Mese: luglio 2020

ASCOLI PICENO. SEQUESTRATE COLLANE, ANELLI E QUADRI DAL VALORE DI 250 MILA EURO AD UN USURAIO.

L’attività di polizia economica e finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha tratto origine da approfondimenti investigativi rivolti verso una 54enne di Santa Vittoria in Matenano (FM), ritenuta al centro di un giro di usura, perpetrata anche con metodi estorsivi.

Nell’ambito delle successive indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della Repubblica di Fermo, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ascoli Piceno hanno acclarato che la donna aveva approfittato dello stato di difficoltà economiche sofferte da una conoscente, concedendole un prestito di 33.000 euro, a fronte del rilascio di garanzie reali sproporzionate, costituite da gioielli, quadri di valore e sin anche dall’abitazione stessa di proprietà della vittima.

Un primo riscontro sull’effettività dei gravi reati si è avuto allorquando, nel corso di perquisizioni domiciliari disposte dalla stessa Autorità Giudiziaria di Fermo, eseguite presso due abitazioni di proprietà dell’indagata – entrambe ubicate nel fermano, l’una a Santa Vittoria in Matenano e, l’altra, a Grottazzolina –, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro beni e valori di interesse probatorio.

Una collana in corallo ed un anello d’oro bianco con brillante (ciascuno del valore di circa 7.500 euro), un quadro ad olio su tavola raffigurante la “Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto” ed un quadro ad olio su tavola raffigurante la “Madonna con Bambino e Santi” (entrambi opere del pittore Iacopo Da Ponte, detto Iacopo Bassano, del XVI secolo, del valore complessivo di circa 20.000 euro), assegni bancari tratti da conti correnti accesi presso 4 differenti istituti di credito ed effetti cambiari per complessivi 92.349 euro. E, ancora, scritture private relative a prestiti concessi per 87.250 euro, appunti manoscritti ed altra documentazione varia, verso le quali sono stati avviati gli approfondimenti e i riscontri di circostanza, ulteriormente estesi alla provenienza dei beni di valore sopra descritti.

Un insieme di attività che, grazie anche al supporto delle intercettazioni telefoniche, ha consentito di delineare le condotte illecite perpetrate dalla 54enne di Santa Vittoria in Matenano (FM), configurandosi le responsabilità, nei propri confronti, dei reati di “Estorsione” (art. 629 del Codice penale), “Usura” (art. 644 del Codice penale) ed anche di “Esercizio abusivo dell’attività finanziaria (art. 132 del D.Lgs. n. 385/93 “Testo Unico Bancario”).

In esecuzione del “Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca” emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Fermo, tutti i beni già “cautelati” con il sequestro probatorio – con l’aggiunta di un immobile ad uso abitativo ubicato a Monte San Giusto (MC), del valore di 120.000 euro – sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in quanto, sostanzialmente, riconosciuti acquisiti con l’attività di usura.

Ammonta quindi a poco meno di 250.000 euro il valore complessivo dei beni sottratti alla disponibilità dell’usuraia che, come già confermato anche dalle consulenze tecniche disposte dalla stessa Procura della Repubblica di Fermo, richiedeva interessi oscillanti da un minimo del 157% ad un massimo del 368% su base annua.

L’attività della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno in materia di usura ed estorsione ha trovato il suo epilogo in uno dei momenti storici in cui, a causa dell’emergenza da Covid-19, particolarmente alta viene mantenuta l’attenzione verso ogni forma di illegalità di tipo economico e finanziaria, il cui contrasto si pone quale principale prerogativa anche per la prevenzione dai rischi di infiltrazione criminale nei diversi tessuti.

EMPOLI. EURO 2022: AZZURRE IN CAMPO IL 17 SETTEMBRE CONTRO L’ISRAELE AL CASTELLANI.

Prosegue il cammino delle italiane verso Euro 2022.

Riparte anche il cammino delle Azzurre, dopo il lungo stop causato dalla pandemia, che ha costretto la Figc a chiudere definitivamente i campionati, finalmente si torna in campo, si torna a giocare una gara ufficiale contro avversarie vere e non più solo contro le compagne con la pettorina.

In questi mesi di assenza dai campi la questione professionismo si è fatta sentire più forte che mai, infatti ha trovato fondamento con un progetto serio che porterà le atlete ad essere professioniste gradualmente, per permettere la crescita e aumentare gli investimenti per poi finalizzarsi nel 2023. Il prossimo Europeo molto probabilmente sarà dunque l’ultima competizione in generale che le azzurre giocheranno da “Dilettanti”.

