Mese: giugno 2020

ALESSANDRIA. SERVIZIO ESTIVO PER BIMBI DA 0 A 3 ANNI.

Alessandria, 25 giugno 2020

COMUNICATO STAMPA

Servizio Estivo per i bimbi della fascia 0-3 anni Dal 6 luglio e al 7 agosto e dal 17 agosto al 22 agosto

Il Comune di Alessandria in collaborazione con la cooperativa BIOS realizzerà un servizio estivo, presso la struttura del nido ‘Il Campanellino’ destinato agli iscritti ai nidi d’infanzia comunali e alla sezione Primavera per l’A.S. 2019-2020 . “ Con l’approvazione delle linee ministeriali delle scorse settimane ci siamo subito attivati per dare una risposta ad un larga fetta della nostra utenza – ha commentato l’assessore ai Servizi Scolastici, Silvia Straneo – . Era doveroso per noi intervenire in un fascia d’età così delicata a cui solo l’Ente Pubblico può dare una risposta. Si tratta di un progressivo ritorno alla normalità, in attesa della auspicata riapertura dei servizi a settembre, tenendo ben saldo quel filo che ci ha tenuti uniti in tutti questi difficili mesi di emergenza. Le attività che abbiamo proposto nei parchi cittadini sono state un inizio, per consentire di avviare nuovamente un contatto ricreativo, in presenza. Ora finalmente abbiamo gli strumenti, anche normativi, per riprendere la nostra proposta educativa e riaprire le strutture con una ideale prosecuzione dei servizi interrotti” Dalle ore 8 di domani, venerdì 26 giugno, e fino alle ore 24 di sabato 27 giugno sarà possibile iscriversi sulla piattaforma dedicata nella apposita sezione del sito internet del Comune di Alessandria. Il servizio estivo presso il nido d’infanzia comunale ‘Il Campanellino’ sarà riservato esclusivamente alle famiglie con entrambi i genitori lavoratori, alle famiglie monoparentali e a quelle in carico al Servizio Sociale con un numero massimo di 35 bambini sulla base degli spazi a disposizione. I bambini saranno suddivisi in gruppi da n. 5 unità per un totale di n. 25 bambini che potranno frequentare a tempo pieno con orario 8 -16 e n. 10 bambini, anch’essi suddivisi in gruppi da n. 5 unità, che potranno frequentare con orario ridotto scegliendo tra un orario mattutino senza refezione (dalle ore 8 alle ore 12) oppure un orario pomeridiano senza refezione (dalle ore 14 alle ore 18). Questa rimodulazione degli orari è stata prevista per limitare il più possibile, il numero di minori presenti contemporaneamente durante il delicato momento del pranzo e comporterà (limitatamente al periodo di luglio-agosto 2020) una riduzione delle tariffe dalle quali verrà detratto l’importo del buono pasto giornaliero non utilizzato.

SIRACUSA. 4 ARRESTI PER SFRUTTAMENTO DI LAVORATORI, INDEBITA PERCEZIONE DI FONDI PUBBLICI E CORRUZIONE NEI RIFIUTI.

La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito oggi un provvedimento del G.I.P. del Tribunale aretuseo, richiesto della locale Procura della Repubblica e ha arrestato 4 soggetti, 3 imprenditori siracusani e un dirigente pubblico, nell’ambito di un’indagine di polizia economico – finanziaria che, oltre a disvelare la ricorrenza di illecite condotte finalizzate allo sfruttamento della manodopera e all’illecita percezione di contributi pubblici, è altresì culminata con l’individuazione di fatti di corruzione in capo a un dirigente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa.

Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, sviluppate con la collaborazione di personale del NICTAS della locale Procura della Repubblica, hanno in primis disvelato un generale contesto illecito, nell’ambito del quale sono state accertate reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso, viene contestato ai tre imprenditori arrestati, amministratori di fatto di una società operante nel settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti, di avere sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno. Le attività investigative dispiegate, comprendenti anche intercettazioni telefoniche e riprese video sui luoghi di interesse, coniugate con le informazioni rese da alcuni lavoratori, hanno acclarato plurime condotte in violazione di legge.

