Mese: agosto 2020

ALESSANDRIA. COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DEL BOMBARDAMENTO SU BORGO CITTADELLA.

Alessandria, 26 agosto 2020

Comunicato stampa

Sabato 5 settembre la commemorazione delle vittime del bombardamento su Borgo Cittadella nel 76° anniversario (settembre 1944-settembre 2020) 39 furono le vittime del bombardamento del 5 settembre 1944 su Borgo Cittadella.

In loro ricordo vi sarà la commemorazione in programma sabato prossimo, 5 settembre 2020 , di fronte alla lapide in via Giordano Bruno , alla presenza delle Autorità cittadine e della rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma . « Cercavamo rifugio e trovammo la morte.

Spose, mamme, bambini, mariti, padri, figli, fratelli, sorelle, un misto di carne e sangue… Oggi un solo spirito che grida a Dio per l’uomo: “ PACE ” »: sono queste le parole fissate sulla lapide che segnala gli alessandrini che in quel bombardamento perirono drammaticamente.

A 76 anni da quel tragico episodio — non l’unico che colpì la Città durante il secondo conflitto bellico mondiale — l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza alla commemorazione ufficiale che, in osservanza delle vigenti misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 , dovrà prevedere l’ uso della mascherina di protezione individuale e il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. L’incursione aerea avvenne nella tarda mattinata di quel primo martedì del settembre 1944 e le bombe, che avevano come obiettivo i ponti sul Tanaro, colpirono invece numerose case e centrarono l’estremità di un rifugio ricavato in un sottopassaggio della strada provinciale Alessandria-Torino, dove molti avevano cercato rifugio.

Per 20 di loro verrà stilato un certificato di “morte presunta” per l’impossibilità di una qualsiasi identificazione. Tra le vittime, quasi tutte di Alessandria, figurano intere famiglie, numerose le casalinghe, i ferrovieri e gli operai; molti i bambini e gli studenti . Complessivamente, durante la seconda guerra mondiale, la Città di Alessandria — con i suoi 559 morti sotto i bombardamenti — risulta essere la realtà che, in rapporto alla popolazione, ha registrato in Piemonte la maggiore incidenza percentuale delle perdite i civili. Questo il programma della cerimonia di commemorazione di sabato 5 settembre 2020:  ore 11.00 : in via Giordano Bruno, di fronte alla lapide, intervento di saluto a cura dell’Amministrazione Comunale, alla presenza delle Autorità  ore 11.15 : deposizione di una Corona d’Alloro alla lapide in ricordo delle Vittime  a seguire : benedizione della lapide commemorativa da parte di mons. Ivo Piccinini

TORINO. G.di F.- SEQUESTRATE 9 TONNELLATE DI SUPER ALCOLICI.

Comando Provinciale Torino

I finanzieri del Comando Provinciale di Torino hanno accertato un contrabbando di super alcolici nel corso di un’importante operazione a contrasto alle frodi commerciali nel settore della produzione ed alla distribuzione di alcoolici ed alla sottrazione del pagamento delle accise.

Le indagini sono state avviate in piena emergenza Covid 19 effettuando alcuni controlli su attività commerciali che grazie al loro settore merceologico potevano tenere aperti i battenti nel periodo del Lockdown.

L’attività dei “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Torino ha permesso di individuare e porre sotto sequestro centinaia di bottiglie di alcoolici e super alcoolici prive del c.d. sigillo del monopolio di Stato che attesta l’avvenuto pagamento delle imposte, le c.d. Accise.

I prodotti, importati di contrabbando dall’Est-Europa, erano messi in vendita insieme ai prodotti regolari al fine di ingannare il cliente sulla regolarità

È stato possibile monitorare i transiti di alcuni depositi di un’azienda di import-export di prodotti alimentari, riportanti indicazioni merceologiche mendaci in ordine all’effettiva composizione, importati dalla Romania. Individuati i depositi gestiti da un cittadino pakistano siti in San Mauro (TO), Cassina de’ Pecchi (MI), Gorgonzola (MI) e Carnate (MI) è scattata l’operazione durante la quale sono state sequestrate diverse migliaia di bottiglie, per un peso che si aggira intorno alle 9 tonnellate.