Le atlete di mister Bertolini torneranno in campo il prossimo 17 settembre contro l’Israele. Il campo che ospiterà le ragazze mondiali sarà il Castellani di Empoli, per poi volare in Bosnia Erzegovina contro le padroni di casa.

“Un anno e mezzo fa Empoli ci ha accolto a braccia aperte e spero di ottenere un’altra bella vittoria al Castellani – ha dichiarato la Ct della Nazionale Femminile di Calcio Milena Bertolini -. Siamo felici di poter tornare in campo dopo così tanto tempo Finalmente avremo modo di riprendere il nostro cammino, questa è la cosa più importante. Mi aspetto tanta voglia ed entusiasmo da parte delle ragazze, tornare a indossare la maglia della Nazionale deve essere uno stimolo e un motivo per provare a fare sempre meglio”.

ROMA. 209 MILIARDI PER RIPARTIRE: L’EDERITA’ DEL RECOVERY FOUND CHE GIUSEPPE CONTE LASCIA ALL’ITALIA.

Ammettiamo le nostre colpe! L’avvocato Giuseppe Conte lo avevamo sottovalutato, lo avevamo immaginato come il Pulcinella servo di due padroni: Matto Salvini e Luigi Di Maio. Lo avevamo immaginato come “poltronaro” incapace di difendere la sua posizione di Leader e capo del governo, ma ci eravamo sbagliati perché con il cambio di governo Giuseppe Conte ha saputo disegnarsi un ruolo nel nuovo esecutivo, quello che gli compete: Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il debutto come prestanome o meglio presta-premier, in nome e per conto dei due vice premier Di Maio-Salvini, il 7 giugno 2018 con il suo discorso d’insediamento in cui ogni parola doveva essere approvata dai suoi vice, ogni frase doveva essere approvata dal censore Casalino in nome e per conto del suoi capo. Giuseppe Conte è cresciuto in questi anno, in questi mesi ha saputo gestire la pandemia, sconosciuta in Italia colpita dopo la Cina.

Sono passati poco più di due anni e tutto è cambiato, sicuramente in meglio per i rapporti tra Giuseppe Conte e la nuova compagine di governo. Due anni dopo Conte è ancora saldamente a capo del governo ed è rientrato in Italia dopo un estenua trattativa con i colleghi Europei, da una parte i sovranisti nazionalisti amici di Salvini e Meloni che avrebbero voluto affossare il recovery found e con esso l’esperienza di governo e l’Italia; dall’altra il gruppo del nord Europa capeggiati dall’Olanda e dalla’ Austria che non si fidano dell’Italia, di come gestirà questa montagna di soldi e chiedono la fine di Quota 100, voluta dal loro stesso miglior alleato in Europa: Matteo Salvini.

4 giorni di dibatti,discussioni, incontri bilaterali e tavoli dii negoziato per portare a casa il “tesoretto” di 209 miliardi di euro, che saranno necessari per far ripartire la nostra economia ed insieme quella Europea.con i colleghi europei con ben 209 miliardi nel portafogli.

Il premier che per come aveva esordito due anni fa a palazzo Chigi, il suo ruolo di notaio di un governo improbabile, era stato ampiamente sottovalutato.

Lo stesso errore fatto dai media e da Matteo Salvini, che un anno fa in preda all’euforia del risultato ottenuto alle Europee aveva deciso di defenestrarlo, farlo cadere con un colpo di mano, andare a elezioni anticipate e passare all’incasso dei consensi ottenuto sulla pelle dei migranti, dei diseredati e del M5s.

Matteo Salvini che avrebbe voluto lo scalpo dell”avvocato pugliese tra un Dj set al Papeete, porti chiusi e blocco delle navi sia che fossero delle Ong che della nostra Marina Militare e richieste di “pieni poteri” a Sabaudia.

La Lega con Matteo Salvini dalla richiesta di elezioni e pieni poteri fuori dal governo, ricacciata all’opposizione, e Giuseppe ancora al suo posto, a guidare il Conte 2, passando dalla politica dei porti chiusi alla rivendicazione della sua formazione da cattolico democratico, accreditandosi come figlio legittimo di una delle aree culturali da cui nacque nel 2007 il Partito Democratico, nuovo partner di maggioranza.

