Mese: luglio 2020

TREVISO. RICICLAGGIO DI AUTO RUBATE, 12 INDAGATI.

Indagate 12 persone, di cui due in stato di arresto, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di auto di illecita provenienza, truffa aggravata e autoriciclaggio. L’operazione è stata condotta dalla Polizia stradale di Treviso in collaborazione con il compartimento del Veneto.

Uno dei due arrestati è un campione di rally che insieme all’altro arrestato, era a capo di una organizzazione criminale che riciclava auto rubate o sottratte a società di noleggio dopo averle “ripulite” nella Repubblica Ceca dove i mezzi (apparentemente regolari per le autorità ceche) venivano nuovamente immatricolati e poi re-immessi nel mercato italiano.

Nel complesso meccanismo messo in piedi dall’organizzazione un ruolo importante è stato svolto da due società operanti nel settore della compravendita di auto e di un’agenzia di pratiche automobilistiche che falsificava abilmente i documenti delle vetture.

Durante le indagini sono state sequestrate sette auto (Fiat 500, Smart, ecc.) e sottoposte a sequestro preventivo tre Ferrari (una F110 Testarossa, una F50 ed una F140 Enzo Ferrari)

“L’acquisto di auto usate a prezzi troppo vantaggiosi spesso nasconde spiacevoli sorprese per gli acquirenti che, comunque, dovrebbero sempre avere dei sospetti nel momento in cui non vengono fornite le doppie chiavi originali, dovrebbero far verificare la corrispondenza del telaio e diffidare di sistemi di pagamento in contanti o su carte prepagate” ha commentato Girolamo Lacquaniti dirigente del compartimento Polizia stradale del Veneto.

NAPOLI. DENUNCIATI E SEGNALATI ALL’INPS 24 ”FURBETTI” DEL REDDITO DI CITTADINANZA.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha denunciato e segnalato all’INPS 24 soggetti, di età compresa tra i 25 e i 63 anni, che hanno percepito indebitamente il “Reddito di cittadinanza” per complessivi 267.000 euro.

In particolare, i finanzieri del I Gruppo, nel corso di un’indagine di polizia economico-finanziaria avviata d’iniziativa, ha scoperto che i 24 “furbetti” non percepivano alcun tipo di reddito lecito poiché in realtà erano contrabbandieri di sigarette e parcheggiatori abusivi.

Infatti, a seguito di reiterati sopralluoghi, le Fiamme Gialle hanno sorpreso i parcheggiatori abusivi mentre esercitavano la propria “attività” nelle vie del centro di Napoli (nei pressi dello stadio San Paolo e nelle zone della movida notturna di via Chiaia e dei locali di via Coroglio) mentre i contrabbandieri sono stati fermati a più riprese, anche con considerevoli quantitativi di t.l.e., nelle zone del Lavinaio e del Borgo Sant’Antonio.

Tutti i soggetti hanno anche sistematicamente omesso di dichiarare qualsiasi altra forma di reddito, anche se percepita da altri componenti del nucleo familiare e pertanto l’INPS avvierà la procedura di recupero del reddito di cittadinanza erogato.

ALESSANDRIA. VALENZA:”GIULIA PROMUOVE LA VENDITA IN FAVORE DEGLI ORAFI DI VALENZA, LORO NON NE SAPEVANO NULLA”.

Il consorzio DiValenza contro Giulia De lellis per un video promozionale a favore degli orafi di valenza, ma i beneficiari non ne sapevano nulla e la presidente Barbara Rizzi minaccia di rivolgersi alla Procura: “I fondi in aiuto degli orafi di Valenza sono una truffa, denunciamo la star di “Uomini e Donne”.

La presidente del consorzio DiValenza Barbara Rizzi pare essere decisa ad andare in procura per denunciare l’influencer Giulia De Lellis, celebre influencer spesso ospite nella trasmissione di Maria De Filippi «Uomini e Donne» e per la pubblicazione, a quattro mani con Stella Pulpo, del libro: «Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!»

Un video pubblicato su Instagram promuoveva la vendita di bracciali il cui ricavato sarebbe dovuto essere devoluto interamente alla categoria degli orafi valenzani in crisi economica per gli effetti del dopo-Covid».

Il ricavato della vendita dei bracciali sarebbe dovuto essere devoluto agli orafi che, però non sapevano nulla del gesto di solidarietà organizzato da una azienda milanese e pubblicizzato dall’influencer, Giulia De Lellis.

Barbara Rizzi in un comunicato ha spiegato che: “Ho sempre detto che avrei difeso gli orafi e mi sono rivolta ad un avvocato per procedere con una denuncia, come mi hanno suggerito tanti orafi valenzani”.

Giulia De Lellis pubblicizzava i bracciali della gioielleria di Milano con una targhetta riportante scritte come “love”,” fortuna” e il cui ricavato dalla vendita sarebbe stato devoluto al 100% a favore degli orafi valenzani. Una proposta che poteva far piacere a quanti stanno soffrendo gli effetti della crisi.

Barbara Rizzi sul suo profilo facebook dice: «Ho pubblicato sul mio profilo Facebook un post in cui chiedevo a chi avesse organizzato la vendita e la raccolta fondi di manifestarsi. In caso contrario avrei trasmesso il video alla procura della Repubblica. Anche perché dopo il volto noto della influencer un’altra promozione dei bracciali era stata fatta da Federica Panicucci pur senza pubblicizzare la vendita di beneficenza. Se non bloccavamo l’iniziativa, qualcuno avrebbe abboccato. Così ho telefonato alla gioielleria milanese D. C. J. chiedendo se era in corso una vendita di bracciali per beneficenza e la venditrice mi ha risposto di sì. Allora mi sono qualificata dicendo che non mi risultava che gli orafi valenzani avessero ricevuto soldi. Dopo un’ora mi è arrivata la telefonata della titolare che diceva: “È l’attrice che ha letto male il copione”.

Il Barbara Rizzi ha ricevuto molte adesioni e una trentina di orafi indignati consigliano la denuncia mentre sempre a sostegno dell’azione legale di Barbara Rizzi si sono schierati Liviano Bellini, ideatore della rivista «Valenza nei marchi» e il presidente dell’associazione commercianti «L’oro dal Po al Monferrato» Franco Stanchi.

L’avvocato Massimo Grattarola a cui Barbara Rizzi si è rivolta dice: “Ci sono tutti i presupposti per una denuncia-querela per truffa e la depositerò lunedì. Poi toccherà alla procura vedere se ci sono gli estremi per procedere”.

TORINO. POLIZIA DI STATO. FURTI E TRUFFE AL BANCOMAT.

Torino: truffe e furti al Bancomat

Con la scusa di un malfunzionamento del bancomat, dirottavano le vittime, prevalentemente anziane, su un’altra postazione mentre era in atto l’operazione di prelievo, così da recuperare il denaro per poi allontanarsi.

Due uomini di nazionalità francese, residenti a Marsiglia, sono stati identificati dai poliziotti del commissariato San Secondo di Torino.

Diverse segnalazioni e denunce erano arrivate al Commissariato che ha immediatamente attivato un’indagine per smascherare i responsabili.

Attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza e grazie ai servizi di osservazione, gli agenti sono riusciti ad identificare i due e ricostruire il modus operandi: uno è stato arrestato per furto mentre l’altro denunciato in stato di libertà.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati circa 950 euro sicuramente provento dai furti messi in atto.

Consultate la sezione dedicata alle iniziative antitruffa

Olivia Petillo

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