In particolare, è emerso che ai dipendenti sono stati corrisposti emolumenti con una tariffa oraria (4 euro) inferiore della metà rispetto a quella prevista dai contratti collettivi (8 euro), nonché agli stessi non sono state generalmente corrisposte le indennità di malattia, per il lavoro festivo e notturno e gli straordinari. In sostanza, i tre imprenditori arrestati avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione, riposi, e le disposizioni che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, realizzando un notevole risparmio di spesa nella gestione dei costi di manodopera, beneficiando di un indebito vantaggio concorrenziale rispetto alle altre imprese operanti nello stesso settore.

Nel medesimo contesto d’indagine, è altresì emerso la società ha indebitamente ottenuto dalla Regione Siciliana un finanziamento a fondo perduto di circa ottocento mila euro, già erogato nella misura del 40%, per la costruzione, in Augusta, di una nuova piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi. Per avere la sovvenzione, gli indagati hanno rappresentato agli organi competenti una situazione artificiosa della realtà, dichiarando di osservare gli obblighi dei contratti collettivi nazionali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi dei lavoratori, condizioni necessarie per l’ammissione la beneficio, inducendo, in tal modo, in errore l’ente territoriale sulla sussistenza del diritto alla sovvenzione.

Le evidenze d’indagine rilevano che la società al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando pubblico non aveva i requisiti di ammissibilità per beneficiare dei contributi pubblici in questione. Inoltre, per l’attivazione del nuovo impianto di Augusta, lo stesso soggetto giuridico ha dovuto richiedere una specifica autorizzazione a svolgere l’attività di recupero e riciclo dei rifiuti al “Libero Consorzio Comunale di Siracusa”. In tale ambito è emerso che l’autorizzazione suddetta è stata rilasciata dal dirigente del “X Settore Territorio e Ambiente” una volta raccolto l’impegno ovvero la promessa che i gestori della società lo avrebbero “remunerato” con l’assunzione di due soggetti, segnalati dallo stesso pubblico ufficiale a uno degli amministratori di fatto dell’ente commerciale, ricorrendo pertanto la “corruzione” del pubblico ufficiale interessato.

Ai tre imprenditori arrestati, ristretti presso il carcere di Siracusa “Cavadonna”, vengono contestati, in concorso, i reati di “illecita intermediazione e sfruttamento del lavoro” (art. 603 bis C.p.) e “truffa aggravata” (art. 640, comma 2, C.P.), oltre alle pene previste per il corruttore ex art. 321 C.p.. Al dirigente pubblico, colpito da misura cautelare e anch’esso ristretto presso il carcere di Siracusa “Cavadonna”, viene contestato il reato di “corruzione per l’esercizio della funzione” (art. 318 C.p.). Infine è stato disposto il sequestro della somma di euro 318.620, percepita indebitamente in danno della Regione Siciliana, da eseguirsi, in via diretta e per equivalente, nei confronti della società e dei tre amministratori di fatto arrestati.

PALERMO. IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, SEQUESTRATI DISPONIBILITÀ FINANZIARIE E PATRIMONIALI PER 1,5 MILIONI DI EURO AD ORGANIZZAZIONE CRIMINALE.

Il Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, ha emesso un provvedimento di sequestro, per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, di aziende, immobili, disponibilità finanziarie nei confronti del tunisino M. F. (classe ‘80), eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto dei colleghi del Comando Provinciale di Trapani.

Nel gennaio 2019, il citato M., unitamente ad altri 13 indagati, è stato destinatario di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Barbanera”, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, all’esito della quale lo stesso è stato ritenuto a capo di un sodalizio criminale dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, costituito da cittadini tunisini e italiani operanti tra il Nord Africa e le province di Trapani, Agrigento e Palermo.

