Mese: giugno 2020

ROMA. CONFISCATI BENI PER OLTRE 2 MILIONI DI EURO AD UN PREGIUDICATO.

Passa definitivamente allo Stato il patrimonio, del valore stimato di oltre 2 milioni di euro, riconducibile a M. P. (classe 1968), pregiudicato per usura e traffico di stupefacenti.

La Corte d’Appello di Roma ha infatti confermato la confisca di primo grado, emessa a novembre del 2018, di 15 unità immobiliari situate a nord di Roma e nella zona dei “Castelli romani” – tra cui una prestigiosa villa ad Albano Laziale – già sequestrate dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nel 2017 su disposizione della Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino.

I meticolosi accertamenti economico-patrimoniali eseguiti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, avevano evidenziato, oltre alla caratura criminale di P., la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e le ricchezze nella sua disponibilità, accumulate grazie ai proventi delle attività criminose perpetrate nel tempo.

Oltre alla confisca, la Corte d’Appello ha disposto nei confronti del proposto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 5 anni.

L’esecuzione del provvedimento ablativo riveste un rilevante valore sociale perché restituisce alla collettività i beni illecitamente acquisiti dalla criminalità.

GENOVA. DANNO ERARIALE DI QUASI 20 MILIONI DI EURO NELLE AZIENDE SANITARIE LIGURI.

I finanzieri del Comando Provinciale di Genova hanno eseguito un’attività ispettiva nei confronti delle cinque AA.SS.LL. della Liguria in merito all’indebita erogazione, a personale medico dipendente, di indennità aggiuntive alla retribuzione ordinaria.

L’attività ha avuto origine da una segnalazione operativa, nell’ambito di un progetto a livello nazionale denominato “Viribus Unitis”, del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressioni Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza che, anche in virtù del rinnovato protocollo d’intesa siglato tra la Guardia di Finanza e la Procura Generale della Corte dei Conti lo scorso 28 maggio, è il referente, a livello centrale, per lo sviluppo delle deleghe istruttorie e per il coordinamento informativo per i Reparti dislocati sul territorio nazionale.

Le indagini, svolte dal Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Genova, hanno permesso di accertare l’indebita erogazione di una indennità oraria aggiuntiva di € 5,00 ai medici di guardia medica delle aziende sanitarie liguri.

Gli accertamenti hanno evidenziato una distribuzione a pioggia delle risorse finanziarie disponibili che sono state erogate ai medici in assenza di progetti ovvero in relazione a mansioni ordinarie. L’Accordo Collettivo Nazionale e gli Accordi Integrativi Regionali, invece, prevedono l’erogazione di una indennità aggiuntiva solo per specifiche attività progettuali e per lo svolgimento di attività aggiuntive a quelle normalmente svolte nonché la relativa rendicontazione ed il raggiungimento di obiettivi prefissati, tesi al miglioramento del servizio sanitario.

All’esito degli accertamenti amministrativi, che hanno riguardato il periodo 2009-2019 e, per la sola A.S.L. 3, quello 2007-2017, la spesa sostenuta dalle aziende sanitarie della Liguria, pari a circa venti milioni di euro, è stata segnalata quale danno erariale alla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Liguria.

L’attività di servizio testimonia il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza, principale referente operativo della Magistratura contabile nei procedimenti tesi a salvaguardia della spesa pubblica nazionale e al risarcimento dei danni cagionati alla Pubblica Amministrazione.

ROMA. CONFISCATE 6 IMPRESE RICONDUCIBILI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA.

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito la confisca, disposta dalla Corte di Appello capitolina, di 6 imprese riconducibili al clan F. di Ostia, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Il provvedimento, divenuto definitivo per effetto di pronunce della Corte di Cassazione, rappresenta la conclusione dell’operazione “TRAMONTO”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotta dai Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale e del II Gruppo di Ostia.

In tale contesto, nel marzo 2014 le Fiamme Gialle avevano proceduto all’arresto di 16 persone, tra cui il boss C. F. classe ’49), per intestazione fittizia di beni, aggravata dal metodo mafioso, e al sequestro di varie società. Per tali fatti F. è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione.

Le indagini avevano consentito di accertare come il clan si fosse insinuato e radicato nell’economia legale attraverso la costituzione – per il tramite di compiacenti “prestanome” – di aziende attive nei settori della ristorazione, della gestione di stabilimenti balneari e delle discoteche.

Tale sistema, finalizzato a nascondere la riconducibilità delle aziende ai reali proprietari, era stato architettato per preservare i patrimoni illecitamente accumulati con i proventi dei reati di usura, estorsione e traffico di droga.

