale operativo (Sco), dalla Squadra mobile di Agrigento e da quella di Palermo; per il Belgio invece dalla Police federale judiciare di Liegi.

Nel corso delle operazioni sono state eseguite una ventina di perquisizioni con l’impiego di oltre 80 tra poliziotti italiani e belgi, personale del Reparto prevenzione crimine e del Reparto volo di Palermo, unità cinofile di Catania e Palermo.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate una pistola in Belgio e tre in Italia.