Mese: giugno 2020

ROMA. POLIZIA DI STATO. CASAMONICA DA 20 ANNI CONTROLLANO IL QUARTIERE, 20 ARRESTI E BENI PER 20 MILIONI DI EURO SEQUESTRATI

Roma: colpo ai Casamonica, 20 arresti

L’operazione è stata denominata “Noi proteggiamo Roma” e ha colpito il clan dei Casamonica, responsabile di aver tentato di assumere il controllo criminale di alcune zone della Capitale soprattutto per quanto riguarda estorsione e usura.

Venti persone sono state arrestate, di cui cinque ai domiciliari, dai poliziotti della Squadra mobile di Roma, del Servizio centrale operativo e del commissariato Romanina.

Sono responsabili di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e intestazione fittizia di beni. Il clan era radicato da oltre 20 anni nei quartieri Romanina, Anagnina e Tuscolano, ma anche nei comuni limitrofi a Roma come Grottaferrata, Frascati, Albano, Monte Compatri e San Cesareo.

I poliziotti della Divisione polizia anticrimine della questura di Roma, nella stessa operazione di questa mattina, hanno sequestrato beni, ai fini di confisca, per oltre 20 milioni di euro.

Dalle indagini, compiute attraverso intercettazioni, videoriprese, testimonianze, perquisizioni, i poliziotti sono riusciti ad individuare la struttura dei Casamonica. Vari nuclei familiari costituivano il clan, tutti collegati tra loro in maniera orizzontale e non piramidale. Ognuno di essi aveva autonomia propria ma sempre pronti ad unirsi per far fronte a pericoli e minacce provenienti dall’esterno.

 Fondamentali sono state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui un appartenente alla famiglia, che hanno permesso di definire l’organigramma e le dinamiche del clan, altrimenti impossibili da ricostruire considerato l’utilizzo del sinti, lingua difficilmente decifrabile.

Nelle intercettazioni è emersa  la volontà dei Casamonica di controllare il territorio di Roma e di salvaguardarlo dalle infiltrazioni di camorristi e cosche di ‘Ndrangheta.

Il ramo dei Casamonica colpito stamattina, gestiva grossi giri di estorsione e usura con la forza di intimidazione e assoggettamento, creando un legame a vita con i debitori. Le cifre di interesse aumentano esponenzialmente se le somme non venivano corrisposte alle scadenze fissate. Nel corso delle indagini gli agenti hanno ritrovato, nascosto sotto terra, un involucro avvolto da nastro isolante che custodiva assegni bancari e fogli con scritti i nomi delle vittime di usura con l’indicazione dell’importo della rata mensile e degli interessi da restituire.

 “L’operazione è importante per l’aspetto repressivo in quanto tale perché colpiamo il gruppo mafioso dei Casamonica, noti a Roma da tempo e che avevano colonizzato la parte Sud-Est della Capitale e in parte anche i Castelli”. Così Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

Congelato anche il patrimonio del clan che riguarda beni immobili, beni societari e oltre 140 conti correnti per un totale di oltre 20 milioni di euro. In particolare 7 immobili, tra cui due ville, quote di sei società, 1 ditta individuale, una stazione di servizio carburanti, un bar tabacchi, quote di un complesso immobiliare.

Donatella Fioroni

LECCE. G.di F.- SEQUESTRATI 350 KG DI DROGA.

Comando Provinciale Lecce

Nel corso di un’operazione di servizio volta al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce hanno inferto un duro colpo al narcotraffico internazionale che trova nella penisola salentina uno snodo cruciale dei propri affari essendo, per la sua posizione geografica, la porta d’Oriente dell’Europa.

Le attività sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce, che all’esito di alcuni riscontri investigativi hanno immediatamente intensificato il dispositivo di pattugliamento lungo il litorale salentino-adriatico, con lo scopo di intercettare eventuali carichi “sospetti” provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico, complice le belle giornate dell’ultimo periodo, ideali per mimetizzarsi tra bagnanti e diportisti.