Allo scopo di eludere gli effetti del provvedimento cautelare che aveva colpito – nel 2013, nell’ambito dell’operazione “NUOVA ALBA” – alcune società operanti nel noto stabilimento balneare “FABER VILLAGE”, sito sul lungomare di Ostia, C. F. aveva costituito una serie di piccole imprese, intestate a “teste di legno”, che avevano preso in gestione la struttura ricreativa e le varie attività commerciali esercitate al suo interno.

La sentenza in corso di esecuzione comporta la definitiva acquisizione da parte dello Stato delle 6 imprese all’epoca costituite. Lo stabilimento, oggi denominato “VILLAGE”, è aperto sotto il controllo di amministratori giudiziari.

L’odierna attività testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione alle ricchezze accumulate dalla criminalità, per restituirle alla collettività e ristabilire la necessaria cornice di legalità tra gli operatori economici.

CESENA. LA JUVENTUS U23 È CAMPIONE D’ITALIA. BRUNORI E RAFIA RIBALTANO LA TERNANA.

La coppa Italia è bianconera.

Foto Andrea Amato

All’Orogel Stadium Dino Venuti di Cesena è andata in scena la finale di Coppa Italia di Serie C, a contendersi il trofeo Ternana e Juventus U23.

Una gara avvincente ma decisa nel primo tempo. La Ternana passa subito in vantaggio al 6′ con una splendida punizione di Mammarella, Nocchi non può intervenire e guarda il pallone insaccarsi alle sue spalle.

La Juventus, però, grazie al gol si carica e parte all’attacco. I ragazzi di Torino giocano e gestiscono palla come dei veri professionisti e al 12′ pareggiano i conti con Brunori.

La partita per i padroni di casa si complica e cerca di gestire per andare a riposo sull’1 a 1, ma ecco che nei minuti di recupero, dopo vari tentativi, i bianconeri trovano il vantaggio con Rafia, l’esterno sfrutta un pallone rimpallato da un precedente tentativo, il difensore e il portiere della Ternana si scontrano e lasciano colpire a porta sguarnita lo juventino che non sbaglia. Al termine del primo tempo il risultato è di 1 a 2.

Nel secondo tempo le squadre si accorciano e la partita diventa molto tattica e con continui scambi tra le parti. Le occasioni più chiare le crea la Juventus che all’83’ spreca l’occasione del 3 a 1 con Portanova, dopo un primo controllo non eccellente, l’attaccante si ritrova a tu per tu con il portiere e il pallone lungo ma prova a colpire lo stesso sfiorando il palo più lontano.

Al’85esimo la Ternana si complica la vita con l’espulsione di Defendi. La partita dunque finisce così, 2 a 1 dopo 5 minuti di recupero. È la prima volta nella storia del calcio italiano che una squadra B vince un trofeo nazionale.

ALESSANDRIA. COMITATO STOP SOLVAY. CHIESTO IL RINVIO DI 60 GIORNI PER LA PRODUZIONE DI C6O4.

Abbiamo il diritto di sapere! La produzione di c C6O4 da parte di Solvay deve essere sospesa Il 23 giugno è stata dimostrata una grande verità : quando donne e uomini uniti lottano e rivendicano con forza il diritto alla salute e mettono in luce le enormi ingiustizie subite, anche le multinazionali più potenti devono cedere il passo. Se non fosse stato per ciascuna persona che ha gridato il proprio BASTA, l’ampliamento della produzione di C6o4 probabilmente sarebbe già stata approvata dalla Conferenza dei Servizi .

Era normale che Solvay cercasse una via di fuga proponendo un rinvio di 60 giorni: si è trovata con l e spalle al muro. C’erano fin troppe motivazioni per dare un secco parere negativo alla richiesta di ampliamento di Solvay: i limiti del piano presentato, la pericolosità del nuovo PFAS cC6O4, l’incapacità di Solvay di trattenere e non disperdere nell’ambiente i veleni che tratta e produce, i l ritrovamento di svariate sostanze tra cui il C6O4, nel pozzo che alimenta l’acquedotto di Montecastello. L’accettazione da parte della Provincia e delle Istituzioni del la richiesta di rinvio è un’enorme delusione.

Hanno deciso di non decidere, nonostante la negazione all’ampliamento della produzione fosse l’unica scelta credibile per difendere la salute pubblica della popolazione e del territorio . Così come hanno scelto di permettere a Solvay di esercitare tutto il suo potere e la sua prepotenza per ottenere il suo obiettivo .

Non saranno 60 giorni a consentire loro di trovare soluzioni reali ai problemi emersi. Fra 60 giorni Solvay avrà inquinato e continuerà a inquinare esattamente come oggi. Nel frattempo il clima sarà più avvelenato e le persone che Solvay dice ipocritamente di rispettare (cittadini e dipendenti) saranno utilizzati come carne da macello. Ecco spiegate le parole che Solvay sta sventolando in questi giorni: o ci date l’aumento della produzione oppure noi ce ne andiamo.