Giuseppe Conte dopo aver ridotto Salvini a un farneticante giullare di piazza ha agevolato il declino del dioscuro gialloverde: Luigi Di Miao ,che dopo aver dato le dimissioni da capo politico del M5s ha favorito la rapida affermazione di Conte punto di riferimento per un Movimento senza bussola politica, in preda a una lotta senza quartiere fra gruppuscoli e fazioni in vista dei prossimi Stati generali.

L’abilità tattica del premier, che ha saputo farsi tutelare da Beppe Grillo e Nicola Zingaretti, su cui far poggiare la sua leadership extraparlamentare in compagnia di altri due extraparlamentari.

La gestione della pandemia e la conseguente emergenza Covid, che al di là delle tragedie personali ha fatto di lui un Presidente del Consiglio popolare fra gli italiani.

L’intelligenza politica nel trovare le alleanze giuste in Europa,scommettendo sulla Merckel  che in epoca pre-Covid, si è sempre dimostrata più rigorista di qualsiasi Rutte.

Giuseppe Conte che ha ottenuto tanto adesso deve dimostrare di avere il polso della situazione: polso e visione.

Dovrà gestire una maggioranza che è traballante nei numeri, sfilacciata nelle proposte e il tormentone dei tormentoni: il Mes.

I soldi del Recovery Fund nella migliore delle ipotesi potrebbero arriveranno la primavera prossima con i i margini di bilancio per fare nuovo deficit e nuovo debito da cercare sui mercati saranno sempre più stretti, se non chiusi del tutto.

Il terzo scostamento da 20 miliardi che il governo dovrà chiederà al parlamento entro fine mese sarà l’ultimo possibile per quest’anno con l’incognita che per poterlo votare potrebbero essere necessari i voti di Forza Italia alla quale l’attuale situazione e 209 miliardi da spendere e distribuire fanno gola. Se serviranno altri soldi non c’è che aderire al Mes su cui Conte dovrà confrontarsi con la contrarietà dei M5s e Berlusconi che bussa alle porte del governo per allargare la maggioranza e gestire i fondi Europei per tentare di riavvicinare i vecchi amici e sottrarre consensi a Lega e F.di I. per riportarli nell’alveo di F.I.

Per Conte riuscire a spendere bene i 209 miliardi conquistati in Europa in modo efficace ed efficiente, senza dare soddisfazione agli appetiti politico-elettorali dei partiti di maggioranza e di opposizione, sarà una impresa epocale e biblica anche perché i soldi del Recovery Fund non sono gratis, la parte più consistente sono sotto forma di prestiti e anche quando si parla di sussidi l’Europa vuole la garanzia che siano utilizzati davvero per combattere la crisi da Covid, fare le riforme per rendere l’Italia competitiva e moderna.

Insomma il banco di prova non da poco visto che di riforme, promesse e mai realizzate, nel nostro paese si parla da almeno 30 anni e il solo stellone che brilla sulla testa di Giuseppe Conte sicuramente da solo non basterà.

AEROPORTO FIUMICINO. ARRESTATI IMPRENDITORI E PUBBLICI FUNZIONARI CORROTTI.

La Polizia di frontiera di Fiumicino ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni titolari di aziende con attività nello scalo romano e di un alto funzionario dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) locale.

Aeroporto di Fiumicino

Oltre agli arrestati risultano indagati anche due noti avvocati romani e altri imprenditori e funzionari del medesimo ente.

L’attività investigativa ha fatto emergere un sistema di corruzione con gli indagati che sovvenzionavano regolarmente i pubblici ufficiali affinché sorvolassero su una serie di irregolarità che avrebbero potuto portare alla revoca delle certificazioni necessarie per lavorare in ambito aeroportuale.

Il funzionario arrestato, un uomo di anni 58 anni, veniva sistematicamente remunerato con ogni sorta di benefit: dal pieno dell’auto, ai viaggi gratuiti, dalla messa a disposizione di una lussuosa autovettura, al pagamento dei servizi telepass e della manutenzione ordinaria e straordinaria del parco macchine familiare; non disdegnava, naturalmente, i pagamenti in contanti.

Attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, i poliziotti hanno documentato come l’unica finalità perseguita dai funzionari Enac fosse quella di ottenere un guadagno da ogni loro azione od omissione.