Frode in commercio è il reato contestato ai responsabili per la non corrispondenza tra quanto indicato in etichetta e l’effettiva composizione.

La natura dei distillati a 40° erano riconducibili a “derivati dei cereali” e non a “vinacce” come indicato merceologicamente.

Durante le operazioni inoltre sono stati rinvenuti oltre 1.500 contrassegni di Stato attestanti l’avvenuto pagamento delle accise per i quali sono in corso accertamenti in relazione alla lecita provenienza atteso che il rinvenimento di dette matrici presso il deposito di San Mauro Torinese (TO), non essendo deposito fiscale autorizzato, non era giustificato.

Il sistema truffaldino si caratterizzava inoltre con il confezionamento di scatole contenenti bottiglie regolarmente etichettate e altre prive del contrassegno e la successiva immissione in commercio in spregio anche alla normativa fiscale.

Nei confronti di due imprenditori, il produttore (rumeno) ed il distributore (pakistano) è stata inoltrata la segnalazione alla Procura della Repubblica di Torino e ora rischiano sanzioni sia sotto il profilo penale che sotto il profilo tributario.

La complessa operazione, rientra nel quadro delle attività svolte in via esclusiva dalla Guardia di Finanza quale organo di Polizia Economico Finanziaria a tutela della concorrenza e del mercato.

MILANO. G.di F.- CAPORALATO: SEQUESTRATA AZIENDA AGRICOLA.

Comando Provinciale Milano

I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno sequestrato un’Azienda Agricola di Cassina de’ Pecchi (MI), del valore complessivo di oltre 7.500.000 di euro, su decreto emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano, oggetto di successiva convalida da parte del Gip.

Il provvedimento di sequestro al termine delle indagini svolte dalla Compagnia di Gorgonzola che hanno consentito far emergere un sistematico sfruttamento illecito della manodopera agricola a danno di circa 100 lavoratori extracomunitari.

Gli accertamenti hanno infatti permesso di rilevare anomalie nelle assunzioni e nelle retribuzioni dei dipendenti dell’azienda nonché evidenziato gravi e perduranti violazioni delle norme che regolano l’impiego dei braccianti agricoli.

I lavoratori non solo erano obbligati a prestare estenuanti turni di oltre 9 ore giornaliere, ma ricevevano una paga oraria di 4,50 euro, nettamente inferiore a quella minima prevista dal contratto collettivo nazionale.

La retribuzione non era la sola anomalia, ma era accompagnata da degradanti condizioni d’impiego nei campi: i braccianti erano soggetti alla continua vigilanza dei responsabili, costretti a sforzi fisici oltremodo gravosi per velocizzare la raccolta della frutta in spregio alle norme anti Covid-19 sul distanziamento sociale.

Approfittando delle condizioni di bisogno dei dipendenti, mediante la minaccia che l’eventuale disobbedienza alle pressanti imposizioni datoriali avrebbe comportato sospensioni o licenziamenti in tronco, i titolari dell’azienda riuscivano a ridurre il costo della manodopera e massimizzare i guadagni.

Eloquente era la prassi dell’assunzione in prova per due giorni senza alcun compenso a cui seguiva, discrezionalmente e senza alcuna valida ragione, l’allontanamento del bracciante. Con tale modalità i responsabili dell’azienda riuscivano a ridurre ulteriormente i costi complessivi e sfruttare i giovani extracomunitari bisognosi di lavorare.

Al termine delle indagini sono state denunciate per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera 7 persone, tra i quali, oltre ai due amministratori, anche due sorveglianti, due impiegati amministrativi e il consulente dell’azienda che predisponeva le buste paga.