Solvay non dice come risolverà i problemi, nega l’evidenza, non spiega da quale parte della sua produzione fuoriescono i veleni e non dà tempi e modalità chiari di intervento. Solvay minaccia rabbiosa, perché oggi i suoi enormi guadagni sono profondamente legati al l’assenza di vincoli e al la deliberata possibilità di poter si muovere al di fuori della tutela ambientale e della salute delle persone.

Solvay minaccia perché non è in grado di garantir e che nessuna molecola di veleno fuoriesca in alcun modo dallo stabilimento, non è in grado di garantire la salubrità dell’ aria e delle acque né che le persone non si ammalino e non muoiano per colpa delle sue produzioni . La vera domanda che doveva emerger e dalla Conferenza dei Servizi è: se dallo stabilimento continuano a fuoriuscire sostanze velenose e tossiche come il C6O4 possiamo tollerare che la produzione prosegua anche nei prossimi 60 giorni?

Una domanda semplice, che non può che prevedere una risposta ovvia . La produzione di C6O4 DEVE ESSERE SOSPESA perché l’acqua di Montecastello è stata inquinata, perché è emerso in modo evidente che Solvay non è in grado di garantire che nessuna porcheria esca dall’impianto. Questa evidenza porta con s é necessaria mente altre considerazioni: gli uomini e le donne che per mesi hanno utilizzato l’acqua del pozzo di Montecastello hanno il diritto di sapere quanto quella maledetta molecola sia entrata in contatto con la loro biologia. Gli abitanti della provincia e non solo hanno il diritto di sapere se Montecastello rappresenta un unicum oppure no.

Pretendiamo pertanto la sospensione della produzione di c C 604 e di ogni altro PFAS , pretendiamo la pianificazione dello screening medico della popolazione coinvolta dall’inquinamento partendo da Spinetta e Montecastello , pretendiamo di sapere con assoluta certezza che nessun altro pozzo è stato o è già contaminato .

Comitato Stop Solvay

ALESSANDRIA. SEQUESTRATI IN DUE BOX 7KG DI COCAINA,150 KG DI MARIJUANA E 1,5 KG DI HASHISH.

Secondo una prima stima delle fiamme gialle del capoluogo piemontese, il valore stimato degli stupefacenti si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro.

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato ad un 30enne albanese, titolare di un’impresa edile oltre 7 kg di cocaina, 150 kg di marijuana e 1,5 Kg di hashish.

Ad insospettire i militari è stato l’atteggiamento nervoso dell’uomo durante un controllo di routine nella sua azienda. Il materiale illegale infatti, è stato trovato all’interno di due box, nascosto tra i materiali utilizzati per il proprio lavoro edile. L’uomo è stato arrestato e condotto immediatamente al carcere ad Alessandria.

ITALIA. WORLD DRUGS DAY: GIORNATA DELLA LOTTA CONTRO IL NARCOTRAFFICO.

“Better Knowledge for Better Care” migliore conoscenza per una cura migliore. Questo è il tema del 2020 per la Giornata internazionale contro abuso e traffico di droga, che si celebra oggi in tutto il mondo.

La lotta al traffico di droga da parte della Polizia di Stato è costante e continua sia a livello nazionale che internazionale. La Direzione centrale per i servizi antidroga del Dipartimento della pubblica sicurezza, impegnata nell’attività di prevenzione e contrasto dei traffici di stupefacenti, ha fornito i dati relativi alle operazioni e ai sequestri nei primi mesi del 2020.

Sono oltre 10mila le operazioni antidroga effettuate con 22.307 tonnellate di stupefacenti sequestrati e 14.449 persone segnalate, delle quali 9.472 arrestate. In forte crescita i sequestri di cocaina, ma anche quelli di droghe sintetiche, sostanze stupefacenti ormai conosciute ma in continua evoluzione.

Il contrasto alle droghe si realizza attraverso attività di repressione del traffico e dello spaccio di droga e dei crimini collegati, ma anche attraverso la formazione nelle scuole medie e superiori che coinvolge migliaia di studenti ogni anno. Lo scopo è quello di accrescere conoscenza e la consapevolezza dei rischi legati all’uso di droghe: un obiettivo prioritario se si considera che, dalle denunce presentate nel 2019, risultano in aumento i minorenni, sia italiani che stranieri, coinvolti nello spaccio di hashish e marijuana.

Anche in emergenza Covid, l’Italia è fortemente impegnata a livello internazionale nel traffico di droga, attraverso la cooperazione tra le polizie dei vari Paesi che è la chiave decisiva per il contrasto del fenomeno.

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