Mese: giugno 2020

ASTI. POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI DROGA, 20 ARRESTI E 42 INDAGATI.

Asti: operazione “Fiori dell’Est 2019” contro il traffico di droga, 42 indagati

operazione

La Polizia di Stato al termine dell’operazione denominata “Fiori dell’Est 2019” ha arrestato 20 persone che facevano parte di gruppi criminali composti da italiani e stranieri, che acquistavano la droga in Albania per smerciarla nelle piazze di spaccio di Asti.

In carcere sono finiti in 13 mentre altri 4 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari mentre per tutti gli altri è scattato l’obbligo della presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli indagati sono 42 e devono rispondere traffico di droga, rapine, estorsioni e lesioni personali.

L’attività investigativa iniziata nel gennaio 2019 quando, attraverso i ripetuti servizi di contrasto dello spaccio nel capoluogo e nella provincia astigiana, i poliziotti hanno scoperto l’esistenza di una complessa rete di spacciatori e fornitori.

Gli investigatori dopo mesi di intercettazione e di servizi di osservazione hanno delineato uno spaccato dell’attività illecita degli indagati che, organizzati in gruppi distinti, alcuni dei quali in contatto tra loro, avevano costruito una redditizia attività di spaccio, soprattutto di cocaina.

Le numerose cessioni di droga erano sempre precedute da un’attenta attività di perlustrazione in auto o in scooter, delle zone individuate per gli incontri, allo scopo di verificare la presenza delle Forze dell’ordine.

Gli spacciatori, per la maggior parte pregiudicati, in alcune occasioni si sono resi responsabili anche di agguati nei confronti degli acquirenti per il recupero dei crediti.

Le vittime oltre a subire minacce riportavano anche lesioni fisiche serie.

Nel corso delle indagini è stato valutato un giro d’affari di circa 350 mila euro.

L’operazione si è svolta in collaborazione con le Squadre mobili di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Novara, Verbania, Biella, Aosta, Genova e Pavia e con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine di Torino e di sei Unità cinofile.

CATANIA. POLIZIA DI STATO. TRATTA DI ESSERI UMANI.

Tratta di esseri umani: 10 arresti in Sicilia, Piemonte e Veneto

Immigrati clandestini

La promessa di una vita migliore in Italia era quello che si aspettavano giovani e giovanissime ragazze nigeriane. In realtà, arrivate nel nostro Paese, erano costrette a subire ricatti e a prostituirsi.

Questo lo scenario scoperto dalla Squadra mobile di Catania, con la collaborazione delle Squadre mobili di Messina, Caltanissetta Verona, Novara e Cuneo.


L’operazione ha portato a dieci arresti tra Sicilia, Piemonte e Veneto: 6 donne e 4 uomini, tutti nigeriani e facenti parte di un gruppo criminale specializzato in traffico di esseri umani. Quattro destinatari dei provvedimenti restrittivi sono riusciti a sottrarsi all’arresto e sono attualmente ricercati.


Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. 

Le indagini sono partite a seguito delle dichiarazioni di una minorenne nigeriana, arrivata a Catania il 7 aprile del 2017, insieme ad altri 433 migranti con la nave Aquarius di Sos Mediterranée.


Grazie alla collaborazione della giovane, i poliziotti sono riusciti a far luce su una rete che faceva arrivare dalla Nigeria giovani donne, anche minorenni, da avviare alla prostituzione in Italia e all’estero. 


In otto mesi, periodo di durata delle indagini, gli agenti hanno scoperto una ventina di casi di ragazze costrette a prostituirsi, con un movimento di un milione e 200 mila euro attraverso carte di credito e Postepay. 

Le vittime venivano reclutate in Nigeria con tanto di stregone “Ju-Ju man” a officiare il rito JuJu;  l’iniziazione delle giovani prevedeva la procedura del giuramento: la vittima, sotto minaccia,  si impegnava a non denunciare, a non fuggire e a pagare il debito che andava dai 25mila ai 30mila euro. Dalla Nigeria le ragazze venivano poi trasferite in Libia prima di arrivare nei nostri mari.


