COSTUME E SOCIETA'

ROMA. MATTEO SALVINI VA A PROCESSO: SEQUESTRO DI PERSONA

Il Senato ha deciso che Matteo Salvini debba essere processato per il caso Open Arms, quando da Ministro dell’Interno sequestrò e impedì lo sbarco dei migranti salvati in mare dalla nave della Ong Open Arms.

Sul Caso migranti, il Senato ha votato l’autorizzazione per mandare a processo il leader della Lega Matteo Salvini per il caso della nave Open Arms quando era ministro dell’Interno. Favorevoli all’autorizzazione sono stati 149, i contrari 141.

La Giunta per le autorizzazioni a procedere aveva deliberato il 26 maggio scorso di negare l’autorizzazione a procedere, ed era sulla relazione della Giunta che i senatori sono stati chiamati a votare.

I favorevoli all’autorizzazione a procedere hanno votato «no» alla relazione della Giunta, mentre i contrari all’autorizzazione hanno al contrario votato sì.

Le dichiarazioni di voto in favore dell’autorizzazione a procedere sono giunte dal M5S, Pd, Iv, Leu, Autonomie mentre i gruppi di centrodestra avevano espresso la loro contrarietà.

La relazione della Giunta per essere approvata necessitava di un quorum di 160 voti, cioè la maggioranza assoluta dei componenti.

La Ong Open Arms : “Occasione per ristabilire la verità dei fatti

Il commento della Ong spagnola Open Arms dopo la decisione dell’Aula di palazzo Madama al via libera del Senato al processo a Matteo Salvini sarà: “un’ occasione importante per ristabilire la verità dei fatti e per riaffermare, una volta per tutte, l’inviolabilità delle leggi internazionali e nazionali che regolano la nostra convivenza civile e che hanno permesso alle democrazie europee di non ripetere gli errori tragici del passato”.

Il voto aggiunge Open Arms, è importante anche per un altro motivo: “non è l’ex ministro che vorremmo fosse giudicato, ma una visione del mondo e della politica”.

La Ong spiega la visione di certa politica ha continuato a preferire l’omissione di soccorso e i respingimenti per procura al soccorso, che ha continuato a scegliere di fermare con azioni amministrative pretestuose le navi umanitarie anziché coordinarle meglio in mare, che ha scelto di chiudere i porti anziché organizzare protocolli di sbarco sicuri, che ha preferito assistere a naufragi in diretta piuttosto che assumersi la responsabilità di dire che la vita ha lo stesso valore per tutti, che siamo tutti uguali davanti alla legge, che di ogni essere umano va tutelata la dignità e che i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno.

Il voto è un passaggio importante ma, conclude Open Arms: resta ancora molto da fare: dalla modifica dei decreti sicurezza all’organizzazione di protocolli di sbarco in grado di garantire la sicurezza e la dignità di tutti, da un sistema di soccorso e di redistribuzione delle persone in tutto il territorio europeo per finire con la sospensione di accordi criminali con paesi illiberali che finanziano trafficanti e miliziani”.