La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro di tutti i beni della società, consistenti in 53 immobili, tra terreni e fabbricati, 25 veicoli strumentali e 3 conti correnti e la nomina di un Amministratore Giudiziario ai fini della continuità aziendale nel rispetto delle leggi vigenti.

Durante l’esecuzione del provvedimento i finanzieri, grazie al supporto di personale dei Vigili del Fuoco e dell’ATS di Milano, hanno potuto verificare le precarie condizioni di sicurezza e di igiene in cui i braccianti erano costretti ad operare per l’assenza di dispositivi di protezione individuale, di spogliatoi, di docce e di servizi igienici a sufficienza (era presente, infatti, un solo bagno chimico esterno).

Risultavano mancanti il piano di prevenzione incendi ed il piano di emergenza.

E’ stato tra l’altro accertato il precario deposito di diserbanti e fitofarmaci, sostanze che i responsabili facevano direttamente utilizzare ai braccianti, privi di ogni formazione, esponendoli, così, ad un grave rischio per la salute, nonché di generi alimentari destinati ad essere venduti ad operatori della grande distribuzione (sono stati, infatti, sequestrati oltre 27.000 barattoli di marmellata esposti al sole).

L’operazione di servizio testimonia l’attenzione della Guardia di Finanza a tutela del mercato del lavoro per contrastare, in particolare, le più gravi forme di prevaricazione e sfruttamento in danno dei lavoratori dipendenti, specie se costoro si trovano in condizioni di particolare debolezza o bisogno.

MILANO. POLIZIA DI STATO. 76 ENNE SALVATO DALL’INTERVENTO DI UN AGENTE DELLA POLFER.

Milano: infarto in stazione, 76 enne salvato da agente della Ferroviaria

Venti minuti interminabili durante i quali Stanislao, un agente della Polizia ferroviaria, ha praticato il massaggio cardiaco ad un 76 enne che si era accasciato a terra a causa di un arresto cardiaco.

L’agente, in servizio alla stazione Centrale di Milano, ha combattuto disperatamente per tenere l’anziano in vita.

E’ stato solo grazie alla azione ininterrotta del soccorritore che gli operatori del 118 hanno trovato l’anziano con il cuore che aveva ripreso a battere ed hanno proseguito l’azione di soccorso portandolo al più vicino ospedale con la speranza di salvargli la vita.

Stanislao era felice per aver soccorso una persona, stanco, perché venti minuti di massaggio cardiaco sono molto impegnativi, ma ancora concentrato su ciò che aveva appena fatto.

La sua concentrazione è stata rotta solo dal fragoroso applauso della piccola folla di curiosi che aveva assistito alla scena, e che lo ringraziava per il suo intervento.

TORINO. POLIZIA DI STATO. SALVATI DIECI CANI ABBANDONATI SUL BALCONE DI CASA.

Torino: dieci cani salvati dalla volante di Ivrea

Cani abbandonati su un balconeLe dieci bestiole sono state lasciate per giorni, su due balconi sotto il sole, senza cibo né acqua.

La brutta avventura è stata vissuta da due cani adulti e 8 cuccioli abbandonati ad Ivrea, in provincia di Torino, dentro il balcone di un’abitazione con serrande e finestre chiuse dall’interno.

I guaiti dei cani e l’odore degli escrementi, intorno ai quali i poveri animali erano costretti a vivere, hanno convinto i vicini a chiamare la Polizia.

Gli agenti arrivati sul luogo dell’intervento hanno verificato subito le condizioni di grave difficoltà dei cani. Con l’aiuto dei Vigili del fuoco sono state divelte le grate di ferro e i cani, in grave stato di denutrizione, sono stati affidati al servizio veterinario della Asl.

Il proprietario, che si era reso irreperibile al momento dell’intervento, è stato però denunciato per maltrattamento e abbandono di animali.

Ricordiamo che esistono diverse possibilità per partire in vacanza senza abbandonare i nostri amici a 4 zampe: conoscenti disponibili ad accoglierli per qualche giorno, pensioni per animali e soprattutto un bel viaggio insieme.

#senontiportononparto