ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. FESTA DELLA REPUBBLICA DELL’ITALIA DIVISA E DIMENTICATA.

L’ALTERNATIVA ALLA POLITICA GRIDATA, MALEDUCATA CHE NON SI CONFRONTA SUI PROGRAMMI, MA SI NUTRE DI ATTACCHI BECERI PERSONALI CONTRO L’ALTRO, IL NEMICO DA ABBATTERE, L’EUROPA, IL GOVERNO C’E. NON POSSIAMO ADEGUARCI ALLA POLITICA MALEDUCATA DELLE DESTRE.

L’ex sindaco di Alessandria Rita Rossa sulla sua pagina Facebook ha criticato la presenza del sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sia alle celebrazioni per la Festa della Repubblica, sia al flash mob organizzato dalla Lega in Piazza Marconi a pochi minuti di distanza.

Signor Sindaco,
La fascia che sta indossando per celebrare la Repubblica, nata dalla lotta partigiana e dalla Resistenza, ha una sacralità laica. Il sangue versato per essa e le vite ad essa dedicata non meritano oltraggi.
Lo dica a chi in nome Suo, come lei, è eletto.
Dica al suo capitano che il dissenso non può mai essere sfregio della Repubblica democratica e nemmeno pagliacciata.
Lei è il sindaco di tutti e mi auguro che non vorrà scegliere di esserlo solo per una parte e ancor di più esporsi al ridicolo di rendere onore alla Repubblica e al suo Capo dello Stato e subito dopo trasferirsi a pochi passi in una piazza dove tutto questo viene contestato. Il dissenso è sacro ed è garantito dalla nostra Costituzione e proprio per questo esercitarlo oggi è un po’ come negarne il valore.


L’alternativa la dobbiamo costruire insieme in ogni casa e famiglia, nella società e nello Stato per dire basta con la politica maleducata.

La manifestazione, il flash mob della lega in piazza Marconi si commenta da se. Non servono molte parole per descrivere le motivazioni”profonde” della manifestazione. Gli slogan scritti sui cartelli recitano i temi da sempre cari alla lega e al centro destra: Pace fiscale e stop alle cartelle esattoriali, stop sanatorie clandestini ecc. ecc.

Slogan obsoleti, che puzzano di vecchio, di logoro che nulla hanno a che fare con l’Italia intenta a ripartire, un mondo che vuole ripartire creando condizioni di vita migliori per tutti e non solo per una parte, quella furba, scaltra che fa pagare gli altri e pretende servizi gratuiti e professionali come scuola e sanità. Una crisi da cui si può uscire migliori o peggiori, ma non come eravamo prima perché si sono creati nuovi presupposti per l’allargamento della forbice tra ricchi e poveri, tra chi ha speculato sulla malattia e la salute delle persone e chi si è messo a disposizione senza chiedere niente in cambio.

Tutto perfetto se non fosse che la più grande sanatoria a favore dell’immigrazione clandestina fu fatta dal governo Berlusconi-Bossi-Fini, l’evasione fiscale, il mancato pagamento di tasse e contributi hanno contribuito allo sfascio della sanità pubblica (quella che in questi mesi è stata impegnata in prima fila contro il Covid-19 e che conta oltre 150 morti tra medici e infermieri). Tutto perfetto in piazza Marconi a parte che in prima fila a manifestare ci fosse il sindaco double-face, che a pochi minuti di distanza con l’agilità di un trasformista è riuscito ad essere rappresentante delle istituzioni, con tutti gli obblighi che ne derivano, e contestatore di quelle istituzioni che dovrebbe rappresentare indossando la fascia tricolore, ma Gianfranco la fascia se la è tolta e quindi in quel momento rappresentava interessi privatissimi, che non commentiamo.

Tutto perfetto anche il chiarimento che il sindaco era pienamente d’accordo con il transennamento del centro storico di Alessandria nella sera della movida, ma una domanda ci viene spontanea: “Signor sindaco come ci si sente nei panni di governante e oppositore del suo stesso governo(perché le tasse locali i cittadini continuano a pagarle nonostante le sue manifestazioni e i flash mob)?

LE MANIFESTAZIONI DEI GILET ARANCIONI RADUNATI DAL EX GENERALE PAPPALARDO, GIA’ CONDANNATO DAL TRIBUNALE MILITARE PER CALUNNIA. LE ADUNATE DI PIAZZA ORGANIZZATE DAL CENTRO DESTRA CONTRO IL GOVERNO. LE AMMUCCHIATE PER DIMOSTRARE, FORSE, CHE IL CONTAGIO E’ UNA INVENZIONE PER TOGLIERE LA LIBERTA’ AL POPOLO, ISTITUIRE UNA SORTA DI DITTATURA MEDIATICA DEL GOVERNO PER CONTROLLARE SOCIALMENTE IL POPOLO ITALIANO.

Milano. Movimento Gilet Arancioni in Piazza Duomo Manifestazione con Generale Antonio Pappalardo (Carlo Cozzoli/Fotogramma, Milano – 2020-05-30) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

La destra che scende in piazza nel giorno più importante per la Repubblica e tenta di appropiarsi di quello che è patrimonio comune di tutta l’Italia: la cacciata della monarchia, la nascita della Repubblica e la democrazia.