Veniva così individuata un’imbarcazione che, giunta in località Torre Chianca (LE), si faceva largo tra i numerosi bagnati intenti a godere della bella giornata estiva, venendo prontamente recuperata da un fuoristrada, caricata su un carrello per essere poi trasportata altrove. La forma dello scafo però insospettiva i finanzieri, lasciando presumere che potesse essere stata modificata per creare un doppiofondo, anche se apparentemente attrezzata con reti e canne da pesca.

E’ stato, quindi, rapidamente attivato un pedinamento nella zona facendo affluire altre pattuglie in borghese, consentendo di circoscrivere un’area delle operazioni nei pressi di un’abitazione privata posta nell’agro retrostante la località litoranea di approdo dello scafo che veniva rapidamente ricoverato e nascosto da sguardi indiscreti.

I finanzieri del G.I.C.O. di Lecce hanno quindi “cinturato” l’area mimetizzandosi tra la macchia mediterranea, pronti per il bliz. Al momento dell’irruzione, un grosso fuoristrada con a bordo due complici ha iniziato una rocambolesca fuga ad alta velocità tra le strade sterrate di Torre Chianca, speronando una delle auto di servizio che si era posta di ostacolo per bloccarne la fuga che riusciva, con manovra repentina, ad evitare un urto frontale ad altissima velocità.

L’inseguimento proseguiva su un breve tratto di strada provinciale, prima che il grosso fuoristrada si lanciasse tra le strade di campagna per sfuggire alla caccia, ma a causa dello scoppio di un pneumatico, veniva abbandonato dai due occupanti che si davano alla fuga a piedi.

Uno veniva inseguito dai militari e prontamente bloccato, l’altro si dava alla macchia sfruttando la folta e impervia vegetazione del luogo.

Dopo alcune ore di ricerca il fuggitivo, individuato dai militari del G.I.C.O. che avevano continuato a dargli incessantemente la caccia tra la vegetazione e tra i campi, tentava nuovamente la fuga tuffandosi in una palude dell’agro di borgo Grappa, nelle campagne leccesi, ma veniva ugualmente raggiunto e bloccato in acqua dai militari mentre tentava di immergersi per far perdere le proprie tracce.

Nel frattempo, all’interno della villetta utilizzata dai malviventi come base d’appoggio, un altro complice leccese – che aveva cercato di darsi alla fuga alla vista dei finanzieri – veniva anche lui inseguito e bloccato dai militari del G.I.C.O. che, dopo la perquisizione, rinvenivano un grosso quantitativo di stupefacente: ben 87 sacchi di marijuana e 6 panetti di hashish, per un peso complessivo di quasi 350 kg, ed uno scafo di 5,50 mt con doppiofondo che era stato utilizzato per trasportare e nascondere il carico illecito. La vendita al dettaglio dello stupefacente avrebbe fruttato all’organizzazione criminale ben oltre 3 milioni di euro.

Su ordine del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, K.Z. di 48 anni, A.F. di 51 anni e A.S. di 41 anni sono stati arrestati per detenzione, traffico di stupefacenti e resistenza e condotti presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

NAPOLI. G.di F.- SEQUESTRATE 3 TONNELLATE DI HASHISH E 190 KG DI PASTICCHE DI ANFETAMINE.

Comando Provinciale Napoli

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha sequestrato dentro di un container in sosta presso il porto di Salerno 2.800 kg di hashish e 1 milione di pasticche di anfetamine (peso complessivo 190 kg).

Gli stupefacenti erano nascosti in un carico di copertura costituito da oltre 4.500 capi di abbigliamento di varie marche, risultati contraffatti e sottoposti a sequestro.

L’ispezione del container è avvenuta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con l’impiego di un apparato scanner.