Gli avvocati coinvolti, invece, volevano sfruttare la malleabilità del funzionario pubblico per esportare clandestinamente all’estero ingenti somme di denaro, con ogni probabilità riconducibili a loro clienti, sui quali gli investigatori stanno ancora indagando.

Lo squarcio aperto sul mondo aeroportuale ha fatto emergere un sistema di accreditamento di alcune ditte a discapito di altre, secondo la logica del clientelismo: chi riusciva ad entrare nel ricco mercato dell’aeroporto poi, grazie al consolidato sistema delle amicizie, dei favori e controfavori, rimaneva immune da qualsiasi forma di concorrenza, riuscendo così ad aggiudicarsi sempre lucrosi contratti.

Un noto imprenditore calabrese, ad esempio, grazie alla compiacenza del funzionario arrestato, stava cercando di accaparrarsi il business del trasporto del materiale radioattivo, per il quale aveva già acquistato alcuni aeromobili.

Gli indagati dovranno rispondere di corruzione e concussione nonché di falso, abuso di ufficio, bancarotta per distrazione e violazione delle norme ambientali.

Nel corso dell’operazione sono state sottoposte a sequestro preventivo alcune autovetture che rappresentavano il corrispettivo per l’attività infedele dell’impiegato pubblico.

TERAMO. MAFIA NIGERIANA, 15 ARRESTI CON L’OPERAZIONE ”PESHA”.

Conclusa questa mattina l’operazione “Pesha” dalla questura di Teramo. Le indagini della Squadra mobile hanno individuato una cellula dell’organizzazione mafiosa internazionale Eiye, di origine nigeriana.

volante in notturna

E proprio di nazionalità nigeriana sono le 15 persone sottoposte a fermo per ordine della Direzione distrettuale antimafia di L’Aquila.

Tutti i fermati sono appartenenti alla cellula “Pesha” che aveva la sua influenza su tutta la zona costiera adriatica da Teramo sino ad Ancona.

Impressionante il numero di reati commessi dagli affiliati all’organizzazione mafiosa: riciclaggio ed illecita intermediazione finanziaria verso la Nigeria; tratta di giovani donne sessualmente sfruttate lungo la strada Bonifica del Tronto e sottoposte a violenze e vessazioni; cessione di stupefacenti; reati violenti nei confronti di aderenti ad altri gruppi o punitivi nei confronti di altri connazionali.  

Gli investigatori hanno documentato, anche grazie alla collaborazione di un affiliato che si è dissociato dopo un pestaggio particolarmente duro, violenze nei confronti di affiliati che non hanno rispettato le rigide regole del clan, scontri con l’associazione rivale denominata “Black axe” e ancora intimidazioni a giovani ragazze costrette a prostituirsi, riti di affiliazione e una serie di contatti internazionali in Francia, Germania, Belgio, Svezia con connazionali affiliati alla medesima organizzazione. L’operazione è stata condotta anche con la collaborazione della Squadra mobile di Ancona.

La confraternita

L’organizzazione o “cult” nasce in Nigeria come “Supreme eiye confraternity”.

Il cult è strutturato in articolazioni nazionali denominate “Aviary” suddivise, a loro volta, in cellule territoriali locali chiamate “Nest” (nido).

La simbologia ed i codici linguistici sono garanzia e connotato di segretezza: sono ispirati al mondo degli uccelli (Eiye è un uccello mitologico della tradizione nigeriana) e richiamano colori ed altri elementi individualizzanti comunemente riconosciuti all’interno della comunità nigeriana come simboli tipici del cult Eiye.

L’ingresso nell’Associazione è subordinato ad un rito di affiliazione che avviene alla presenza del vertice e di altri membri del gruppo e nel corso del quale si alternano atti di violenza e riti tribali; al termine viene formulato il giuramento di fedeltà agli Eiye con il quale l’affiliando si impegna al rispetto delle regole dell’associazione denominate “orientation”.

L’ingresso nella confraternita prevede l’obbligo alla partecipazione, mediante il pagamento di una sorta di “tassa di iscrizione”, al finanziamento della confraternita verso la quale gli associati sono a disposizione tendenzialmente “per la vita”.

Durante le riunioni, i capi (denominati Ibaka), definiscono le strategie criminali del gruppo e compiono i riti di affiliazione.

Gli appartenenti al gruppo criminale, cosi come avviene per le mafie tradizionali, si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo, determinando assoggettamento, omertà, controllo del territorio, con particolare riferimento alla comunità nigeriana, ma con inevitabile riflesso su tutta la città.