DOMENICO RAVETTI SULLE ADUNATE DELLE DESTRE: < Dobbiamo imparare a dire alla politica maleducata e diseducante della propaganda demagogica, della lotta faziosa per il potere, delle egemonie autoritarie e intolleranti, se vogliamo realizzare la politica “educata” del buon governo rappresentativo, che agevola, correggendo e non reprimendo, l’autogoverno sociale. Dobbiamo imparare a rifiutare l’antipolitica di gruppi e privati, che rivendicano la cattiva libertà dei propri egoismi localistici, corporativi, individuali, e a perseguire invece quella politica che si fa senso comune del bene comune, tavola di valori di solidarietà e di uguaglianza, comportamento giusto, e sa costruire dal basso, dall’interno di ciascuna casa e famiglia, la società e lo Stato, non in antagonismo, ma in alleanza. >

A Roma doveva essere un flash mob, una convocazione simbolica, ma contrariamente alle aspettative la strada si è riempita per dare vita a un affollato corteo, che a abbandonato in breve le prudenze imposte dal rischio di contagio da “coronavirus”.

Le persone richiamate in strada dagli annunci di Salvini e Meloni erano alcune centinaia, forse qualche migliaio, che hanno srotolato e portato in processione in piazza del Popolo un tricolore da 500 metri, largo 3 metri.

I toni trionfali di Salvini tra selfie,slogan e assembramenti: “E’ la prima manifestazione della storia in cui abbiamo detto alla gente di stare a casa e di non venire, ma la voglia di tornare a una vita vera è tanta. È bello ritrovarsi, con buon senso perché la malattia è ancora dietro l’angolo”. 

Il centrodestra sfila nel cuore di Roma e divide l’Italia con lo slogan: “l’Italia non si arrende”, intonano l’inno di Mameli, parlamentari e gente comune e scandiscono cori contro il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Le polemiche sul mancato rispetto del distanziamento anticontagio in piazza del Popolo e in via del Corso non sono mancate: il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci commenta: “C’erano tanti modi per manifestare il proprio dissenso. Salvini e la Meloni ovviamente hanno scelto il peggiore, fregandosene dei sacrifici di milioni di italiani. Che pena”. 

Il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli annuncia un esposto alla procura di Roma: “La manifestazione della destra oggi a con Salvini e Meloni a Roma è un fatto vergognoso, sono state violate tutte le misure sanitarie e tutto ció é uno sfregio a chi ha combattuto, come gli operatori sanitari, contro la pandemia da Covid19. Quella di oggi era una manifestazione non autorizzata, tutti senza mascherine e la provocazione di Salvini di levarsi la mascherina è un fatto di una gravità inaudita e per questa ragioni presentiamo oggi un esposto alla procura della Repubblica affinché apra immediatamente una indagine. Chi manifesta oggi è quella stessa destra sovranista che invece non si riconosce nel 25 aprile, data senza la quale non ci sarebbe la democrazia e la Repubblica che è costituzionalmente antifascista, non dimentichiamolo mai. Meloni e Salvini hanno dimostrato oggi di non amare l’Italia, come accaduto ad esempio con il voto contrario su Recovey Fund e come dimostrato con la loro alleanza”.  

Per Paolo Cento di Sinistra Italiana-Leu: “il 2 giugno è festa della Repubblica italiana e non certo occasione per inaccettabili provocazioni della destra: c’è da rimanere allibiti per quanto accaduto questa mattina a piazza del Popolo a Roma. E pensare che Salvini e Meloni per il 25 aprile avevano fatto una vera e propria gazzarra mediatica per il ricordo al Pigneto e in altre piazze italiane della Resistenza, arrivando ad evocare addirittura gli untori. E oggi cosa si dovrebbe dire?”.

Giorgia Meloni sostiene che “Non bisogna bluffare. Perché il dialogo si fa in due. Finora abbiamo visto un presidente del Consiglio che voleva il dialogo e un Movimento 5 stelle che lo sabotava. Per questo oggi chiediamo la diretta streaming: si facciano le riunioni di coordinamento e di dialogo tra il Governo e le opposizioni in diretta perché ogni italiano possa vedere chi si comporta come, chi fa delle proposte e se quelle proposte vengono tenute in considerazione. Non capisco perché la trasparenza dovrebbe fare paura al governo”. 

Il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova:“Mi batto perché il futuro non sia quello disegnato dal populismo di Di Maio che guida l’agenda del governo Conte esattamente come mi batto perché non sia quello del sovranismo di Salvini: l’unità morale repubblicana è rappresentato dall’attaccamento alle istituzioni e alle regole costituzionali, condivise e da condividere senza distinzioni di parte. Lo spirito repubblicano ci chiede di non rinunciare a perseguire i nostri obiettivi e di non accettare e non condividere, in un momento cruciale come questo, scelte che riteniamo dannose per l’Italia”.

L’iniziativa del centrodestra non è sfuggita ai gruppi neofascisti che in piazza del Popolo hanno manifestato a qualche decina di metri dai leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.