Nel periodo monitorato dalle investigazioni (2017-2019), l’associazione a delinquere capeggiata dal M. ha dimostrato di disporre di una solida e radicata struttura organizzativa e di adeguate risorse umane e materiali, potendo contare su numerosi mezzi nautici in grado di effettuare, stabilmente, traversate sulla rotta marittima dalla Tunisia alla Sicilia finalizzate all’ingresso illegale nel territorio italiano di migranti e consistenti quantitativi di tabacchi esteri di contrabbando.

Per ogni “viaggio”, i cittadini extracomunitari arrivavano a pagare anche il prezzo di 3.000 euro. Inoltre, in passato, nel 2012, lo stesso M. F. era stato arrestato per aver detenuto armi ed esplosivi, verosimilmente destinati ad essere utilizzati sul territorio nazionale.

La Procura della Repubblica di Palermo, tenuto conto di tali condotte, ha pertanto delegato accertamenti economico-patrimoniali agli specialisti del GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettati nel tempo da M. F.

Sulle base delle evidenze raccolte il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di un immobile, due aziende e terreni ubicati a Marsala e Mazara del Vallo, nonché di un’autovettura e di disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro.

Una delle due imprese sottoposte a sequestro opera nel settore agro-alimentare, mediante la coltivazione in serra di prodotti stagionali, su terreni estesi per circa due ettari.

La seconda impresa ha esercitato l’attività di ristorazione in una zona centrale di Marsala fino al sequestro avvenuto a conclusione dell’operazione “Barbanera” nel gennaio 2019: attualmente l’azienda, ancora sotto sequestro, è affidata in gestione a un’impresa terza su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria.

Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

MILANO. OPERAZIONE GOLD FISH, TRAMITE BANCA VENDEVANO DIAMANTI CON PREZZI MAGGIORATI. SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 17 MILIONI DI EURO.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno arrestato un noto imprenditore nel settore finanziario operante nel Nord-Italia e hanno sequestrato beni per un controvalore di oltre euro 17.000.000. Inoltre è stata contestata la responsabilità amministrativa degli enti ad una società di consulenza coinvolta nell’attività illecita.

L’attività in argomento, convenzionalmente denominata “GOLD FISH” e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – Sost. Proc. Dott.ssa Grazia COLACICCO, scaturisce dalle risultanze dell’indagine “CRAZY DIAMOND”, conclusa nel 2019, che aveva consentito di accertare la commissione di una truffa, per diverse centinaia di milioni di euro, ai danni di decine di migliaia di risparmiatori, da parte di società che, attraverso il sistema bancario, promuovevano e vendevano diamanti a prezzi notevolmente superiori rispetto all’effettivo valore, paventando agli investitori rendimenti irrealistici ed applicando loro esorbitanti provvigioni.

In particolare, approfondendo ulteriormente i flussi finanziari di una delle società le cui quote erano già state sottoposte a sequestro nella precedente operazione e sviluppando alcune segnalazioni per operazioni sospette, Le Fiamme Gialle milanesi hanno ricostruito il complesso meccanismo di riciclaggio utilizzato per occultare una parte dei proventi della predetta truffa, anche attraverso l’interposizione di numerose persone fisiche e giuridiche.

Le investigazioni, svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno consentito, in pratica, di rilevare che l’imprenditore aveva riciclato e reinvestito i propri guadagni illeciti in fondi gestiti da una società d’investimento lussemburghese nonché finanziando numerose imprese a sé riconducibili, tutte attive nel Centro-Nord Italia nei più diversificati settori economici: un ristorante a Forte dei Marmi, una cava di marmo, una sartoria ed un concessionario di autovetture tutti ubicati in Carrara e due società operanti nel recupero crediti e nell’intermediazione immobiliare con sede in Milano.

Le attività sono state effettuate in Milano, Roma, Varese e nelle province di Lucca e Massa Carrara ed hanno consentito di sottoporre a sequestro n. 53 rapporti finanziari, n. 21 partecipazioni societarie, un immobile e un’autovettura.

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