L’individuazione del carico è il frutto dell’incrocio delle risultanze investigative del G.I.C.O. di Napoli con l’analisi della documentazione acquisita presso le società di navigazione da cui è emerso che il container era giunto dalla Siria presso il porto di Salerno.

L’Agenzia delle Dogane aveva interdetto l’uscita dal porto del container in attesa di una ispezione doganale in quanto dall’analisi di rischio era emersa un’anomalia della rotta commerciale.

Per quanto riguarda le droghe sintetiche si tratta di un sequestro di assoluta rilevanza, sia per il quantitativo sia per il particolare allarme sociale legato all’uso delle sostanze soprattutto da parte dei giovani.

ROMA. G.di F.- FRODI ON LINE CON FALSI SITI ASSICURATIVI.

Roma, 15 giugno 2020

Operazione Fake insurance - Smantellata la rete dei falsi broker assicurativi RC auto online

Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche

Oltre 220 i siti Internet privi di autorizzazione da parte dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) creati ad hoc con l’unico scopo di truffare: un business milionario che ha visto migliaia di cittadini indotti ad acquistare polizze assicurative per la responsabilità civile della propria auto, apparentemente convenienti, ma che in realtà non offrivano alcuna copertura.

Oltre al danno derivante dal raggiro, i cittadini rischiavano, in caso di un sinistro o di un controllo di polizia, il sequestro del veicolo, il ritiro della patente o addirittura una denuncia.

Per essere credibili, i siti promuovevano false RC Auto con i loghi delle principali compagnie assicurative simulando perfino un impeccabile servizio ‘online’ di assistenza al cliente con un risparmio sostanziale rispetto agli operatori onesti sul mercato.

Peculiari le tecniche di occultamento adottate dai criminali: i Registrant dei portali truffaldini erano quasi sempre cittadini vittime di furto d’identità e spesso tra coloro che avevano acquistato una polizza; le utenze telefoniche utilizzate per le Chat ed i relativi account di posta elettronica intestati a prestanomi.

Per identificare i 44 responsabili agli uomini del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza sono stati necessari gli accertamenti finanziari sugli strumenti di pagamento (quasi sempre Carte Postepay) indicati dai criminali nei siti per ricevere il premio delle false polizze assicurative.

La relativa analisi dei flussi e delle movimentazioni economiche in entrata ed uscita ha consentito di quantificare il raggiro in oltre 3 milioni di euro.

Gli esiti dell’Operazione ‘Fake Insurance’, coordinata sin dal 2019 dalla Procura della Repubblica di Milano, nelle persone del Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Greco, del Procuratore Aggiunto, dott. Eugenio Fusco e del Sostituto Procuratore, dott. Christian Barilli, hanno portato alla identificazione e denuncia dei 44 responsabili del raggiro.

Le indagini si sono orientate, per la prima volta in Italia, anche sulla responsabilità in concorso degli Internet Service Provider e dei “colossi del Web”, ovvero i principali motori di ricerca internazionali. L’iniziativa scaturisce dalla presenza in rete degli elenchi dei siti Web irregolari periodicamente pubblicati dall’IVASS nonché di numerose segnalazioni su blog, forum e siti Internet di truffe subite dagli utenti riconducibili a quelle piattaforme.

Gli inquirenti hanno ricostruito il comportamento tenuto dagli ISP per ciascuno dei 222 siti Internet dediti alla vendita di false assicurazioni online segnalandone alla magistratura 6 che, pur disponendo degli strumenti informativi utili ad apprendere l’illiceità dei portali, non avevano rimosso le informazioni illegali e disabilitato l’accesso al sito.

Considerata la particolare sensibilità dei dati che i truffatori chiedevano per simulare la vendita della polizza (documenti di identità e del veicolo), gli stessi sono stati segnalati anche per trattamento illecito dei dati in quanto tali informazioni venivano conservate su server all’estero, in violazione alle norme del codice della privacy.

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