Una volta giunte in Italia, le vittime venivano sfruttate e smistate in luoghi diversi del territorio italiano.

FIRENZE. POLIZIA DI STATO. SITI DI INCONTRI CON PROFILI FALSI.

Siti di incontri: profili falsi con foto rubate sui social

polizia postale

Tre uomini, in provincia di Firenze avevano un sito di incontri inserendo foto, rubate sui social, di donne ignare di tale attività.

Le foto erano state modificate o corredate da commenti piccanti.

La Polizia postale ha individuato i tre responsabili dei furti denunciandoli.

L’indagine era partita da un passaparola in città dopo un servizio del programma televisivo “Le Iene”.

Molte donne hanno riconosciuto sul sito le loro immagini sottratte dai propri profili Facebook o Instagram ed hanno presentato denuncia.

Per il momento la Polizia postale è risalita all’identità di 179 vittime di tale attività illegale.

Ai tre uomini sono stati sequestrati tutti gli apparati elettronici nella loro disponibilità e sui quali sono stati trovati numerosi riscontri dei reati commessi.

TRIESTE. POLIZIA DI STATO. “EAT ENJOY”, 26 ARRESTI.

Trieste: operazione antidroga “Eat Enjoy”

La droga viaggiava dall’Olanda in Italia su furgoni che avevano l’insegna “Eat Enjoy”, nascosta insieme a prodotti alimentari della tradizione italiana. Da qui il nome dell’operazione di questa mattina condotta dalle Squadre mobili di Trieste e Udine con il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e con la Direzione centrale per i servizi antidroga.

L’indagine ha portato all’arresto di 26 persone, sia in carcere che ai domiciliari. Tra questi alcuni si trovano all’estero; uno dei capi dell’organizzazione è stato arrestato in Olanda. Sono accusati di associazione per delinquere e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e eroina.

I corrieri di droga, entrambi italiani, un 40enne di origini campane ed un 62enne friulano, rispettivamente residenti nelle province di Trieste e di Udine, facevano capo ad un’organizzazione albanese la cui sede di smercio era Rotterdam. L’Associazione aveva cellule sparse in vari centri italiani.

Lo stupefacente, introdotto in territorio nazionale, occultato in vetture attrezzate con doppi fondi, veniva poi consegnato a seconda delle necessità di mercato ai vari referenti territoriali che si occupavano dello spaccio.

Le indagini sono partite dopo le dichiarazioni rese nel gennaio 2018 dal corriere di origini campane, preoccupato dalle minacce ricevute dall’organizzazione criminale. I capi del gruppo lo accusavano infatti di essersi appropriato di un carico di 14 chili di cocaina, azione, a detta del denunciante, mai compiuta. Dopo aver subito brutali maltrattamenti, l’uomo era andato in questura per denunciare l’episodio di cui era stato vittima a Rotterdam e della propria attività criminale quale corriere di cocaina e eroina.

L’uomo inoltre si accusava d’avere introdotto in Italia, per conto dell’organizzazione albanese, circa 750 chili tra cocaina ed eroina a fronte di considerevoli somme di denaro spostate in Olanda quali provento della vendita dello stupefacente.

Da qui i poliziotti, a riscontro di quanto detto dal 40enne, hanno scoperto tutta l’attività illecita dell’organizzazione e i viaggi effettuati dai corrieri dall’Italia all’Olanda.

Dall’aprile al luglio del 2018 i corrieri hanno portato in Italia circa 32 chili di cocaina, a fronte di 500 mila euro consegnata ai vertici dell’organizzazione.

Via via i poliziotti hanno identificato i diversi destinatari delle consegne effettuate a Foligno (Perugia), Perugia, Marina di Grosseto, Toirano (Savona), Genova, nelle provincie di Vicenza e Treviso, nonché ad Arma di Taggia (Imperia). Proprio in questa ultima città, nel luglio 2018, sono stati sequestrati circa 5 chili di cocaina purissima destinata al mercato locale.

Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nonché delle Squadre mobili di Gorizia, Perugia, Genova, Imperia, Grosseto, Pordenone, Savona, Lucca, Vicenza, Treviso, Milano, Brescia e Piacenza.

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